LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO I
Degli organi giudiziari
CAPO III
Del consulente tecnico, del custode e degli altri ausiliari del giudice

Art. 65

Custode
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. La conservazione e l'amministrazione dei beni pignorati o sequestrati sono affidate a un custode, quando la legge non dispone altrimenti.

II. Il compenso al custode è stabilito, con decreto, dal giudice dell'esecuzione nel caso di nomina fatta dall'ufficiale giudiziario, e in ogni altro caso dal giudice che l'ha nominato.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione immobiliare – Spese di conservazione dell’immobile – Necessità di anticipazione da parte del creditore procedente o dei creditori interventuti – Omessa anticipazione – Conseguenze – Estinzione della procedura esecutiva.
Nel corso dell’esecuzione immobiliare, qualora il creditore procedente e i creditori intervenuti non anticipino le somme necessarie per spese indispensabili per la conservazione dell’immobile in custodia oggetto di esecuzione, anticipazione doverosa ai sensi dell’art. 8 DPR 30 maggio 2002, n. 115, deve essere dichiarata l’estinzione della procedura e la cancellazione del pignoramento. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 29 Maggio 2014.


Fallimento - Divieto di esecuzioni individuali - Limiti - Azione esecutiva individuale - Inizio o prosecuzione durante il fallimento del debitore da parte di un istituto di credito fondiario - Custode dei beni pignorati - Nomina o sostituzione - Organo competente - Custode - Incarico - Conferimento al curatore del fallimento - Obbligatorietà - Esclusione - Conseguenze.
Nell'azione esecutiva individuale, iniziata o proseguita durante il fallimento del debitore, da un istituto di credito fondiario , secondo le disposizioni eccezionali di cui al R.D. n. 646 del 1905 - ancora vigenti alla data dell'entrata in vigore della legge 6 giugno 1991, n. 175 (abrogata soltanto a far data dall'1 gennaio 1994 dal T.U. di cui al d.P.R. 1 settembre 1993, n. 385 e recante la revisione della normativa in tema di credito fondiario), il cui art. 17, anche per i prestiti concessi in base alla medesima legge, richiama la disciplina del procedimento esecutivo risultante dal succitato R.D. del 1905 - il potere di nominare o sostituire il custode dei beni pignorati spetta, non già al giudice delegato al fallimento, bensì a quello dell'esecuzione immobiliare, il quale, non è tenuto a conferire tale incarico al curatore del fallimento, consentendo la legge la coesistenza delle due procedure ed essendo, pertanto, quella individuale regolata dal codice di rito, per la parte non disciplinata dalle richiamate disposizioni speciali, con la conseguenza che resta fermo il provvedimento di nomina del custode, il quale, pur non impugnabile ne' revocabile (artt. 66 e 177 cod. proc. civ.), è, tuttavia, suscettibile di modifiche per fatti sopravvenuti nel corso dell'esecuzione (art. 487, stesso codice). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Giugno 1994, n. 5352.