LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO IV
Dell'espropriazione immobiliare
SEZIONE I
Del pignoramento

Art. 559

Custodia dei beni pignorati
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Col pignoramento il debitore è costituito custode dei beni pignorati e di tutti gli accessori, compresi le pertinenze e i frutti, senza diritto a compenso.

II. Su istanza del creditore pignorante o di un creditore intervenuto, il giudice dell'esecuzione, sentito il debitore, può nominare custode una persona diversa dallo stesso debitore. Il giudice provvede a nominare una persona diversa quando l'immobile non sia occupato dal debitore (1).

III. Il giudice provvede alla sostituzione del custode in caso di inosservanza degli obblighi su di lui incombenti (2).

IV. Il giudice, se custode dei beni pignorati è il debitore e salvo che per la particolare natura degli stessi ritenga che la sostituzione non abbia utilità, dispone, al momento in cui pronuncia l'ordinanza con cui è autorizzata la vendita o disposta la delega delle relative operazioni, che custode dei beni medesimi sia la persona incaricata delle dette operazioni o l'istituto di cui al primo comma dell'articolo 534 (2).

V. Qualora tale istituto non sia disponibile o debba essere sostituito, è nominato custode altro soggetto (2).

VI. I provvedimenti di cui ai commi che precedono sono pronunciati con ordinanza non impugnabile (3).



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(1) Periodo aggiunto, in sede di conversione, dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv., con modif., in l. 14 maggio 2005, n. 80, con effetto dal 1 marzo 2006.
(2) Comma aggiunto, in sede di conversione, dal d.l. n. 35, cit., con effetto dal 1 marzo 2006.
(3) Comma aggiunto, in sede di conversione, dal d.l. n. 35, cit., come modificato dall'art. 13 lett. h) l. 28 dicembre 2005, n. 263, cit., con effetto dal 1 marzo 2006.

GIURISPRUDENZA

Esecuzione immobiliare – Custode Giudiziario nominato ai sensi dell’art. 559 c.p.c. – Poteri – Responsabilità – Subingresso nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche di diritto pubblico, dell’esecutato – Esclusione – Adozione di ordinanza dirigenziale da parte dell’amministrazione comunale direttamente nei confronti del custode – Illegittimità

Esecuzione immobiliare – Adozione di ordinanza dirigenziale impositiva di un facere al custode giudiziario – Illegittimità – Onere di impugnativa – Sussistenza
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E’ illegittima l’ordinanza dirigenziale emessa da un comune a carico del custode giudiziario nominato ai sensi dell’art. 559, comma quarto, c.p.c. art. 559 c.p.c. che lo diffidi ad eseguire opere di conservazione e/o messa in sicurezza del bene pignorato, non subentrando il custode nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche di diritto di pubblico, facenti capo alla persona fisica o giuridica assoggettata all’espropriazione, ma assolvendo la sua figura a funzioni prettamente agevolative della liquidazione dell’immobile pignorato. (Matteo Tassi) (Girolamo Venturella) (riproduzione riservata)

L’ordinanza dirigenziale impositiva di un facere, sotto comminatoria di sanzioni, diretta al custode giudiziario nominato ai sensi dell’art. 559 c.p.c. deve ritenersi illegittima. Il custode è perciò tenuto a richiederne l’immediata revoca, in via di autotutela, assegnando a tal fine un congruo termine all’amministrazione comunale, decorso il quale il custode dovrà senz’altro impugnare siffatta ordinanza dinanzi al competente Tribunale Amministrativo Regionale. (Matteo Tassi) (Girolamo Venturella) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 18 Ottobre 2017.


Pignoramento immobiliare – Nomina di custode giudiziario – Obbligo di dichiarare i canoni di locazione anche se non percepiti.
Il pignoramento dell’immobile e la nomina del custode giudiziario non esonerano il proprietario dal dichiarare i canoni di locazione anche se non percepiti (art. 26 d.P.R. 917/1986), ferma restando la possibilità per il debitore pignorato di far valere la responsabilità del custode per il mancato adempimento delle obbligazioni che la legge gli impone. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Lombardia, 31 Maggio 2017.


Processo di esecuzione - Pignoramento di autoveicoli - Mancata consegna all'IVG - Conseguenze.
Quando il debitore esecutato, custode ex art. 521 bis c.p.c., non ottemperi ai suoi obblighi non consegnando gli autoveicoli pignorati al locale Istituto di vendite giudiziarie il giudice può: a) comminargli ex art. 67, comma 1, c.p.c. una pena pecuniaria da euro 250,00 fino a euro 500,00 (fatta salva la sua responsabilità penale e la possibilità che egli sia chiamato a rispondere del risarcimento dei danni provocati al procedente)‎; b) disporre la sostituzione del custode ai sensi dell’art. 521, comma 5, c.p.c.; c) affidare all’I.V.G. l’incarico di stimare i beni pignorati, riservandosi in merito alla fissazione di udienza per la successiva vendita. Tribunale Mantova, 13 Ottobre 2015.


Esecuzione immobiliare – Spese di conservazione dell’immobile – Necessità di anticipazione da parte del creditore procedente o dei creditori interventuti – Omessa anticipazione – Conseguenze – Estinzione della procedura esecutiva.
Nel corso dell’esecuzione immobiliare, qualora il creditore procedente e i creditori intervenuti non anticipino le somme necessarie per spese indispensabili per la conservazione dell’immobile in custodia oggetto di esecuzione, anticipazione doverosa ai sensi dell’art. 8 DPR 30 maggio 2002, n. 115, deve essere dichiarata l’estinzione della procedura e la cancellazione del pignoramento. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 29 Maggio 2014.


Pignoramento di bene immobile - Detenzione in base a titolo non opponibile alla procedura - Azione per il risarcimento dei danni da ritardata consegna - Titolarità in capo al custode giudiziario..
Nell’ipotesi di detenzione di un immobile pignorato in forza di titolo non opponibile alla procedura esecutiva, ai sensi dell'articolo 2913 c.c., (nella specie preliminare di vendita successivo alla trascrizione del pignoramento del bene), è configurabile, in favore del custode giudiziario autorizzato ad agire in giudizio - quale organo pubblico della procedura esecutiva, ausiliare del giudice - un danno risarcibile, che deriva dall’impossibilità di proficua utilizzazione del bene pignorato e dalla difficoltà che lo stesso sia venduto quanto prima al suo valore di mercato; risarcimento sul quale si estende il pignoramento, quale frutto, ex articolo 2912 c.c.. Cassazione civile, sez. III, 16 Gennaio 2013, n. 924.


Esecuzione forzata – Procedimenti inerenti la liberazione degli immobili pignorati – Legittimazione del custode giudiziario.

Locazione di cose – Vendita giudiziale in sede esecutiva – Inopponibilità delle locazioni “a canone vile” ex art. 2923, terzo comma, c.c..
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Il custode dell’immobile pignorato designato dal giudice dell’esecuzione, quale titolare del potere di amministrazione del bene sottoposto a pignoramento, è legittimato a proporre tutte le azioni necessarie per la conservazione del bene, compresa la legittimazione a proporre domanda di rilascio dell’immobile pignorato contro l’occupante senza titolo. (Stefania Iotti) (riproduzione riservata)

In caso di trasferimento coattivo conseguente ad espropriazione forzata della cosa locata la regola generale, di cui all’art. 2923, primo comma, c.c., dell’opponibilità all’acquirente delle locazioni aventi data certa anteriore al pignoramento trova il proprio limite nella “collusione tra locatore-esecutato e conduttore”, in ragione del quale il legislatore ha previsto una norma di salvaguardia, l’art. 2923, terzo comma, c.c. per il quale sono inopponibili le locazioni nelle quali il corrispettivo pattuito sia inferiore di un terzo al giusto prezzo o a quello risultante da precedenti locazioni. (Stefania Iotti) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 12 Settembre 2012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - In genere - Espropriazione forzata su beni del fallito iniziata prima del fallimento - Dichiarazione di fallimento - Conseguenze - Sostituzione automatica del curatore al creditore istante - Sussistenza - Aggiudicazione dei beni a terzi - Danni da custodia - Responsabilità della massa - Sussistenza - Conseguenze.
Nell'ipotesi in cui, prima della dichiarazione di fallimento, sia stata iniziata da un creditore l'espropriazione di immobili del fallito, a norma dell'art. 107 legge fall., il curatore si sostituisce al creditore istante, e tale sostituzione opera di diritto, senza che sia necessario un intervento da parte del curatore o un provvedimento di sostituzione da parte del giudice dell'esecuzione e, se non sia stato nominato un custode diverso dal debitore, anche la custodia dei beni pignorati si trasferisce immediatamente in capo al curatore, ex artt. 42 legge fall. e 559 cod. proc. civ. Ne consegue che, in caso di danni subiti da un immobile acquistato all'incanto in sede di esecuzione individuale e rimasto privo di custodia tra l'aggiudicazione e la consegna, della relativa obbligazione risarcitoria risponde la massa, dovendosi pertanto ammettere il relativo credito, ove insinuato al passivo, tra quelli prededucibili ex art. 111 n. 1 legge fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Maggio 2009, n. 10599.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo tra creditori privilegiati, ipotecari e pignoratizi - Prelazione del creditore ipotecario ammesso al passivo - Estensione automatica ai frutti civili dello immobile ipotecato - Interessi maturati su detti frutti e sulla somma realizzata dalla vendita - Inclusione.
La prelazione del creditore ipotecario, ritualmente ammesso al passivo fallimentare, si estende automaticamente, e, quindi, anche in difetto di un'espressa istanza in tal senso del creditore medesimo, ai frutti civili prodotti dall'immobile ipotecato dopo la dichiarazione di fallimento (nella specie, canoni di locazione), agli interessi eventualmente maturati su detti frutti, agli interessi maturati sulla somma realizzata dalla vendita del bene. Tale principio, il quale, nell'esecuzione individuale, e evincibile dal combinato disposto dagli artt 2808, 2811, 2812 cod civ, 509, 558, 559 e 594 cod proc civ, deve infatti ritenersi operante, in difetto di contraria previsione, anche nell'ambito dell'esecuzione concorsuale, in quanto non incompatibile con le norme ed i caratteri peculiari della stessa. (massima ufficiale)

 

Cassazione civile, sez. I, 15 Maggio 1978, n. 2355.