TITOLO III
Del processo di cognizione
CAPO II
Del procedimento davanti al tribunale
SEZIONE II
Dell'istruzione della causa

Art. 81-bis

Calendario del processo (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice, quando provvede sulle richieste istruttorie, sentite le parti e tenuto conto della natura, dell'urgenza e della complessità della causa, fissa, nel rispetto del principio di ragionevole durata del processo, il calendario delle udienze successive, indicando gli incombenti che verranno in ciascuna di esse espletati, compresi quelli di cui all'articolo 189, primo comma. I termini fissati nel calendario possono essere prorogati, anche d'ufficio, quando sussistono gravi motivi sopravvenuti. La proroga deve essere richiesta dalle parti prima della scadenza dei termini. (2)

II. Il mancato rispetto dei termini fissati nel calendario di cui al comma precedente da parte del giudice, del difensore o del consulente tecnico può costituire violazione disciplinare, e può essere considerato ai fini della valutazione di professionalità e della nomina o conferma agli uffici direttivi e semidirettivi. (3)



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(1) Articolo inserito dall’art. 52, comma 2 della l. 18 giugno 2009, n. 69 . La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(2) Comma sostituito dal D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla L. 14 settembre 2011, n. 148 (G.U. n. 216 del 16 settembre 2011). A differenza delle altre disposizioni del citato D.L., che entrano in vigore il 13 agosto 2001, il primo comma è entrato in vigore il 16 settembre 2001, data di entrata in vigore della legge di conversione.
Questo il comma sostituito: "I. Il giudice, quando provvede sulle richieste istruttorie, sentite le parti e tenuto conto della natura, dell’urgenza e della complessità della causa, fissa il calendario del processo con l’indicazione delle udienze successive e degli incombenti che verranno espletati. I termini fissati nel calendario possono essere prorogati, anche d’ufficio, quando sussistono gravi motivi sopravvenuti. La proroga deve essere richiesta dalle parti prima della scadenza dei termini."
(2) Comma aggiunto, con effetto dal 13 agosto 2011, dal D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla L. 14 settembre 2011, n. 148 (G.U. n. 216 del 16 settembre 2011).

GIURISPRUDENZA

Procedimento civile – Fissazione del calendario del processo – Obbligatorietà in ogni caso per il giudice, quando provvede sulle richieste istruttorie – Mancata previsione che egli possa, invece, fissare o meno il calendario in relazione al concreto contesto giudiziario ed ai singoli processi – Interpretazione della Consulta – Potere-dovere del giudice – Non necessità “per ogni causa” (Art. 81 bis delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile, modificato dall'art. 1 ter del decreto legge 13/08/2011, n. 138, convertito con modificazioni in legge 14/09/2011, n. 148).

Procedimento civile – Fissazione del calendario del processo – Obbligatorietà in ogni caso per il giudice, quando provvede sulle richieste istruttorie – Mancata previsione che egli possa, invece, fissare o meno il calendario in relazione al concreto contesto giudiziario ed ai singoli processi (Art. 81 bis delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile, modificato dall'art. 1 ter del decreto legge 13/08/2011, n. 138, convertito con modificazioni in legge 14/09/2011, n. 148).
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L’art. 81-bis disp. att. c.p.c. introduce il potere-dovere del giudice di formare il calendario del processo quando provvede sulle richieste istruttorie e, quindi, non in relazione ad ogni causa e ad ogni momento di essa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

L’art. 81-bis disp. att. c.p.c. (cd. calendario del processo) costituisce diretta emanazione dell’art. 175 cod. proc. civ., che affida al giudice istruttore la direzione del procedimento, attribuendogli «tutti i poteri intesi al più sollecito e leale svolgimento» di esso. In particolare, «egli fissa le udienze successive e i termini entro i quali le parti debbono compiere gli atti processuali». Il legislatore, rendendo esplicito e disciplinando con maggior dettaglio il potere-dovere del giudice di formare il calendario del processo (quando provvede sulle richieste istruttorie e, quindi, non in relazione ad ogni causa e ad ogni momento di essa), ha inteso perseguire l’esigenza di rendere conoscibili alle parti (sia pure in modo non rigido) i tempi del processo stesso, la necessità di evitare (per quanto possibile) inutili rinvii e ancora la possibilità di realizzare il principio di ragionevole durata del processo, richiamato in modo espresso nel testo normativo. In sostanza, come è stato autorevolmente osservato, si tratta di uno strumento che consente un’organizzazione programmata del processo, attraverso un «governo dei tempi» delle fasi di necessaria articolazione della procedura, che ne riduca la durata, introducendo elementi di prevedibilità concreta del momento nel quale la causa arriverà a decisione.
Ne consegue che non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 81-bis delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile, come modificato dall’art. 1-ter del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, «nella parte in cui prevede che il giudice “fissa” il calendario del processo, così sancendone l’obbligatorietà in ogni caso», sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 111 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Varese. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Corte Costituzionale, 18 Luglio 2013, n. 216.


Calendario del processo – Art. 81-bis disp. att. c.p.c. – Modifiche apportate dal d.l. 23 agosto 2011 n. 138 conv. in L. 148/2011 – Obbligatorietà – Sussiste – Effetti – Irrazionale gestione del processo – Violazione artt. 3 e 111 Cost. – Sussiste – Rimessione degli atti alla Corte Costituzionale..
E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 81-bis disp. att. cod. proc. civ., come modificato dalla legge 14 settembre 2011 n. 148, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (art. 1-ter), per violazione dell’art. 3 Cost. e dell’art. 111 Cost. nella parte in cui prevede che il giudice “FISSA” il calendario del processo, così sancendone l’obbligatorietà in ogni caso, producendo effetti irragionevoli sulla gestione del singolo processo, in concreto, tenuto conto dei carichi di lavoro dei Tribunali Italiani. In particolare, per gli effetti concreti della norma, essa viola il principio di ragionevolezza: la disposizione non è in sintonia con la finalità che la ispira, con la sua ratio, e non si può quindi negare che essa non sia espressione di razionalità, emergendo un evidente  difetto di coerenza tra il contenuto della norma e la finalità perseguita attraverso la sua previsione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 28 Giugno 2012.


Processo civile – Calendario del processo – Applicazione secondo principio di ragionevolezza – Specifiche esigenze del singolo ufficio giudiziario – Appensantimento della programmazione del ruolo. (22/06/2010).
L’art. 81-bis disp. att. codice procedura civile (con il quale è stato introdotto il calendario del processo) deve essere applicato secondo un principio di ragionevolezza, pena la sua esposizione a censure di legittimità costituzionale, sicché esso – da un lato – non deve comportare, contrariamente alle finalità che hanno animato il legislatore, un appesantimento dell’attività giurisdizionale ed un rallentamento del processo, mentre – dall’altro lato – nel darvi attuazione occorre tener conto della situazione contingente. Dove, pertanto, nel concreto contesto dell’ufficio giudiziario, il calendario del processo rappresenterebbe un inutile ed irragionevole appesantimento dell’attività di programmazione del ruolo, lo stesso va apprestato limitatamente all’attività istruttoria già ammessa, ed ipotizzando che essa si compia effettivamente all’udienza fissata. (gb) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 03 Giugno 2010, n. 0.


Processo civile – Calendario del processo – Potere di direzione del giudice – Procedimenti instaurati prima dell’entrata in vigore della legge n. 69/2009..
Allo scopo di tenere sotto controllo la durata del processo e garantire che lo stesso si svolga entro tempi contenuti, è possibile adottare il calendario del processo anche per le cause introdotte prima del 4 luglio 2009, data di entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69, rientrando tale facoltà nel potere di direzione del procedimento previsto dall’art. 175 codice procedura civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 10 Dicembre 2009.