LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO III
Dei procedimenti cautelari
SEZIONE I
Dei procedimenti cautelari in generale

Art. 669-duodecies

Attuazione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Salvo quanto disposto dagli articoli 677 e seguenti in ordine ai sequestri, l'attuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto somme di denaro avviene nelle forme degli articoli 491 e seguenti in quanto compatibili, mentre l'attuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto obblighi di consegna, rilascio, fare o non fare avviene sotto il controllo del giudice che ha emanato il provvedimento cautelare il quale ne determina anche le modalità di attuazione e, ove sorgano difficoltà o contestazioni, dà con ordinanza i provvedimenti opportuni, sentite le parti. Ogni altra questione va proposta nel giudizio di merito.


GIURISPRUDENZA

Società di capitali – Sequestro conservativo partecipazioni societarie – Attuazione – Nomina Custode – Competenza Giudice della cautela e del merito – Sussistenza.
Il sequestro conservativo, quale misura cautelare destinata alla conservazione della garanzia patrimoniale del creditore nel tempo necessario all’accertamento giudiziale delle sue pretese, ha natura ontologicamente diversa rispetto a quella delle misure adottate in sede di procedura esecutiva, di guisa che il rinvio previsto dal legislatore, ex art. 678 c.p.c., alle forme del pignoramento presso il debitore e presso i terzi, è da intendersi alle sole sue modalità attuative. (Nicola Carchia) (Riproduzione riservata)

Competente a decidere sull’attuazione del sequestro e sulla nomina dell’eventuale custode, ove resa opportuna e/o necessaria dalla natura dei beni sottoposti a misura è, prima, il giudice della cautela e, poi, quello del processo di merito, ai sensi dell’art. 669 duodecies c.p.c., ben potendo detta nomina – anche ove espressamente prevista per la sola ipotesi di sequestro giudiziario - effettuarsi anche nell’ipotesi di sequestro conservativo delle partecipazioni societarie. (Nicola Carchia) (Riproduzione riservata)

A tale conclusione induce, in particolare, i) l’estensione e la natura della garanzia patrimoniale generica del debitore riguardante un’entità dinamica, composti di tutti i beni presenti e futuri del predetto; ii) la natura delle partecipazioni societarie, considerate quali beni mobili comprensivi di diritti patrimoniali e/o amministrativi, strumentali a garantire il valore e/o la consistenza valore; iii) la natura dei poteri/doveri del custode; iv) le previsioni normative di cui agli artt. 2352 e 2471 bis che, senza distinguere tra sequestro giudiziario o conservativo, attribuiscono al custode i diritti di voto ed i diritti amministrativi derivanti dalle partecipazioni societarie. (Nicola Carchia) (Riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 11 Dicembre 2017.


Procedimenti cautelari in genere – Ordinanza ex art. 669 duodecies c.p.c. – Reclamo – Inammissibilità.
In ragione della non reclamabilità dei provvedimenti di attuazione delle misure cautelari, ex art. 669-duodecies c.p.c., militano una serie di considerazioni, quali: a) il(i) provvedimento(i) adottato(i) ai sensi dell’art. 669-duodecies c.p.c. non comportano l’estrinsecazione di una nuova e vera e propria potestas iudicandi a contenuto decisorio (avendo, di contro, mero contenuto ordinatorio), bisognoso della previsione di un autonomo mezzo, latu sensu, di gravame (soprattutto quando si tratti, come nel caso di specie, dell’attuazione di obblighi diversi da quelli di facere, la cui attuazione, di contro, richiede, in effetti, ulteriori specificazioni in cui potrebbe astrattamente configurarsi l’esternazione di una nuova cd autonoma potestà decisoria); b) l’art. 669-terdecies nel disciplinare il mezzo processuale del reclamo, vi assoggetta esplicitamente solo i provvedimenti che concedono o negano (a seguito dell’intervento del giudice delle leggi) la cautela, e non anche quelli che semplicemente, dopo la concessione, la attuano; c) l’attuazione del provvedimento cautelare non instaura un vero e proprio procedimento esecutivo (alla stregua delle norme di cui al Libro Terzo del Codice di procedure civile) e, delle due l’una, o le doglianze astrattamente sollevabili avverso i detti provvedimenti investono l’an stesso della cautela concessa (ossia la sussistenza dei suoi presupposti, formali e sostanziali), ed allora, in tal caso, lo strumento di gravame utilizzabile per far valere le dette doglianze non può che essere il reclamo averso il provvedimento cautelare (e non già avverso quello di attuazione della cautela); oppure le doglianze astrattamente sollevabili attengono le stesse “modalità di attuazione” fissate col relativo provvedimento ex art. 669-duodecies, ed allora, in tal caso, le stesse non potranno che essere poste o sollevate nel successivo giudizio di merito o, in caso di mancata instaurazione del giudizio di merito (come ben possibile quando trattasi di provvedimenti cautelare anticipatori, secondo il vigente c.p.c.), allo stesso giudice monocratico della cautela, attraverso la stimolazione dell’esercizio dei propri generali poteri di revoca e/o modifica delle ordinanza, ex art. 177 c.p.c. (oppure ex art. 669-decies c.p.c.). (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 16 Novembre 2017.


Competenza civile - Regolamento di competenza - Liquidazione delle spese di attuazione dell'ordinanza di reintegra nel possesso - Ricorso ex artt. 611 e 614 c.p.c. al giudice dell'esecuzione anziché al giudice che ha emesso il provvedimento possessorio, ex art. 669-duodecies c.p.c. - Regolamento di competenza - Inammissibilità - Fondamento.
È inammissibile il regolamento di competenza con il quale si impugni, per violazione dell’art. 669-duodecies c.p.c., il decreto di liquidazione delle spese sostenute ai fini dell’attuazione del provvedimento di reintegrazione nel possesso, perché emesso dal giudice dell’esecuzione e non dal giudice, del medesimo tribunale, che ha pronunciato il provvedimento cautelare, in quanto, una tale censura, prospetta soltanto un problema di distribuzione degli affari all'interno del medesimo ufficio giudiziario e non un problema di competenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 23 Maggio 2017, n. 12893.


Opposizione all’esecuzione – Attuazione degli obblighi di fare infungibile.
L’opposizione a precetto notificato per la riscossione del credito derivante da sanzione ex art. 614 bis, c.p.c., accessoria ad un provvedimento cautelare, deve essere proposta davanti al giudice dell'esecuzione per i vizi del precetto stesso mentre deve essere proposta nanti il giudice che ha disposto la misura cautelare e non al giudice delle esecuzioni ove si contesti la sussistenza dei presupposti per richiedere la sanzione. (Marco Capecchi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 28 Ottobre 2015.


Procedimenti cautelari - Sequestro - Esecuzione - Sequestro conservativo di quote di s.r.l. - Attuazione - Pignoramento presso terzi - Esclusione - Pignoramento ex art. 2471 cod. civ. - Iscrizione nel registro delle imprese - Sufficienza

Procedimenti cautelari - Sequestro conservativo - Giudizio di merito - Questioni relative alla concessione dell'istanza cautelare - Proponibilità - Esclusione - Fondamento - Questioni relative all'esecuzione della cautela - Ammissibilità - Fondamento
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Il sequestro conservativo, a norma dell'art. 678 cod. proc. civ., a sua volta richiamato dall'art. 669 duodecies, cod. proc. civ., si esegue secondo le norme stabilite per il pignoramento dei beni che ne sono oggetto. Ne consegue che, nel caso di quote di società a responsabilità limitata, ai sensi dell'art. 2471, primo comma, cod. civ., nel testo modificato dal d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, il sequestro si esegue non già nelle forme del pignoramento presso terzi, ma a mezzo dell'iscrizione del provvedimento nel registro delle imprese, senza che sia assolutamente necessaria la notifica al debitore o alla società, quando quest'ultima sia stata parte del procedimento cautelare. (massima ufficiale)

Le questioni giuridiche relative alla concedibilità del provvedimento cautelare (nella specie, sequestro conservativo) non sono riconducibili al mutamento delle circostanze che ne consente la revoca o la modifica ex art. 669 decies cod. proc. civ. e non possono, quindi, essere proposte nel giudizio di merito, nel quale, invece, sono deducibili, a norma dell'art. 669 duodecies cod. proc. civ., le contestazioni inerenti all'esecuzione della cautela. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 18 Giugno 2014, n. 13903.


Procedimento cautelare - Misure di attuazione ex articolo 669 duodecies c.p.c. - Reclamabilità - Esclusione..
L'articolo 669 terdecies c.p.c. consente il reclamo esclusivamente contro l'ordinanza con la quale sia stato concesso o negato un provvedimento cautelare, non essendo reclamabili decisioni emesse ai sensi dell'articolo 669 duodecies c.p.c., trattandosi di pronunce prive di qualsivoglia contenuto decisorio, volte esclusivamente a precisare le modalità di esecuzione di un provvedimento cautelare già emesso. A ciò si aggiunga che i provvedimenti di attuazione delle misure cautelari non hanno una natura cautelare bensì esecutiva, con la precisazione che, proprio perché la cautela è una sola, il provvedimento ex articolo 669 duodecies c.p.c. ne è soltanto l'appendice esecutiva; deve, pertanto, escludersi che anche il relativo provvedimento accessorio sia reclamabile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Settembre 2013.


Giudizio di separazione coniugi - Ordinanza presidenziale contenente i provvedimenti temporanei e urgenti - Natura cautelare - Spedizione in forma esecutiva - Esclusione..
L’ordinanza presidenziale emessa nel giudizio di separazione (art. 708 c.p.c.) non richiede la spedizione in forma esecutiva ai sensi dell’art. 475 c.p.c.; infatti, si tratta di provvedimento di natura cautelare – poiché contiene “provvedimenti temporanei e urgenti” ed è reclamabile innanzi a un organo giurisdizionale differente – per la cui attuazione l’art. 669-duodecies c.p.c. rimanda agli artt. 491 ss. c.p.c.. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Aprile 2012.


Provvedimento cautelare – Esecuzione – Opposizione – Reclamo – Invalidità – Esecuzione irregolare – Forme di tutela.

Provvedimento cautelare – Attuazione – Competenza – Giudice dell’esecuzione – Esclusione.

Procedimento civile – Regime delle spese – Liquidazione del compenso dell’avvocato – Eliminazione delle tariffe forensi – Indici per il calcolo – Art. 2225 cod.civ..
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La tutela contro un provvedimento cautelare invalido o irregolarmente eseguito è garantita sia dall’esistenza del rimedio del reclamo contro le ordinanze che abbiamo concesso o negato un provvedimento cautelare, sia dal fatto che le contestazioni mosse in ordine alla sua esecuzione non assumono natura di opposizioni all’esecuzione o agli atti esecutivi, ma conservano la caratteristica di eccezioni del soggetto che ha subito la misura cautelare. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)

La competenza a decidere ogni questione in ordine all’attuazione della misura cautelare appartiene al giudice della causa di merito e non al giudice dell’esecuzione. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)

L’abrogazione delle tariffe forensi ex art. 9 d.l. 24 gennaio 2012 n. 1, comporta che il giudice, per la liquidazione del compenso dell’avvocato, deve applicare l’art. 2225 cod. civ. il quale fa riferimento, per qualificazione del compenso medesimo, agli standards liquidativi in precedenza applicati ed alla somma calcolata dallo stesso difensore mediante nota spese di cui all’art. 75 disp. att. c.p.c.. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)
Tribunale Fermo, 20 Febbraio 2012.


Provvedimento cautelare – Attuazione – Competenza – Giudice dell’esecuzione – Esclusione..
La competenza a decidere ogni questione in ordine all’attuazione della misura cautelare appartiene al giudice della causa di merito e non al giudice dell’esecuzione. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Fermo, 20 Febbraio 2012.


Procedimento cautelare - Attuazione della misura cautelare - Reclamo - Ammissibilità..
Deve ritenersi reclamabile ex articolo 669 terdecies c.p.c. il provvedimento pronunciato ai sensi dell'articolo 669 duodecies c.p.c. che determina le modalità di attuazione della misura cautelare qualora detto provvedimento sortisca l’effetto di modificare o disattendere il comando giudiziale del quale dovrebbe consentire l'attuazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sala Consilina, 16 Novembre 2011.


Procedimento per l’attuazione di ordinanza possessoria ex art. 669duodecies c.p.c. – Individuazione del giudice – Criteri – Questione di competenza – Esclusione.

Procedimento per l’attuazione di ordinanza possessoria ex art. 669duodecies c.p.c. – Ammissibilità.

Termine assegnato dal giudice per la notifica del ricorso e del decreto – Natura – Violazione – Conseguenze.
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La questione dell’individuazione del giudice competente a trattare il ricorso per attuazione di un provvedimento possessorio ex art. 669duodecies c.p.c. non attiene alla competenza in senso tecnico (intesa come la suddivisione delle cause tra diversi uffici giudiziari), ma riguarda piuttosto la distribuzione degli affari all’interno dell’ufficio. Il “giudice che ha emanato il provvedimento” ai sensi dell’art. 669duodecies c.p.c. è l’organo che ha emesso la pronuncia che in concreto reca il contenuto precettivo di cui si chiede l’attuazione e non quello che ha eventualmente confermato tale pronuncia, senza modificarlo in alcun modo, sicché, in ipotesi di ordinanza interdittale emessa dal giudice di primo grado, confermata dal collegio in sede di reclamo, l’attuazione dell’ordinanza deve essere trattata dal primo. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)

È pacificamente ammissibile il ricorso alla procedura di cui all’art. 669duodecies c.p.c. per l’attuazione dei provvedimenti possessori, stante il rinvio contenuto dall’art. 703 c.p.c. alle norme del procedimento cautelare uniforme, in quanto compatibili, e attesa la sicura compatibilità di tale strumento con il procedimento sommario. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)

Il termine assegnato dal giudice al ricorrente ex art. 669duodecies per la notifica del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione di udienza, non è perentorio, in assenza di espressa previsione normativa (art. 152 c.p.c.); pertanto, la sua violazione non può comportare l’improcedibilità del ricorso o la sua estinzione, ma può, al più, ove eccepita, dare diritto alla parte convenuta ad ottenere un termine a salvaguardia del proprio diritto di difesa. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)
Tribunale Piacenza, 15 Febbraio 2011.


Procedimento per l’attuazione di ordinanza possessoria ex art. 669duodecies c.p.c. – Individuazione del giudice – Criteri – Questione di competenza – Esclusione..
La questione dell’individuazione del giudice competente a trattare il ricorso per attuazione di un provvedimento possessorio ex art. 669duodecies c.p.c. non attiene alla competenza in senso tecnico (intesa come la suddivisione delle cause tra diversi uffici giudiziari), ma riguarda piuttosto la distribuzione degli affari all’interno dell’ufficio. Il “giudice che ha emanato il provvedimento” ai sensi dell’art. 669duodecies c.p.c. è l’organo che ha emesso la pronuncia che in concreto reca il contenuto precettivo di cui si chiede l’attuazione e non quello che ha eventualmente confermato tale pronuncia, senza modificarlo in alcun modo, sicché, in ipotesi di ordinanza interdittale emessa dal giudice di primo grado, confermata dal collegio in sede di reclamo, l’attuazione dell’ordinanza deve essere trattata dal primo. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 15 Febbraio 2011.


Procedimento per l’attuazione di ordinanza possessoria ex art. 669duodecies c.p.c. – Ammissibilità..
È pacificamente ammissibile il ricorso alla procedura di cui all’art. 669duodecies c.p.c. per l’attuazione dei provvedimenti possessori, stante il rinvio contenuto dall’art. 703 c.p.c. alle norme del procedimento cautelare uniforme, in quanto compatibili, e attesa la sicura compatibilità di tale strumento con il procedimento sommario. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 15 Febbraio 2011.


Termine assegnato dal giudice per la notifica del ricorso e del decreto – Natura – Violazione – Conseguenze..
Il termine assegnato dal giudice al ricorrente ex art. 669duodecies per la notifica del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione di udienza, non è perentorio, in assenza di espressa previsione normativa (art. 152 c.p.c.); pertanto, la sua violazione non può comportare l’improcedibilità del ricorso o la sua estinzione, ma può, al più, ove eccepita, dare diritto alla parte convenuta ad ottenere un termine a salvaguardia del proprio diritto di difesa. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 15 Febbraio 2011.


Procedimenti possessori – Attuazione – Applicazione delle norme relative ai procedimenti cautelari – Esclusione..
Poiché i procedimenti possessori sono disciplinati in modo autonomo rispetto a quelli cautelari e non rientrano nell’ambito delle tipologie di procedimenti la cui disciplina è specificamente estesa dall’art. 669-quaterdecies c.p.c., si deve ritenere che l’art. 669-duodecies non è applicabile ai fini della attuazione dei provvedimenti possessori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Voghera, 08 Ottobre 2007.


Procedimento cautelare – Sequestro presso il terzo – Opposizione – Giudice competente..
Il giudice competente a decidere l’opposizione al sequestro conservativo presso terzi di somme di denaro (nella specie di somme su conto corrente bancario) è il giudice dell’esecuzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 19 Giugno 2007.