CAPO II
Procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio
Sezione prima
Procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento
§ 1 Disposizioni generali

Art. 9

Deposito della proposta
TESTO A FRONTE

1. La proposta di accordo é depositata presso il tribunale del luogo di residenza o sede principale del debitore. Il consumatore deposita la proposta di piano presso il tribunale del luogo ove ha la residenza. La proposta, contestualmente al deposito presso il tribunale, e comunque non oltre tre giorni, deve essere presentata, a cura dell'organismo di composizione della crisi, all'agente della riscossione e agli uffici fiscali, anche presso gli enti locali, competenti sulla base dell'ultimo domicilio fiscale del proponente e contenere la ricostruzione della sua posizione fiscale e l'indicazione di eventuali contenziosi pendenti.

2. Unitamente alla proposta devono essere depositati l'elenco di tutti i creditori, con l'indicazione delle somme dovute, di tutti i beni del debitore e degli eventuali atti di disposizione compiuti negli ultimi cinque anni, corredati delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e dell'attestazione sulla fattibilità del piano, nonché l'elenco delle spese correnti necessarie al sostentamento suo e della sua famiglia, previa indicazione della composizione del nucleo familiare corredata del certificato dello stato di famiglia.

3. Il debitore che svolge attività d'impresa deposita altresì le scritture contabili degli ultimi tre esercizi, unitamente a dichiarazione che ne attesta la conformità all'originale.

3-bis. Alla proposta di piano del consumatore e' altresi' allegata una relazione particolareggiata dell'organismo di composizione della crisi che deve contenere:

a) l'indicazione delle cause dell'indebitamento e della diligenza impiegata dal consumatore nell'assumere volontariamente le obbligazioni;

b) l'esposizione delle ragioni dell'incapacita' del debitore di adempiere le obbligazioni assunte;

c) il resoconto sulla solvibilita' del consumatore negli ultimi cinque anni;

d) l'indicazione della eventuale esistenza di atti del debitore impugnati dai creditori;

e) il giudizio sulla completezza e attendibilita' della documentazione depositata dal consumatore a corredo della proposta, nonche' sulla probabile convenienza del piano rispetto all'alternativa liquidatoria.

3-ter. Il giudice puo' concedere un termine perentorio non superiore a quindici giorni per apportare integrazioni alla proposta e produrre nuovi documenti.

3-quater. Il deposito della proposta di accordo o di piano del consumatore sospende, ai soli effetti del concorso, il corso degli interessi convenzionali o legali, a meno che i crediti non siano garantiti da ipoteca, da pegno o privilegio, salvo quanto previsto dagli articoli 2749, 2788 e 2855, commi secondo e terzo, del codice civile.



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(1) Articolo modificato dall'art. 18 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221. La nuova disposizione si applica dal 18 gennaio 2013.

GIURISPRUDENZA

Piano del Consumatore – Valutazione di convenienza piano rispetto alternativa liquidatoria.
Ai fini della valutazione della convenienza del piano rispetto all’alternativa liquidatoria, ex art. 9 comma 3-bis lett. e) l. 3/2012, è rilevante non solo la circostanza che nelle procedure esecutive immobiliari, solitamente, il valore del bene subisce ex art. 591 c.p.c. un deprezzamento ma anche la tempistica dilatata delle esecuzioni immobiliari.

In merito alla valutazione della diligenza impiegata dal debitore nella contrazione delle obbligazioni assunte, ai fini della omologa del piano, ha rilevanza la perdita del posto di lavoro e l’aggravarsi delle condizioni di salute del debitore.

Ai sensi dell’art. 8 co. 4 l. 3/2012 al debitore è consentito onorare le rate dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca con una moratoria al massimo di un anno dall’omologa del piano. (Gianluigi Passarelli) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 05 Dicembre 2017.


Crisi da sovra indebitamento – Piano del consumatore – Riferito indistintamente all’intero nucleo familiare – Inammissibilità – Sussiste – Necessità di fissazione di udienza – Esclusione.
La proposta di un piano del consumatore “di gruppo” o “relativo al nucleo familiare” non può trovare accoglimento in mancanza di idonea divisione delle masse patrimoniali attive e passive.
La mancanza, nel piano del consumatore, dei requisiti formali di cui agli artt.7, 8 e 9 e quelli sostanziali di cui all’art.12 bis, comma 3, L.3/2012, implica la declaratoria di inammissibilità senza necessità di fissare l’udienza ex art.12 bis, comma 1, L.3/2012, la cui funzione è quella di instaurare un contraddittorio su un piano che presenti i requisiti formali e sostanziali di ammissibilità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Novara, 25 Luglio 2017.


Sovraindebitamento - Giudice competente - Trasferimento della sede o della residenza - Applicazione analogica delle disposizioni di cui all’articolo 9, comma 2, l.f. - Esclusione.
L’interpretazione delle disposizioni di cui agli articoli 9 e 14-ter della legge n. 3/2012 non consente di ritenere applicabile in via analogica l’articolo 9, comma 2, legge fall., né di affermare che eventuali trasferimenti di residenza (o di sede) attuati in funzione strumentale possono determinare una declaratoria di incompetenza del tribunale presso il quale il debitore ha trasferito la propria residenza (o sede) se non quando emergano o siano stati provati elementi dai quali ricavare il carattere fittizio del trasferimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 28 Settembre 2016.


Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Indebitamento non volontario – Debiti per mancato pagamento delle rate del mutuo – Piano del consumatore con garanzia al mantenimento della moglie-debitrice prestata dal marito – Mantenimento della proprietà della casa di abitazione come bene essenziale – Istanza di sospensione delle procedura esecutiva immobiliare ex art. 12 bis comma 2 legge n. 3/2012 – Ammissibilità – Omologazione del piano.
È omologabile il piano del consumatore derivante da un sovraindebitamento non volontariamente provocato dalla debitrice, per il venir veno dell’apporto della sua famiglia al pagamento delle rate del mutuo.

Risulta omologabile il piano del consumatore in cui è acquisito l’impegno del marito al pagamento di una somma per il mantenimento della moglie-debitrice, in modo che parte dello stipendio della stessa possa essere destinato all’adempimento della proposta prevista nel piano.

È omologabile il piano del consumatore che preveda una cifra inferiore rispetto a quella che sarebbe spettata alla banca ove fosse proseguito il contratto di mutuo. Il sacrificio richiesto al creditore con l’omologazione del piano è certo, ma nello stesso tempo inferiore rispetto a quello che deriverebbe dalla vendita dell’immobile ipotecato. Tale sacrificio, inoltre, risulta conforme alla finalità della legge sul sovraindebitamento, finalità che consiste nel permettere ai debitori non fallibili di uscire dalla loro crisi, ricollegandoli nell’alveo dell’economia palese, senza il rischio di cadere nell’usura e cercando di mantenere la proprietà dei beni essenziali come la casa di abitazione. (Roberta Tedeschi) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 20 Luglio 2016.


Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Sospensione delle procedura esecutiva immobiliare ex art. 12 bis comma 2 legge n. 3/2012 – Ammissibilità .
In seguito alla presentazione di una proposta di accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento (piano del consumatore) conforme al disposto di cui agli artt. 7, 8 e 9 della L. 3/2012, può essere accolta la richiesta di sospensione della procedura esecutiva relativa all’immobile del debitore, in quanto la prosecuzione di tale procedura renderebbe inutile il piano prospettato dal consumatore. (Roberta Tedeschi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 14 Giugno 2016.


Sovraindebitamento – Presentazione del ricorso di ammissione alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento – Istanza di sospensione delle azioni esecutive individuali ai sensi dell’art. 10, comma 2, lettera c), legge n. 3/2012 – Ammissibilità.
A seguito di presentazione del ricorso di ammissione alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento con contestuale istanza di sospensione delle azioni esecutive individuali, il giudice, con la fissazione dell’udienza di omologazione, dispone che, sino al momento in cui il provvedimento diventa definitivo, non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali né disposti sequestri conservativi né acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato proposta di accordo, da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore; la sospensione non opera nei confronti dei titolari di crediti impignorabili. (Letterio Stracuzzi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 15 Dicembre 2015.


Sovraindebitamento - Debiti derivanti dalla necessità di aiutare un familiare affetto da deficit psichici - Morosità di inquilini e azioni esecutive in danno della moglie comproprietaria - Assunzione di obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere - Esclusione.
Qualora l'indebitamento sia stato provocato dalla necessità di aiutare il figlio affetto da deficit psichici, dal mancato incasso di crediti dovuto a morosità di inquilini nonché dall'azione esecutiva in danno della moglie comproprietaria, è possibile escludere che il debitore abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 08 Maggio 2015.


Composizione della crisi da sovraindebitamento - Sindacato del giudice delegato - Legittimità del procedimento - Contenuto.
Nell'ambito della composizione della crisi da sovraindebitamento, il giudice delegato è chiamato a valutare la legittimità del procedimento con specifico riferimento alla sussistenza delle condizioni di ammissibilità sostanziali e formali della procedura, la carenza di ragioni ostative all'omologazione, la mancanza, nei contenuti della proposta, di violazioni a norme imperative. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 31 Marzo 2015.


Composizione della crisi da sovraindebitamento - Soddisfacimento dei creditori nella misura minima del 2,5% - Realizzazione della funzione economica dell'istituto.
La proposta di accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento che preveda il soddisfacimento di tutti i creditori concorsuali nella misura minima del 2,5% realizza la funzione economica dell'istituto, il quale, essendo di natura concordataria, non può prescindere dalla previsione di un soddisfacimento che coinvolga tutti i creditori con titolo anteriore al momento di apertura del concorso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 31 Marzo 2015.


Sovraindebitamento - Ricorso continuo e temporalmente concentrato a più fonti di finanziamento - Colposa determinazione della situazione di sovraindebitamento - Valutazione preventiva demandata al giudice.
Il ricorso continuo e temporalmente concentrato a più fonti di finanziamento tale da assorbire con impegni negoziali di restituzione rateale i propri interi redditi, in una situazione in cui i debitori avevano in Italia la sola proprietà di un immobile gravato interamente da una precedente ipoteca, configura la causa ostativa all’omologazione di cui all’art. 12 bis L. 3/2012 e ss. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)

La norma citata non richiede un vero e proprio dolo specifico o generico, ma la sola colposa determinazione della situazione di sovra indebitamento. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)

Tale valutazione è possibile compiere de plano, senza fissazione di apposita udienza (che nel procedimento di approvazione del piano del consumatore infatti presuppone normalmente che si siano già svolte le votazioni), posto che appare comunque demandata al giudice la verifica preventiva del soddisfacimento dei requisiti di cui agli artt. 7, 8 e 9 l. 3/2012 cui deve aggiungersi, con riferimento a questo tipo di procedimento, anche la circostanza che risulti già prima facie la carenza delle condizioni per la successiva omologazione, ai sensi di quanto previsto dal citato art. 12 bis, comma 3. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)
Tribunale Ravenna, 17 Dicembre 2014.


Sovraindebitamento - Piano di ristrutturazione dei debiti proposto dal consumatore - Valutazione del giudice - Oggetto - Valutazione svincolata dal raggiungimento di un accordo con i creditori

Sovraindebitamento - Nozione di consumatore - Persona fisica che abbia assunto obbligazioni per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale - Oggetto della verifica del giudice

Consumatore - Nozione e individuazione - Negozi di garanzia - Qualità del debitore principale - Rilevanza - Soggetto gravato da obbligazioni derivanti da garanzie personali rese nell'interesse di un'impresa - Accesso alla procedura di sovraindebitamento del consumatore - Esclusione
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L’art. 12 bis della legge 27 gennaio 2012, n. 3 ha previsto che l’omologa del piano di ristrutturazione dei debiti proposto dal consumatore abbia luogo per effetto di una valutazione espressa dal giudice svincolata dal raggiungimento di un accordo con i creditori o parte di essi; il giudice, infatti, deve valutare sia la sussistenza dei requisiti previsti dagli artt. 7, 8 e 9, sia l’assenza di atti in frode ai creditori, la fattibilità del piano e l’idoneità dello stesso ad assicurare il pagamento dei crediti impignorabili, la meritevolezza soggettiva del consumatore (che non abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere o determinando colposamente lo stato di indebitamento) ed, in caso di contestazioni sulla convenienza, che il piano proposto consenta la possibilità di soddisfazione del credito in misura non inferiore all’alternativa liquidatoria. La specifica finalità di tutela del consumatore giustifica pertanto un più intenso intervento valutativo del giudice a fronte della voluta assenza di un consenso dei creditori. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Ai sensi del secondo comma lett. b), è ‘consumatore’ solo quel debitore che sia persona fisica e che abbia assunto obbligazioni ‘esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta’. La definizione ricalca sostanzialmente quella di cui all’art. 3 del codice del consumo (dlgs 206/2005), di matrice in gran parte comunitaria, ove lo scopo dell’attività svolta dal soggetto eventualmente destinatario di tutela è il fulcro che orienta l’interpretazione delle norme. Al fine dell’individuazione del ‘consumatore’, il giudice dovrà, pertanto, verificare le modalità dell’atto concluso, le forme utilizzate, le circostanze di tempo e di luogo di esso allo scopo di verificare se l’oggetto dell’attività possa ritenersi destinato al soddisfacimento di bisogni inerenti la sfera privata, personale o familiare; solo, infatti, il soggetto che con determinati atti soddisfi bisogni di carattere personale o familiare può essere considerato consumatore, meritevole di una particolare attenzione normativa, e non invece colui che pur agendo al di fuori della propria attività professionale agisca in vista di scopi ad essa comunque connessi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Come ormai costantemente affermato dalla giurisprudenza della Corte Europea e della Corte di cassazione in materia di rapporti bancari (per tutte Cass. 25212/2011), ai fini dell’individuazione del soggetto che deve rivestire la qualità di consumatore, si applica il principio secondo il quale la qualità del debitore principale attrae quella del fideiussore. Conseguentemente, non può essere ammesso al beneficio del sovraindebitamento il soggetto gravato da obbligazioni derivanti anche e soprattutto dalla prestazione di garanzie personali (nella specie fideiussioni) nell'interesse di società esercente attività di impresa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Bergamo, 12 Dicembre 2014.


Sovraindebitamento - Assistenza di professionisti per la preparazione della proposta - Ammissibilità.
Il debitore che voglia avvalersi della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento può limitarsi a chiedere la nomina di un professionista che svolge le funzioni di organismo di composizione della crisi e aspettare che quest'ultimo predisponga la proposta di accordo e l'attestazione di fattibilità. La norma non impedisce tuttavia che al momento della richiesta di nomina dell'organismo di composizione della crisi venga già depositata una proposta di accordo redatta da professionisti scelti dal debitore e che faccia salva ogni eventuale modifica fino al momento in cui la proposta stessa sia sottoposta ai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 19 Novembre 2014.


Sovraindebitamento – Procedura di composizione della crisi – Domanda – Ammissibilità – Presupposti – Assistenza tecnica – Necessità – Organismo di composizione della crisi – Caratteristiche – Competenza.
Nel procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento è necessaria l'assistenza tecnica del debitore poichè: 1) la proposta è una domanda giudiziale con il fine di comporre una crisi finanziaria, e si è in presenza di interessi contrapposti; 2) il ricorso è introduttivo di una procedura; 3) la procedura si svolge davanti ad un tribunale; 4) la procedura presenta fasi potenzialmente contenziose. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

Nel procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento l’assistenza di un legale che assista il debitore può non essere necessaria se nell’O.C.C. che concretamente presenta la domanda  vi sia anche un legale che se ne faccia carico, curando tutti gli aspetti tecnici della stessa. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

Nella procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento nulla vieta al debitore di avvalersi per la redazione del piano di un soggetto di sua fiducia ma è l’O.C.C. che, in ogni caso, deve fare proprio, se condiviso, il piano redatto dal professionista privato, verificandone sia la veridicità che la fattibilità a norma di legge (art. 15, co. 6, l. n. 3/2012), e così rendendosi fidefacente nei confronti del tribunale e dei creditori, conformemente alle sue funzioni pubblicistiche. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

La competenza dell’O.C.C. deve essere individuata secondo la competenza del Tribunale, ai sensi degli artt. 7, co. 1, e 9, co. 1, l. n. 3/2012, cioè in base alla residenza del ricorrente. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

La sede dell’organismo di composizione della crisi, come quella del debitore, deve essere quella (l’unica) principale ed effettiva, non potendosi ammettere una competenza diffusa dell’O.C.C. soggetto privato, che si estenda potenzialmente a tutto il territorio nazionale, laddove invece l’O.C.C. soggetto pubblico, trattandosi normalmente di enti pubblici a base territoriale, hanno inequivocabilmente competenza limitata ad un solo circondario di tribunale. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 29 Aprile 2014.


Piano del consumatore – Decreto di omologa – Sovraindebitamento – Accordi antecedenti tra creditore e consumatore – Pignoramento..
Il piano del consumatore è omologabile anche se l’indebitamento globale è costituito principalmente da debiti contratti per sostenere l’attività professionale di un terzo. Gli accordi (cessione di credito) stipulati anteriormente all’apertura della procedura non risultano vincolanti in quanto, se così non fosse, questi stessi impedirebbero l’accesso alla procedura. (Pier Francesco Marcucci) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 27 Dicembre 2013.


Composizione della crisi da sovraindebitamento - Contenuto del ricorso - Mancata indicazione di scadenze e modalità di pagamento dei creditori - Omesso deposito delle dichiarazioni dei redditi e dell'attestazione di fattibilità del piano - Inammissibilità..
Deve essere rigettato per mancanza dei presupposti previsti dalla legge il ricorso per la composizione della crisi da sovraindebitamento il quale non indichi scadenze e modalità di pagamento dei creditori e che sia carente delle dichiarazioni dei redditi e della attestazione di fattibilità del piano prevista dall'articolo 9, comma 2, del decreto legge n. 3 del 2012. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 27 Agosto 2012.