Massimario di Diritto Bancario


FORMA

Contratti di finanziamento: il mancato deposito del contratto in originale comporta la nullità per assenza di forma scritta. Opposizione a decreto ingiuntivo - Prestito personale - Eccezione ex art. 214 e 215 c.p.c. - Nullità del contratto per assenza di forma scritta - Revoca del decreto Ingiuntivo.
Dinanzi alla pacifica esistenza dell’obbligo di forma ad substantiam in relazione ai contratti di finanziamento, ex art. 117 TUB (esteso anche ai contratti di credito al consumo, ex art. 124 TUB nella versione ratione temporis applicabile alla presente fattispecie) ed all’eccezione formulata dagli opponenti, circa il disconoscimento della conformità della copia del finanziamento prodotto da controparte unitamente al ricorso monitorio rispetto all’originale, la mancata produzione in giudizio dell’originale del documento disconosciuto, comporta la nullità del contratto di prestito personale per difetto di forma scritta. (Francesco Pederzani) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 17/01/2018.


Mancato perfezionamento dei contratti di conto corrente e di apertura di credito monofirma. Contratto di conto corrente e di apertura di credito – Mancato perfezionamento per violazione dell’art. 1326 c.c. o nullità ex art. 117 TUB per mancanza di forma scritta (monofirma) – Rideterminazione del saldo con espunzione di ogni onere economico senza applicazione di alcun tasso debitore (quesiti al CTU).
Stante il principio nomofilattico sancito da Cass. civ. Sez. III, sent., 07-03-2017, n. 5609, Pres. Vivaldi, Rel. D’Arrigo, per il quale “la mancanza di forma scritta per il contratto di apertura del conto corrente n. OMISSIS) dovrebbe comportare la nullità dell’intero rapporto ai sensi dell’art. 117, commi 1 e 3, T.U.B. con conseguenti obblighi restitutori di tutti gli interessi percepiti”, qualora l’attore correntista eccepisca l’omesso perfezionamento dei contratti di conto corrente e di apertura di credito per il mancato completamento del meccanismo negoziale previsto dall’art. 1326 c.c., o, comunque, la nullità di tali contratti ex art. 117 TUB perché sottoscritti dal solo cliente, è legittimo chiedere al CTU di procedere al ricalcolo del saldo del conto corrente espungendo ogni onere economico a titolo di anatocismo, interessi a debito, spese, CMS, commissioni di affidamento e tenuta conto comunque denominate, intra fido ed extra fido, antergazione e postergazione valute, senza applicazione, in luogo dei tassi debitori convenzionali, di alcun tasso debitore, neanche quello legale”. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 23/11/2017.


Mancanza di forma scritta del contratto di conto corrente e rideterminazione del saldo con espunzione di ogni onere economico applicato, interessi compresi. Contratto di conto corrente - Nullità ex art. 117 TUB per mancanza di forma scritta - Rideterminazione del saldo con espunzione di ogni onere economico senza applicazione di alcun tasso debitore (quesiti al CTU).
Stante il principio nomofilattico sancito da Cass. civ. Sez. III, Sent., 07-03-2017, n. 5609, Pres. Vivaldi, Rel. D’Arrigo, per il quale “la mancanza di forma scritta per il contratto di apertura del conto corrente n. OMISSIS) dovrebbe comportare la nullità dell’intero rapporto ai sensi dell’art. 117, commi 1 e 3, T.U.B. con conseguenti obblighi restitutori di tutti gli interessi percepiti”, nell’ipotesi in cui in l’attore correntista eccepisca la mancanza della forma scritta del contratto di conto corrente e la banca convenuta non dimostri il contrario a mezzo deposito dei contratti in giudizio, il CTU deve procedere al ricalcolo del saldo del conto corrente espungendo ogni onere economico a titolo di anatocismo, interessi a debito, spese, CMS, commissioni di affidamento e tenuta conto comunque denominate, intra fido ed extra fido, antergazione e postergazione valute, senza applicazione, in luogo dei tassi debitori convenzionali, di alcun tasso debitore, neanche quello legale”. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 22/11/2017.


Contratti bancari mono-firma, rilevanza usuraria della commissione di massimo scoperto. Contratti bancari – Forma scritta per la validità – Conclusione mediante scambio di corrispondenza – Ammissibilità

Prove documentali – Scrittura privata sottoscritta dal solo convenuto – Produzione in giudizio – Equipollente della sottoscrizione dell’attore – Condizioni

Prove documentali – Scrittura privata sottoscritta dal solo convenuto – Produzione in giudizio – Equipollente della sottoscrizione dell’attore – Momento di conclusione del contratto e decorrenza degli effetti – Dalla data della produzione in giudizio – Esclusione

Prove documentali – Scrittura privata sottoscritta dal solo convenuto – Produzione in giudizio – Equipollente della sottoscrizione dell’attore – Momento di conclusione del contratto e decorrenza degli effetti – Dalla data della stipulazione – Affermazione

Contratti bancari – Forma scritta per la validità – Conclusione mediante scambio di corrispondenza – Condizioni – Prova della conoscenza dell’accettazione – Per testi e presunzioni – Ammissibilità

Usura – Commissione di massimo scoperto – Costo inerente all’erogazione del credito – Fattispecie ante DL 185/08

Usura – Poteri dell’autorità amministrativa secondo la legge n. 108/96 – Rilevazione statistica dell’andamento dei tassi medi di mercato – Affermazione – Potere di escludere la rilevanza usuraria di costi inerenti all’erogazione del credito – Esclusione

Usura – Commissione di massimo scoperto – Costo inerente all’erogazione del credito – Fattispecie ante DL 185/08 – “Separata rilevazione” della commissione (circolare Banca d’Italia 2 dicembre 2005 n. 12) – Incompatibilità con la legge n. 108/96 – Disapplicazione

Usura – Commissione di massimo scoperto – Costo inerente all’erogazione del credito – Fattispecie ante DL 185/08 – Computo nel TEG della somma addebitata a titolo di commissione senza rettifica del TEGM – Affermazione .
Gli artt. 117 TUB e 23 TUF non sono incompatibili con la conclusione del contratto dell’intermediario bancario o finanziario mediante scambio di corrispondenza, non prescrivendo che risultino da unico documento le sottoscrizioni di entrambe le parti. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Per regola giurisprudenziale consolidata, da circa un settantennio, la produzione in giudizio da parte dell’attore della scrittura firmata dal solo convenuto (“scrittura mono-firma”) costituisce valido equipollente della sottoscrizione dello stesso attore, ai fini del perfezionamento del contratto, a condizione che: a) l’attore faccia valere gli effetti negoziali del contratto; b) il convenuto non abbia, medio tempore, revocato la proposta; c) la scrittura non sia fatta valere dagli eredi o aventi causa di una delle parti o nei loro confronti, dato che costoro non potrebbero efficacemente accettare in luogo del loro autore, non subentrando di regola nella posizione di oblato o proponente. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Poiché ogni proposta perde effetto, ancorché non revocata né irrevocabile, dopo che è decorso il termine per l’accettazione (stabilito dal proponente, dalla natura dell’affare o dagli usi: cfr. art. 1326 co. 2 c.c.).e non può restare indefinitamente pendente, non è ammissibile che il contratto mono-firma si abbia per concluso soltanto al momento della produzione in giudizio ((Cass. 24 marzo 2016 n. 5919 et al.). Egualmente non è possibile che il contratto, di cui è provata la conclusione tramite produzione in giudizio della scrittura mono-firma, abbia efficacia soltanto ex nunc, poiché tale considerazione svuota di significato la produzione in giudizio, malgrado la dichiarata equiparazione degli effetti, ogni qual volta sia rilevante il comportamento tenuto dalle parti nel tratto di tempo tra la formazione della scrittura e la sua produzione in giudizio. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Per evitare queste aporie, deve ritenersi che la produzione in giudizio della scrittura mono-firma “non determina la costituzione del rapporto ex nunc, ma supplisce alla mancanza della sottoscrizione di detta parte con effetti retroagenti al momento della stipulazione”, ossia che la regola giurisprudenziale “produzione vale sottoscrizione” non attenga alle regole di formazione del contratto, ma a quelle di prova in giudizio di contratti già conclusi; prova semplificata perché colui che fa valere la scrittura privata in giudizio è esonerato dalla prova della propria sottoscrizione. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Resta fermo l’onere di provare le altre condizioni per la valida conclusione del contratto, cioè che: 1) il regolamento di interessi sia fatto per iscritto; 2) sussista la sottoscrizione della parte contro cui la scrittura è fatta valere; 3) il proponente abbia conoscenza dell’accettazione dell’oblato, scritta e sottoscritta.
La prova della conoscenza, al fine di stabilire il momento di conclusione del contratto, può essere data con qualsiasi mezzo attendibile e concludente, anche per testi e presunzioni e quindi, a fortiori, per ammissione del convenuto stesso, senza che a ciò osti l’art. 2725 c.c. (richiamato da Cass. 24 marzo 2016 n. 5919), quando il contratto deve farsi per iscritto a pena di nullità, poiché l’oggetto del limite probatorio verte sulla dichiarazione (scrittura) e sulla sua paternità (sottoscrizione), non sugli altri elementi pur necessari al perfezionamento della fattispecie contrattuale, come la ricezione e conoscenza delle dichiarazioni da parte dei loro destinatari. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Secondo la posizione espressa dalla stessa Banca d’Italia (nella circolare 2 dicembre 2005 n. 12) la c.m.s. è costo inerente all’erogazione, pur se rilevata separatamente rispetto alle altre remunerazioni e spese per la ritenuta difficoltà di prevedere, con prognosi ex ante, l’effettiva incidenza della c.m.s. “storica” sul complessivo costo del credito. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

La “separata rilevazione” della c.m.s., nelle istruzioni anteriori alla versione “agosto 2009”, non può avere l’effetto di escludere la c.m.s. dalla verifica di usurarietà ai sensi dell’art. 644 c.p. e ciò in quanto la legge n. 108/96 ha demandato all’autorità amministrativa di fare una rilevazione statistica dell'andamento dei tassi medi di mercato (praticati dal sistema bancario-finanziario e distinti per classi omogenee di operazioni), ma non il potere di definire la fattispecie usuraria e di escludere la rilevanza di costi comunque collegati all’erogazione del credito. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Malgrado il contrario avviso di Cass. 22 giugno 2016 n. 12965, ostano all’applicazione del regime c.d. del margine (descritto nella circolare 2 dicembre 2005 n. 12) l’incompatibilità con la legge n. 108/96, che prescrive la rilevazione di un tasso medio “globale” (art. 2) e perciò onnicomprensivo. Alla globalità segue anche l’unicità del “limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari” (art. 644 co. 3 c.p.), che è determinato nel “tasso medio risultante dall'ultima rilevazione […] aumentato dello spread. O il costo è inerente alla concessione di credito, e allora deve rientrare nel TEGM e rientra senz’altro nel TEG, oppure ne è estraneo. Viceversa, il regime del margine introduce due distinte coppie di tassi medi e relative soglie, una pertinente la globalità della remunerazione dell’intermediario, l’altro la sola c.m.s., rendendo frastagliato e non uniforme “il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari” e ingenerando irrazionali disparità di trattamento. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)  

Poiché appare altresì impossibile il ricalcolo ab ovo del TEGM, comprensivo della c.m.s., non essendo accessibile al pubblico la massa di dati utilizzati dalla Banca d’Italia per la rilevazione statistica, deve ammettersi per esclusione il raffronto tra il TEG del contratto, compresi i costi addebitati per la c.m.s., e il tasso soglia determinato a partire dal TEGM pubblicato nel d.m., senza incrementi. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 15/07/2017.


Contratto di conto corrente sottoscritto dal solo correntista. Contratti bancari – Requisito della forma scritta – Necessità – Sottoscrizione del contratto da parte solo correntista – Assenza sottoscrizione da parte della banca – Nullità – Esclusione

Azione di ripetizione di indebito per nullità parziale di clausole contrattuali – Conto corrente – Onere prova – Mancanza estratti conto ultradecennali – Conseguenze – Regola del “saldo zero” – Inapplicabilità – Utilizzo del primo estratto conto disponibile recante saldo negativo per il correntista – Ammissibilità.
La nullità per difetto di sottoscrizione dei contratti bancari è volta alla tutela del contraente debole, mirando a garantire a quest’ultimo la piena trasparenza delle condizioni economiche e normative del rapporto e dunque la comprensione delle clausole unilateralmente predisposte dall’istituto (c.d. nullità di protezione); ne consegue che la finalità della norma deve intendersi rispettata già con la sola apposizione unilaterale della firma da parte del correntista, il quale non potrà dunque dolersi della mancanza della sottoscrizione anche da parte del c.d. contraente forte, esorbitando una siffatta regola formale dagli scopi di protezione perseguiti dal legislatore. (Pasquale Russolillo) (riproduzione riservata)

Nel caso dei rapporti di conto corrente bancario, spetta al correntista non solo allegare i fatti costitutivi del suo diritto, ma altresì provare l’esistenza delle clausole contrattuali nulle (mediante produzione del contratto che le contiene) e l’esecuzione dei versamenti non dovuti (mediante produzione degli estratti conto recanti le movimentazioni poste in essere nel corso del rapporto contrattuale). Quando è il correntista ad agire per la ripetizione dell’indebito, in mancanza di uno o più estratti conto relativi ad una fase iniziale del rapporto risalente ad oltre un decennio dalla data della domanda, non è consentito l’azzeramento del saldo negativo del primo estratto conto disponibile, occorrendo invece tener conto di esso pur se sfavorevole al correntista, non avendo quest’ultimo assolto all’onere della prova su di lui gravante. (Pasquale Russolillo) (riproduzione riservata) Tribunale Avellino, 29/05/2017.


La produzione in giudizio ad opera della banca del contratto bancario sottoscritto dal solo cliente costituisce accettazione. Contratti bancari – Forma scritta – Contratto sottoscritto dal solo correntista – Produzione in giudizio – Costituisce accettazione.
In materia di contratti bancari di conto corrente e di apertura di credito, la produzione in giudizio ad opera della banca delle copie sottoscritte dal solo cliente costituisce atto di accettazione di precedenti proposte trasmesse dalla banca e sottoscritte dal cliente. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04/05/2017.


Contratti bancari, forma e contratto cd. monofirma . Contratti bancari – Forma – Contratto cd. monofirma – Predisposto dalla banca – Validità – Affermazione

Usura – Commissione di massimo scoperto – Rilevanza per il computo del tasso effettivo ante DL 185/08 – Affermazione  .
La firma della banca non è da reputare necessaria qualora risultino la predisposizione del contratto da parte della stessa, la firma del correntista e la consegna del contratto al cliente, fatti che rendono non necessaria l’ulteriore approvazione del preponente, dal momento che la volontà negoziale è già espressa nel documento da lui predisposto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Per il periodo fino al 31/12/209, occorre provvedere a ricalcolare il tasso effettivo medio globale sulla base dei dati esistenti relativi alla commissione massimo scoperto sul sito internet della Banca d’Italia, secondo i criteri previsti dalla Legge n.108/96. Questo tasso dovrà poi essere confrontato con il TEG applicato dalla banca, nel quale dovranno essere computati “commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito”.

La sentenza della Cass. Civ. 22.6.2016 n.12965 non può costituire un punto di svolta su cui ancorare la decisione in merito alla predetta questione: il precetto normativo è quello indicato dal’art.644 c.p. comma IV e non dalla prassi che lo ha attuato; si è verificato un fenomeno connotato da un’applicazione concreta contra legem della norma, attraverso un meccanismo per cui la commissione massimo scoperto veniva sì rilevata, ma non conteggiata nel TEGM.

Nessun istituto di credito nei suoi vertici può legittimamente affermare di non avere compreso il chiaro disposto della norma e la difformità applicativa; applicare tassi e commissioni tali da sfiorare o superare i tassi soglia è dunque stata “un’attività pericolosa” liberamente scelta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20/04/2017.


Validità e perfezionamento dei contratti bancari cd. monofirma. Contratti bancari – Sottoscritti dal solo cliente – Validità del contratto – Esclusione – Valore di proposta contrattuale – Sussiste – Successivo atto della banca o produzione in giudizio del contratto – Perfezionamento ex nunc – Sussiste.
In materia di cd. contratto formale monofirma, l’orientamento giurisprudenziale che appare più in linea con i principi che regolano la conservazione dei negozi invalidi è quello per cui il contratto, nullo per assenza della firma – equiparato quindi all’assenza della forma scritta ad substantiam -  sarebbe suscettibile di essere convertito in una proposta contrattuale scritta proveniente dal contraente che ha sottoscritto il documento contenente la regolamentazione contrattuale; si farebbe cioè applicazione dell’istituto della conversione del contratto nullo ex art. 1424 c.c.. Insomma si utilizzerebbe lo schema del contratto a formazione progressiva ex art. 1326 c.c. in tema di contratti a distanza, pur se adattato al caso di specie, dove propriamente il contratto si formava tra persone presenti.
Il contratto, similmente alla sequenza nota ex art. 1326 c.c., si perfezionerebbe allora con un successivo atto, non esecutivo, proveniente dal funzionario della banca preposto o anche con la produzione in giudizio in caso di azione di adempimento; sempre che nel frattempo non sia intervenuta una forma di inefficacia del contratto monofirma dovuta ad esempio alla morte della parte che sottoscriveva il documento contrattuale o all’esperimento da parte sua dell’azione tesa a far valere la nullità o l’inefficacia del contratto.
Solo che la conclusione del contratto a formazione progressiva avverrebbe con efficacia ex nunc; non potendosi infatti dare una convalida per i contratti nulli ex art. 1423 c.c., cosa possibile solo in virtù di espressa previsione di legge. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 07/04/2017.


Perfezionamento dei contratti bancari 'monofirma'. Contratti bancari – Cd. contratti “monofirma” – Produzione in giudizio da parte del contraente non firmatario – Perfezionamento ex nunc .
In tema di contratti per i quali la legge richiede la forma scritta “ad substantiam”, la produzione in giudizio della scrittura da parte del contraente che non l’ha sottoscritta realizza un equivalente della sottoscrizione, con conseguente perfezionamento del contratto con effetti “ex nunc” e non “ex tunc”, essendo necessaria la formalizzazione delle dichiarazioni di volontà che lo creano.
Ciò non significa che il requisito della forma scritta “ad substantiam” nei contratti non possa essere soddisfatto se le sottoscrizioni delle parti siano contenute in documenti distinti, ma bensì che tra questi ultimi, che devono essere entrambi prodotti in giudizio, deve risultare un collegamento inscindibile così da evidenziare inequivocabilmente la formazione dell’accordo.
Pertanto il requisito della forma scritta “ad substantiam” è soddisfatto solo ove vi sia la prova che entrambe le parti, anche se in documenti distinti, abbiano manifestato per iscritto la loro volontà negoziale, prova che non può essere offerta per testi ovvero per presunzioni; né il comportamento delle parti in costanza di contratto “monofirma” può essere considerato come valida manifestazione del consenso della banca. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Torino, 28/02/2017.


Perfezionamento dei contratti cd. 'monofirma'. Contratti bancari – Cd. contratti “monofirma” – Perfezionamento – Per corrispondenza – Accettazione di proposta integralmente ritrascritta – Sussiste.
È infondata l’eccezione di nullità del contratto concluso per corrispondenza con l’accettazione del parte del correntista che riporta integralmente il testo della proposta della banca, che il cliente dichiara di avere ricevuto e che è pertanto non solo conoscibile ma conosciuta.
L’eccezione del cliente circa la mancata sottoscrizione della banca non appare pertinente all’esigenza di assicurare al cliente un’adeguata informazione attraverso la formalizzazione scritta degli obblighi della banca e dei diritti dell’investitore, quanto piuttosto un formalistico strumento per porre nel nulla il rapporto contrattuale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 27/02/2017.


La produzione in giudizio del contratto monofirma non sana l’assenza della sottoscrizione. Contratti bancari – Previsione di interessi a tasso ultralegale – Necessità della forma scritta – Sussiste – Contratto sottoscritto dal solo correntista – Nullità della clausola istitutiva di interessi ultralegali – Sussiste – Produzione in giudizio del contratto – Sanatoria ex tunc della nullità – Esclusione.
Non merita accoglimento la tesi per cui, stante l’equivalenza della produzione in giudizio di copia del documento – recante previsione del’interesse ultralegale - unilateralmente sottoscritto alla sottoscrizione da parte del soggetto autore della produzione, l’obbligo della forma scritta dovrebbe ritenersi adempiuto in ragione della produzione, da parte della banca, del documento sottoscritto dal correntista.
Deve pertanto dichiararsi la nullità della clausola contrattuale prevedente la corresponsione di interessi in misura superiore al saggio di interesse legale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 26/01/2017.


Forma scritta del contratto bancario sottoscritto dal solo cliente ma che abbia avuto pacifica esecuzione. Contratti bancari – Forma scritta – Mancata sottoscrizione del contratto da parte della banca – Irrilevanza

Contratti bancari – Onere probatorio in caso di domande contrapposte – Principio di vicinanza della prova.
La forma scritta richiesta per i contratti bancari può ritenersi soddisfatta anche nel caso in cui il contratto, che abbia avuto pacifica esecuzione, sia sottoscritto dal solo cliente su moduli predisposti dalla banca. (Giulio Cataldi) (riproduzione riservata)

In caso di domande contrapposte (del cliente, di ripetizione di indebito; della banca, di pagamento del saldo risultante dall’estratto conto), le conseguenze dell’omessa produzione integrale degli estratti conto devono gravare, per il principio di vicinanza della prova, sulla banca. (Giulio Cataldi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 28/12/2016.


Forma scritta dei contratti bancari ed effetti della produzione in giudizio. Contratti bancari - Forma scritta ad substantiam - Produzione in giudizio della scrittura da parte del contraente che non l’ha sottoscritta - Equivalente della sottoscrizione - Efficacia ex nunc - Conseguenze -  Ricalcolo del saldo di conto corrente con applicazione di interessi al tasso sostitutivo B.O.T., data contabile ed esclusione di c.m.s. ed oneri sostitutivi.
Con riferimento ai contratti per i quali la legge richiede la forma scritta ad substantiam ex art. 117 T.U.B., la produzione in giudizio di un modulo di conto corrente e di apertura di credito recante un visto per autenticità della firma ha effetti perfezionativi del contratto con effetti ex nunc e non ex tunc, con la conseguenza che gli addebiti a titolo di interessi ultralegali, commissioni e spese effettuati prima del perfezionamento in giudizio del contratto devono ritenersi nulli perché presuppongono l’esistenza “a monte” di valide ed efficaci condizioni contrattuali. (Pierantonio Paissoni) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 16/11/2016.


Contratto bancario non sottoscritto ed effetti della produzione in giudizio. Contratti bancari - Forma scritta ad substantiam - Produzione in giudizio della scrittura da parte del contraente che non l’ha sottoscritta - Equivalente della sottoscrizione - Efficacia ex nunc - Nullità di protezione - Rilevabilità d’ufficio - Conseguenze - Interessi al tasso sostitutivo.
Con riferimento ai contratti per i quali la legge richiede la forma scritta ad substantiam, la produzione in giudizio della scrittura da parte del contraente che non l’ha sottoscritta realizza un equivalente della sottoscrizione, con perfezionamento del contratto con effetti ex nunc e non ex tunc, essendo necessaria la formalizzazione delle dichiarazioni di volontà che lo creano, nulla rilevando la ricorrenza di atti di esecuzione del contratto stesso da parte di chi non l’abbia ancora sottoscritto, in quanto la natura formale del contratto non ammette la sua stipula per atti concludenti.

La nullità del contratto per mancata sottoscrizione di una delle parti, in quanto nullità di protezione, può essere rivelata d’ufficio dal giudice innanzi al quale sia stato proposta domanda di nullità anche per causa diversa da quella allegata dall’istante.

La nullità del contratto bancario impedisce alla banca di reclamare le competenze previste dal contratto nullo (interessi convenzionali, capitalizzazione degli stessi, spese e commissioni varie), essendo lo stesso completamente privo di effetti; in tal caso potranno essere richiesti unicamente gli interessi al tasso sostitutivo previsto dall’articolo 117, comma 7, TUB. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ragusa, 17/10/2016.


Contratti bancari, forma scritta ad substantiam e nullità del contratto. Contratti bancari - Forma scritta ad substantiam - Nullità del contratto di conto corrente privo di sottoscrizione da parte della banca - Accertabilità d'ufficio.
Anche per i rapporti di conto corrente va verificata la nullità del contratto privo di sottoscrizione da parte della Banca, accertamento effettuabile anche d’ufficio. (Silvia Dragotta) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 11/08/2016.


Validità dei contratti bancari cd. 'Monofirma'. Contratti bancari – Validità – Necessità della contemporanea sottoscrizione della banca e del cliente – Non sussiste.
Le due sentenze della Cassazione – Sez.I, 24/3/2016, n.5919 e Sez.I, 27/4/2016, n.8395 – rappresentano un revirement rispetto al consolidato orientamento della giurisprudenza della Suprema Corte che non appare condivisibile, perché non tiene conto del fatto che nessuna norma richiede la sottoscrizione contestuale, né temporale né materiale, poiché l’art.117 T.U.B. richiede solo che il contratto, con le sue condizioni, siano pattuite per iscritto.
Va anche osservato che l’art.1326 c.c. statuisce che il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha notizia dell’accettazione della controparte.
[Fattispecie in cui il contratto si era concluso mediante l’accettazione, da parte del cliente, di una precedente, separata proposta inviatagli dalla banca]. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 04/08/2016.


La banca è responsabile del danno provocato dalla clausola di 'rischio cambio' Euro/Franco Svizzero inserita nel contratto di leasing senza osservare i dettami del TUF in quanto da qualificarsi 'derivato implicito' o 'derivato incorporato'. Contratto di leasing immobiliare – Clausola “rischio cambio” Euro / franco Svizzero – Carattere aleatorio – Derivato “implicito” o “incorporato” ai sensi dello IAS 39 e dell’art. 2426 comma 11-bis c.c., (entrato in vigore il 1.1.2016) avente causa autonoma – Applicabilità TUF.

Contratto quadro ex art. 23 TUF non necessità – Mancato rispetto art. 21 comma 1 lett. a) e b) TUF nonché art. 39, 40 e 42 Reg. Consob 16190/2007 – Sussiste – Risolvibilità del contratto di finanza incorporato – Sussiste – Responsabilità civile concedente e risarcimento del danno – Sussiste..
Il fatto che la clausola avente natura aleatoria di “rischio cambio”, inserita in un contratto di leasing, il quale, di per sé, non rientra tra i servizi e le attività di investimento, né fra gli strumenti finanziari di cui all’art. 1 commi 2 e 5 T.U.F., sia stata oggetto della volontà negoziale delle parti, non esclude che ad essa si applichino le norme in materia di intermediazione finanziaria.

Tale clausola non muta la causa tipica del contratto, ma costituisce una previsione accessoria che incide sul contenuto del sinallagma negoziale e va vista come “derivato implicito / incorporato” nel contratto di leasing (IAS 39 ed art. 2426 comma 11 -bis c.c.) inscindibile dal medesimo contratto “host” (ospite), in cui, il canone mensile altro non rappresenta se non la base di calcolo sulla quale determinare il differenziale spettante all’una o all’altra parte, con una mera funzione aleatoria.

Contratto di leasing e clausola “rischio cambio” non costituiscono un contratto complesso, la cui causa negoziale (intesa come lo scopo, di contenuto economico, che le parti perseguono con la conclusione di uno specifico accordo) è unica, trattandosi, invece, di ipotesi di collegamento negoziale tra più contratti, ciascuno dotato della propria causa.

Non sussiste la nullità della clausola di rischio cambio (rectius: del contratto collegato ad essa sotteso) ai sensi dell’art. 23 del d.lgs. 58/1998, pur non essendo stata preceduta la sua conclusione dalla stipula in forma scritta di un “contratto quadro”, quando, nel caso di una singola operazione di investimento, alla quale è assimilabile la clausola di “rischio cambio” inserita nel contratto di leasing, quanto prescrive la norma è già contenuto nel contratto che regola quella operazione di investimento.

Il mancato assolvimento degli obblighi previsti dall’art. 39, 40 e 42 del Reg. Consob 29.10.2007, n° 16190, riguardanti la rilevazione della “conoscenza ed esperienza nel settore di investimento rilevante per il tipo di strumento o di servizio”, “situazione finanziaria” ed “obiettivi di investimento”, la mancata valutazione “sulla base delle informazioni ricevute dal cliente, e tenuto conto della natura e delle caratteristiche del servizio fornito” dell’adeguatezza e dell’appropriatezza dell’operazione, senza che risulti che ricorrano le condizioni per omettere le predette informazioni e valutazioni, ai sensi dell’art. 43. dall’art. Reg. Consob citato, comporta la violazione dell’art 21 comma 1 lett. a) e b) del d.lgs. 58/1998, dunque il diritto alla risoluzione del contratto derivato incorporato, nonché il risarcimento del danno. (Paolo Righini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 29/02/2016.


Schede contrattuali difformi tra loro e protezione del cliente. Copie del contratto prodotte da ambedue le parti – Sussistenza di divergenze testuali – Prevalenza della previsioni nella copia depositata dal cliente..
Nell’ipotesi di produzione di copie difformi del medesimo contratto (entrambe regolarmente sottoscritte) e in assenza di specifiche contestazioni relative alla conformità agli originali, prevalgono le previsioni contenute nella copia consegnata al cliente, rispetto alla quale sussiste uno specifico obbligo di consegna sancito dall’art. 125-bis comma 1 TUB. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 18/04/2013.


Rimborso anticipato del finanziamento senza richiesta scritta. Rimborso anticipato del finanziamento – Senza esplicita richiesta scritta – Comportamento concludente del cliente – Sufficienza.

Rimborso anticipato del finanziamento – Senza esplicita richiesta scritta – Comportamento  del cliente – Dubbio della banca – Dovere di informarsi..
Ai sensi della normativa vigente, il cliente ha diritto di estinguere anticipatamente il proprio debito da finanziamento pure non per l’intero, ma per misure solo parziali. Tale diritto può essere esercitato anche a mezzo di semplici comportamenti concludenti, purché inequivoci. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata)

Ove il comportamento concludente tenuto dal cliente possa per avventura lasciare dubbi di lettura alla banca, un’elementare regola di correttezza impone a quest’ultima di chiedere al cliente ogni opportuno chiarimento circa la sua effettiva volontà. (1) (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 28/03/2013.


Occorre un vero contratto scritto per la carta revolving. Contratti bancari – Forma scritta ad substantiam – Generico riferimento in precedente contratto – Insufficienza..
Alla carenza della forma scritta del contratto, richiesta ad substantiam, non può in alcun modo sopperire il generico riferimento a un precedente contratto di finanziamento personale, contenente una mera previsione della possibilità di rilasciare al cliente una carta di credito revolving. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 27/03/2013.


Dovere di identificazione del cliente e forma scritta del contratto. Contratto bancario – Forma scritta ad substantiam – Sottoscrizione del cliente – Questione di falsità..
Deve ritenersi la mancanza della forma scritta necessaria per la stipulazione dei contratti bancari nel caso in cui il cliente disconosca come propria la sottoscrizione apposta in calce al contratto prodotto dalla banca, se la non conformità dei relativi segni grafici con altri riconosciuti propri dal cliente appare evidente. In effetti, ai sensi della normativa vigente, la banca deve adeguatamente verificare l’identità del cliente ancor prima dell’instaurazione del rapporto. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 27/03/2013.


Conto corrente attivato senza contratto scritto e risarcimento del danno sofferto dal cliente (c.d. «perdita di tempo libero»). Conto corrente – Attivazione da parte della banca senza contratto scritto – Nullità – Danni patiti dal cliente per le azioni conseguenti..
Il conto corrente bancario è contratto che richiede ad substantiam la sottoscrizione del cliente. Il comportamento della banca che, in difetto di contratto, attivi ugualmente il conto è scorretto e va censurato. Tra i danni subiti dal cliente in conseguenza di tale comportamento della banca va incluso quello patrimoniale da c.d. «perdita di tempo libero» (dispendio di energie, di tempo e di risorse, meglio impiegabili altrimenti, occorrente per farsi riconoscere la ragione). (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 27/03/2013.


Contratto di carta di credito revolving e forma scritta. Forma – Forma scritta ad substantiam – Contratto di carta di credito revolving – Clausola scritta in piccolo e inserita in modulo concernente tutt’altra operazione bancaria – Insufficienza per i fini dell’art. 117 TUB. .
La mera sottoscrizione di una clausola scritta in caratteri minuti e contenuta in un modulo avente a oggetto la richiesta di un prodotto bancario del tutto diverso da una carta di credito revolving (nel concreto, finanziamento per l’acquisto di un’autovettura), le cui condizioni economiche sono inoltre riportate in documenti separati e nemmeno sottoscritti dal cliente, non può in alcun modo soddisfare il requisito della forma scritta imposto dal TUB, che è finalizzato a soddisfare le esigenze informative del cliente. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Milano, 02/03/2012.


Forma scritta nelle dichiarazioni negoziali ed eccezione di nullità riservata al cliente.. Forma – Forma scritta – Delle dichiarazioni negoziali – Recesso del cliente – Invocabilità della mancanza della forma richiesta solo da parte del cliente che vi abbia interesse.

Forma – Forma scritta – E.mail in formato «pdf» – Idoneità. .
La necessità della forma scritta delle dichiarazioni negoziali (nella specie, della dichiarazione di recesso del cliente dal c/c) è posta a tutela del cliente, al quale solo pertanto è riservata la facoltà di fare valere la nullità delle medesime per mancanza di forma. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

Ai fini di integrare la forma scritta è da ritenere sufficiente una riproduzione meccanica di atti (quale può essere un documento grafico in «pdf»), a condizione che ne sia verificabile la provenienza. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 28/04/2011.


Forma scritta ex art. 117 TUB, funzione e diritto del cliente di verifica delle condizioni praticate.. Forma – Forma scritta – Contratto attivato sulla base di precedente contratto (carta di credito sulla base di precedente finanziamento al consumo) – A distanza di anni – Sussistenza della forma richiesta solo per il primo contratto – Insufficienza. .
La forma scritta prevista dall’art. 117, comma 1, TUB soddisfa le esigenze conoscitive del cliente il quale voglia verificare, successivamente alla conclusione del contrato, se le condizioni a lui praticate siano conformi a quelle pubblicizzate. Non si tratta, dunque, di consegnare al cliente un contratto quale che sia, in un tempo per giunta lontano, ma di metterlo in grado di informarsi costantemente in ordine alle condizioni di contratto. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 19/04/2011.


Contratti bancari, forma scritta, nullità. Contratti bancari – Forma scritta – Necessità – Sottoscrizione del contratto di una sola parte – Produzione in giudizio da parte del successore – Irrilevanza..
Con l’entrata in vigore dell’art. 3 della L. 17.2.1992 n. 154 - poi recepito nell’art. 117 del T.U. D.lgs. 1.9.1993 n. 385 - tutti i contratti bancari devono necessariamente stipularsi per iscritto a pena di nullità, requisito questo che non può ritenersi rispettato nel caso di sottoscrizione della scheda negoziale unicamente dal cliente. Né può ritenersi che la produzione in giudizio ad opera della parte che non ha sottoscritto il contratto determini il perfezionamento del negozio qualora la produzione sia effettuata nel giudizio promosso non dall’originario contraente non sottoscrittore, ma dal successore dello stesso né l’atto di opposizione, in cui è dedotta la nullità del negozio per difetto di forma, può ritenersi manifestazione scritta della volontà di far propri gli effetti del contratto non perfezionato. Tribunale Mantova, 13/03/2006.