LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO III
Dei procedimenti cautelari
SEZIONE II
Del sequestro

Art. 687

Casi speciali di sequestro
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice può ordinare il sequestro delle somme o delle cose che il debitore ha offerto o messo comunque a disposizione del creditore per la sua liberazione, quando è controverso l'obbligo o il modo del pagamento o della consegna, o l'idoneità della cosa offerta.


GIURISPRUDENZA

Sequestro liberatorio - Specialità - Forma di adempimento..
Il sequestro liberatorio, previsto dall’art. 687 cod. proc. civ., è connotato da elementi di specialità sia riguardo al soggetto che intende tutelare che alla sua finalità, costituendo una forma particolare di adempimento per salvaguardare il debitore da ulteriori effetti negativi ogni qual volta egli voglia adempiere ma, per cause indipendenti dalla sua volontà, non lo possa fare. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 22 Gennaio 2013.


Sequestro liberatorio - Richiesta del debitore - Necessità - Presupposti..
Il sequestro liberatorio può essere disposto dal giudice solo in presenza di una richiesta ad iniziativa del debitore, nel caso in cui il debitore medesimo contesti il debito, o abbia dubbi sulla individuazione del creditore e voglia cautelarsi in vista della decisione del giudice al fine di non subire gli effetti della mora; ne consegue che, una volta che sia stato disposto il sequestro liberatorio della somma che si assume dovuta, nel caso che il giudizio di merito si chiuda con la condanna del debitore, egli non può essere chiamato a rispondere anche per gli interessi e la rivalutazione sulla somma dovuta. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 22 Gennaio 2013.


Sequestro liberatorio – Presupposti – Fumus boni iuris. .
Il ricorso per sequestro liberatorio ex art. 687 c.p.c., dovendosi ricondurre all'alveo delle misure cautelari, può essere concesso solo ove sia sussistente il fumus boni iuris (nella specie la ricorrente fondava la richiesta di restituzione di un immobile sulla base del recesso operato dal rapporto di affidamento di reparto commerciale in virtù dell'art. 27, ultimo comma, della legge 392/1978 ovvero, in via gradata, sulla base della dedotta risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta, eccessiva onerosità e inadempimento, ma il Tribunale ha escluso l'applicabilità alla fattispecie del citato art. 27, dovendo il rapporto essere inquadrato nell'ambito dell'affitto di azienda, e in punto di risoluzione - stante la contestazione della parte resistente - ha evidenziato come la ricorrente avesse totalmente omesso di indicare le circostanze che, in concreto, dovrebbero rapportarsi alle indicate situazioni di patologia negoziale). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)  Tribunale Roma, 04 Giugno 2012.