LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO II
Del pubblico ministero

Art. 72

Poteri del pubblico ministero
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il pubblico ministero, che interviene nelle cause che avrebbe potuto proporre, ha gli stessi poteri che competono alle parti e li esercita nelle forme che la legge stabilisce per queste ultime.

II. Negli altri casi di intervento previsti nell'articolo 70, tranne che nelle cause davanti alla Corte di cassazione, il pubblico ministero può produrre documenti, dedurre prove, prendere conclusioni nei limiti delle domande proposte dalle parti.

III. Il pubblico ministero può proporre impugnazioni contro le sentenze relative a cause matrimoniali, salvo che per quelle di separazione personale dei coniugi.

IV. Lo stesso potere spetta al pubblico ministero contro le sentenze che dichiarino l'efficacia o l'inefficacia di sentenze straniere relative a cause matrimoniali, salvo che per quelle di separazione personale dei coniugi.

V. Nelle ipotesi prevedute nei commi terzo e quarto, la facoltà di impugnazione spetta tanto al pubblico ministero presso il giudice che ha pronunziato la sentenza quanto a quello presso il giudice competente a decidere sull'impugnazione.

VI. Il termine decorre dalla comunicazione della sentenza a norma dell'articolo 133.

VII. Restano salve le disposizioni dell'articolo 397.


GIURISPRUDENZA

Fallimento - Dichiarazione - Procedimento - Iniziativa del pubblico ministero - Poteri di impulso del pubblico ministero - Disponibilità - Esclusione.
Deve dubitarsi del fatto che il pubblico ministero possa rinunciare alla iniziativa avviata, non essendo assimilabili i poteri di impulso a tale organo attribuiti nei processi civili (e fra essi di quello diretto all’apertura del fallimento) a quelli delle parti private, dal momento che il pubblico ministero agisce per dovere d’ufficio e nell’interesse pubblico, a differenza delle altre parti, che perseguono interessi individuali e privati. Il Pubblico Ministero è, infatti, parte del processo solo in senso formale e non può disporre degli interessi d’indole generale, dei quali la legge gli affida la tutela. Egli, pertanto, una volta esercitata l’azione, non può rinunziarvi, spettando unicamente al giudice decidere sulla stessa, senza che eventuali ripensamenti del pubblico ministero possano vincolarlo nel momento della decisione e senza neppure che siano vincolanti le conclusioni da lui formulate. (Nel caso di specie, il pubblico ministero aveva chiesto l'accoglimento del reclamo avverso la dichiarazione di fallimento). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 18 Aprile 2016.


Pubblico ministero - Funzione di garantire la corretta applicazione della legge - Condanna alle spese processuali - Esclusione.
La funzione di garantire la corretta applicazione della legge spettante al pubblico ministero in qualità di organo propulsore dell'attività giurisdizionale, comportando l'attribuzione di poteri meramente processuali esercitati per dovere d'ufficio e nell'interesse pubblico, escludono che tale organo possa essere condannato al pagamento delle spese processuali. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2015.


Curatore - Capacità processuale - Autorizzazione a stare in giudizio - Mancanza - Sanatoria con effetto retroattivo - Ammissibilità..
La mancata autorizzazione del curatore a stare in giudizio attiene alla capacità processuale ed integra un difetto di legittimazione ad processum che può essere sanato in qualsiasi stato e grado del giudizio con efficacia retroattiva mediante manifestazione della parte legittimamente rappresentata della volontà di considerare legittimo l'iter processuale precedente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 03 Luglio 2013.