CAPO II
Procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio
SEZIONE PRIMA
Procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento
§ 1 Disposizioni generali

Art. 6

Finalita' e definizioni
TESTO A FRONTE

1. Al fine di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento non soggette né assoggettabili a procedure concorsuali diverse da quelle regolate dal presente capo, é consentito al debitore concludere un accordo con i creditori nell'ambito della procedura di composizione della crisi disciplinata dalla presente sezione. Con le medesime finalita', il consumatore puo' anche proporre un piano fondato sulle previsioni di cui all'articolo 7, comma 1, ed avente il contenuto di cui all'articolo 8.

2. Ai fini del presente capo, si intende:

a) per "sovraindebitamento": la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficolta' di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacita' di adempierle regolarmente;

b) per "consumatore": il debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all'attivita' imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.



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(1) Articolo modificato dall'art. 18 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221. La nuova disposizione si applica dal 18 gennaio 2013.

GIURISPRUDENZA

Crisi da Sovraindebitamento - Accesso alla procedura ex l. 3/2012 - Socio illimitatamente responsabile di società di persone fallibile - Istanza di nomina del professionista facente funzioni di O.C.C. - Ammissibilità.
La qualità di socio illimitatamente responsabile di società passibile di fallimento, e dunque di soggetto a cui il fallimento andrebbe esteso ex art 147 l. fall., non esclude l’accessibilità alle procedure di sovraindebitamento, atteso che il socio illimitatamente responsabile non è imprenditore, in sede di estensione del fallimento della società non viene valutata la sua insolvenza e non vi è ragione per sostenere che egli, per ottenere l’esdebitazione, sia tenuto ad attendere la dichiarazione di fallimento della società; d’altra parte, l’art 12 comma 5 l.3/2012 prevede espressamente l’ipotesi del consecutivo fallimento del debitore che abbia proposto un accordo di composizione della crisi omologato; infine, il disposto dell’art 9 della legge delega n. 155/2017 indica al legislatore delegato il criterio direttivo di includere nella procedura di sovraindebitamento i soci illimitatamente responsabili, e può certamente integrare criterio interpretativo della normativa vigente. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 13 Marzo 2018.


Sovraindebitamento - Normativa sul gratuito patrocinio - Applicabilità.
La normativa sul gratuito patrocinio trova applicazione anche nelle procedure di sovraindebitamento, avendo la stessa carattere generale in applicazione dell’art. 24 della Costituzione e non trovando applicazione le regole sul pagamento dei professionisti proprie delle procedure di concordato preventivo, stante l’autonomia sistematica e funzionale degli istituti contemplati nella legge n. 3 del 2012. (Cecilia Marino) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 16 Novembre 2017.


Sovraindebitamento - Piano del consumatore - Requisiti di accesso alla procedura - Obblighi di garanzia nei confronti di soggetto esercente attività di impresa - Ammissibilità - Limiti.
Può essere definito consumatore, ai fini dell’accesso alla procedura di sovraindebitamento, colui che abbia prestato garanzia a favore di terzi per consentire l’inizio di un’attività imprenditoriale a lui non riconducibile e che, per l’assenza di indici del futuro insuccesso di tale attività, consentono di escludere profili di negligenza nell’assunzione dell’obbligazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 13 Dicembre 2016.


Sovraindebitamento - Piano del consumatore - Durata.
Benché la legge n. 3 del 2012 non ponga alcun limite temporale alla durata del piano del consumatore, può validamente applicarsi il limite temporale quinquennale individuato dalla giurisprudenza con riferimento alla durata del piano di concordato preventivo, soluzione da interpretarsi con particolare rigore in considerazione della natura sostanzialmente coattiva del piano del consumatore, ove i creditori non possono votare ed esprime il proprio consenso o dissenso sulla proposta del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 13 Dicembre 2016.


Omologa piano del consumatore - Definizione di consumatore - Incapienza dei beni immobili ipotecati e moratoria.
Il sovraindebitato è consumatore ai sensi dell’art.6 L.n.3/2012 quando ha sottoscritto un mutuo ipotecario per supportare il coniuge imprenditore individuale nella gestione finanziaria di impresa, senza avere mai partecipato alla gestione della stessa. (Monica Montanari) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 19 Novembre 2016.


Sovraindebitamento – IPAB – Inammissibilità del ricorso alla procedura di risanamento ex l. 3/2012 – Finalità e scopo della procedura di risanamento.
La volutas legis della composizione della crisi da sovra indebitamento è quella di introdurre, in linea con molti altri ordinamenti europei e non, uno strumento di risoluzione della crisi del consumatore – definito come debitore o persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta – e dell’imprenditore non fallibile, soggetti altrimenti privi di un qualsiasi meccanismo negoziale di composizione delle situazioni di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte.

Pertanto, non appare coerente con la volontà del legislatore l’estensione della normativa fino a ricomprendere situazioni del tutto diverse tra loro (né può dirsi che l’ente pubblico rientri tout court nella categoria degli imprenditori non fallibili, categoria formata dai soggetti non aventi i limiti dimensionali ex art. 1 L.F. per i quali non sia prevista una diversa disciplina per la regolamentazione od il risanamento della crisi).

La struttura del procedimento, il limitato controllo giudiziale e lo stesso accostamento tra il consumatore con l’imprenditore non fallibile sono elementi che, già di per sé, portano a ritenere come il legislatore abbia inteso disciplinare situazioni di insolvenza civile non particolarmente complesse, riferibili ai c.d. debitori “deboli”; del resto, se il legislatore avesse voluto includere gli enti pubblici, lo avrebbe detto espressamente così come ha fatto per l’imprenditore agricolo (art. 7, comma 2 bis, L. 3/12). (Marco Schievano) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 12 Maggio 2016.


Sovraindebitamento - Consumatore - Nozione - Obbligazioni contratte nell'esercizio dell'attività di impresa o professionale - Trattamento di tributi, iva e ritenute.
La nozione di consumatore di cui alla legge 27 gennaio 2012 n. 3, secondo la quale deve ritenersi tale esclusivamente il debitore persona fisica che abbia contratto obbligazioni per far fronte ad esigenze personali o familiari o comunque derivanti dall'estrinsecazione della propria personalità, non esclude coloro che esercitino o abbiano esercitato attività di impresa o professionale purché, al momento della presentazione del piano, non residuino obbligazioni assunte nell'esercizio di dette attività. A detta limitazione fanno eccezione i debiti di cui all'articolo 7, comma 1, terzo periodo (tributi costituenti risorse proprie dell'Unione Europea, imposta sul valore aggiunto e ritenute operate e non versate), i quali debbono essere pagati in quanto tali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 01 Febbraio 2016, n. 1869.


Sovraindebitamento – Decreto di nomina di professionista in sostituzione O.C.C. – Definizione autonomo procedimento ex 737 ss. C.p.c. – Procedure ex L. 3/2012 – Legittimazione attiva – Debitore (a ministero rappresentante tecnico) – Principio alternatività – Domanda apertura contestuale di più procedure – Inammissibilità.
Il procedimento avente ad oggetto la nomina di un professionista che faccia le veci dell’organismo di composizione della crisi, ove non ancora istituito (disciplina transitoria, art. 15, comma 9, L. 3/2012), deve considerarsi definito con il decreto presidenziale di nomina, ex artt. 737 ss. C.p.c., del professionista in sostituzione dell’O.C.C.

La legittimazione attiva a formulare la proposta di accordo con i creditori spetta (non al professionista di cui al punto che precede ma) al debitore (non personalmente, bensì) a ministero di un rappresentante tecnico, mediante deposito di ricorso ex art. 737 ss. C.p.c.

Il principio di alternatività desumibile dall’art. 14 ter L. 3/2012 esclude l’ammissibilità di una domanda cumulata di apertura contestuale di due delle procedure previste dalla disciplina del sovraindebitamento (nella specie: “Accordo di composizione della crisi” e “Liquidazione del patrimonio”). (Fiorenza Chiara Villa) (riproduzione riservata)
Tribunale Massa, 28 Gennaio 2016.


Sovraindebitamento - Disciplina di cui alla legge n. 3 del 2012 - Disciplina di chiusura applicabile in mancanza di specifica procedura concorsuale.
La disciplina sul sovraindebitamento di cui alla legge n. 3 del 2012 costituisce una disciplina di chiusura applicabile alle situazioni per le quali non è previsto alcun tipo di procedura concorsuale idonea a risolvere la crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 20 Maggio 2015.


Piano di risanamento di cui alla legge quadro delle IPAB (D.Lgs 207/2011) - Coincidenza con la procedura prevista dalla legge n. 3 del 2012.
Il piano di risanamento previsto dalla legge quadro delle IPAB (D.Lgs 207/2011), che prevede la possibilità per gli enti pubblici di assistenza e beneficenza dotati di personalità giuridica e che operano in base ad autorizzazione regionale all'esercizio di attività socio sanitaria, può coincidere con quello previsto da una delle procedure previste dalla legge n. 3 del 2012 sul sovraindebitamento di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano di cui agli articoli 7 e seguenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 20 Maggio 2015.


Accordo o piano del consumatore - Qualifica di consumatore - Interpretazione rigorosa.
La verifica del requisito di cui all'articolo 6 della legge numero 3 del 2012 della qualifica di consumatore del soggetto che chiede di essere ammesso alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento ai sensi dell'articolo 8 della citata legge (accordo o piano del consumatore) deve essere effettuata interpretando in senso stretto e rigoroso il rapporto di funzionalità al privato consumo delle obbligazioni contratte, poiché diversamente non potrebbero giustificarsi i benefici procedimentali riconosciuti a tale procedura, caratterizzata dalla maggiore semplicità del procedimento rispetto a quello degli accordi di composizione della crisi da sovraindebitamento e dalla soggezione al solo controllo del tribunale e non alla approvazione dell'accordo dalla maggioranza dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 Maggio 2015.


Accordo o piano del consumatore - Fideiussione contratta in favore di società - Qualifica di consumatore - Esclusione.
L'obbligazione fideiussoria contratta dal socio unico e amministratore unico per assicurare finanziamenti alla società non può dirsi attinente alla sfera personale e familiare del soggetto, il quale non può quindi qualificarsi consumatore ai sensi e per gli effetti dell'art. 6 della legge n. 3/2012. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 Maggio 2015.


Sovraindebitamento – Procedura di composizione della crisi – Domanda – Ammissibilità – Presupposti – Assistenza tecnica – Necessità – Organismo di composizione della crisi – Caratteristiche – Competenza.
Nel procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento è necessaria l'assistenza tecnica del debitore poichè: 1) la proposta è una domanda giudiziale con il fine di comporre una crisi finanziaria, e si è in presenza di interessi contrapposti; 2) il ricorso è introduttivo di una procedura; 3) la procedura si svolge davanti ad un tribunale; 4) la procedura presenta fasi potenzialmente contenziose. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

Nel procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento l’assistenza di un legale che assista il debitore può non essere necessaria se nell’O.C.C. che concretamente presenta la domanda  vi sia anche un legale che se ne faccia carico, curando tutti gli aspetti tecnici della stessa. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

Nella procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento nulla vieta al debitore di avvalersi per la redazione del piano di un soggetto di sua fiducia ma è l’O.C.C. che, in ogni caso, deve fare proprio, se condiviso, il piano redatto dal professionista privato, verificandone sia la veridicità che la fattibilità a norma di legge (art. 15, co. 6, l. n. 3/2012), e così rendendosi fidefacente nei confronti del tribunale e dei creditori, conformemente alle sue funzioni pubblicistiche. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

La competenza dell’O.C.C. deve essere individuata secondo la competenza del Tribunale, ai sensi degli artt. 7, co. 1, e 9, co. 1, l. n. 3/2012, cioè in base alla residenza del ricorrente. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

La sede dell’organismo di composizione della crisi, come quella del debitore, deve essere quella (l’unica) principale ed effettiva, non potendosi ammettere una competenza diffusa dell’O.C.C. soggetto privato, che si estenda potenzialmente a tutto il territorio nazionale, laddove invece l’O.C.C. soggetto pubblico, trattandosi normalmente di enti pubblici a base territoriale, hanno inequivocabilmente competenza limitata ad un solo circondario di tribunale. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 29 Aprile 2014.


Sovraindebitamento - Piano del consumatore - Omologazione - Consenso dei creditori - Irrilevanza - Obbligatorietà della par condicio creditorum - Esclusione - Accordo di ristrutturazione - Distinzione.
Ai fini dell'omologazione del piano del consumatore, non è previsto il consenso dei creditori ma solo una valutazione giudiziale di fattibilità della proposta e di meritevolezza della condotta.

Nell'ambito del piano del consumatore, non è previsto il rispetto della par condicio creditorum.

L’elemento di maggior differenza fra le due procedure (il procedimento concernente l’accordo di ristrutturazione e quello relativo al piano del consumatore) è costituito essenzialmente dal diverso trattamento al quale sono sottoposti i creditori poiché, mentre l’accordo non può essere omologato, se non vi abbiano aderito, direttamente o mediante silenzio-assenso, tanti creditori che rappresentino almeno il sessanta per cento del valore dei crediti aventi diritto al voto, il consenso del ceto creditizio è assolutamente irrilevante al fine dell’omologazione del piano del consumatore. (Alessio Orsini) (riproduzione riservata)
Tribunale Ascoli Piceno, 04 Aprile 2014.


Piano del consumatore – Decreto di omologa – Sovraindebitamento – Accordi antecedenti tra creditore e consumatore – Pignoramento..
Il piano del consumatore è omologabile anche se l’indebitamento globale è costituito principalmente da debiti contratti per sostenere l’attività professionale di un terzo. Gli accordi (cessione di credito) stipulati anteriormente all’apertura della procedura non risultano vincolanti in quanto, se così non fosse, questi stessi impedirebbero l’accesso alla procedura. (Pier Francesco Marcucci) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 27 Dicembre 2013.