LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO III
Dell'esecuzione per consegna o rilascio

Art. 608

Modo del rilascio
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. L'esecuzione inizia con la notifica dell'avviso con il quale l'ufficiale giudiziario comunica almeno dieci giorni prima alla parte, che è tenuta a rilasciare l'immobile, il giorno e l'ora in cui procederà (1).

II. Nel giorno e nell'ora stabiliti, l'ufficiale giudiziario, munito del titolo esecutivo e del precetto, si reca sul luogo dell'esecuzione e, facendo uso, quando occorre, dei poteri a lui consentiti dall'articolo 513, immette la parte istante o una persona da lei designata nel possesso dell'immobile, del quale le consegna le chiavi, ingiungendo agli eventuali detentori di riconoscere il nuovo possessore.



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(1) Comma sostituito, in sede di conversione, dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv. con modif., in l. 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dall'art. 1, comma 3, lett. o) l. 28 dicembre 2005, n. 263, con effetto dal con effetto dal 1 marzo 2006.

GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata - Consegna o rilascio - Rilascio - Opposizione all’esecuzione - Rigetto dell’istanza di sospensione - Conclusione della procedura con rilascio dell'immobile - Cessazione della materia del contendere nel giudizio di opposizione - Esclusione - Fondamento -  Conseguenze.
In tema di esecuzione forzata per rilascio, la conclusione della procedura mediante il rilascio dell’immobile da parte dell’esecutato, anche se avvenuto spontaneamente, ma non in base ad un accordo tra le parti, bensì al solo scopo di evitare l’esecuzione coattiva, non determina la cessazione della materia del contendere nel giudizio di opposizione all’esecuzione pendente, il cui accoglimento, al contrario, comporta la caducazione degli atti esecutivi e fa sorgere il diritto dell’esecutato a rientrare nella disponibilità del bene del quale sia stato illegittimamente spossessato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 Settembre 2017, n. 20924.


Locazione - Esecuzione forzata - Rilascio bene immobile - Adempimento dell'obbligazione di riconsegna a carico del conduttore.
L'obbligazione di restituzione resta inadempiuta ogniqualvolta il locatore non riacquisti la completa disponibilità dell'immobile locato, in modo da farne uso secondo la sua destinazione. Con la conseguenza che, anche ove il locatore torni formalmente in possesso dell'immobile (coattivamente ai sensi dell'art. 608 cod. proc. civ. od anche spontaneamente mediante consegna delle chiavi da parte del conduttore), ma questo risulti inutilizzabile perché ancora occupato da cose del conduttore, la norma di riferimento continua ad essere quella dell'art. 1591 cod. civ. Vanno, infatti, tenuti distinti i termini e gli effetti dell'esecuzione forzata per rilascio e l'adempimento dell'obbligazione di restituzione dell'immobile locato. Questo adempimento per impedire la mora e le conseguenze dell'art. 1591 cod. civ. deve essere esatto e quindi, qualora si tratti di locazione di immobile, deve consistere nel rilascio dell'immobile libero e sgombro da beni che non debbano essere consegnati al locatore, in modo che questi rientri nella piena ed effettiva disponibilità dell'immobile. (Gregorio Troilo) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 04 Aprile 2017, n. 8675.


Concordato preventivo con riserva – Procedure esecutive e cautelari – Nozione di “patrimonio del debitore” – Leasing immobiliare – Esecuzione per rilascio – Improcedibilità.
E’ improcedibile l’esecuzione per rilascio dell’immobile concesso in leasing dal creditore procedente all’utilizzatore che abbia fatto domanda di concordato preventivo ex art. 161, comma 6, L.F., perché la nozione di “patrimonio del debitore” ex art. 168 L.F. va intesa alla stregua di tutti i beni comunque organizzati in funzione dell’esercizio dell’impresa, cioè di tutte le situazioni giuridiche attive e passive facenti capo a un soggetto, comprese le aspettative e i diritti di obbligazione. (Nicola Traverso) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Agosto 2015.


Concordato preventivo – Nozione di “patrimonio del debitore” – Leasing immobiliare – Esecuzione per rilascio – Divieto di azioni esecutive e cautelari – Applicabilità.
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive contro il debitore che abbia depositato domanda di concordato preventivo vale anche per l’esecuzione per rilascio di immobile concesso in leasing, perché l’art. 168 L.F. non prevede distinzioni in ordine al tipo ed all’oggetto dell’azione esecutiva instaurata, quindi ogni azione esecutiva è idonea ad incidere sul patrimonio del debitore che insta per il concordato. (Nicola Traverso) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Luglio 2015.


Espropriazione forzata - Opponibilità all'aggiudicatario del contratto di affitto agrario ultra novennale - Rinnovazione tacita - Autorizzazione del giudice dell'esecuzione - Necessità.

Azione di spoglio - Spoglio attuato a mezzo di ufficiale giudiziario - Condizioni - Onere della prova.
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Il contratto di affitto agrario ultra novennale è opponibile all'aggiudicatario d'asta solo se recante data certa anteriore al pignoramento e, qualora non sia stato trascritto, solo nei limiti di un novennio dall'inizio della locazione. Né è possibile giovarsi, ai fini della opponibilità del titolo di detenzione, della rinnovazione tacita del contratto comunicata unilateralmente alla Agenzia delle entrate, in quanto la rinnovazione tacita della locazione integra un nuovo negozio giuridico bilaterale, che quando ha ad oggetto l'immobile pignorato deve essere autorizzata dal giudice dell'esecuzione ai sensi dell'articolo 560 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Perché ricorra l'ipotesi di spoglio attuato a mezzo di ufficiale giudiziario, sono necessarie due condizioni: i) che il titolo in forza del quale si procede non abbia efficacia contro il possessore; ii) che l'intervento dell'ufficiale giudiziario sia stato dolosamente provocato da colui che ha richiesto l'esecuzione, vale a dire che l'istante, conscio dell'arbitrarietà della sua richiesta, abbia in mala fede sollecitato l'intervento dell'ufficiale giudiziario, con la precisazione che, stante la presunzione di legittimità dell'attività dell'ufficiale giudiziario, l'onere della prova dell'arbitrarietà della condotta incombe su colui che invoca la tutela possessoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Brindisi, 14 Gennaio 2014.


Obbligo di tollerare - Esecuzione - Modalità - Attuazione degli obblighi di fare ex articolo 612 c.p.c. - Esclusione - Obblighi di rilascio ex articolo 608 c.p.c...
L’esecuzione dell’obbligo di “tollerare” da parte del debitore (nella specie l’accesso altrui sul proprio fondo per un periodo di tempo determinato) non può avvenire nelle forme previste dall’art. 612 c.p.c. (dettato per l’attuazione degli obblighi di fare fungibili e degli obblighi di distruzione), ma semmai secondo il diverso procedimento di cui agli artt. 608 e ss. c.p.c. (previsto per gli obblighi di rilascio). (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 13 Aprile 2011.