LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO III
Delle parti e dei difensori
CAPO II
Dei difensori

Art. 83

Procura alle liti
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Quando la parte sta in giudizio col ministero di un difensore, questi deve essere munito di procura.

II. La procura alle liti può essere generale o speciale, e deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata.

III. La procura speciale può essere anche apposta in calce o a margine della citazione, del ricorso, del controricorso, della comparsa di risposta o d'intervento, del precetto o della domanda d'intervento nell'esecuzione ovvero della memoria di nomina del nuovo difensore, in aggiunta o in sostituzione del difensore originariamente designato (1). In tali casi l'autografia della sottoscrizione della parte deve essere certificata dal difensore. La procura si considera apposta in calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però congiunto materialmente all'atto cui si riferisce o su documento informatico separato sottoscritto con firma digitale e congiunto all'atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia (2). Se la procura alle liti è stata conferita su supporto cartaceo, il difensore che si costituisce attraverso strumenti telematici ne trasmette la copia informatica autenticata con firma digitale, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e trasmessi in via telematica. (3)

IV. La procura speciale si presume conferita soltanto per un determinato grado del processo, quando nell'atto non è espressa volontà diversa.



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(1) Le parole “ovvero della memoria di nomina del nuovo difensore, in aggiunta o in sostituzione del difensore originariamente designato » sono state aggiunte dall’art. 45, comma 9, lett. a), della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(2) Le parole “o su documento informatico separato sottoscritto con firma digitale e congiunto all'atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia » sono state aggiunte dall’art. 45, comma 9, lett. b), della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(3) Periodo aggiunto dall’art. 45, comma 9, lett. c), della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Situazioni di incompatibilità con l'esercizio della professione - Incidenza sulla validità degli atti compiuti dal difensore - Esclusione.
Sulla validità degli atti processuali posti in essere dal difensore, iscritto all'albo e munito di procura, non incidono eventuali situazioni di incompatibilità con l’esercizio della professione, quali quelle discendenti dalla qualità di lavoratore subordinato, che, sanzionabili sul piano disciplinare, non lo privano della legittimazione all’esercizio della medesima professione fino a quando persista detta iscrizione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Dicembre 2017, n. 29462.


Avvocato e procuratore - Giudizi disciplinari - Impugnazioni - Procura speciale ad impugnare dinanzi al CNF rilasciata su foglio separato - Validità - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie.
E' affetta da mero errore materiale la procura speciale ad impugnare che, sebbene non congiunta materialmente all’atto, individui la pronuncia impugnata, sia corredata di data certa successiva alla stessa e provenga inequivocabilmente dalla parte ricorrente, in quanto l’art. 83, comma 3, c.p.c., non può essere interpretato in modo formalistico, avendo riguardo al dovere del giudice, ex art. 182 c.p.c., di segnalare alle parti i vizi della procura affinché possano porvi rimedio e, più in generale, al diritto di accesso al giudice, sancito dall’art. 6, par. 1, della CEDU, che può essere limitato soltanto nella misura in cui sia necessario per perseguire uno scopo legittimo. (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha cassato la pronuncia del CNF che aveva ritenuto invalido, ai sensi dell’art. 83 c.p.c., l’atto di nomina del difensore di fiducia non congiunto materialmente al ricorso, avente data successiva alla decisione impugnata e depositato contestualmente alla stessa ed all’impugnazione). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 07 Novembre 2017, n. 26338.


Liquidazione coatta amministrativa - Liquidazione - Formazione dello stato passivo - Domanda di ammissione al passivo della liquidazione coatta amministrativa - Natura e funzione - Conseguenze - Procura a margine - Idoneità alla proposizione dell’opposizione allo stato passivo - Art. 83 c.p.c. - Elencazione non tassativa - Fondamento.
In tema di ammissione al passivo della liquidazione coatta amministrativa, la natura amministrativa del procedimento attribuisce allo stato passivo formato dal commissario liquidatore, con il deposito in cancelleria, una funzione di pubblicità che segna il momento a partire dal quale può aprirsi una fase giurisdizionale in caso di proposizione di uno dei ricorsi ex art. 209 l.fall.; pertanto, connettendosi la prospettazione del credito avanzata al commissario nella fase amministrativa ad un più ampio “statuto di tutela”, già proprio di una “domanda” materialmente orientata a permettere, mutandosi in “opposizione”, il controllo giudiziale, la procura apposta alla domanda medesima è idonea alla proposizione dell’opposizione allo stato passivo, atteso che l’elenco degli atti contenuto nell’art. 83 c.p.c. non è tassativo, con conseguente validità della procura ove risulti depositata al momento della costituzione in giudizio e la controparte non sollevi con la prima difesa specifiche contestazioni circa la sua esistenza e tempestività. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Settembre 2017, n. 21216.


Avvocato e procuratore - Giudizi disciplinari - Impugnazioni - Radiazione dall'albo - Istanza di reiscrizione - Rigetto - Impugnazione proposta personalmente dall'avvocato radiato dinanzi al Consiglio Nazionale Forense - Inammissibilità - Fondamento.
Il patrocinio dinanzi al Consiglio Nazionale Forense è consentito, ai sensi dell'art. 60, comma 4, del r.d. n. 37 del 1934, soltanto all'avvocato iscritto nell'albo speciale di cui all'art. 33 del r.d.l. n. 1578 del 1933, munito di mandato speciale, sicché è inammissibile il ricorso proposto personalmente dall'avvocato radiato, privo dell'indispensabile requisito dello "ius postulandi", avverso la delibera del Consiglio dell'Ordine di rigetto della sua istanza di reiscrizione all'albo. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Aprile 2017, n. 10414.


Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Decorso del termine breve per l’impugnazione - Infedele patrocinio del difensore - Istanza di rimessione in termini - Esclusione.
La rimessione in termini, oggi disciplinata dall'art. 153 c.p.c., non può essere riferita ad un evento esterno al processo, impeditivo della costituzione della parte, quale la circostanza dell'infedeltà del legale che non abbia dato esecuzione al mandato difensivo, giacché attinente esclusivamente alla patologia del rapporto intercorrente tra la parte sostanziale e il professionista incaricato ai sensi dell'art. 83 c.p.c., che può assumere rilevanza soltanto ai fini di un'azione di responsabilità promossa contro quest'ultimo, e non già, quindi, spiegare effetti restitutori al fine del compimento di attività precluse alla parte dichiarata contumace, o, addirittura, comportare la revoca, in grado d'appello, di tale dichiarazione (Cass. 4 marzo 2011, n. 5260).

(Nel caso di specie, si è escluso che il denunciato errore del difensore dei falliti potesse giustificare una rimessione in termini per la proposizione del reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 17 Novembre 2016.


Notificazione eseguita ai sensi della legge n. 53 del 1994 - Delegabilità all'avvocato domiciliatario - Ammissibilità - Fondamento.
Il principio secondo cui l'attività di impulso del procedimento notificatorio - consistente essenzialmente nella consegna dell'atto da notificare all'ufficiale giudiziario - può essere delegata, anche verbalmente, dal soggetto legittimato, e cioè dalla parte o dal suo procuratore in giudizio, ad altra persona, opera anche quando la notifica sia eseguita, ai sensi degli artt. 1 e ss. della l. n. 53 del 1994, dall'avvocato domiciliatario su delega del difensore munito di procura alle liti, in quanto la legge citata non esclude espressamente la delegabilità di tale atto ad altro professionista, ove il delegante sia munito di procura, e tanto lui quanto il delegato siano autorizzati dai rispettivi ordini di appartenenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 29 Settembre 2016, n. 19294.


Procura speciale alle liti - Omesso deposito - Poteri del giudice di primo grado e di appello - Invito alla parte alla produzione dell’atto mancante - Art. 182 c.p.c. in relazione all’art. 83 c.p.c..
L'art. 182, comma 1, c.p.c. (non modificato dalla legge n. 69 del 2009) va interpretato nel senso che il giudice che rilevi l'omesso deposito della procura speciale alle liti rilasciata ai sensi dell'art. 83, comma 3, c.p.c., semplicemente enunciata o richiamata in atti, deve invitare la parte a produrre l'atto mancante. Tale invito può e deve essere fatto, in qualsiasi momento, anche dal giudice d'appello e solo in esito ad esso il giudice deve adottare le determinazioni consequenziali circa la valida ed efficace costituzione in giudizio, potendo reputarla invalida solo se l'invito alla produzione sia rimasto infruttuoso. (Marco Mariano) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 11 Settembre 2014, n. 19169.


Procura alle liti rilasciata all'estero - Condizioni di validità

Condanna al pagamento di interessi - Mancata determinazione della natura e della misura - Costituisce violazione del principio di effettività del diritto comunitario
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Per il disposto dell'art. 12 della legge 31 maggio 1995, n. 218, la procura alle liti utilizzata in un giudizio che si svolge in Italia, anche se rilasciata all'estero, è disciplinata dalla legge processuale italiana, la quale, tuttavia, nella parte in cui consente l'utilizzazione di un atto pubblico o di una scrittura privata autenticata, rinvia al diritto sostanziale, sicché in tali evenienze la validità del mandato deve essere riscontrata, quanto alla forma, alla stregua della lex loci, occorrendo, però, che il diritto straniero conosca, quantomeno, i suddetti istituti e li disciplini in maniera non contrastante con le linee fondamentali che lo caratterizzano nell'ordinamento italiano e che consistono, per la scrittura privata autenticata, nella dichiarazione del pubblico ufficiale che il documento è stato firmato in sua presenza e nel preventivo accertamento dell'identità del sottoscrittore. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)

Una sentenza di condanna al pagamento di interessi, dei quali sia nota la decorrenza, ma non la natura e la misura, si pone in contrasto con il principio di effettività del diritto comunitario, in quanto si pone in contrasto con l'articolo 49 del Regolamento (CE) 44/2001. [Tale articolo, cui corrisponde (con lieve modifiche formali) l'articolo 55 del regolamento 1215/2012 che entrerà in vigore il 10 gennaio 2015, prescrive che "le decisioni straniere che applicano una penalità sono esecutive nello Stato membro richiesto solo se la misura di quest'ultima e stata definitivamente fissata dai giudici dello Stato membro di origine". Nel caso di specie, la Suprema Corte ha rilevato che la sentenza della Corte d'Appello di Torino che condannava una società belga al pagamento della somma di euro 72.000 "con gli interessi dall'8.11.2002 al saldo effettivo" non avrebbe potuto essere eseguita in Belgio]. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, 27 Maggio 2014.


Legge 31 dicembre 2012 n. 274, art. 14 – Avvocato – Sostituto di udienza – Necessità della delega scritta – Esclusione – Validità della delega orale – Sussiste (art. 14 l. 274/2012)..
In base all’art. 14 legge 31 dicembre 2012 n. 274, il difensore può sostituire un collega in assenza di delega scritta, necessaria solo per il praticante abilitato. Trattasi di norma immediatamente applicabile ai processi pendenti. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 Aprile 2013.


Dichiarazione rilasciata ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. 96/2001, dall’avvocato italiano che affianca l’avvocato stabilito, dalla quale non sia possibile evincere che è indirizzata all’autorità giudiziaria davanti alla quale pende il giudizio - Conseguenze - Nullità della stessa e della procura alle liti e dell’atto di citazione - Sanabilità ai sensi dell’art. 182, comma 2, c.p.c. - Sussiste..
La dichiarazione rilasciata, ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. 96/2001, dall’avvocato italiano che affianca l’avvocato stabilito è nulla se dal contenuto di essa non sia possibile evincere che è indirizzata all’autorità giudiziaria davanti alla quale pende il giudizio. Conseguentemente sono nulle, per difetto di ius postulandi, anche la procura alle liti e l’atto di citazione sottoscritti (la prima per autentica) dal solo avvocato stabilito. Trattasi peraltro di nullità sanabili ai sensi dell’art. 182, comma 2, c.p.c.. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 13 Dicembre 2012.


Procure alle liti - Mandato in generale - Conferimento a più difensori congiuntamente - Sottoscrizione del ricorso da uno solo di essi - Inammissibilità..
Dai principi in tema di procura (artt. 83 e 365 c.p.c.) e di mandato, ed in particolare dall'art. 1716, comma 2, c.c. disciplinante l'ipotesi di pluralità di mandatari, discende che, se il mandato alle liti viene conferito congiuntamente a più difensori, deve escludersi che ciascuno di essi, in presenza di una espressa volontà della parte circa il carattere congiuntivo del mandato medesimo, abbia pieni poteri di rappresentanza processuale, con la conseguenza che in caso di procura per proporre reclamo ex art 669 terdecies c.p.c., il ricorso non è validamente proposto - ed è quindi inammissibile - se sottoscritto da uno solo di essi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 17 Ottobre 2012.


Procura alle liti - Mancanza della sottoscrizione del procuratore sulla coppia notificata - Esistenza della sottoscrizione sull'originale.

Contenuto di sottoscrizione degli atti di parte - Sottoscrizione del procuratore nella copia notificata - Incidenza sulla validità della coppia - Esclusione.
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La mancanza della sottoscrizione del procuratore nella copia notificata non incide sulla validità di questa, ove detta sottoscrizione sussista nell’originale e la copia fornisca alla controparte elementi sufficienti per acquisire certezza della sua rituale provenienza dal procuratore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La firma del difensore sugli atti di cui all’art. 125 c.p.c., apposta anche solo sotto la certificazione dell’autenticità della sottoscrizione della parte, ha lo scopo, oltre che di certificare l’autografia del mandato, di sottoscrivere tale atto, con la conseguenza che non sussiste la nullità dell’atto stesso per mancata sottoscrizione del procuratore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 06 Agosto 2012.


Procura alle liti - Mancanza della sottoscrizione del procuratore sulla coppia notificata - Esistenza della sottoscrizione sull'originale.

Contenuto di sottoscrizione degli atti di parte - Sottoscrizione del procuratore nella copia notificata - Incidenza sulla validità della coppia - Esclusione.
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La mancanza della sottoscrizione del procuratore nella copia notificata non incide sulla validità di questa, ove detta sottoscrizione sussista nell’originale e la copia fornisca alla controparte elementi sufficienti per acquisire certezza della sua rituale provenienza dal procuratore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La firma del difensore sugli atti di cui all’art. 125 c.p.c., apposta anche solo sotto la certificazione dell’autenticità della sottoscrizione della parte, ha lo scopo, oltre che di certificare l’autografia del mandato, di sottoscrivere tale atto, con la conseguenza che non sussiste la nullità dell’atto stesso per mancata sottoscrizione del procuratore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 06 Agosto 2012.


Procura alle liti - Mancanza della sottoscrizione del procuratore sulla coppia notificata - Esistenza della sottoscrizione sull'originale..
La mancanza della sottoscrizione del procuratore nella copia notificata non incide sulla validità di questa, ove detta sottoscrizione sussista nell’originale e la copia fornisca alla controparte elementi sufficienti per acquisire certezza della sua rituale provenienza dal procuratore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 06 Agosto 2012.


Nullità di un contratto di mandato per la gestione della pratica risarcitoria conseguente ad un sinistro stradale..
E’ nullo per contrarietà a norme imperative (art. 1418, primo comma c.c.) il contratto di mandato per la gestione della pratica risarcitoria conseguente ad un sinistro stradale, che preveda, anche solo indirettamente, la possibilità di gestione del contenzioso giudiziale con la compagnia assicurativa tramite la redazione di atti di citazione in nome del mandante, con l’utilizzo di procure alle liti da lui precedentemente sottoscritte "in bianco" (ossia prive di riferimenti ad uno specifico contenzioso o ad avvocati indicati nominativamente) e senza contatti diretti tra la parte e l’avvocato successivamente incaricato dai mandatari. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 11 Luglio 2012.


Procedimento civile – Querela di falso – In via principale – Procura generale – Mancata allegazione – Irrilevanza.

Procedimento civile – Querela di falso – Procura alle liti – Assenza di data – Redazione in calce all’atto introduttivo – Presunzione di contemporaneità.

Procedimento civile – Querela di falso – Procura alle liti – Generale – Insufficienza.
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Non è rilevante, ai fini di una pronuncia d’inammissibilità di un atto introduttivo, la circostanza secondo la quale una procura generale legittimante un mandatario a proporre querela di falso sottoscrivendo l’atto introduttivo non sia stata allegata al medesimo, se rilasciata in precedenza per la stipula di un atto notarile (oggetto della controversia) e comprendente anche la procura alle liti. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) 

La mancanza di data della procura speciale alle liti redatta in calce all’atto di citazione  non rende inammissibile l’atto medesimo in quanto, in assenza di prova contraria, la data stessa deve ritenersi coeva ad esso. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)

Deve escludersi che sia abilitato a sottoscrivere la querela di falso colui che rappresenti la parte in forza di una procura generale alle liti, dovendosi altresì escludere la validità di una manifestazione di volontà diretta a proporre querela di falso laddova menzionata soltanto nella procura generale, non potendo la stessa essere genericamente espressa a priori. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)
Tribunale Novara, 22 Giugno 2011.


Arbitrato - Natura privatistica - Sussistenza - Estraneità alla giurisdizione - Conseguenze - Disciplina della procura "ad litem" prevista dal codice di rito civile - Estensione automatica al procedimento arbitrale - Esclusione - Introduzione del giudizio arbitrale tramite lettera raccomandata - Validità - Condizioni - Fattispecie..
In considerazione della natura privatistica dell'arbitrato - che rinviene il suo fondamento nel potere delle parti di disporre liberamente dei propri diritti e che, perciò, non è riconducibile alla giurisdizione - deve ritenersi che la disciplina della procura "ad litem" contenuta nel codice di rito civile non sia estensibile automaticamente al procedimento arbitrale, salvo diversa volontà delle parti espressamente manifestata nell'atto di conferimento del potere agli arbitri; ne consegue che, ove manchi tale esplicito richiamo, l'atto introduttivo del giudizio arbitrale può essere effettuato, in conformità a quanto previsto nell'apposita clausola compromissoria, anche tramite lettera raccomandata proveniente dall'avvocato di una delle parti sfornito di procura alle liti. (Principio enunciato in riferimento ad una fattispecie regolata, "ratione temporis", dalla legge 5 gennaio 1994, n. 25, di riforma dell'arbitrato, prima che sulla materia intervenisse la successiva riforma di cui agli artt. 20-25 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40). Cassazione Sez. Un. Civili, 05 Maggio 2011, n. 9839.


Procedimento civile - Termini processuali - Mancata costituzione nel giudizio di primo grado a causa di infedele patrocinio del difensore - Istanza di rimessione in termini in appello ex art. 184 bis cod. proc. civ. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento.
La rimessione in termini, disciplinata dall'art. 184 bis cod. proc. civ., "ratione temporis" applicabile, non può essere riferita ad un evento esterno al processo, impeditivo della costituzione della parte, quale la circostanza dell'infedeltà del legale che non abbia dato esecuzione al mandato difensivo, giacchè attinente esclusivamente alla patologia del rapporto intercorrente tra la parte sostanziale e il professionista incaricato ai sensi dell'art. 83 cod. proc. civ. che può assumere rilevanza soltanto ai fini di un'azione di responsabilità promossa contro quest'ultimo, e non già, quindi, spiegare effetti restitutori al fine del compimento di attività precluse alla parte dichiarata contumace, o, addirittura, comportare la revoca, in grado d'appello, di tale dichiarazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 04 Marzo 2011, n. 5260.


Querela di falso – Giudizio proposto in via incidentale – Esistenza di nesso funzionale genetico con il giudizio principale – Necessità.

Mandato professionale – Responsabilità dell’avvocato – Inesistenza del mandato – Decreto monitorio definitivo avente ad oggetto il pagamento delle prestazioni – Infondatezza.
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Il giudizio per querela di falso proposto in via incidentale subisce, sotto l’aspetto sia sostanziale che processuale, l’influenza del processo principale al quale è legato da un nesso funzionale e genetico ed è proponibile soltanto se l’esito del relativo giudizio è potenzialmente idoneo ad influire sulla lite principale, ossia se vi è un rapporto di pregiudizialità fra il giudizio di falso e quello di merito nel corso del quale si vuole proporre querela. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Deve essere respinta l’azione di responsabilità nei confronti di un avvocato fondata sulla asserita inesistenza del mandato difensivo qualora l’esistenza del mandato risulti, invece, implicitamente accertata in un decreto monitorio  passato in giudicato avente ad oggetto il pagamento delle prestazioni professionali svolte dall’avvocato in forza dei mandati contestati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 09 Febbraio 2011.


Mandato professionale – Responsabilità dell’avvocato – Inesistenza del mandato – Decreto monitorio definitivo avente ad oggetto il pagamento delle prestazioni – Infondatezza..
Deve essere respinta l’azione di responsabilità nei confronti di un avvocato fondata sulla asserita inesistenza del mandato difensivo qualora l’esistenza del mandato risulti, invece, implicitamente accertata in un decreto monitorio  passato in giudicato avente ad oggetto il pagamento delle prestazioni professionali svolte dall’avvocato in forza dei mandati contestati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 09 Febbraio 2011.


Ricorso per ingiunzione – Procura alle liti – Notifica unitamente al decreto – Necessità – Esclusione.

Processo civile telematico – Ricorso per ingiunzione – Forma del ricorso – Forma della procura – Atto separato dal ricorso – Necessità.
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La notifica del decreto monitorio non deve necessariamente essere effettuata unitamente alla procura alle liti rilasciata al procuratore del ricorrente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In base alle vigenti disposizioni sui formati nel processo telematico (Decreto Min. della Giustizia del 29 settembre 2008 in G.U. 25 ottobre 2008, n. 251), i file degli atti giudiziari debbono essere in formato PDF tratti da testo e non da immagine; da ciò consegue che, in tale processo, la procura alle liti dovrà necessariamente avere forma di atto separato e, come tale, non potrà essere conferita con sottoscrizione del cliente a margine del ricorso che non potrà essere redatto su un foglio di carta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 14 Gennaio 2010.


Arbitrato – Difesa tecnica della parte – Ratifica del mandato invalido – Ammissibilità..
Minor rigore formale rispetto al procedimento giudiziale caratterizza il procedimento arbitrale sotto il profilo della difesa tecnica delle parti, sia perché non vi è obbligatorietà di patrocinio legale, posto che l’art. 816 bis codice di procedura civile prevede che “le parti possono – e non già debbono – stare in arbitrato a mezzo di difensori”, sia perché comunque, in tal caso, il rapporto cliente – difensore si svolge sul piano contrattuale del mandato. Ne consegue che, potendo il mandato al difensore essere conferito anche oralmente, deve ritenersi valida la ratifica operata in udienza dalla parte, sia pur con effetti ex nunc non essendo l’attività difensiva dianzi esplicata riferibile alla parte che non ha personalmente sottoscritto l’atto. (fb) (riproduzione riservata) Collegio Arbitrale Mantova, 23 Settembre 2009, n. 0.


Procedimento ex art. 2409 c.c. - Ruolo di parte della società - Nomina di unico difensore per la società ed i suoi amministratori - Conflitto di interessi - Sussistenza - Conseguenze. .
La formulazione dell’art. 2409 codice civile, quale risulta a seguito dell’entrata in vigore della novella di cui al d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, risolve in senso positivo la questione se nell’ambito del procedimento in questione la società abbia il ruolo di parte, sicché sussiste quantomeno un potenziale conflitto di interessi fra essa e gli amministratori della cui correttezza i soci dubitano; da ciò consegue l’impossibilità per il medesimo difensore e procuratore di svolgere contemporaneamente attività difensive per conto di soggetti portatori di pretese potenzialmente collidenti e, quindi, l’inammissibilità del reclamo dal medesimo proposto avverso l’ordinanza che ha disposto l’ispezione dell’amministrazione della società. (mb) Appello Brescia, 16 Aprile 2009.


Curatore - Poteri - Rappresentanza giudiziale - Coadiutore del curatore - Procura ad litem - Rilascio al difensore del fallimento - Specifica delega del curatore e autorizzazione del giudice delegato - Mancanza - Procura ad "litem" - Invalidità - Autorizzazione a stare in giudizio - Successivo rilascio da parte del giudice delegato e produzione in giudizio - Sanatoria nella predetta invalidità con effetto retroattivo - Ammissibilità.
La invalidità della procura ad "litem" rilasciata al difensore del fallimento del coadiutore del curatore in base a delega di quest'ultimo (art. 32, primo comma, legge fallimentare) priva della necessaria specificità e dell'autorizzazione del giudice delegato, resta sanata - anche in fase di gravame - con effetto retroattivo e con il solo limite dei diritti quesiti di natura sostanziale, quando l'autorizzazione da parte del giudice delegato a stare in giudizio in nome e per conto del fallimento sia, comunque, successivamente conseguita e prodotto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Gennaio 1995, n. 185.