LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO II
Dei procedimenti in materia di famiglia e stato delle persone
CAPO II
Dell'interdizione, dell'inabilitazione e dell'amministrazione di sostegno

Art. 720-bis

Norme applicabili ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 712, 713, 716, 719 e 720.

II. Contro il decreto del giudice tutelare è ammesso reclamo alla corte d'appello a norma dell'articolo 739.

III. Contro il decreto della corte d'appello pronunciato ai sensi del secondo comma può essere proposto ricorso per cassazione.


GIURISPRUDENZA

Procedimento per amministratore di sostegno – Regolamento di competenza – Perpetuatio Jurisdictionis.
L’ordinanza del GT che statuisce sulla competenza è impugnabile con regolamento di competenza ove il giudice abbia conclamato in termini di assoluta, oggettiva inequivocità ed incontrovertibilità la propria determinazione a risolvere davanti a sé la suddetta questione;
Il principio della perpetuatio jurisdictionis ex art. 5 c.p.c. si applica nel procedimento di volontaria giurisdizione per la nomina di un ADS, trattandosi di un procedimento contenzioso, mentre non si applica alla successiva fase di gestione dell’amministrazione, che la esclude. (Alberto Consani) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 20 Giugno 2017, n. 15327.


Amministrazione di sostegno - Reclamo alla corte d'appello - Consenso o rifiuto di terapie mediche.
Nei procedimenti in materia di amministrazione di sostegno è ammesso il reclamo alla corte d'appello, ai sensi dell'art. 720-bis, comma 2, c.p.c., avverso il provvedimento con cui il giudice tutelare si sia pronunciato sulla domanda di autorizzazione - proposta dall'amministratore di sostegno in sede di apertura della procedura o in un momento successivo - ad esprimere, in nome e per conto dell'amministrato, il consenso o il rifiuto alla sottoposizione a terapie mediche, avendo il provvedimento medesimo natura decisoria in quanto incidente su diritti soggettivi personalissimi. (Paola Cuzzocrea) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Giugno 2017, n. 14158.


Designazione o nomina dell'amministratore di sostegno da parte del giudice tutelare - Decreto della corte d'appello emesso in sede di reclamo - Ricorso per cassazione - Inammissibilità - Fondamento.
È inammissibile il ricorso per cassazione avverso i provvedimenti emessi in sede di reclamo in tema di designazione o nomina di un amministratore di sostegno che sono emanati in applicazione dell'art. 384 c.c. (richiamato dal successivo art. 411, comma 1, c.c.) e restano logicamente e tecnicamente distinti da quelli che dispongono l'amministrazione, dovendosi limitare la facoltà di ricorso ex art. 720 bis, ultimo comma, c.p.c., ai soli decreti di carattere decisorio, quali quelli che dispongono l'apertura o la chiusura dell'amministrazione, assimilabili, per loro natura, alle sentenze di interdizione ed inabilitazione, senza estendersi ai provvedimenti a carattere gestorio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Febbraio 2017, n. 2985.


Amministrazione di sostegno - Decreto che nega l'apertura della procedura - Ricorribilità per cassazione - Ammissibilità.
Il decreto della corte d'appello che nega l'apertura dell'amministrazione di sostegno è ricorribile per cassazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 20 Luglio 2016, n. 14983.


Amministrazione di sostegno - Procedimento di chiusura - Difetto di comunicazione e conseguente assenza del pubblico ministero - Rimessione delle parti al primo giudice - Necessità - Esclusione.
Nella procedura per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno l'unica parte che può dirsi necessaria è il beneficiario dell'amministrazione, per cui il difetto di comunicazione della richiesta al P.M. e la conseguente assenza dello stesso al procedimento di chiusura dell'amministrazione non comporta la mancata integrazione di un litisconsorzio necessario, né alcun'altra nullità del giudizio di primo grado idonea a determinare la rimessione delle parti al primo giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 25 Luglio 2014, n. 17032.


Amministrazione di sostegno – Procedimento unilaterale – Parti necessarie – Esclusione – Necessaria partecipazione esclusivamente del beneficiario – Litisconsorzio necessario con i parenti – Esclusione (artt. 713, 720-bis c.p.c.).
Nella procedura per la istituzione di un'amministrazione di sostegno, che consiste in un procedimento unilaterale, non esistono parti necessarie al di fuori del beneficiario dell'amministrazione, e non è, pertanto, configurabile una ipotesi di litisconsorzio necessario tra i soggetti partecipanti al giudizio innanzi al Tribunale. L'art. 713 cod.proc.civ., cui rinvia l'art. 720-bis dello stesso codice, espressamente limita la partecipazione necessaria al procedimento al ricorrente, al beneficiario dell'amministrazione di sostegno e alle altre persone, tra quelle indicate nel ricorso, le cui informazioni il giudice ritenga utili ai fini dei provvedimenti da adottare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 Giugno 2013, n. 14190.


Amministrazione di sostegno – Presupposti – Sufficienza della patologia – Psicosi – Sillogismo “Psicosi = pericolosità” – Stigma – Esclusione – Rigetto dell’amministrazione di Sostegno..
Il fatto che un paziente sia “malato” a causa di un disturbo psichiatrico non è elemento sufficiente per confinarlo entro i limiti di una misura di protezione giuridica. Infatti, istituire una amministrazione di sostegno per il solo fatto che il paziente accusa un disturbo psichiatrico equivarrebbe ad alimentare lo stigma che, al contrario, la ratio istitutiva dell’ADS mira a demolire completamente. Non solo: il rischio è quello di trasformare l’amministrazione di sostegno di un “ammortizzatore sociale”, come taluno ha scritto. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 28 Giugno 2012.