LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO I
Del procedimento d'ingiunzione

Art. 650

Opposizione tardiva
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. L'intimato può fare opposizione anche dopo scaduto il termine fissato nel decreto, se prova di non averne avuta tempestiva conoscenza per irregolarità della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore (1).

II. In questo caso l'esecutorietà può essere sospesa a norma dell'articolo precedente.

III. L'opposizione non è più ammessa decorsi dieci giorni dal primo atto di esecuzione.



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(1) La Corte cost., con sentenza 20 maggio 1976, n. 120, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non consente l'opposizione tardiva dell'intimato che pur avendo avuto conoscenza del decreto ingiuntivo, non abbia potuto, per caso fortuito o forza maggiore, fare opposizione entro il termine fissato nel decreto.

GIURISPRUDENZA

Procedimento per ingiunzione – Notifica alla Amministrazione dello Stato anziché all’avvocatura – Opposizione tardiva ex art. 650 c.p.c. – Prova della non tempestiva conoscenza del decreto.
Ai fini della legittimità della opposizione tardiva a decreto ingiuntivo, non è sufficiente l'accertamento della irregolarità della notificazione del decreto ingiuntivo, in quanro occorre altresì la prova — il cui onere grava sull'opponente — che, a cagione della nullità, l'ingiunto non ha avuto tempestiva conoscenza del decreto e non è stato in grado di proporre una tempestiva opposizione.

A ciò si aggiunga che, nel caso di notifica alla Amministrazione dello Stato, la prova della non tempestiva conoscenza del decreto ingiuntivo in conseguenza del vizio della sua notificazione non è implicita nel caso in cui il provvedimento monitorio sia stato notificato direttamente alla Amministrazione anziché all'Avvocatura dello Stato domiciliataria (ex multis, Cass, sez. un., 12 maggio 2005 n. 9938; Cass., 28 dicembre 1995, n. 13132).

Così, non sussistendo alcun automatismo tra la irregolarità della notificazione e la mancata tempestiva conoscenza del decreto ingiuntivo, ai fini dell’ammissibilità dell’opposizione tardiva ex art. 650 c.p.c., l’ingiunto non può provare la mancata conoscenza del provvedimento monitorio limitandosi ad allegare la nullità della notificazione, ma deve piuttosto provare il nesso causale tra essa e l’intempestiva conoscenza del decreto ingiuntivo al fine di proporre invece un’opposizione tempestiva.

In altre parole, dal disposto dell’art. 650 c.p.c. si ricava il principio secondo il quale il destinatario di un decreto ingiuntivo che abbia avuto conoscenza di quest’ultimo, ancorché in forza di una notificazione affetta da vizio di nullità, non può rimanere completamente inerte confidando sulla nullità della notificazione, ma deve comunque attivarsi e proporre opposizione al decreto ingiuntivo al fine di evitare che le statuizioni in esso contenute non passino in giudicato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 06 Settembre 2018.


Procedimento monitorio – Irregolarità della notificazione del decreto ingiuntivo – Eccezione di inefficacia del decreto – Oggetto della cognizione del giudice – Estesa alla pretesa creditoria – Sussiste.
Si distinguono tre diverse ipotesi quanto all’irregolarità della notificazione del decreto ingiuntivo:
1- Notificazione inesistente, nel qual caso l’inefficacia del decreto può essere fatta valere con la procedura prevista dal 1° e 2° comma dell’art.188 disp. attuaz. c.p.c.; con autonoma azione ordinaria di accertamento negativo; con l’opposizione all’esecuzione a norma dell’art.615 c.p.c.;
2- Notificazione nulla o irregolare, nel qual caso l’inefficacia del decreto può essere fatta valere con l’opposizione ai sensi dell’art.645 c.p.c. oppure con l’opposizione tardiva dell’art.650 c.p.c.;
3- Notificazione tardiva, nel qual caso l’inefficacia del decreto può essere fatta valere con l’opposizione ai sensi dell’art.645 c.p.c. e nel termine decorrente dalla notificazione, pur se tardiva, del decreto.
Peraltro, ove si costituisca il rapporto processuale, ancorché su iniziativa della parte convenuta (in senso sostanziale), la quale eccepisca l’inefficacia del decreto, il giudice adito ha il potere-dovere non soltanto di vagliare la consistenza dell’eccezione, ma anche di decidere sula fondatezza della pretesa avanzata dal creditore ricorrente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 06 Marzo 2015.


Procedimento per ingiunzione - Notificazione - Inesistenza e invalidità - Opposizione.
In tema di inesistenza della notificazione del ricorso e del decreto ingiuntivo opposto se, in linea teorica, l’inesistenza giuridica della notificazione del decreto ingiuntivo deve essere fatta valere in sede di opposizione all’esecuzione (Cass. 15892/2009; Cass. 10495/2004), nel caso, invece, in cui, attraverso la notifica del precetto, l’intimato abbia avuto  conoscenza  del decreto ingiuntivo, può essere proposta opposizione a decreto ingiuntivo (eventualmente tardiva, ex art. 650 c.p.c.) anche qualora si contestino vizi della notificazione (Cass. 24398/2010; Cass. 11977/1992). Chi assume, infatti, l’invalidità della notifica e la conseguente inefficacia del decreto ingiuntivo stesso, è tenuto a proporre opposizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 16 Febbraio 2015.


Procedimento per ingiunzione - Notificazione - Modifica della copia autentica mediante l'introduzione fisica dell'atto di precetto - Inesistenza e invalidità - Esclusione.
Non vale a fondare il rilievo di inesistenza o invalidità della notifica del decreto monitorio, in ragione del fatto che l'atto si è rivelato comunque idoneo al raggiungimento dello scopo, la circostanza per cui la copia autentica del medesimo sarebbe stata modificata introducendo fisicamente al suo interno l'atto di precetto, qualora l'opponente non contesti che la copia, al momento della sua formazione, fosse effettivamente conforme all'originale del ricorso e del decreto, come certificato dalla attestazione di conformità all'originale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 16 Febbraio 2015.


Decreto ingiuntivo – Opposizione tardiva – Oggetto..
L’opposizione tardiva al decreto ingiuntivo, prevista dall’art. 650 c.p.c. in caso di irregolarità della sua notificazione, non può esaurirsi in una denuncia di tale irregolarità, perché siffatta denuncia, ove non sia accompagnata da contestazioni sulla pretesa creditoria, e non sia quindi indirizzata all’apertura del giudizio di merito (nonostante il decorso del termine all’uopo fissato), non è atta ad alcun risultato utile per l’opponente, nemmeno con riguardo alle spese della fase monitoria. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)  Tribunale Roma, 10 Luglio 2013.


Procedimento monitorio - Opposizione a decreto ingiuntivo - Mancata o tardiva opposizione - Passaggio in giudicato del decreto..
Nei casi di mancata opposizione o di tardiva opposizione nel termine stabilito (così come nei casi di mancata costituzione o di tardiva costituzione del debitore-opponente), il decreto ingiuntivo diventa esecutivo ed acquista autorità di cosa giudicata. Nonostante l’art. 647 c.p.c. non lo preveda espressamente, la dottrina e la giurisprudenza prevalenti desumono l’intenzione del legislatore di attribuire al decreto ingiuntivo non opposto (od opposto con giudizio poi estinto o dichiarato inammissibile o improcedibile) l’efficacia propria del giudicato sulla base dell’art. 650 c.p.c. che, nel disciplinare l’opposizione tardiva, indica alcune limitazioni che non avrebbero senso se il decreto ingiuntivo opposto non fosse incontrovertibile e dell’art. 656 c.p.c., il quale prevede l’impugnazione del decreto ingiuntivo divenuto esecutivo a norma dell’art. 647 unicamente  per revocazione  straordinaria (ossia nei casi indicati nei numeri 1, 2, 5 e 6 dell’art. 395) e con opposizione di terzo revocatoria (ossia nei casi previsti nell’art. 404 secondo comma). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 11 Febbraio 2013.


Decreto ingiuntivo - Successiva dichiarazione di fallimento del debitore ingiunto - Opponibilità del decreto alla massa dei creditori - Esclusione - Condizioni di efficacia - Dichiarazione di esecutorietà - Necessità - Fondamento.
La sopravvenuta dichiarazione di fallimento del debitore determina l'inopponibilità alla massa dei creditori concorsuali del decreto ingiuntivo in precedenza emesso se, all'epoca del fallimento, il termine per la proposizione dell'opposizione non sia ancora decorso, a nulla rilevando che il decreto stesso sia munito della clausola di provvisoria esecutività, occorrendo invece, per il prodursi di tale opponibilità, che il decreto ingiuntivo acquisti efficacia di giudicato sostanziale, conseguibile solo a seguito della dichiarazione di esecutorietà ai sensi dell'art. 647 cod. proc. civ. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 23 Dicembre 2011, n. 28553.