LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO V
Delle opposizioni
CAPO I
Delle opposizioni del debitore e del terzo assoggettato all'esecuzione
SEZIONE I
Delle opposizioni all'esecuzione

Art. 616

Provvedimenti sul giudizio di cognizione introdotto dall'opposizione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se competente per la causa è l'ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice dell'esecuzione questi fissa un termine perentorio per l'introduzione del giudizio di merito secondo le modalità previste in ragione della materia e del rito, previa iscrizione a ruolo, a cura della parte interessata, osservati i termini a comparire di cui all'articolo 163-bis, o altri se previsti, ridotti della metà; altrimenti rimette la causa dinanzi all'ufficio giudiziario competente assegnando un termine perentorio per la riassunzione della causa. [La causa è decisa con sentenza non impugnabile]. (1)



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(1) Periodo soppresso dall’art. 49, comma 2, della l. 18 giugno 2009, n. 69. In base all’art. 58 della citata legge, la modifica si applica anche ai giudizi pendenti in primo grado alla data del 4 luglio 2009 e ciò a differenza delle altre modifiche apportate dalla medesima legge che si applicano ai giudizi instaurati dopo tale data (art. 58, comma 2, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Vendita della cosa data in pegno - Opposizione del debitore - Natura - Conseguenze - Regime di impugnazione ex art. 616 c.p.c. ripristinato dall’art. 49 l. n. 69 del 2009 - Appellabilità della sentenza che conclude l’opposizione in primo grado - Ricorso per cassazione - Inammissibilità.
L'opposizione alla vendita della cosa data in pegno, prevista dall'art. 2797 c.c., ha la sostanziale natura di opposizione all'esecuzione, riconducibile all'art. 615 c. p.c., ed è perciò soggetta alle stesse regole processuali di quest'ultima, compresa quella dell'appellabilità della sentenza che la conclude in primo grado - ripristinata, per le sentenza pubblicate a partire dal 4 luglio 2009, dall'ulteriore riforma dell'art. 616 c.p.c., di cui all'art. 49 della l. n. 69 del 2009 -, con conseguente inammissibilità del ricorso per cassazione proposto direttamente avverso la sentenza di primo grado. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 02 Luglio 2018, n. 17268.


Esecuzione forzata - Obblighi di fare e di non fare - Procedimento esecutivo - Ordinanza ex art. 612 c.p.c. - Contenuto decisorio in ordine alla portata sostanziale del titolo esecutivo e all'ammissibilità dell'azione esecutiva - Illegittimità - Natura di sentenza - Esclusione - Rimedio esperibile - Introduzione del giudizio di merito ex art. 616 c.p.c..
In tema di esecuzione forzata per obblighi di fare o di non fare, l'ordinanza emessa ai sensi dell'art. 612 c.p.c., che abbia aggiunto ulteriori obblighi rispetto a quanto indicato nel titolo esecutivo ed assunto pertanto contenuto decisorio in ordine alla portata sostanziale del titolo esecutivo ed all'ammissibilità dell'azione esecutiva, non può considerarsi neppure quando abbia provveduto sulle spese giudiziali come una sentenza decisiva di un'opposizione all'esecuzione (e quindi impugnabile con i rimedi all'uopo previsti), consistendo essa nel provvedimento definitivo della fase sommaria di tale opposizione, sicché la parte interessata può tutelarsi introducendo il relativo giudizio di merito ex art. 616 c.p.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 09 Marzo 2018, n. 5642.


Esecuzione forzata - Obblighi di fare e di non fare - Procedimento esecutivo - Ordinanza ex art. 612 c.p.c. - Contenuto decisorio in ordine alla portata sostanziale del titolo esecutivo e all'ammissibilità dell'azione esecutiva - Illegittimità - Natura di sentenza - Esclusione- Rimedio esperibile - Introduzione del giudizio di merito ex art. 616 c.p.c..
In tema di esecuzione forzata per obblighi di fare o di non fare, l'ordinanza emessa ai sensi dell'art. 612 c.p.c., che abbia assunto contenuto decisorio in ordine alla portata sostanziale del titolo esecutivo ed all'ammissibilità dell'azione esecutiva, non può considerarsi ' neppure quando abbia provveduto sulle spese giudiziali ' come una sentenza decisiva di un'opposizione all'esecuzione (e quindi impugnabile con i rimedi all'uopo previsti), consistendo essa nel provvedimento definitivo della fase sommaria di tale opposizione, sicché la parte interessata può tutelarsi introducendo il relativo giudizio di merito ex art. 616 c.p.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 16 Febbraio 2018, n. 3888.


Processo esecutivo - Ordinanza del G.E. che risolva contesa tra le parti - Natura di sentenza - Esclusione.
L'ordinanza resa ai sensi dell'art. 612 c.p.c. che illegittimamente abbia risolto una contesa tra le parti, così esorbitando dal profilo funzionale proprio dell'istituto, non è mai considerabile come una sentenza in senso sostanziale, decisiva di un'opposizione ex art. 615 c.p.c., ma dà luogo, anche qualora contenga la liquidazione delle spese giudiziali, ad una decisione soltanto sommaria, in quanto da ritenersi conclusiva della fase sommaria di una opposizione all'esecuzione, rispetto alla quale la parte interessata può tutelarsi introducendo un giudizio di merito ex art. 616 c.p.c. (Sez. 3, Sentenza n. 15015 del 21/07/2016; Sez. 3, Sentenza n. 7402 del 23/03/2017).

Un tale provvedimento non può dunque acquisire mai natura sostanziale di sentenza e quindi non è in alcun caso appellabile.

[Nel caso di specie, la corte d'appello aveva ritenuto che l'ordinanza del giudice dell'esecuzione non fosse appellabile in quanto priva di carattere decisorio facendo applicazione dell'orientamento di legittimità più risalente, oramai definitivamente superato, in quanto, un tale provvedimento non può acquisire mai natura sostanziale di sentenza e quindi non è in alcun caso appellabile.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 31 Ottobre 2017, n. 25847.


Esecuzione forzata – Opposizioni – Opposizione all’esecuzione – Procedimento unico a struttura bifasica – Conseguenze in tema d'impugnazioni – Art. 327 c.p.c., come modificato dalla l.n. 69 del 2009 – Applicabilità ai giudizi instaurati successivamente alla sua entrata in vigore – Rilevanza della fase sommaria.
L’opposizione all’esecuzione, pur essendo distinta, dopo le modifiche introdotte dalla l.n. 52 del 2006, in due fasi, la prima sommaria e la seconda a cognizione piena, costituisce un unico procedimento, sicché, ai fini dell’applicazione del termine d’impugnazione di sei mesi, previsto dall’art. 327 c.p.c., nella nuova formulazione, ed utilizzabile per i giudizi instaurati dopo l’entrata in vigore della l.n. 69 del 2009, rileva il momento in cui è stata introdotta la fase sommaria, con il deposito del ricorso dinanzi al giudice dell’esecuzione. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la decisione impugnata, che aveva dichiarato inammissibile l’appello avverso una sentenza resa su una opposizione all’esecuzione, nel regime dell’impugnazione reintrodotto dalla l.n. 69 del 2009, con la modifica dell’art. 616 c.p.c., reputando, erroneamente, operante il regime della ricorribilità in Cassazione introdotto dalla l.n. 52 del 2006 con la precedente modifica dello stesso art. 616 c.p.c.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Aprile 2017, n. 9352.


Esecuzione forzata - Estinzione del processo - In genere - Art. 624, comma 3, c.p.c. nel testo introdotto dalla l. n. 69 del 2009 - Estinzione del processo esecutivo sospeso - Estinzione del giudizio di merito sull'opposizione - Riconducibilità.
L'estinzione del processo esecutivo sospeso ai sensi dell'art. 624, comma 3, c.p.c. (nella formulazione introdotta dalla l. n. 69 del 2009) si produce anche in caso di estinzione del giudizio di merito sull'opposizione, pur tempestivamente introdotto o riassunto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 20 Marzo 2017, n. 7043.


Opposizione a pignoramento - Struttura bifasica del procedimento - Ricorso al G.E. - Pendenza della lite - Affermazione - Proposizione della seconda fase "di merito" - Rilevanza ai fini della litispendenza - Esclusione.
Il giudizio di opposizione all'esecuzione, promosso ai sensi dell'art. 615, co. 2, c.p.c., deve ritenersi pendente sin dal momento in cui è stata introdotta la fase sommaria del procedimento, con il deposito del ricorso davanti al G.E. Pertanto è a tale momento che si deve aver riguardo onde determinare se il termine "lungo" di impugnazione della sentenza che chiude quel giudizio, ex art. 327 c.p.c., sia quello annuale ovvero quello semestrale dimidiato dalla L. 18.6.2009, n. 69. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 04 Maggio 2016, n. 8907.


Espropriazione forzata - Opposizione all'esecuzione - Procedimento camerale - Cognizione piena - Fase meramente eventuale rimessa alla scelta della parte.
La cognizione piena che dovrebbe seguire la fase camerale del giudizio di opposizione ex articolo 185 disp. att. c.p.c. è ora meramente eventuale (art. 616 c.p.c.), in quanto è rimesso alla parte di valutare se iscrivere o meno la causa a ruolo contenzioso e dar corso alla cognizione piena. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 19 Febbraio 2016.


Espropriazione forzata - Opposizione all'esecuzione - Procedimento camerale - Omessa iscrizione a ruolo della causa di opposizione - Definitività del provvedimento del giudice dell'esecuzione.
Il provvedimento del giudice dell'esecuzione che accordi o neghi la sospensione, indipendentemente dalla applicabilità dell'articolo 669-septies, commi 2 e 3, c.p.c., ha attitudine a definire la vicenda davanti a sé qualora non segua l'iscrizione a ruolo contenzioso della causa di opposizione nel termine perentorio di cui all'articolo 616 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 19 Febbraio 2016.


Sentenza – Regime di appellabilità – Sentenze in materia di opposizioni all’esecuzione – Chiarimenti.
Ai fini dell’individuazione del regime di impugnabilità di una sentenza, occorre avere riguardo alla legge processuale in vigore alla data della sua pubblicazione. Pertanto, le sentenze che abbiano deciso opposizioni all’esecuzione pubblicate prima del primo marzo 2006, restano esclusivamente appellabili; per quelle, invece, pubblicate successivamente a tale data, e fino al 4 luglio 2009, non è più ammissibile l’appello, in forza dell’ultimo periodo dell’art. 616 cod. proc. civ., introdotto dalla legge 24 febbraio 2006, n. 52, con la conseguenza dell’esclusiva ricorribilità per cassazione ai sensi dell’art. 111, settimo comma, Cost.; le sentenze, infine, in cui il giudizio di primo grado sia ancora pendente al 4 luglio 2009, e siano quindi pubblicate successivamente a tale data, tornano ad essere appellabili, essendo stato soppresso l’ultimo periodo dell’art. 616 cod. proc. civ., ai sensi dell’art. 49, secondo comma, della legge 18 giugno 2009, n. 69. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 03 Febbraio 2015, n. 1925.


Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Termine per il rilievo della decadenza – Prima udienza successiva in cui si procede all’incarico per la stima del bene.

Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Opposizione alla esecuzione – Con istanza di estinzione – Provvedimenti.
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L’eccezione o il rilievo d’ufficio di estinzione, conseguenti al mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, non possono essere né proposta né effettuato ex art. 630 c.p.c. oltre la prima udienza successiva al verificarsi della stessa, vale a dire quella della nomina del ctu per la stima del bene immobile, ex art. 569 c.p.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

Proposta, a seguito del mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, con la opposizione all’esecuzione l’istanza di estinzione del processo, il G.E. deve sia emettere i provvedimenti ex artt. 616/624 c.p.c., sia pronunciare sull’estinzione, che è materia comunque regolata dall’art. 630 c.p.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 11 Maggio 2012.


Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Opposizione alla esecuzione – Con istanza di estinzione – Provvedimenti..
Proposta, a seguito del mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, con la opposizione all’esecuzione l’istanza di estinzione del processo, il G.E. deve sia emettere i provvedimenti ex artt. 616/624 c.p.c., sia pronunciare sull’estinzione, che è materia comunque regolata dall’art. 630 c.p.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 11 Maggio 2012.