LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO II
Dei procedimenti in materia di famiglia e stato delle persone
CAPO II
Dell'interdizione, dell'inabilitazione e dell'amministrazione di sostegno

Art. 712

Forma della domanda
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. La domanda per interdizione o inabilitazione si propone con ricorso diretto al tribunale del luogo dove la persona nei confronti della quale è proposta ha residenza o domicilio.

II. Nel ricorso debbono essere esposti i fatti sui quali la domanda è fondata e debbono essere indicati il nome e cognome e la residenza del coniuge o del convivente di fatto (1), dei parenti entro il quarto grado, degli affini entro il secondo grado e, se vi sono, del tutore o curatore dell'interdicendo o dell'inabilitando.


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(1) L'articolo 1, comma 47, della l. 20 maggio 2016, n. 76, ha inserito le seguenti parole: «o del convivente di fatto» dopo le parole «del coniuge».

GIURISPRUDENZA

Procedimento per amministratore di sostegno – Regolamento di competenza – Perpetuatio Jurisdictionis.
L’ordinanza del GT che statuisce sulla competenza è impugnabile con regolamento di competenza ove il giudice abbia conclamato in termini di assoluta, oggettiva inequivocità ed incontrovertibilità la propria determinazione a risolvere davanti a sé la suddetta questione;
Il principio della perpetuatio jurisdictionis ex art. 5 c.p.c. si applica nel procedimento di volontaria giurisdizione per la nomina di un ADS, trattandosi di un procedimento contenzioso, mentre non si applica alla successiva fase di gestione dell’amministrazione, che la esclude. (Alberto Consani) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 20 Giugno 2017, n. 15327.


Amministrazione di sostegno – Cittadino italiano residente all'estero – Giurisdizione italiana – Sussistenza..
In ipotesi di ricorso per la nomina di amministratore di sostegno, in favore di cittadino italiano residente all'estero, sussiste la giurisdizione italiana sia nel caso, in cui, accolta la domanda, il provvedimento da emettere incida sui diritti inviolabili della persona e si rientri pertanto nell'ambito della giurisdizione contenziosa in materia di stato e capacità delle persone, sia nel caso -da ritenersi corrispondente al modello legale tipico- in cui ciò non si verifichi e si rientri nell'ambito della giurisdizione volontaria.
In quest'ultima ipotesi troverà applicazione l'art. 9 della legge n. 218/95, mentre nella prima ipotesi non si pone la necessità di ricercare alcun criterio di collegamento per il semplice fatto che il convenuto possiede la cittadinanza italiana e che quindi sussite già un momento di collegamento idoneo a radicare la giurisdizione italiana. (Andrea Gibelli) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 17 Marzo 2007.