LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO I
Del procedimento d'ingiunzione

Art. 636

Parcella delle spese e prestazioni
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Nei casi previsti nei numeri 2 e 3 dell'articolo 633, la domanda deve essere accompagnata dalla parcella delle spese e prestazioni, munita della sottoscrizione del ricorrente e corredata dal parere della competente associazione professionale. Il parere non occorre se l'ammontare delle spese e delle prestazioni è determinato in base a tariffe obbligatorie.

II. Il giudice, se non rigetta il ricorso a norma dell'articolo 640, deve attenersi al parere nei limiti della somma domandata, salva la correzione degli errori materiali.


GIURISPRUDENZA

Opposizione a decreto ingiuntivo – Revoca del decreto ingiuntivo con spese della procedura monitoria e tassa di opinamento a carico dell’avvocato – Accoglimento dell’opposizione a decreto ingiuntivo – Responsabilità professionale dell’avvocato – Violazione del dovere di dissuasione – Condanna dell’avvocato al risarcimento dei danni nei confronti dell’ex cliente.
Il professionista che agisca diligentemente ha il dovere di informare, dissuadere, sollecitare il cliente, rappresentandogli tutte le questioni di fatto o diritto ostative al raggiungimento dell'obiettivo e produttive di potenziali effetti dannosi, sconsigliandolo di intraprendere o proseguire giudizi dall'esito probabilmente sfavorevole. L'onere della prova di una tale condotta incombe sul professionista, essendo peraltro insufficiente a questo fine il rilascio da parte del cliente della procura ad agire. (Feliciano Dal Bo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 13 Marzo 2018.


Parcella opinata dall’ordine competente – Sua idoneità a costituire prova scritta del credito ai sensi dell’art. 186 ter c.p.c. – Esclusione.
La parcella opinata dall’ordine competente non costituisce prova scritta del credito ai fini del rilascio della ordinanza ex art. 186 ter, primo comma c.p.c., atteso che quest’ultima norma richiama l’art. 633, primo comma n.1 e secondo comma, c.p.c. e non anche l’art. 636 c.p.c.. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 26 Novembre 2015.


Controversia soggetta (in tesi) a negoziazione assistita – Istanza di ordinanza ex art. 186 ter c.p.c. – Preclusione all’emissione della stessa per la necessità di esperire la negoziazione assistita – Esclusione .
Poiché l’ordinanza ai sensi dell’art. 186 ter c.p.c. rientra nella categoria dei provvedimenti urgenti di cui all’art. 3, comma 4, del d.l. 132/2014, la sua emissione non è preclusa dal mancato esperimento del procedimento di negoziazione assistita nei casi in cui esso è previsto quale condizione di procedibilità della domanda. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 26 Novembre 2015.


Eccezione di improcedibilità della domanda palesemente infondata – Carattere dilatorio della stessa – Sua rilevanza ai fini dell’art. 642, comma 2, c.p.c come richiamato dall’art. 186 ter c.p.c. – Sussistenza.
La palese infondatezza della eccezione di improcedibilità della domanda, per mancato espletamento del procedura di negoziazione assistita, rivela un intento dilatorio della parte che l’ha sollevata ed è quindi sufficientemente indicativa della sussistenza del presupposto del grave pregiudizio nel ritardo di cui all’art. 642, comma 2, c.p.c. come richiamato dall’art. 186 ter, secondo comma, c.p.c.. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 26 Novembre 2015.


Abrogazione tacita degli artt. 633, n. 2 e 3 e 636 c.p.c. a seguito della entrata in vigore della c.d. riforma parametri.

Natura dei parametri introdotti dal d.m. 140/2012 – Criterio meramente orientativo, utile al giudice per adeguare la liquidazione alle caratteristiche del caso concreto – Necessità di una verifica da parte del giudice sull’effettiva esecuzione delle attività, giudiziali o stragiudiziali, asserite dal professionista.

Effetti abrogativi taciti della legge 27/2012 – Permanenza del potere di opinamento della parcella da parte dei consigli degli ordini professionali per i contratti di prestazione d’opera professionale conclusi a decorrere dal 25 gennaio 2012 – Esclusione.
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L’art. 9, comma 5, della l.27/2012 ha avuto una portata parzialmente abrogatrice dell’art. 2233, primo comma, c.c. atteso che non menziona gli usi e esclude implicitamente la necessità, per l’organo giurisdizionale che debba procedere alla liquidazione, di sentire l’associazione professionale cui si riferisce l’art. 2233 c.c.” (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)

Se, sotto il profilo normativo, può ritenersi tacitamente abrogata, ai sensi dell’art. 15 disp. preleggi la norma, di diritto sostanziale, che richiedeva il coinvolgimento dell’associazione professionale nella determinazione del compenso del professionista, la medesima sorte hanno avuto le disposizioni processuali che di quella costituivano una specifica applicazione (l’artt. 633, commi 1, nn. 2 e 3 e l’art. 636 c.p.c.) e tutte quelle che contemplavano il potere di opinamento delle associazioni professionali, perlomeno rispetto ai contratti di prestazione d’opera professionale conclusi dopo la data di entrata in vigore (25 gennaio 2012) di tale testo normativo e per i quali il credito del professionista vada determinato in base ai parametri introdotti dal d.m. 140/2012. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 25 Settembre 2013.