LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO IV
Dell'espropriazione immobiliare
SEZIONE III
Della vendita e dell'assegnazione
PARAGRAFO 3-bis
Delega delle operazioni di vendita

Art. 591-ter

Ricorso al giudice dell'esecuzione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Quando, nel corso delle operazioni di vendita, insorgono difficoltà, il professionista delegato può rivolgersi al giudice dell'esecuzione, il quale provvede con decreto. Le parti e gli interessati possono proporre reclamo avverso il predetto decreto nonché avverso gli atti del professionista delegato con ricorso allo stesso giudice, il quale provvede con ordinanza; il ricorso non sospende le operazioni di vendita salvo che il giudice, concorrendo gravi motivi, disponga la sospensione. Contro il provvedimento del giudice e' ammesso il reclamo ai sensi dell'articolo 669-terdecies. (1)



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(1) Periodo sostituito dall'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 in sede di conversione dalla L. 6 agosto 2015 n. 132. Le modifiche si applicano dalla data del 21 agosto 2015 di entrata in vigore della citata legge di conversione.

GIURISPRUDENZA

Esecuzione immobiliare – Delega delle operazioni di vendita – Reclamo avverso gli atti del delegato – Reclamo al collegio avverso gli atti pronunciati dal Giudice dell’esecuzione – Provvedimento privo di natura decisoria e di definitività – Inammissibilità del ricorso straordinario avverso provvedimento di reclamo ex art. 591 ter c.p.c..
(a) tutti gli atti del professionista delegato sono reclamabili dinanzi al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 591 ter c.p.c.;
(b) gli atti coi quali il giudice dell'esecuzione dia istruzioni al professionista delegato o decida sul reclamo avverso gli atti di questi hanno contenuto meramente ordinatorio e non vincolano il giudice dell'esecuzione nell'adozione dei successivi provvedimenti della procedura;
(c) il reclamo al collegio avverso gli atti suddetti del giudice dell'esecuzione mette capo ad un provvedimento che non ha natura decisoria e non è suscettibile di passare in giudicato;
(d) eventuali nullità verificatesi nel corso delle operazioni delegate al professionista, e non rilevate nel procedimento di reclamo ex art. 591 ter c.p.c., potranno essere fatte valere impugnando ai sensi dell'art. 617 c.p.c. il primo provvedimento successivo adottato dal giudice dell'esecuzione. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 09 Maggio 2019, n. 12238.


Provvedimenti pronunciati dal giudice dell'esecuzione ai sensi dell’art. 591 ter c.p.c. - Ordinanza collegiale pronunciata all’esito del reclamo - Natura decisoria - Esclusione - Inammissibilità del ricorso ordinario e straordinario per cassazione.
L'ordinanza collegiale pronunciata all'esito del reclamo ai sensi dell'art. 591 ter c.p.c. avverso gli atti pronunciati dal giudice dell'esecuzione nel corso delle operazioni di vendita per espropriazione di immobili delegate al professionista ex art. 591 bis c.p.c., non ha natura né decisoria, nè definitiva e, come tale, non è suscettibile di passare in giudicato, sicchè non è impugnabile con ricorso per cassazione, né ordinario, né straordinario ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 09 Maggio 2019, n. 12238.


Atti del professionista delegato - Reclamabilità ex art. 591 ter c.p.c.

Inefficacia dell'offerta per inosservanza delle condizioni di vendita - Necessaria chiarezza e convergenza delle fonti che disciplinano le operazioni di vendita

Carenza dei dati catastali dell'immobile per la cui vendita viene presentata l'offerta - Integrazione per relationem - Ammissibilità - Raggiungimento dello scopo

Unicità dell'offerta inferiore al prezzo base - Applicabilità dell'art. 572 c. 3 c.p.c.
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Le parti e gli interessati, ivi compreso il debitore, possono proporre reclamo ex art. 591 ter c.p.c., oltre che avverso il decreto con cui il G.E. provvede sulla richiesta formale del professionista delegato, anche avverso gli atti di quest'ultimo con ricorso allo stesso Giudice.

Nell'esecuzione per espropriazione immobiliare, quando sia disposta la vendita senza incanto, è inefficace l'offerta presentata con modalità difformi da quelle stabilite nell'ordinanza che dispone la vendita, a nulla rilevando che la difformità riguardi prescrizioni dell'ordinanza di vendita stabilite dal giudice di sua iniziativa, ed in assenza di una previsione di legge in tal senso. Per questa via, è dunque consentito escludere offerte che siano carenti di altri requisiti (rispetto a quelli individuati dal legislatore) richiesti a pena di inefficacia dall'ordinanza di delega o dall'avviso del delegato o dalle condizioni generali di vendita. Occorre, però, che le disposizioni contenute nei citati atti siano uniformi, convergenti, univoche, chiare, non contraddittorie. Infatti, il subprocedimento di vendita è scandito da condizioni di forma, sostanza e tempo che devono essere conoscibili e chiare sin dall'avvio.

Nell'offerta è consentito indicare taluni dati catastali dell'immobile per cui si presenta l'offerta, aggiungendo un espresso e consentito richiamo a quanto meglio descritto nell'ordinanza/avviso di vendita, così integrando per relationem eventuali dati mancanti. Eventuali carenze sono altresì sanate se lo scopo dell'offerta sia stato raggiunto, quando il soggetto ha manifestato l'univoca intenzione di acquistare proprio quel bene posto in vendita. Non è esatto sostenere che, riammettendo l'offerente che ha indicato dati incompleti, ma idonei ad individuare l'immobile per cui si presenta l'offerta, qualora questi si rendesse aggiudicatario, vi sarebbero problemi al trasferimento della proprietà: infatti non si vende ciò che è indicato nell'offerta ma ciò che è indicato nell'ordinanza di vendita. L'art. 586 prevede che il G.E. pronunci il decreto di trasferimento “ripetendo la descrizione contenuta nell'ordinanza che dispone la vendita”.

Qualora l'unica offerta ammessa sia inferiore al prezzo base di vendita del bene subastato in misura non superiore ad un quarto e, comunque, risulti conforme all' offerta minima indicata nell'ordinanza di vendita, il Giudice procede all'aggiudicazione salvo che non ricorrano due diverse condizioni (art. 572 c. 3 c.p.c.), ciascuna delle quali è idonea ad impedire l'aggiudicazione:
-    la proposizione di una o più istanze di assegnazione del bene da parte di un creditore;
-    la valutazione da parte dello stesso Giudice che vi sia il fondato motivo di ritenere che, con una nuova vendita, sarebbe possibile conseguire un prezzo superiore, ad esempio valorizzando la circostanza che una o più offerte sono state dichiarate inefficaci e che per questo vi è fondato motivo di ritenere che un rinvio della vendita, da tenersi alle stesse condizioni, potrebbe garantire lo svolgimento di una gara tra gli interessati. (Luca Troiani) (riproduzione riservata)
Tribunale Ascoli Piceno, 17 Gennaio 2019.


Atti del professionista delegato – Contestazione – Opposizione all’esecuzione/agli atti – Inammissibilità – Ricorso ai sensi dell’art. 591 ter c.p.c.

Pignoramento immobiliare – Impianto fotovoltaico realizzato dal superficiario sul bene pignorato – Ipoteca anteriore alla costituzione del diritto di superficie – Estensione del pignoramento ai sensi degli artt. 2812 e 2858 c.c.

Procedura esecutiva – Opposizione all’esecuzione – Istanza di sospensione – Natura sommaria del procedimento – Ordinanza di accoglimento o di rigetto – Statuizione in ordine alle spese processuali – Non definitività – Riesame – Eventuale giudizio di merito
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E’ inammissibile l’istanza al giudice dell’esecuzione, formulata con atto di opposizione ex art. 615 II co., c.p.c., volta a far dichiarare l’illegittimità di un atto del professionista delegato, poiché tale istanza va formulata nelle forme previste dall’art. 591 ter c.p.c. (nella specie, l’opposizione era stata proposta al fine di far dichiarare l’illegittimità della richiesta del professionista delegato al gestore del servizio elettrico di acquisire, a far data dal pignoramento, le somme rinvenienti dalla produzione di energia dell’impianto fotovoltaico). (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

L’impianto fotovoltaico realizzato dal titolare del diritto di superficie avente ad oggetto il lastrico solare dell’opificio pignorato – e oggetto di iscrizione ipotecaria anteriore alla costituzione del diritto reale minore - è anch’esso oggetto di espropriazione in virtù del disposto degli art. 2812 e 2858 c.c. Inoltre, la circostanza che l’impianto non risulti stabilmente ancorato al lastrico solare mediante sistemi di fissaggio non è sufficiente a farlo qualificare come bene mobile, secondo quanto previsto dalla Circolare del 19/12/2013 n. 36 dell’Agenzia delle Entrate ed in conformità con quanto stabilito con univoco orientamento della giurisprudenza di legittimità. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

Il provvedimento di accoglimento o di rigetto con il quale si chiude la fase sommaria dell’opposizione (tanto all’esecuzione, quanto agli atti esecutivi), pur se privo di definitività, deve contenere la statuizione relativa alle spese processuali, che può essere riesaminata nell’eventuale giudizio di merito. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 18 Settembre 2017.


Espropriazione forzata - Delega delle operazioni ad un professionista - Impugnazione diretta degli atti del professionista - Esclusione.
Questo giudice non ignora che, per giurisprudenza consolidata, il rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi di cui all'art. 617 c.p.c. è esperibile esclusivamente nei confronti di atti riferibili al giudice dell'esecuzione, il quale è l'unico titolare del potere di impulso e controllo del processo esecutivo; pertanto, ove tale giudice abbia delegato ad un notaio lo svolgimento delle operazioni, gli atti assunti dal professionista possono essere sottoposti al controllo del giudice dell'esecuzione nelle forme desumibili dalla disciplina del procedimento esecutivo azionato, ma non possono essere impugnati direttamente con l'opposizione agli atti esecutivi (in questi termini Cass. 8868/2011, per medesime considerazioni Cass. ord. 20 gennaio 2011 n. 1335). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 05 Maggio 2016.


Espropriazione forzata - Vendite delegate professionisti - Impugnazione degli atti del processo esecutivo - Termine e decorrenza - Esaurimento del sub-procedimento gestito dal professionista - Compimento del primo atto adottato dal giudice dell'esecuzione successivamente a quello viziato.
Quando si tratta di vendite delegate a professionisti, il principio generale dell'onere dell'impugnazione degli atti del processo esecutivo immobiliare entro il termine decorrente dall'esaurimento della fase, ovvero del sub-procedimento nel quale si inserisce l'atto impugnato (sulla strutturazione del processo esecutivo, soprattutto immobiliare, come serie di sub-procedimenti, ciascuno dei quali consistente in autonoma serie di atti ordinati a distinti provvedimenti successivi, la giurisprudenza è costante: tra le ultime, v. Cass. 29 settembre 2009 n. 20814), va temperato nel senso che il termine stesso decorre dal compimento (o dalla legale conoscenza) del primo atto adottato dal giudice dell'esecuzione successivamente a quello viziato (in questi termini Cass. 8868/2011) (nel caso di specie dal decreto di trasferimento). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 05 Maggio 2016.


Divisione - Divisione giudiziale - Operazioni - Vendita - Di immobili - Giudizio di scioglimento di comunione - Operazioni di vendita di immobili non divisibili - Atti del giudice istruttore - Rimedi esperibili - Opposizione agli atti esecutivi - Configurabilità - Conseguenze - Denunzia di vizi del decreto di trasferimento per precedente mancato accoglimento di richiesta di attribuzione dei beni - Inammissibilità.
In tema di scioglimento della comunione, gli atti del giudice istruttore relativi al procedimento di vendita sono soggetti al rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi di cui agli artt. 617 e 618 cod. proc. civ., dovendo escludersi l'esperibilità di un'autonoma azione di nullità avverso il decreto di trasferimento conclusivo del procedimento di vendita. Invero, la finalità del procedimento di vendita dei beni immobili non è diversa nel giudizio divisorio o nel procedimento esecutivo e le scelte legislative degli ultimi lustri, con l'esplicito rinvio, contenuto nell'art. 788 cod. proc. civ., a norme del processo esecutivo, sono la manifestazione di un richiamo ad esse che va inteso come sistematico; sicché non avrebbe senso scandire il procedimento di vendita con i passi del processo esecutivo e sovrapporgli un apparato rimediale del tutto diverso, privo di quell'efficacia e di quella celerità che deriva sia dalla tipologia delle opposizioni, sia dal meccanismo della sanatoria processuale. (Nella specie il tribunale, sebbene fosse ancora pendente controversia sulla richiesta di attribuzione del bene da parte di alcuni condividenti, aveva accolto l'opposizione al decreto di trasferimento, ritenendo sussistente il diritto all'attribuzione. La S.C., rilevato che tra i motivi di opposizione occorreva distinguere quelli relativi a vizi formali, soggetti alla disciplina di cui all'art. 617 cod. proc. civ., dal vizio, relativo alla questione ancora "sub judice", ravvisato dal tribunale, ha cassato la pronuncia che annullava il decreto di trasferimento e ha rimesso gli atti al tribunale per riesame dell'opposizione alla luce del principio enunciato). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 29 Luglio 2013.