LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO IV
Dei procedimenti relativi all'apertura delle successioni
CAPO II
Dell'apposizione e della rimozione dei sigilli
SEZIONE I
Dell'apposizione dei sigilli

Art. 752

Giudice competente
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. All'apposizione dei sigilli procede il tribunale.

II. Nei comuni in cui non ha sede il tribunale, i sigilli possono essere apposti, in caso d'urgenza, dal giudice di pace. Il processo verbale è trasmesso immediatamente al tribunale.


GIURISPRUDENZA

Procedimento di apposizione dei sigilli – Ambito di applicazione – Situazioni in cui vi è contrasto tra eredi – Ammissibilità

Procedimento di apposizione dei sigilli – Natura e presupposti – Ambito di valutazione del giudice

Procedimento di apposizione dei sigilli – Natura – Atto c.d. “a sorpresa” – Esclusione della necessità di preventiva instaurazione del contraddittorio – Legittimità della notifica del ricorso e del provvedimento al momento dell’esecuzione del provvedimento

Procedimento di apposizione dei sigilli – Ordine alle banche di non consentire prelievi da conti o depositi intestati al de cuius – Legittimità
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Il procedimento di apposizione dei sigilli ex artt. 752 ss. c.p.c. può essere esperito non solo nel caso di situazioni di carenza di amministrazione del patrimonio ereditario, ma anche in presenza di fattispecie di carattere anche o essenzialmente contenzioso.

Il procedimento di apposizione dei sigilli ex art. 752 ss. c.p.c. è di volontaria giurisdizione e ha finalità lato sensu cautelari; l’istante deve dimostrare non solo la propria legittimazione ma anche la sussistenza delle circostanze che la legge richiede per la proponibilità del ricorso e quindi il giudice ha l'obbligo di accertare, ancorché con cognizione sommaria, che si sia aperta una successione, che appaia probabile l'esistenza del diritto a richiedere la conservazione del patrimonio ereditario e che sussista un effettivo pericolo di sottrazione o dispersione dei beni.

L’apposizione dei sigilli ha finalità latamente cautelare e partecipa alla categoria dei c.d. “atti a sorpresa”, laddove la mancanza di preavviso è coessenziale alla finalità stessa del provvedimento che è quella di cogliere e fotografare la situazione così come in origine prima di qualsiasi mutamento qualitativo o quantitativo; ne consegue che non è necessaria l’instaurazione del contraddittorio prima dell’emissione del decreto che ordina l’apposizione dei sigilli e che deve ritenersi legittimo il provvedimento emesso inaudita altera parte e notificato unitamente al ricorso il giorno stesso in cui ne viene data attuazione e antecedentemente alla stessa.

È legittimo l’ordine alle banche di non consentire prelievi da conti o depositi riferibili al defunto in epoca prossima all’apertura della successione contenuto in un decreto che ordina l’apposizione dei sigilli ai beni ereditari, in quanto tale provvedimento risponde all’esigenza ricognitiva di individuare i beni che compongono l’asse ereditario sottesa al procedimento disciplinato dagli artt. 752 e ss. c.p.c. e non implica alcuna decisione sulla spettanza delle giacenze bancarie. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Venezia, 19 Marzo 2019.