LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO V
Delle opposizioni
CAPO II
Delle opposizioni di terzi

Art. 619

Forma dell'opposizione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il terzo che pretende avere la proprietà o altro diritto reale sui beni pignorati può proporre opposizione con ricorso al giudice dell'esecuzione, prima che sia disposta la vendita o l'assegnazione dei beni.

II. Il giudice fissa con decreto l'udienza di comparizione delle parti davanti a sé e il termine perentorio per la notificazione del ricorso e del decreto.

III. Se all'udienza le parti raggiungono un accordo il giudice ne dà atto con ordinanza, adottando ogni altra decisione idonea ad assicurare, se del caso, la prosecuzione del processo esecutivo ovvero ad estinguere il processo, statuendo altresì in questo caso anche sulle spese; altrimenti il giudice provvede ai sensi dell'articolo 616 tenuto conto della competenza per valore (1).



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(1) Comma sostituito dalla l. 24 febbraio 2006, n. 52.

GIURISPRUDENZA

Espropriazione forzata – Opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c. – Iscrizione di ipoteca ex art. 77 D.P.R. n.603/1973 su beni segregati in trust – Legittimità – Atto di espropriazione forzata – Esclusione – Funzione di mera garanzia – Sussistenza.
L’iscrizione ipotecaria disciplinata dall’art. 77 del D.P.R. n.602 del 1973 non costituisce atto di espropriazione forzata, non essendo inserita nella sequenza procedimentale dell’esecuzione coattiva; in altri termini, non necessariamente l’espropriazione deve seguire all’iscrizione ipotecaria, essendo quest’ultima un atto riferito ad una procedura alternativa all’esecuzione forzata vera e propria (cfr. Cass. Sez. Un. 2014/19667).

Così ricondotta la iscrizione di ipoteca alla sua funzione di garanzia nessuna lesione dell’effetto segregativo conseguente alla istituzione del trust può da essa conseguire in quanto resta ferma, anche in caso di eventuale esecuzione, la opponibilità del trust secondo le norme ordinarie, ove ne sussistano i presupposti.

Va dunque respinta l’opposizione di terzo all’iscrizione ipotecaria promossa dal trustee al fine di far annullare l’iscrizione ipotecaria perfezionata ad istanza di Equitalia. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini, 19 Gennaio 2018.


Esecuzione forzata - Consegna o rilascio - Terzo detentore dell’immobile in forza di diritto personale di godimento - Mezzo di tutela esperibile - Opposizione all’esecuzione - Ammissibilità -  Separata azione di cognizione - Inammissibilità.
Nell'esecuzione forzata per rilascio intrapresa in forza di decreto di trasferimento, il terzo detentore dell'immobile in forza di un diritto personale di godimento è legittimato ed ad un tempo tenuto ad esperire opposizione all'esecuzione, sicché non è ammissibile una azione di cognizione per l'accertamento di tale diritto proposta fuori dal procedimento esecutivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Gennaio 2018, n. 1259.


Procedimento civile - Litisconsorte necessario pretermesso - Comproprietario - Rimedi - Opposizione di terzo - Opposizione all’esecuzione

Procedimento civile - Litisconsorte necessario pretermesso - Comproprietario - Giudicato - Efficacia - Tamquam non esset
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Il litisconsorte necessario pretermesso può contrastare il giudicato formale con l’opposizione di terzo, ex art. 404 c.p.c., ovvero, incidentalmente, con l’opposizione all’esecuzione del titolo giudiziale formato inter alios. (Giuseppe D’Elia) (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata)

Il giudicato formato nei confronti di alcuni soltanto dei litisconsorti necessari è tamquam non esset e, pertanto, improduttivo di effetti non solo nei confronti dei litisconsorti necessari pretermessi ma anche nei confronti delle parti dell’originario giudizio. (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 30 Maggio 2017.


Esecuzione forzata – Consegna o rilascio – Terzo titolare di un diritto incompatibile con quello del procedente – Mezzo di tutela azionabile – Individuazione.
Nell’esecuzione per consegna o rilascio, avviata in forza di sentenza resa “inter alios”, ove il terzo lamenti una lesione della sua situazione soggettiva che gli deriva non già da un errore sorto nel procedimento esecutivo, bensì direttamente dalla sentenza che ha accertato un diritto incompatibile con quello da lui vantato, egli non può proporre l’opposizione di terzo all’esecuzione, ai sensi dell’art. 619 c.p.c., ma deve invece impugnare il provvedimento stesso con l’opposizione di terzo ordinaria, ai sensi dell’art. 404, comma 1, c.p.c.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 20 Marzo 2017, n. 7041.


Esecuzione forzata – Opposizione di terzo – Natura personale – Terzo asserito proprietario “di fatto” – Legittimazione – Inclusione.
Legittimato all’opposizione di terzo, ex art. 619 c.p.c., non è solo il terzo che si affermi proprietario ovvero titolare di altro diritto reale, ma anche chi vanti una situazione giuridica soggettiva, benché non reale, purché destinata ad avere, in caso di accertamento positivo, prevalenza rispetto all’interesse del creditore procedente. (Giuseppe D'Elia) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 22 Settembre 2016.


Fallimento - Effetti sui beni del fallito - Domande di rivendica - Regime probatorio - Disciplina delle opposizioni di terzo all'esecuzione - Onere della prova - Prova per testimoni e per presunzioni - Limiti.
La dichiarazione di fallimento attua un pignoramento generale dei beni del fallito, con la conseguenza che le rivendiche dei beni inventariati proposte nei confronti del fallimento hanno la stessa natura e soggiacciono alla stessa disciplina delle opposizioni di terzo all'esecuzione, regolate per l'esecuzione individuale dagli artt. 619 c.p.c. e ss.; pertanto, il terzo che rivendichi la proprietà o altro diritto reale sui beni compresi nell'attivo fallimentare, deve dimostrare, con atto di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento, di avere acquistato in passato la proprietà del bene ed altresì che il bene stesso non era di proprietà del debitore per essere stato a lui affidato per un titolo diverso dalla proprietà o altro diritto reale, trovando applicazione l'art. 621 c.p.c., norma che esclude che il terzo opponente possa provare con testimoni (e quindi anche per presunzioni) il proprio diritto sui beni pignorati nell'azienda o nella casa del debitore, consentendo di fornire la prova tramite testimoni (o presunzioni) nel solo caso in cui l'esercizio del diritto stesso sia reso verosimile dalla professione o dal commercio esercitati dal terzo o dal debitore.
(Nel caso di specie, la Corte del merito aveva rilevato che, anche indipendentemente dal limite del valore, la prova testimoniale era inammissibile, in quanto le prove capitolate vertevano, in sostanza, sulla dimostrazione delle date in cui sarebbero stati sottoscritti i documenti invocati dalla parte, ossia sulla data delle richieste di locazione finanziaria e di consegna degli automezzi, oltre che sul titolo della consegna, in palese elusione dell'art. 2704 c.c., trattandosi di prova vertente direttamente sulla data della scrittura. La Corte territoriale ha pertanto condiviso la decisione del Tribunale di non dare corso alla prova testimoniale, posto che non solo gli elementi offerti dalla parte non erano univoci per consentire la deroga al divieto generale, ma che in ogni caso i capitoli come formulati si ponevano in contrasto totale con i principi indicati). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 07 Ottobre 2015.


Pubblico registro automobilistico - Regime pubblicitario - Efficacia dell'iscrizione - Natura consensuale del contratto di vendita di autoveicolo - Risultanze del registro - Valore di presunzione semplice.
L'efficacia dell'iscrizione del bene nel P.R.A. è preordinata al solo fine di regolare pretese contrastanti sullo stesso veicolo da parte di coloro che abbiano causa da uno stesso autore; al di fuori di tale ipotesi, considerata la natura consensuale del contratto di vendita di autoveicolo, e che quindi l'effetto traslativo della proprietà si realizza a seguito del mero consenso delle parti, ex art. 1376 c.c. le risultanze del pubblico registro hanno il valore di presunzione semplice, che può essere vinta con ogni mezzo di prova. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Ottobre 2015.


Espropriazione forzata - Opposizione di terzo all'esecuzione - Intento fraudolento posto a fondamento di domanda di revoca ex articolo 2901 c.c. proposta da altro creditore - Inefficacia.
In sede di opposizione di terzo all'esecuzione proposta dal proprietario dei beni erroneamente aggrediti, il creditore procedente non può far valere l'eventuale intento fraudolento posto a fondamento della domanda di revoca ex articolo 2901 c.c. proposta da altro creditore in altro giudizio, posto che la dichiarazione di inefficacia che consegue all'accoglimento della citata domanda ha efficacia soggettiva relativa, in quanto rende l'atto inefficace esclusivamente nei confronti del soggetto che ha vittoriosamente esperito l'azione revocatoria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 20 Agosto 2015.


Espropriazione forzata - Opposizione di terzi ex art. 619 c.p.c. - Iscrizione di ipoteca - Interesse ad agire - Esclusione.
L'iscrizione ipotecaria non può essere considerata quale mezzo preordinato all'espropriazione forzata; il fatto dell'iscrizione dell'ipoteca di per se stesso non giustifica un interesse ad agire con lo strumento dell'opposizione di cui all'articolo 619 c.p.c., interesse che può sorgere solo una volta che sia iniziata la vera è propria espropriazione forzata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 13 Maggio 2015.


Espropriazione forzata - Espropriazione immobiliare - Tutela del terzo illegittimamente coinvolto - Mancata opposizione ex art. 619 c.p.c. - Prevalenza del terzo rispetto all'eventuale aggiudicatario - Accertamento della responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. - Estraneità del reale proprietario non a conoscenza del processo esecutivo..
Il terzo illegittimamente coinvolto (di fatto) nell’esecuzione immobiliare è maggiormente tutelato rispetto al debitore esecutato, posto che, anche in caso di mancata proposizione dell’opposizione ex art. 619 c.p.c., il terzo proprietario è pur sempre destinato a prevalere rispetto all’eventuale aggiudicatario, destinato a subire l’evizione (cfr. art. 2921 c.c.), sicchè, ai fini del riscontro dell’eventuale responsabilità aggravata ex art. 96, comma 2 c.p.c., si impone un più rigoroso accertamento del profilo dell’eventuale danno collegato alla pendenza del processo esecutivo (di cui il reale proprietario del cespite pignorato è, il più delle volte, ignaro e nei cui confronti rimane, comunque, terzo estraneo). (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 28 Aprile 2011.


Esecuzione immobiliare – Pignoramento – Trascrizione di domanda giudiziale ex artt. 2652 n. 4 e 2932 c.c. – Espropriazione diretta contro il debitore – Opposizione all’esecuzione del terzo trascrivente – Sospensione dell’esecuzione. (31/08/2010).
Il terzo che ha trascritto la domanda di accertamento del proprio diritto di acquisto della proprietà sull’immobile prima che il creditore trascrivesse il pignoramento, ha diritto di fare opposizione di terzo all’esecuzione ex art. 619 c.p.c. e di chiedere la sospensione del processo esecutivo (e di ottenerla, se sussiste il fumus boni iuris) fino alla definitiva attribuzione del diritto di proprietà all’esito del giudizio di cognizione per cui era stata trascritta la domanda. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 23 Marzo 2010.


Esecuzione immobiliare – Pignoramento – Trascrizione di domanda giudiziale ex artt. 2652 n. 4 e 2932 c.c. – Espropriazione diretta contro il debitore – Opposizione all’esecuzione del terzo trascrivente – Sospensione dell’esecuzione. .
Il terzo, che ha trascritto la domanda di accertamento del proprio diritto di acquisto della proprietà sull’immobile prima che il creditore trascrivesse il pignoramento, ha diritto di fare opposizione di terzo all’esecuzione ex art. 619, codice procedura civile, e di chiedere la sospensione del processo esecutivo (e di ottenerla, se sussiste il fumus boni iuris), fino alla definitiva attribuzione del diritto di proprietà all’esito del giudizio di cognizione per cui era stata trascritta la domanda. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 23 Marzo 2009.


Esecuzione immobiliare – Pignoramento – Ipoteca – Trascrizione di domanda giudiziale ex art. 2652 n. 4 c.c. – Espropriazione diretta contro il debitore – Opposizione all’esecuzione del terzo trascrivente – Facoltà, non necessità – Sospensione dell’esecuzione – Configurabilità..
Il terzo che ha trascritto la domanda di accertamento del proprio diritto di proprietà sull’immobile dopo l’iscrizione di un’ipoteca sullo stesso bene, ma prima che il creditore ipotecario trascrivesse il pignoramento, ha diritto di fare opposizione di terzo all’esecuzione ex art. 619 c.p.c. e di chiedere la sospensione del processo esecutivo (e di ottenerla, se sussiste il fumus boni iuris) fino alla definitiva attribuzione del diritto di proprietà all’esito del giudizio di cognizione per cui era stata trascritta la domanda.
Peraltro, nell’opposizione all’esecuzione non è indispensabile la sospensione dell’esecuzione. Nell’inerzia del terzo, che non trascriva il suo titolo definitivo di acquisto (sentenza passata in giudicato), così ostacolando la prosecuzione della realizzazione forzata del credito ipotecario, può provvedervi il creditore ipotecario anteriore (intervenuto nel giudizio di cognizione), per conto proprio o in via surrogatoria del proprio debitore inattivo, ai sensi dell’art. 2900 c.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 19 Marzo 2009.


Pignoramento di immobile - Successivo acquisto da parte del terzo - Efficacia dell'atto verso il creditore procedente ed i creditori intervenuti nel processo esecutivo - Esclusione - Legittimazione del terzo a proporre opposizione agli atti esecutivi - Insussistenza - Fondamento.
Il terzo che, in pendenza dell'esecuzione forzata e dopo la trascrizione del pignoramento di immobile, abbia acquistato a titolo particolare il bene pignorato, soggiace alla disposizione di cui all'art. 2913 cod. civ., la quale - sancendo l'inefficacia verso il creditore procedente ed i creditori intervenuti delle alienazioni del bene pignorato successive al pignoramento - nega a tale terzo la possibilità di svolgere le attività processuali inerenti ad un suo subingresso nella qualità di soggetto passivo dell'esecuzione; benché lo stesso non è legittimato nemmeno a proporre opposizione agli atti esecutivi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 23 Gennaio 2009, n. 1703.


Opposizione di terzo all’esecuzione – Preliminare di vendita trascritto – Condizione sospensiva dell’estinzione di mutuo ipotecario sull’immobile – Risoluzione per inadempimento – Interesse ad agire del promissario acquirente – Insussistenza..
L’art. 619 cod. proc. civ. legittima a proporre l’opposizione solo il titolare di un diritto di proprietà o altro diritto reale. Tale facoltà non spetta pertanto al promissario acquirente di un immobile che abbia trascritto il preliminare ai sensi dell’art. 2645 bis cod. civ. qualora la promessa di vendita sia sottoposta alla condizione sospensiva dell’estinzione di un mutuo ipotecario sull’immobile e tale mutuo si sia risolto per mancato pagamento delle rate da parte del venditore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 28 Gennaio 2008.


Procedimento cautelare – Sequestro presso il terzo – Opposizione – Giudice competente..
Il giudice competente a decidere l’opposizione al sequestro conservativo presso terzi di somme di denaro (nella specie di somme su conto corrente bancario) è il giudice dell’esecuzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 19 Giugno 2007.


Fallimento - Organi preposti al fallimento - Tribunale fallimentare - Provvedimenti - Decisione dei reclami - Opposizione di terzo all'esecuzione - Proposizione al giudice delegato - Vendita di beni del fallito - Sospensione - Istanza - Rigetto - Relativo provvedimento del Tribunale fallimentare in sede di reclamo - Ricorribilità per cassazione - Ammissibilità - Esclusione.
Non è impugnabile per cassazione, ai sensi dell'art. 111, secondo comma Cost. il provvedimento ammesso dal tribunale fallimentare, ai sensi dell'art. 24 del R.D. 16 marzo 1942 n. 267, reclamo avverso il decreto con il quale il giudice delegato, investito dell'opposizione di terzo all'esecuzione, con riguardo ad una vendita di beni del fallito, rigetta l'istanza di sospensione della vendita, formulata nell'opposizione stessa e fissa l'udienza di comparizione delle parti per la trattazione della causa di opposizione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Ottobre 1992, n. 10974.


Divieto di esecuzioni individuali - Limiti - Pignoramento nei confronti di persona dichiarata fallita - Giudizio di opposizione di un terzo rivendicante la proprietà dei beni pignorati - Legittimazione passiva - Esclusivamente del curatore - Rilevabilità d'ufficio dell'inefficacia di esecuzioni individuali, ex art. 51 legge fallimentare - Esclusione.
In ipotesi di pignoramento nei confronti di persona dichiarata fallita, nel giudizio di opposizione di un terzo rivendicante, ai sensi dell'art. 619 cod. proc. civ., la proprietà dei beni pignorati, legittimato a far valere l'appartenenza di tali beni al fallimento è soltanto il curatore, e nella sua inerzia non è rilevabile d'ufficio l'inefficacia ex art. 51 della legge fallimentare di esecuzioni individuali su beni compresi nella massa fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Gennaio 1984, n. 546.