LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO VIII
Dell'arbitrato
CAPO I
Della convenzione d'arbitrato (1)
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(1) Capo sostituito dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, con effetto dal 2 marzo 2006. Ai sensi dell'art. 273 d.ls. n. 40, cit., le disposizioni del Capo «si applicano alle convenzioni di arbitrato stipulate dopo la data di entrata in vigore del presente decreto». La precedente formulazione del Capo, intitolato «Del compromesso e della clausola compromissoria», comprendeva gli articoli da 806 a 809.


Art. 806

Controversie arbitrabili (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Le parti possono far decidere da arbitri le controversie tra di loro insorte che non abbiano per oggetto diritti indisponibili, salvo espresso divieto di legge.

II. Le controversie di cui all'articolo 409 possono essere decise da arbitri solo se previsto dalla legge o nei contratti o accordi collettivi di lavoro.



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(1) Capo sostituito dal d.ls. 2 febbraio 2006, n. 40, con effetto dal 2 marzo 2006. Ai sensi dell'art. 273 d.ls. n. 40, cit., le disposizioni del Capo «si applicano alle convenzioni di arbitrato stipulate dopo la data di entrata in vigore del presente decreto»

GIURISPRUDENZA

Società - Rapporto con il liquidatore - Parasubordinazione - Clausola compromissoria - Divieto di cui all'art. 806, co. 2, c.p.c. - Applicazione - Esclusione.
Il rapporto tra liquidatore e società non può essere definito di parasubordinazione, come chiarito dalle Sezioni Unite per l’analoga figura dell’amministratore, per cui è valida la clausola compromissoria inserita nel contratto individuale tra liquidatore e società,  non operando nella fattispecie il divieto di cui all’art .806, comma 2 c.p.c.. (Gastone Pea) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 27 Giugno 2017.


 .
L’eccezione di compromesso integra una questione di competenza e deve essere proposta dalla parte interessata, a pena di decadenza, nel termine di cui all’art. 166 c.p.c.
 
L’eccezione di compromesso non è assimilabile ad una eccezione di competenza funzionale bensì ad una eccezione di incompetenza per territorio semplice e non è rilevabile d’ufficio.
 
L’adesione all’eccezione di compromesso  comporta l’esclusione di ogni potere del giudice ordinario di decidere sulla competenza e conseguentemente di pronunciarsi sulle spese processuali relative alla fase svoltasi davanti a lui dovendovi provvedere il collegio arbitrale al quale è rimessa la causa. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 11 Maggio 2016.


Clausola arbitrale – Inserita in un contratto azionato dal curatore fallimentare – Opponibilità al Fallimento – Sussiste – Necessità di subentro del Fallimento nel contratto – Non sussiste.
Non vi è, in linea di principio, incompatibilità tra fallimento e cognizione arbitrale; la vis actractiva del foro fallimentare non si estende anche alle azioni che già si trovino nel patrimonio del fallito all’atto del fallimento, e che quindi avrebbero potuto essere eseguite dall’imprenditore, a tutela del proprio interesse, ove non fosse fallito; in sintesi, la clausola arbitrale è opponibile al curatore del fallimento qualora egli agisca per il recupero di un credito nascente da un contratto al quale accede una clausola compromissoria (cfr. in tal senso: Cass. Sez. I, 17 aprile 2003 n. 6165).
Non rileva la circostanza che il Curatore non sia subentrato nel contratto né vi abbia dato esecuzione, se il Fallimento ha comunque fatto valere una pretesa che trova la propria origine e giustificazione nel contratto.
La clausola compromissoria che accede al vincolo negoziale da cui derivano le pretese azionate conserva piena efficacia anche nei confronti del curatore giacché,  diversamente opinando, si consentirebbe al curatore di sciogliersi da singole clausole del contratto di cui pure chiede l’adempimento. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 10 Febbraio 2016.


Clausola arbitrale – Fallimento di una delle parti contraenti – Scioglimento ex art.78 L.F. – Esclusione.
Il compromesso per arbitrato, anche irrituale, costituendo un atto negoziale riconducibile alla figura del mandato collettivo, o congiunto, e del mandato conferito nell’interesse anche di terzi, non è soggetto allo scioglimento nel caso di fallimento del mandante, non operando rispetto ad esso, la regola dettata dall’art. 78 Legge Fall. (cfr. in tal senso:  Cass. civile, sez. I, 17 febbraio 2010 n. 3803, in Giust. Civ. Mass. 2010, 2, 225; Cass. civile, Sez. III, 8 settembre 2006, n. 19298 in Giust. Civ. Mass. 2006, 9). (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 10 Febbraio 2016.


Eccezione di compromesso – Natura di eccezione sostanziale e non di competenza – Appellabilità – Rilevabilità d’ufficio – Esclusione.
La questione conseguente all’eccezione di compromesso sollevata dinanzi al giudice ordinario, adito nonostante che la controversia sia stata deferita ad arbitri, attiene al “merito” e non alla competenza, in quanto i rapporti tra giudici ed arbitri non si pongono sul piano della ripartizione del potere giurisdizionale tra giudici ed il valore della clausola compromissoria consiste proprio nella “rinuncia alla giurisdizione ed all’azione giudiziaria”.
Ne consegue che, ancorché formulata nei termini di decisione di accoglimento o rigetto di un’eccezione d’incompetenza, la decisione con cui il giudice, in presenza di un’eccezione di compromesso, risolvendo la questione così posta, chiude o non chiude il processo davanti a sé va riguardata come decisione pronunziata su “questione preliminare di merito”, impugnabile con l’appello e non ricorribile in cassazione con regolamento di competenza.
L’eccezione di arbitrato rituale o irrituale deve quindi ritenersi assoggettata al regime processuale delle eccezioni di natura sostanziale; l’esistenza e l’operatività della relativa clausola non può essere rilevata dal giudice d’ufficio, ma dev’essere espressamente eccepita in sede di merito dalla parte, secondo il regime delle eccezioni non rilevabili d’ufficio. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 10 Febbraio 2016.


Decreto ingiuntivo – Opposizione fondata su eccezione di compromesso – Declaratoria di nullità .
L’esistenza di una clausola compromissoria per arbitrato rituale o irrituale non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo, ma impone a quest’ultimo, in caso di successiva opposizione fondata sull’esistenza della detta clausola, la declaratoria di nullità del decreto opposto. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 10 Febbraio 2016.


Arbitrato - Compromesso e clausola compromissoria - Azione per la declaratoria di usurarietà degli interessi dovuti in base ad un contratto di "leasing" e la ripetizione di quanto, per tale titolo, pagato - Deferibilità ad arbitri - Fondamento.
L'azione per l'accertamento della natura usuraria degli interessi dovuti in base ad un contratto di "leasing", con la conseguente condanna della controparte alla restituzione di quanto indebitamente percepito a tale titolo, è suscettibile di deferimento alla decisione degli arbitri ai sensi dell'art. 806 c.p.c., in quanto ha ad oggetto un diritto disponibile, senza che la dedotta nullità del contratto posto a base della domanda, che concerne, invece, il merito della pretesa, sia sufficiente ad escludere la competenza arbitrale, risultando illogico fare dipendere l'operatività della convenzione di arbitrato dalla decisione sul merito della controversia. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 21 Gennaio 2016, n. 1119.


Arbitrato - Contratto stipulato dal fallito "in bonis" - Possibilità per il curatore di disconoscere la clausola compromissoria - Esclusione - Credito vantato nei confronti di soggetto sottoposto a procedura concorsuale - Validità della clausola compromissoria - Esclusione - Fondamento - Liquidazione Coatta Amministrativa - Liquidazione - Formazione dello Stato Passivo.
La regola secondo la quale il curatore, che subentri in un contratto stipulato dal fallito contenente una clausola compromissoria, non può disconoscere tale clausola, ancorché configuri un patto autonomo, e, se il fallimento sia stato dichiarato dopo che gli arbitri siano stati già nominati ed abbiano accettato l'incarico, non può disconoscere gli effetti del rapporto già perfezionato e che ha avuto esecuzione, non si applica in relazione ai crediti vantati nei confronti di un soggetto sottoposto a procedura concorsuale (nella specie, la liquidazione coatta amministrativa). In tal caso, infatti, la clausola arbitrale non consente di derogare al procedimento di verifica del passivo, dovendo tutte le azioni dirette a far valere diritti di credito sul patrimonio del debitore insolvente essere accertate nelle forme previste dall'art. 52, secondo comma, legge fall., al fine di assicurare il rispetto della "par condicio creditorum". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Giugno 2015, n. 13089.


Arbitrato – Arbitrato rituale – Compromettibilità in arbitri – Assenza contestazione – Rilevabilità di ufficio.
Anche in assenza di avvenuta contestazione, il difetto di compromettibilità in arbitrato di una controversia è sempre rilevabile di ufficio. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata) Lodo Arbitrale, 30 Maggio 2015.


Compromesso e arbitrato - Clausola compromissoria contenuta dello statuto della società - Azione di responsabilità nei confronti dell'amministratore di fatto - Compromettibilità.
Qualora la clausola compromissoria contenuta nello statuto della società devolva alla cognizione arbitrale ogni controversia promossa nei confronti degli amministratori, sindaci e liquidatori che abbia ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, nella competenza degli arbitri rientrano anche le controversie risarcitorie promosse nei confronti del c.d. amministratore di fatto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10 Settembre 2014.


Diritto Societario - Impugnativa di bilancio - Competenza arbitrale - Esclusione - Competenza del tribunale delle Imprese.
L’impugnativa di bilancio di società di capitali non è arbitrabile, anche dopo la riforma del diritto societario. (Paolo Pautriè) (riproduzione riservata)

La redazione bilancio presenta margini di discrezionalità esclusivamente entro i limiti puntualmente definiti dalle regole in tema di redazione del documento contabile. (Paolo Pautriè) (riproduzione riservata)

La disponibilità dell’azione non deve essere confusa con la disponibilità del diritto e con l’oggetto dell’impugnazione. (Paolo Pautriè) (riproduzione riservata)

Va confermato il principio per cui, perché l’interesse sia qualificato come indisponibile, è necessario che la sua protezione sia assicurata  mediante la proposizione di norme inderogabili, la cui violazione  determina una reazione dell’ordinamento svincolata da qualsiasi iniziativa di parte, come, ad esempio, proprio per le norme dirette a garantire la  chiarezza e precisione del bilancio di esercizio. (Paolo Pautriè) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 25 Giugno 2014, n. 14337.


Arbitrato rituale - Disciplina introdotta dalla legge n. 25 del 1994 e dal d.lgs. n. 40 del 2006 - Natura giurisdizionale e sostitutiva della funzione del giudice ordinario - Configurabilità - Conseguenze..
L'attività degli arbitri rituali, anche alla stregua della disciplina complessivamente ricavabile dalla legge 5 gennaio 1994, n. 5 e dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, ha natura giurisdizionale e sostitutiva della funzione del giudice ordinario, sicché lo stabilire se una controversia spetti alla cognizione dei primi o del secondo si configura come questione di competenza, mentre il sancire se una lite appartenga alla competenza giurisdizionale del giudice ordinario e, in tale ambito, a quella sostitutiva degli arbitri rituali, ovvero a quella del giudice amministrativo o contabile, dà luogo ad una questione di giurisdizione. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 25 Ottobre 2013.


Arbitrato estero - Clausola compromissoria - Eccezione di compromesso - Natura - Questione di giurisdizione - Configurabilità - Ragioni - Regolamento ex art. 41 cod. proc. civ. - Ammissibilità - Difetto di giurisdizione derivante da clausola compromissoria - Rilevabilità in ogni stato e grado del processo - Limiti..
In presenza di una clausola compromissoria di arbitrato estero, l'eccezione di compromesso, attesa la natura giurisdizionale e sostitutiva della funzione del giudice ordinario da attribuirsi all'arbitrato rituale in conseguenza delle disciplina complessivamente ricavabile dalla legge 5 gennaio 1994, n. 5 e dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, deve ricomprendersi, a pieno titolo, nel novero di quelle di rito, dando così luogo ad una questione di giurisdizione e rendendo ammissibile il regolamento preventivo di cui all'art. 41 cod. proc. civ., precisandosi, peraltro, che il difetto di giurisdizione nascente dalla presenza di una clausola compromissoria siffatta può essere rilevato in qualsiasi stato e grado del processo a condizione che il convenuto non abbia espressamente o tacitamente accettato la giurisdizione italiana, e dunque solo qualora questi, nel suo primo atto difensivo, ne abbia eccepito la carenza. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 25 Ottobre 2013.


Arbitrato estero - Validità della clausola compromissoria - Delibazione preliminare da parte del giudice adito - Necessità - Verifica favorevole - Rinvio innanzi agli arbitri - Vincolatività della delibazione - Esclusione - Pronunzia affermativa sulla giurisdizione - Efficacia di giudicato della predetta delibazione - Configurabilità..
In tema di arbitrato internazionale, nel sistema delineato dalla convenzione di New York del 10 giugno 1958, ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 19 gennaio 1968, n. 62, spetta al giudice adito, in via assolutamente preliminare, senza efficacia di giudicato e sulla base della domanda della parte che invochi l'esistenza di una clausola arbitrale, verificarne la validità, l'operatività e l'applicabilità e, all'esito positivo, rimettere le parti dinanzi agli arbitri, mentre solo qualora egli ritenga, affermandola, la propria giurisdizione, la decisione sulla validità del patto avrà efficacia di giudicato. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 25 Ottobre 2013.


Compromesso e arbitrato - Clausola compromissoria stipulata dal fallito - Efficacia nei confronti del fallimento - Procedimento arbitrale successivo alla dichiarazione di fallimento - Efficacia nei confronti del fallimento del contratto nel quale la clausola è inserita - Rilevanza..
In tema di efficacia nei confronti del fallimento della clausola compromissoria stipulata dal fallito, nell'ipotesi in cui il procedimento arbitrale debba iniziare successivamente alla dichiarazione di fallimento, la opponibilità al curatore della clausola dipende pur sempre dalla efficacia nei confronti del fallimento del contratto nel quale la stessa è inserita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 23 Agosto 2013.


Arbitrato societario – Devoluzione delle controversie tra i soci e tra questi e la società – Azione proposta da creditore non più socio – Competenza del giudice ordinario..
La clausola dello statuto che rimetta agli arbitri la decisione delle controversie tra i soci ovvero tra i soci e la società non riguarda l’impugnazione di una delibera di riduzione del capitale sociale proposta da chi non riveste più la qualità di socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 23 Agosto 2013.


Clausola compromissoria statutaria – Nullità delibera – Giurisdizione del Giudice Ordinario – Sussistenza.

Interesse ad agire – Impugnazione delibera approvazione bilancio – Violazione dei principi di chiarezza, veridicità e correttezza – Pregiudizio – Rilevanza della qualità di socio.
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Il carattere altamente controverso dei limiti di disponibilità del diritto, non consente di deferire ad arbitri la decisione circa la radicale nullità per illiceità dell’oggetto di una delibera di approvazione del bilancio. (Giancarlo Borriello) (riproduzione riservata)

Ferma la necessità di verificare in concreto la sussistenza del requisito dell’interesse in capo a chi impugni una delibera approvativa di bilancio denunciando un vizio di chiarezza del bilancio medesimo, la qualità di socio – ovvero di soggetto direttamente interessato alle sorti della società, in grado di leggerne l’andamento dal di dentro ed in chiave prospettica, rispetto ai pregressi accadimenti e alle già verificate vicende societarie – costituisce il parametro fondamentale rispetto al quale misurare il grado di effettività dell’eventuale violazione dei principi di chiarezza, veridicità e correttezza che presiedono la redazione del bilancio di esercizio. (Giancarlo Borriello) (riproduzione riservata)

Il socio ha interesse ad agire se l’invalidità del bilancio gli impedisce di conoscere chiaramente la reale situazione della società o il valore della sua partecipazione, ovvero se il bilancio non è conforme ai principi di chiarezza, verità e correttezza, compromettendo effettivamente, così, la funzione informativa del bilancio, anche se non è detto che esista un pregiudizio per il patrimonio del ricorrente. L’interesse del socio (ma anche del terzo) è, infatti, quello di una corretta informazione sulla gestione sociale, che non coincide unicamente con la corretta evidenziazione del risultato di esercizio, ma anche con l’effettiva rappresentazione della situazione patrimoniale della società. (Giancarlo Borriello) (riproduzione riservata)
Tribunale Nola, 06 Giugno 2013.


Società a responsabilità limitata - Clausola compromissoria contenuta dello statuto - Tutela cautelare avanti al giudice ordinario - Mancata costituzione del collegio arbitrale..
Laddove lo statuto contenga una clausola compromissoria, evidenti e condivise esigenze di effettività della tutela (derivanti dall’art. 24 Cost.) impongono di ritenere esperibile la tutela cautelare davanti al giudice ordinario per tutto il tempo in cui non si sia costituito il collegio arbitrale. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 08 Aprile 2013.


Arbitrato - Contratto contenente la clausola compromissoria ma anche l'indicazione di un determinato foro come competente in via esclusiva - Dubbio in ordine alla effettiva volontà delle parti di differire la causa agli arbitri - Prevalenza alla competenza del giudice ordinario..
Nel caso in cui un contratto contenga sia una clausola compromissoria, sia una clausola che individua in via esclusiva la competenza di un determinato foro, insorge un dubbio sull'effettiva volontà delle parti di deferire la causa agli arbitri, con la conseguenza che, in caso di incertezza, deve darsi la prevalenza alla competenza del giudice ordinario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Settembre 2012.


Società a responsabilità limitata – Impugnazione di delibera assembleare – Nomina del consiglio di amministrazione – Devoluzione ad arbitri – Ammissibilità..
L’impugnativa della delibera di nomina del Consiglio di Amministrazione di società a responsabilità limitata può essere devoluta ad arbitri, discutendosi della legittimità dell’esercizio del diritto di voto e quindi di un diritto disponibile del singolo socio. (fb) (riproduzione riservata) Collegio Arbitrale Mantova, 23 Settembre 2009, n. 0.


Pubblica amministrazione - Contratti in genere - Appalto - Controversie - Possibilità di compromesso in arbitrato irrituale - Esclusione - Fondamento. .
Benché la P.A., nel suo operare negoziale, si trovi su un piano paritetico a quello dei privati, ciò non significa che vi sia una piena ed assoluta equiparazione della sua posizione a quella del privato, poiché l'amministrazione è comunque portatrice di un interesse pubblico cui il suo agire deve in ogni caso ispirarsi; ne consegue che alla stessa è preclusa la possibilità di avvalersi, nella risoluzione delle controversie derivanti da contratti di appalto conclusi con privati, dello strumento del c.d. arbitrato irrituale o libero, poiché in tal modo il componimento della vertenza verrebbe ad essere affidato a soggetti (gli arbitri irrituali) individuati, nell'ambito di una pur legittima logica negoziale, in difetto di qualsiasi procedimento legalmente determinato e, perciò, senza adeguate garanzie di trasparenza e pubblicità della scelta. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione Sez. Un. Civili, 16 Aprile 2009, n. 8987.