CAPO II
Procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio
SEZIONE PRIMA
Procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento
§ 1 Disposizioni generali

Art. 7

Presupposti di ammissibilità
TESTO A FRONTE

1. Il debitore in stato di sovraindebitamento puo' proporre ai creditori, con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all'articolo 15 con sede nel circondario del tribunale competente ai sensi dell'articolo 9, comma 1, un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano che, assicurato il regolare pagamento dei titolari di crediti impignorabili ai sensi dell'articolo 545 del codice di procedura civile e delle altre disposizioni contenute in leggi speciali, preveda scadenze e modalita' di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, indichi le eventuali garanzie rilasciate per l'adempimento dei debiti e le modalita' per l'eventuale liquidazione dei beni. E' possibile prevedere che i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca possono non essere soddisfatti integralmente, allorche' ne sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali insiste la causa di prelazione, come attestato dagli organismi di composizione della crisi. In ogni caso, con riguardo ai tributi costituenti risorse proprie dell'Unione europea, all'imposta sul valore aggiunto ed alle ritenute operate e non versate, il piano puo' prevedere esclusivamente la dilazione del pagamento. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 13, comma 1, il piano puo' anche prevedere l'affidamento del patrimonio del debitore ad un gestore per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori, da individuarsi in un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 28 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. Il gestore e' nominato dal giudice; si applicano gli articoli 35, comma 4-bis, 35.1 e 35.2 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. (2)

1-bis. Fermo il diritto di proporre ai creditori un accordo ai sensi del comma 1, il consumatore in stato di sovraindebitamento puo' proporre, con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all'articolo 15 con sede nel circondario del tribunale competente ai sensi dell'articolo 9, comma 1, un piano contenente le previsioni di cui al comma 1.

2. La proposta non e' ammissibile quando il debitore, anche consumatore:

a) e' soggetto a procedure concorsuali diverse da quelle regolate dal presente capo;

b) ha fatto ricorso, nei precedenti cinque anni, ai procedimenti di cui al presente capo;

c) ha subito, per cause a lui imputabili, uno dei provvedimenti di cui agli articoli 14 e 14-bis;

d) ha fornito documentazione che non consente di ricostruire compiutamente la sua situazione economica e patrimoniale.

2-bis. Ferma l'applicazione del comma 2, lettere b), c) e d), l'imprenditore agricolo in stato di sovraindebitamento puo' proporre ai creditori un accordo di composizione della crisi secondo le disposizioni della presente sezione.



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(1) Articolo modificato dall'art. 18 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221. La nuova disposizione si applica dal 18 gennaio 2013.
(2) L'art. 4 del D.lgs. 18 maggio 2018, n. 54, dopo le parole «nominato dal giudice» ha agguinto le parole «; si applicano gli articoli 35, comma 4-bis, 35.1 e 35.2 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159». La modifica è entrata in vigore il 25 giugno 2018.

GIURISPRUDENZA

Sovraindebitamento – Falcidia Iva – Contrasto con il principio di neutralità fiscale previsto dall’Unione Europea – Disapplicazione del divieto di cui all’art. 7 l. 3/2012.
La disciplina di cui all’art. 7, comma 1, terzo periodo della l. 3/2012, nella parte in cui pone il c.d. divieto di falcidia dell’iva, si pone in contrasto con il principio di neutralità fiscale previsto dall’Unione Europea; detta norma deve dunque essere disapplicata nella parte in cui dispone l’inammissibilità della proposta di accordo di composizione della crisi avanzata dall’imprenditore la quale preveda il pagamento solo parziale del debito a titolo di imposta sul valore aggiunto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 10 Settembre 2018.


Procedure concordate di composizione della crisi – Falcidia Iva – Ratio – Condizioni – Applicabilità all’accordo ex l. 3/2012 – Costituzionalità rispetto agli artt. 3 e 97 Carta Costituzionale.
E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 1, terzo periodo, L. n. 3/12 (limitatamente alle parole “all’imposta sul valore aggiunto”) rispetto al parametro costituzionale di uguaglianza e ragionevolezza atteso che ai sensi di tale norma le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento sono disciplinate in modo irragionevolmente diverso dalle procedure concorsuali del concordato preventivo e dell’accordo di ristrutturazione nonostante queste ultime siano simili alle prime poiché regolate dalle medesime cadenze di massima e dalle stesse finalità.

E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 1, terzo periodo, L. n. 3/12 (limitatamente alle parole “all’imposta sul valore aggiunto”) rispetto al parametro costituzionale del buon andamento della pubblica amministrazione. Invero tale norma, quando rende necessariamente inammissibile la proposta di accordo che non preveda il pagamento integrale dell'Iva, priva la Pubblica Amministrazione del potere di valutare autonomamente ed in concreto se la proposta (al di là delle attestazioni di corredo e del primo vaglio giudiziale) è davvero in grado di soddisfare tale credito erariale in misura pari o addirittura superiore al ricavato ottenibile nell’alternativa liquidatoria, e dunque di determinarsi nel caso concreto al voto favorevole o contrario (con facoltà di successiva opposizione e reclamo). Ciò non assicura il principio costituzionale del buon andamento, perché preclude in radice alla P.A. di condursi secondo criteri di economicità e di massimizzazione delle risorse nel caso concreto, anche quando in realtà ciò sarebbe possibile consentendo ad un pagamento del credito Iva parziale, ma in termini più rapidi ed in misura non inferiore alle alternative meramente liquidatorie. (Marco A. Centore) (riproduzione riservata)
Tribunale Udine, 14 Maggio 2018.


Accordo di composizione della crisi – Opponibilità dei contratti di cessione del quinto dello stipendio e di delegazione di pagamento – Esclusione – Equiparazione tra decreto di fissazione dell’udienza e pignoramento con effetto di spossessamento per i crediti sorti successivamente

Natura concorsuale della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento – Falcidiabilità dei crediti chirografari per prestiti da estinguersi con cessione di quote di stipendio

Convenienza della proposta – Parametro di raffronto rappresentato dalla procedura liquidatoria di cui agli artt 14-ter ss L.3/2012 – Credito da stipendio utilizzabile solo nella misura eccedente a quanto occorre per il mantenimento ex art 14-ter comma 6 lett b) L 3/2012
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Il contratto di cessione di un quinto dello stipendio e la delegazione del pagamento divengono inopponibili alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento per effetto del decreto di fissazione dell’udienza di omologazione dell’accordo, in quanto equiparato all’atto di pignoramento per espressa previsione dell’art 10 co5 L. 3/2012.
Il contratto di cessione di crediti futuri (quali i crediti di lavoro) produce alla stipula effetti obbligatori, dovendosi ritenere quelli traslativi subordinati al venire ad esistenza dei crediti ceduti. Diventa quindi inopponibile per l’effetto di spossessamento prodotto dal pignoramento (e dal decreto di fissazione di udienza), che impedisce al cessionario di far valere l’acquisto di crediti sorti successivamente, poiché l’effetto traslativo dovrebbe prodursi in relazione a un diritto di cui il cedente ha perso la disponibilità.
L’equiparazione al pignoramento e gli effetti di spossessamento sono coerenti con la natura concorsuale dell’accordo di composizione della crisi: come accade per i fallimenti (in cui non può dubitarsi che anche i crediti da lavoro siano acquisiti all’attivo fallimentare) anche nell’accordo di composizione della crisi e nel piano del consumatore si crea un vincolo di destinazione sul patrimonio del debitore opponibile ai terzi, con spossessamento attenuato già ante omologa nel caso di accordo di composizione.
Ritenere inoltre che il contratto di cessione del quinto sia opponibile alla procedura di sovraindebitamento appare in radicale contrasto con l’effetto sospensivo (addirittura) delle procedure esecutive in corso che la presentazione del ricorso produce.
Posto che ex art 7 L 3/2012 è possibile la non integrale soddisfazione dei crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca, a fortiori deve affermarsi la falcidiabilità dei crediti chirografari e tra questi quelli relativi a prestiti da estinguersi con quote di stipendio.
Eventuali contestazioni in punto di convenienza della proposta devono avere quale parametro di raffronto la procedura liquidatoria degli artt 14-ter ss L.3/2012, per effetto della quale il credito da stipendio è utilizzabile solo nella misura eccedente a quanto occorre per il mantenimento. Tale limite opera pure in presenza di atti di disposizione di tale credito.
Peraltro se gli accordi volontariamente raggiunti in precedenza tra debitore e creditore dovessero essere ritenuti vincolanti, gli stessi impedirebbero l’accesso a queste procedure, consentendo il soddisfacimento integrale di singoli creditori e la proporzionale riduzione del patrimonio da destinare al soddisfacimento di tutti gli altri. La natura concorsuale del procedimento rende incoerente il non assoggettamento del cessionario del quinto a una riformulazione dell’adempimento prevista per gli altri chirografari. (Emanuela Scaleggi) (riproduzione riservata)
Tribunale Ancona, 15 Marzo 2018.


Sovraindebitamento - OCC di Cremona - Omologa e Accordo ex art. 7 l. 3 gennaio 2012 n. 2.
  Tribunale Cremona, 14 Marzo 2018.


Crisi da Sovraindebitamento - Accesso alla procedura ex l. 3/2012 - Socio illimitatamente responsabile di società di persone fallibile - Istanza di nomina del professionista facente funzioni di O.C.C. - Ammissibilità.
La qualità di socio illimitatamente responsabile di società passibile di fallimento, e dunque di soggetto a cui il fallimento andrebbe esteso ex art 147 l. fall., non esclude l’accessibilità alle procedure di sovraindebitamento, atteso che il socio illimitatamente responsabile non è imprenditore, in sede di estensione del fallimento della società non viene valutata la sua insolvenza e non vi è ragione per sostenere che egli, per ottenere l’esdebitazione, sia tenuto ad attendere la dichiarazione di fallimento della società; d’altra parte, l’art 12 comma 5 l.3/2012 prevede espressamente l’ipotesi del consecutivo fallimento del debitore che abbia proposto un accordo di composizione della crisi omologato; infine, il disposto dell’art 9 della legge delega n. 155/2017 indica al legislatore delegato il criterio direttivo di includere nella procedura di sovraindebitamento i soci illimitatamente responsabili, e può certamente integrare criterio interpretativo della normativa vigente. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 13 Marzo 2018.


Sovraindebitamento - Fideiussione a favore di attività di impresa in cui il ricorrente era professionalmente coinvolto - Qualità di “consumatore” - Esclusione.
E’ esclusa la qualità di “consumatore” ai fini del sovraindebitamento nel caso che il debitore abbia prestato fideiussione a favore di un’attività di impresa in cui era professionalmente coinvolto. (Cecilia Marino) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 07 Agosto 2017.


Crisi da sovra indebitamento – Piano del consumatore – Riferito indistintamente all’intero nucleo familiare – Inammissibilità – Sussiste – Necessità di fissazione di udienza – Esclusione.
La proposta di un piano del consumatore “di gruppo” o “relativo al nucleo familiare” non può trovare accoglimento in mancanza di idonea divisione delle masse patrimoniali attive e passive.
La mancanza, nel piano del consumatore, dei requisiti formali di cui agli artt.7, 8 e 9 e quelli sostanziali di cui all’art.12 bis, comma 3, L.3/2012, implica la declaratoria di inammissibilità senza necessità di fissare l’udienza ex art.12 bis, comma 1, L.3/2012, la cui funzione è quella di instaurare un contraddittorio su un piano che presenti i requisiti formali e sostanziali di ammissibilità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Novara, 25 Luglio 2017.


Procedure concordate di composizione della crisi – Falcidia Iva – Ratio – Condizioni – Applicabilità all’accordo ex l. 3/2012.
L'art. 7 della legge 3/2012 (così come l'art. 182-ter nella versione anteriore a quella ora vigente) si limita a replicare, in modo affatto neutrale, la regola eurocomunitaria espressa secondo la quale gli Stati membri hanno l'obbligo di garantire il prelievo integrale dell'IVA sul territorio ai sensi degli articoli 2, 250, paragrafo 1, e 273 della direttiva IVA nonché dell'articolo 4, paragrafo 3, TUE.

Così come nella normativa comunitaria non è esplicitata la regola derivata (per l'appunto, implicita) secondo cui gli Stati membri, ove non sia possibile il prelievo integrale, possono/devono garantire il miglior prelievo possibile per come accertato nell'ambito di un procedimento sottoposto a controllo giurisdizionale e nell'ambito del quale sia garantita la possibilità di voto e di opposizione del creditore, ugualmente è a dirsi in riferimento alla regola sull'IVA contenuta nell'art. 7.

L'interpretazione conforme (alla luce della sentenza del 7 aprile 2016 della Corte di Giustizia UE) consente di ritenere che il divieto di falcidia dell'IVA previsto dalla norma la sull'accordo del sovraindebitato faccia implicitamente salva l'ipotesi che la proposta preveda un trattamento migliore rispetto a quello consentito dalla alternativa liquidatoria di cui all'art. 14-ter, esprimendo così la regola generale rispetto alla quale l'eccezione deve ritenersi non esclusa, ma implicita.

Ciò potrà verificarsi tutte le volte in cui intervenga per il pagamento di una quota del credito IVA (e dei creditori chirografari se esistenti) un apporto finanziario esterno, non ipotizzabile nel caso di liquidazione, per cui diventi possibile il giudizio positivo in ordine al trattamento migliore nell'ambito della procedura consensuale, in assenza di maggiori incrementi (o decrementi dell'indebitamento riconosciuto) tipicamente riconducibili alla fase liquidatoria.

Sotto altro profilo, si può notare che il terzo periodo del primo comma dell'art. 7 esordisce con l'espressione "in ogni caso" che si collega con la regola sul pagamento non integrale dei creditori privilegiati all'interno della quale pare espressa la previsione della sola dilazione dell'IVA, lasciando spazio operativo ad una diversa regola quale quella del trattamento migliore rispetto alla alternativa liquidatoria a seguito di apporto di finanza esterna.

Tale considerazione appare particolarmente significativa in tema di concordato preventivo e di valutazione dell'ambito applicativo del nuovo art. 182-ter che, per quanto prima osservato, adotta un criterio selettivo (la incapienza dei beni soggetti a prelazione) più angusto e dissonante rispetto a quello inteso dalla sentenza del 7 aprile 2016 della Corte di Giustizia UE.

Anche al fine di evitare nuove censure a livello comunitario, adottando una interpretazione conforme ai principi UE, sembra sostenibile ipotizzare il mantenimento di un doppio binario così strutturato:
a) la transazione fiscale sarebbe l'unica via percorribile dal debitore (con ciò dando significato all'avverbio "esclusivamente" di cui all'incipit dell'art. 182-ter) che intendesse proporre una falcidia dell'IVA nei limiti della capienza dei beni e cioè solo dimostrando che la falcidia proposta non è deteriore in relazione alla valutazione dei beni oggetto di prelazione;
b) ma anche nel concordato semplice (senza transazione fiscale) sarebbe sempre ammissibile una falcidia IVA, purché modulata in conformità con i principi comunitari e, dunque, da valutarsi in riferimento al diverso (e più severo) filtro della convenienza della proposta rispetto alla alternativa liquidatoria, come indicato dalla sentenza della Corte di Giustizia UE del 7 aprile 2016.

Tale interpretazione riporterebbe la questione IVA all'interno della normale dinamica concordataria restaurando quel rapporto di specialità intercorrente tra la disciplina del concordato semplice e la disciplina del concordato con transazione fiscale così, come delineato dalle Sezioni Unite della Cassazione del 2016. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Pistoia, 26 Aprile 2017.


Sovra indebitamento – Piano del consumatore – Verifica della fattibilità giuridica – Ratio.
Oltre alle condizioni di ammissibilità di cui all’art. 7 l. 3/2012 il tribunale è chiamato ad una verifica della fattibilità giuridica della proposta di piano del consumatore in termini non dissimili da quanto da tempo previsto nel concordato preventivo, risultando del tutto superfluo disporre oneri di pubblicità, costi prededuttivi e l’ammissione al voto di una proposta che risulti radicalmente priva delle sue condizioni di ammissibilità e quindi, comunque non omologabile; ragioni di economicità, speditezza ed efficienza processuale impongono, infatti, in tali condizioni, una valutazione prognostica negativa anticipata alla fase di ammissione, non potendo ammettersi al voto una proposta che appaia priva di quelle condizioni minime che siano indispensabili, in caso di gradimento dei creditori, ai fini di una possibile successiva omologabilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 10 Marzo 2017.


Sovraindebitamento – Requisiti di meritevolezza – Sindacato del tribunale – Verifica – Fattispecie

Sovraindebitamento – Possibilità di estinzione dell’intera posizione debitoria – Convenienza rispetto alla alternativa liquidatoria – Esclusione
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Al fine di escludere che la situazione di sovra indebitamento sia addebitabile a colpa del debitore, il giudice deve verificare che se lo stesso abbia contratto obbligazioni astrattamente compatibili con le capacità reddituali della sua famiglia.
(Nel caso di specie, l’accesso al beneficio è stato negato a causa dell’assunzione di un mutuo la cui rata assorbiva oltre l’85% della unica fonte di reddito). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Non appare conveniente, rispetto alla alternativa liquidatoria, il piano proposto dal consumatore quando la vendita di un immobile di sua proprietà consentirebbe la soddisfazione di tutti i debiti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 14 Febbraio 2017.


Sovraindebitamento – Incapienza del creditore privilegiato – Condizioni – Contenuto della proposta e del piano – Voto.
L’incapienza dei creditori privilegiati rispetto al valore di mercato dei beni sui quali insiste la causa di prelazione (art. 7 l. 3/2012) deve risultare espressamente dalla proposta e dalla relazione dell’organismo di composizione della crisi, poiché, in difetto, il detti creditori devono essere soddisfatti integralmente, non possono essere computati ai fini del raggiungimento della maggioranza e non hanno diritto di esprimersi sulla proposta, salvo che non rinuncino in tutto o in parte al diritto di prelazione (art. 11 l. 3/2012). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Dicembre 2016, n. 26328.


Sovra indebitamento – Attestazione del professionista OCC – Applicazione delle regole della revisione contabile – Principi elaborati dal CNDCEC – Piani di risanamento e revisione di dati contabili prospettici che evolvano per una durata futura superiore a 3/5 anni.
Pur se non oggetto di specifica disciplina, alla relazione di attestazione del professionista OCC devono applicarsi le regole della revisione contabile seguite nel settore professionale di riferimento, che possono ritenersi riprodotte nei principi elaborati dal CNDCEC con riferimento alla più generale attestazione dei piani di risanamento e revisione di dati contabili prospettici. Come, infatti, evidenziato dai recenti “Principi di attestazione dei piani di risanamento”, approvati definitivamente il 3 settembre 2014 (ma con valore non innovativo, bensì riproduttivo delle leges artis del settore), va espressamente ritenuto che il “giudizio di veridicità” dei dati aziendali (da intendersi mutatis mutandis con riguardo ai dati dell’attivo e del passivo del soggetto sovra indebitato) preceda, sia in senso logico che giuridico-economico, il “giudizio di fattibilità” e che, inoltre, attraverso un rinvio ai principi ISAE 3400 si stabilisce espressamente che esula da un procedimento tecnicamente corretto ed attendibile la previsione ed attestazione di dati che si evolvano per una durata futura superiore a 3/5 anni complessivi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 01 Dicembre 2016.


Omologa piano del consumatore - Definizione di consumatore - Incapienza dei beni immobili ipotecati e moratoria.
Il sovraindebitato è consumatore ai sensi dell’art.6 L.n.3/2012 quando ha sottoscritto un mutuo ipotecario per supportare il coniuge imprenditore individuale nella gestione finanziaria di impresa, senza avere mai partecipato alla gestione della stessa. (Monica Montanari) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 19 Novembre 2016.


Sovraindebitamento - Socio illimitatamente responsabile di società di persone - Ammissione.
Il socio illimitatamente responsabile di società di persone non fallita può accedere alla procedura di sovraindebitamento (nel caso di specie liquidazione dei beni art. 14-ter L. 3/2012).

La fallibilità per estensione ex art. 147 l.f. non integra l’ipotesi preclusiva di accesso alla procedura di sovraindebitamento ex art. 7 L. 3/2012.

Nel caso di ipotesi di fallimento in estensione, l’attivo, nel frattempo conservato a tutela dei creditori, potrà essere acquisito dal curatore fallimentare. (Giovanni Pieri) (riproduzione riservata)
Tribunale Prato, 16 Novembre 2016.


Sovraindebitamento - Requisiti soggettivi - Soggetti per i quali non sussistono le condizioni di inammissibilità di cui all’art. 7, comma 2 lett. a) e b) l. 3/2012 - Imprenditore agricolo.
L’art. 14-ter, comma 1, l. n. 3/2012 ammette alla liquidazione tutti i soggetti per i quali non sussistono le condizioni di inammissibilità di cui all’art. 7 comma 2, lett. a) e b) della legge citata; tra tali soggetti rientra l’imprenditore agricolo, per il quale, in virtù dell’art. 7, comma 2-bis, cit., la condizione di inammissibilità di cui alla lettera a) è esclusa.

L’art. 14-ter, comma 1, nella parte in cui esclude le ipotesi di inammissibilità di cui all’art. 7, comma 2 lett. c) e d), va quindi letto come norma volta ad ampliare il novero dei soggetti che hanno accesso alla procedura di liquidazione rispetto a quelli ammessi alla procedura di composizione. (Marco Bianchi) (riproduzione riservata)
Tribunale Lucca, 14 Novembre 2016.


Procedure concorsuali - Falcidia dell’Iva - Sovraindebitamento - Natura sostanziale della norma che vieta la falcidia dell’Iva - Esclusione.
L'art. 7 della legge n. 3 del 2012 (sovraindebitamento) non ha carattere “sostanziale”, ma esclusivamente “procedimentale” in quanto la disposizione si trova inserita nell'art. 7, il quale si riferisce esclusivamente al piano dell'accordo di composizione dei debiti di cui all'art. 10 ed al piano del consumatore di cui all’art. 12-bis, ma non connota anche la liquidazione dei beni (piccolo fallimento) di cui all'art. 14-ter. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 30 Settembre 2016.


Procedura di sovraindebitamento legge 3/2012 – Decreto di apertura della liquidazione art. 14-quinquies – Reclamo avverso decreto di apertura – Precedenti decreti di inammissibilità prima dell’apertura della liquidazione 14quinquies nel quinquennio – Rigetto

Procedura di sovraindebitamento legge 3/2012 – Decreto di apertura della liquidazione art. 14-quinquies – Reclamo avverso decreto di apertura – Atti in frode ai creditori compiuti anteriormente al quinquennio i cui effetti sono stati sciolti nel quinquennio – Rigetto

Procedura di sovraindebitamento legge 3/2012 – Decreto di apertura della liquidazione art. 14-quinquies – Reclamo avverso decreto di apertura – Trasferimento fittizio di residenza – Onere della prova in capo al reclamante
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Nel caso in cui il ricorrente la procedura di sovraindebitamento abbia già presentato, nel quinquennio, precedenti domande di ammissione, rese improcedibili, quindi senza che sia stata decretata l’apertura della procedura, la domanda può essere ripresentata ai sensi dell’art. 7 comma 2 lettera b) legge 3/2012, non avendo il ricorrente mai usufruito degli effetti della procedura nelle precedenti declaratorie di inammissibilità. (Cassazione 1896/2016) (Giovanni Pieri) (riproduzione riservata)

Con riferimento agli atti in frode ai creditori compiuti nel quinquennio, il computo deve essere fatto decorrere non già dalla cessazione degli effetti dell’atto ma dalla data del suo compimento. (nella specie: la costituzione di un fondo patrimoniale anteriore al quinquennio, sciolto in prossimità della presentazione della domanda, anche ai fini di agevolare la liquidazione dei beni art. 14ter). (Giovanni Pieri) (riproduzione riservata)

Nella procedura di sovraindebitamento non è riprodotta la norma di cui all’art. 9 comma 2 L.F. che rende irrilevante, ai fini della competenza, il trasferimento di sede avvenuto nell’anno anteriore al deposito dell’istanza. Non potendo trovare applicazione analogica l’art. 9 comma 2 L.F. il carattere fittizio del trasferimento di residenza del ricorrente deve essere provato dal reclamante. (Giovanni Pieri) (riproduzione riservata)
Tribunale Prato, 28 Settembre 2016.


Sovraindebitamento - Requisiti - Debitore che abbia fatto ricorso al procedimento nei cinque anni precedenti - Decreto di apertura - Necessità.
La disposizione contenuta nell’articolo 7, comma 2, lett. b) della legge n. 2/2012, la quale prevede che la proposta non sia ammissibile quando il debitore “ha fatto ricorso, nei precedenti cinque anni, ai procedimenti di cui al presente capo”, deve essere interpretata nel senso che il debitore deve avere comunque beneficiato degli effetti riconducibili alla procedura i quali non possono che prodursi con l’emissione del decreto di apertura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 28 Settembre 2016.


Sovraindebitamento - Socio illimitatamente responsabile di società di persone - Esclusione.
Non può essere sottoposto a una delle procedure della legge 3/2012 il socio illimitatamente responsabile di una società di persone poiché quest’ultimo è assoggettabile al fallimento ex art. 147 l.f.

Il socio illimitatamente responsabile non rientra infatti tra i soggetti di cui all’art. 7 L. 3/2012, secondo il quale il debitore può accedere al sovraindebitamento solo se non risulta assoggettabile ad altre procedure concorsuali quali appunto il fallimento in estensione. (Fabio Cesare) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 18 Agosto 2016.


Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Indebitamento non volontario – Debiti per mancato pagamento delle rate del mutuo – Piano del consumatore con garanzia al mantenimento della moglie-debitrice prestata dal marito – Mantenimento della proprietà della casa di abitazione come bene essenziale – Istanza di sospensione delle procedura esecutiva immobiliare ex art. 12 bis comma 2 legge n. 3/2012 – Ammissibilità – Omologazione del piano.
È omologabile il piano del consumatore derivante da un sovraindebitamento non volontariamente provocato dalla debitrice, per il venir veno dell’apporto della sua famiglia al pagamento delle rate del mutuo.

Risulta omologabile il piano del consumatore in cui è acquisito l’impegno del marito al pagamento di una somma per il mantenimento della moglie-debitrice, in modo che parte dello stipendio della stessa possa essere destinato all’adempimento della proposta prevista nel piano.

È omologabile il piano del consumatore che preveda una cifra inferiore rispetto a quella che sarebbe spettata alla banca ove fosse proseguito il contratto di mutuo. Il sacrificio richiesto al creditore con l’omologazione del piano è certo, ma nello stesso tempo inferiore rispetto a quello che deriverebbe dalla vendita dell’immobile ipotecato. Tale sacrificio, inoltre, risulta conforme alla finalità della legge sul sovraindebitamento, finalità che consiste nel permettere ai debitori non fallibili di uscire dalla loro crisi, ricollegandoli nell’alveo dell’economia palese, senza il rischio di cadere nell’usura e cercando di mantenere la proprietà dei beni essenziali come la casa di abitazione. (Roberta Tedeschi) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 20 Luglio 2016.


Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Sospensione delle procedura esecutiva immobiliare ex art. 12 bis comma 2 legge n. 3/2012 – Ammissibilità .
In seguito alla presentazione di una proposta di accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento (piano del consumatore) conforme al disposto di cui agli artt. 7, 8 e 9 della L. 3/2012, può essere accolta la richiesta di sospensione della procedura esecutiva relativa all’immobile del debitore, in quanto la prosecuzione di tale procedura renderebbe inutile il piano prospettato dal consumatore. (Roberta Tedeschi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 14 Giugno 2016.


Sovra indebitamento - Ente morale di diritto pubblico - Attività svolta -  Attività agricola.
Può accedere alla procedura di sovra indebitamento di cui alla legge 3/2012 l’ente morale di diritto pubblico che non abbia mai adottato forme privatistiche attraverso le quali perseguire le proprie finalità, che non eserciti attività di impresa commerciale e ove l’unica attività economica esercitata (peraltro in modo del tutto minoritario e servente rispetto alla più ampia finalità pubblicistica) sia da ricondurre a quella di carattere agricolo, pure essa notoriamente sottratta alle procedure concorsuali anche se svolta in forma di impresa, ex art. 2135 c.c., ed esplicitamente indicata dall’art. 7, co. 2 bis della citata legge. a proposito dei soggetti legittimati a proporre ai propri creditori un accordo di composizione della crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 15 Febbraio 2016.


Sovra indebitamento - Imprenditore agricolo - Accesso diretto ad entrambi gli istituti di composizione della crisi da sovra indebitamento.
Gli imprenditori agricoli possono accedere al procedimento di liquidazione del patrimonio di cui agli artt. 14-ter e ss. della l. 3/2012 anche in assenza di espressa previsione dell’art. 7, comma 2-bis, potendo la liquidazione seguire ad una vicenda patologica dell’accordo relativo al sovraindebitamento, per conversione, ed anche a richiesta dello stesso debitore ex art. 14-quater, per cui appare evidente che gli imprenditori agricoli possano accedere ad entrambi gli istituti di composizione della crisi da sovra indebitamento in modo diretto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 15 Febbraio 2016.


Sovraindebitamento - Consumatore - Nozione - Obbligazioni contratte nell'esercizio dell'attività di impresa o professionale - Trattamento di tributi, iva e ritenute.
La nozione di consumatore di cui alla legge 27 gennaio 2012 n. 3, secondo la quale deve ritenersi tale esclusivamente il debitore persona fisica che abbia contratto obbligazioni per far fronte ad esigenze personali o familiari o comunque derivanti dall'estrinsecazione della propria personalità, non esclude coloro che esercitino o abbiano esercitato attività di impresa o professionale purché, al momento della presentazione del piano, non residuino obbligazioni assunte nell'esercizio di dette attività. A detta limitazione fanno eccezione i debiti di cui all'articolo 7, comma 1, terzo periodo (tributi costituenti risorse proprie dell'Unione Europea, imposta sul valore aggiunto e ritenute operate e non versate), i quali debbono essere pagati in quanto tali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 01 Febbraio 2016, n. 1869.


Sovraindebitamento – Presentazione del ricorso di ammissione alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento – Istanza di sospensione delle azioni esecutive individuali ai sensi dell’art. 10, comma 2, lettera c), legge n. 3/2012 – Ammissibilità.
A seguito di presentazione del ricorso di ammissione alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento con contestuale istanza di sospensione delle azioni esecutive individuali, il giudice, con la fissazione dell’udienza di omologazione, dispone che, sino al momento in cui il provvedimento diventa definitivo, non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali né disposti sequestri conservativi né acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato proposta di accordo, da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore; la sospensione non opera nei confronti dei titolari di crediti impignorabili. (Letterio Stracuzzi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 15 Dicembre 2015.


Sovraindebitamento - Inammissibilità della proposta - Valutazione al momento del deposito.
L'ammissibilità della proposta di composizione della crisi da sovraindebitamento deve essere valutata al momento in cui la stessa viene depositata con l'ausilio dell'organismo di composizione della crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13 Ottobre 2015.


Sovraindebitamento - Inammissibilità della proposta - Valutazione anticipata al momento della domanda di nomina dell'organismo - Elementi valutabili prima facie.
Ove elementi di inammissibilità della proposta emergano prima facie dalla documentazione prodotta a corredo della domanda di nomina dell'organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento, e tali elementi non siano idonei a mutare sino al momento del deposito della proposta, l'inammissibilità può essere rivelata immediatamente dal giudice designato anche solo nell'ottica di rilevare l'inammissibilità della nomina dell'organismo, in quanto apparirebbe contrario ed antieconomico gravare di costi il ricorrente per una attività che non potrebbe essere oggetto di esame da parte del giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13 Ottobre 2015.


Sovraindebitamento - Imprenditore individuale assoggettabile al fallimento - Inammissibilità della domanda.
Non è ammissibile la domanda di sovraindebitamento proposta da imprenditore individuale assoggettabile al fallimento in ragione delle soglie quantitative previste dall'articolo 1 legge fall. e non sia ancora decorso l'anno di cui all'articolo 10 legge fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13 Ottobre 2015.


Piano di risanamento di cui alla legge quadro delle IPAB (D.Lgs 207/2011) - Coincidenza con la procedura prevista dalla legge n. 3 del 2012.
Il piano di risanamento previsto dalla legge quadro delle IPAB (D.Lgs 207/2011), che prevede la possibilità per gli enti pubblici di assistenza e beneficenza dotati di personalità giuridica e che operano in base ad autorizzazione regionale all'esercizio di attività socio sanitaria, può coincidere con quello previsto da una delle procedure previste dalla legge n. 3 del 2012 sul sovraindebitamento di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano di cui agli articoli 7 e seguenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 20 Maggio 2015.


Sovraindebitamento - Debiti derivanti dalla necessità di aiutare un familiare affetto da deficit psichici - Morosità di inquilini e azioni esecutive in danno della moglie comproprietaria - Assunzione di obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere - Esclusione.
Qualora l'indebitamento sia stato provocato dalla necessità di aiutare il figlio affetto da deficit psichici, dal mancato incasso di crediti dovuto a morosità di inquilini nonché dall'azione esecutiva in danno della moglie comproprietaria, è possibile escludere che il debitore abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 08 Maggio 2015.


Composizione della crisi da sovraindebitamento - Sindacato del giudice delegato - Legittimità del procedimento - Contenuto.
Nell'ambito della composizione della crisi da sovraindebitamento, il giudice delegato è chiamato a valutare la legittimità del procedimento con specifico riferimento alla sussistenza delle condizioni di ammissibilità sostanziali e formali della procedura, la carenza di ragioni ostative all'omologazione, la mancanza, nei contenuti della proposta, di violazioni a norme imperative. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 31 Marzo 2015.


Composizione della crisi da sovraindebitamento - Soddisfacimento dei creditori nella misura minima del 2,5% - Realizzazione della funzione economica dell'istituto.
La proposta di accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento che preveda il soddisfacimento di tutti i creditori concorsuali nella misura minima del 2,5% realizza la funzione economica dell'istituto, il quale, essendo di natura concordataria, non può prescindere dalla previsione di un soddisfacimento che coinvolga tutti i creditori con titolo anteriore al momento di apertura del concorso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 31 Marzo 2015.


Sovraindebitamento - Ricorso continuo e temporalmente concentrato a più fonti di finanziamento - Colposa determinazione della situazione di sovraindebitamento - Valutazione preventiva demandata al giudice.
Il ricorso continuo e temporalmente concentrato a più fonti di finanziamento tale da assorbire con impegni negoziali di restituzione rateale i propri interi redditi, in una situazione in cui i debitori avevano in Italia la sola proprietà di un immobile gravato interamente da una precedente ipoteca, configura la causa ostativa all’omologazione di cui all’art. 12 bis L. 3/2012 e ss. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)

La norma citata non richiede un vero e proprio dolo specifico o generico, ma la sola colposa determinazione della situazione di sovra indebitamento. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)

Tale valutazione è possibile compiere de plano, senza fissazione di apposita udienza (che nel procedimento di approvazione del piano del consumatore infatti presuppone normalmente che si siano già svolte le votazioni), posto che appare comunque demandata al giudice la verifica preventiva del soddisfacimento dei requisiti di cui agli artt. 7, 8 e 9 l. 3/2012 cui deve aggiungersi, con riferimento a questo tipo di procedimento, anche la circostanza che risulti già prima facie la carenza delle condizioni per la successiva omologazione, ai sensi di quanto previsto dal citato art. 12 bis, comma 3. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)
Tribunale Ravenna, 17 Dicembre 2014.


Sovraindebitamento - Piano di ristrutturazione dei debiti proposto dal consumatore - Valutazione del giudice - Oggetto - Valutazione svincolata dal raggiungimento di un accordo con i creditori

Sovraindebitamento - Nozione di consumatore - Persona fisica che abbia assunto obbligazioni per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale - Oggetto della verifica del giudice

Consumatore - Nozione e individuazione - Negozi di garanzia - Qualità del debitore principale - Rilevanza - Soggetto gravato da obbligazioni derivanti da garanzie personali rese nell'interesse di un'impresa - Accesso alla procedura di sovraindebitamento del consumatore - Esclusione
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L’art. 12 bis della legge 27 gennaio 2012, n. 3 ha previsto che l’omologa del piano di ristrutturazione dei debiti proposto dal consumatore abbia luogo per effetto di una valutazione espressa dal giudice svincolata dal raggiungimento di un accordo con i creditori o parte di essi; il giudice, infatti, deve valutare sia la sussistenza dei requisiti previsti dagli artt. 7, 8 e 9, sia l’assenza di atti in frode ai creditori, la fattibilità del piano e l’idoneità dello stesso ad assicurare il pagamento dei crediti impignorabili, la meritevolezza soggettiva del consumatore (che non abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere o determinando colposamente lo stato di indebitamento) ed, in caso di contestazioni sulla convenienza, che il piano proposto consenta la possibilità di soddisfazione del credito in misura non inferiore all’alternativa liquidatoria. La specifica finalità di tutela del consumatore giustifica pertanto un più intenso intervento valutativo del giudice a fronte della voluta assenza di un consenso dei creditori. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Ai sensi del secondo comma lett. b), è ‘consumatore’ solo quel debitore che sia persona fisica e che abbia assunto obbligazioni ‘esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta’. La definizione ricalca sostanzialmente quella di cui all’art. 3 del codice del consumo (dlgs 206/2005), di matrice in gran parte comunitaria, ove lo scopo dell’attività svolta dal soggetto eventualmente destinatario di tutela è il fulcro che orienta l’interpretazione delle norme. Al fine dell’individuazione del ‘consumatore’, il giudice dovrà, pertanto, verificare le modalità dell’atto concluso, le forme utilizzate, le circostanze di tempo e di luogo di esso allo scopo di verificare se l’oggetto dell’attività possa ritenersi destinato al soddisfacimento di bisogni inerenti la sfera privata, personale o familiare; solo, infatti, il soggetto che con determinati atti soddisfi bisogni di carattere personale o familiare può essere considerato consumatore, meritevole di una particolare attenzione normativa, e non invece colui che pur agendo al di fuori della propria attività professionale agisca in vista di scopi ad essa comunque connessi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Come ormai costantemente affermato dalla giurisprudenza della Corte Europea e della Corte di cassazione in materia di rapporti bancari (per tutte Cass. 25212/2011), ai fini dell’individuazione del soggetto che deve rivestire la qualità di consumatore, si applica il principio secondo il quale la qualità del debitore principale attrae quella del fideiussore. Conseguentemente, non può essere ammesso al beneficio del sovraindebitamento il soggetto gravato da obbligazioni derivanti anche e soprattutto dalla prestazione di garanzie personali (nella specie fideiussioni) nell'interesse di società esercente attività di impresa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Bergamo, 12 Dicembre 2014.


Sovraindebitamento - Assistenza di professionisti per la preparazione della proposta - Ammissibilità.
Il debitore che voglia avvalersi della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento può limitarsi a chiedere la nomina di un professionista che svolge le funzioni di organismo di composizione della crisi e aspettare che quest'ultimo predisponga la proposta di accordo e l'attestazione di fattibilità. La norma non impedisce tuttavia che al momento della richiesta di nomina dell'organismo di composizione della crisi venga già depositata una proposta di accordo redatta da professionisti scelti dal debitore e che faccia salva ogni eventuale modifica fino al momento in cui la proposta stessa sia sottoposta ai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 19 Novembre 2014.


Sovraindebitamento - Omologazione - Oggetto della verifica del giudice - Raggiungimento della maggioranza prescritta - Integrale pagamento dei crediti impignorabili, di Iva e ritenute non versate - Valutazione della convenienza della proposta in presenza di opposizioni.
In sede di omologa dell'accordo previsto dall'articolo 12 della legge n. 3 del 2012, il giudice dovrà verificare non solo il raggiungimento di una maggioranza favorevole pari al 60% dei creditori, ma anche l'integrale pagamento dei crediti impignorabili e di quelli per Iva e ritenute operate e non versate. Nel caso venga fatta opposizione, il giudice dovrà altresì valutare la convenienza della proposta rispetto all'alternativa liquidatoria disciplinata dalla seconda sezione della legge citata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 19 Novembre 2014.


Sovraindebitamento - Pagamento dilazionato dei creditori privilegiati - Accordo concluso con il singolo creditore - Necessità - Inammissibilità del ricorso.
Poiché il pagamento dilazionato del credito ipotecario proposto in assenza di un accordo concluso con il singolo creditore equivale a soddisfacimento non integrale del credito privilegiato, deve ritenersi inammissibile la proposta di composizione della crisi da sovraindebitamento tutte le volte in cui non preveda il pagamento integrale (salva l'ipotesi di cui al comma 1, secondo periodo, dell'articolo 7, della legge n. 3 del 2012) e immediato (salva la moratoria di cui al comma 4 dell'articolo 8 della legge citata) dei creditori privilegiati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 18 Novembre 2014.


Sovraindebitamento - Produzione della dichiarazione dei redditi nei termini prescritti - Necessità anche ai fini della attestazione.
La mancata produzione della dichiarazione dei redditi nei termini prescritti comporta l'inammissibilità della domanda di composizione della crisi da sovraindebitamento, in quanto non consente di ricostruire compiutamente la situazione economica e patrimoniale del ricorrente, così come previsto dall'articolo 7, comma 2, lettera d) della legge n. 3 del 2012, mentre la sua produzione tardiva non consente l'esplicazione dell'esame dell'attestatore al fine della valutazione sulla fattibilità del piano, il che configura un ulteriore profilo di inammissibilità rappresentato dalla incompleta attestazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 18 Novembre 2014.


Sovraindebitamento – Procedura di composizione della crisi – Domanda – Ammissibilità – Presupposti – Assistenza tecnica – Necessità – Organismo di composizione della crisi – Caratteristiche – Competenza.
Nel procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento è necessaria l'assistenza tecnica del debitore poichè: 1) la proposta è una domanda giudiziale con il fine di comporre una crisi finanziaria, e si è in presenza di interessi contrapposti; 2) il ricorso è introduttivo di una procedura; 3) la procedura si svolge davanti ad un tribunale; 4) la procedura presenta fasi potenzialmente contenziose. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

Nel procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento l’assistenza di un legale che assista il debitore può non essere necessaria se nell’O.C.C. che concretamente presenta la domanda  vi sia anche un legale che se ne faccia carico, curando tutti gli aspetti tecnici della stessa. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

Nella procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento nulla vieta al debitore di avvalersi per la redazione del piano di un soggetto di sua fiducia ma è l’O.C.C. che, in ogni caso, deve fare proprio, se condiviso, il piano redatto dal professionista privato, verificandone sia la veridicità che la fattibilità a norma di legge (art. 15, co. 6, l. n. 3/2012), e così rendendosi fidefacente nei confronti del tribunale e dei creditori, conformemente alle sue funzioni pubblicistiche. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

La competenza dell’O.C.C. deve essere individuata secondo la competenza del Tribunale, ai sensi degli artt. 7, co. 1, e 9, co. 1, l. n. 3/2012, cioè in base alla residenza del ricorrente. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

La sede dell’organismo di composizione della crisi, come quella del debitore, deve essere quella (l’unica) principale ed effettiva, non potendosi ammettere una competenza diffusa dell’O.C.C. soggetto privato, che si estenda potenzialmente a tutto il territorio nazionale, laddove invece l’O.C.C. soggetto pubblico, trattandosi normalmente di enti pubblici a base territoriale, hanno inequivocabilmente competenza limitata ad un solo circondario di tribunale. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 29 Aprile 2014.


Accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento – Documentazione – Necessità di deposito della situazione patrimoniale
art.7 L.n.3/2012
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L’imprenditore agricolo che depositi proposta di accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge n. 3 del 2012 non è esonerato, per il sol fatto di non esser obbligato alla tenuta delle scritture contabili e alla redazione dei bilanci, dal deposito di documentazione che consenta di ricostruire compiutamente la sua situazione patrimoniale ed economica, ai sensi dell’art. 7, co. 2, lett. d) l. cit., dovendo se del caso provvedere alla redazione ex novo di documenti riepilogativi a ciò finalizzati. (Benedetto Sieff) (riproduzione riservata) Tribunale Cremona, 17 Aprile 2014.


Piano del consumatore – Decreto di omologa – Sovraindebitamento – Accordi antecedenti tra creditore e consumatore – Pignoramento..
Il piano del consumatore è omologabile anche se l’indebitamento globale è costituito principalmente da debiti contratti per sostenere l’attività professionale di un terzo. Gli accordi (cessione di credito) stipulati anteriormente all’apertura della procedura non risultano vincolanti in quanto, se così non fosse, questi stessi impedirebbero l’accesso alla procedura. (Pier Francesco Marcucci) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 27 Dicembre 2013.


Composizione della crisi da sovraindebitamento - Contenuto del ricorso - Mancata indicazione di scadenze e modalità di pagamento dei creditori - Omesso deposito delle dichiarazioni dei redditi e dell'attestazione di fattibilità del piano - Inammissibilità..
Deve essere rigettato per mancanza dei presupposti previsti dalla legge il ricorso per la composizione della crisi da sovraindebitamento il quale non indichi scadenze e modalità di pagamento dei creditori e che sia carente delle dichiarazioni dei redditi e della attestazione di fattibilità del piano prevista dall'articolo 9, comma 2, del decreto legge n. 3 del 2012. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 27 Agosto 2012.