LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO III
Dell'espropriazione presso terzi
SEZIONE II
Dell'assegnazione e della vendita

Art. 553

Assegnazione e vendita di crediti
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se il terzo si dichiara o è dichiarato debitore di somme esigibili immediatamente o in termine non maggiore di novanta giorni, il giudice dell'esecuzione le assegna in pagamento, salvo esazione, ai creditori concorrenti.

II. Se le somme dovute dal terzo sono esigibili in termine maggiore, o si tratta di censi o di rendite perpetue o temporanee, e i creditori non ne chiedono d'accordo l'assegnazione, si applicano le regole richiamate nell'articolo precedente per la vendita di cose mobili.

III. Il valore delle rendite perpetue e dei censi, quando sono assegnati ai creditori, deve essere ragguagliato in ragione di 0,052 euro di capitale per 0,00258 euro di rendita.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata - Mobiliare - Presso terzi - In genere - Ordinanza emessa ai sensi dell'art. 553 c.p.c. - Natura - Titolo esecutivo nei confronti del terzo - Possibilità di notifica contestualmente all'atto di precetto - Insussistenza - Fondamento - Conseguenze.
In tema di espropriazione presso terzi, ove l’ordinanza di assegnazione venga notificata in forma esecutiva contestualmente al precetto, senza che sia stata preventivamente comunicata o altrimenti resa nota al terzo debitore, le spese sostenute per il precetto restano a carico del creditore procedente, atteso che l’ordinanza ex art. 553 c.p.c. acquista efficacia esecutiva soltanto dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo o dal momento successivo specificamente indicato nell'ordinanza di assegnazione, risultando, pertanto, inapplicabile l’art. 479, comma 3, c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Agosto 2017, n. 19986.


Esecuzione forzata - Mobiliare presso terzi - Accertamento dell'obbligo del terzo - Ordinanza di assegnazione - Pagamento da parte del terzo mediante assegno bancario o circolare – Successivo pignoramento, a carico del creditore assegnatario, del credito oggetto della ordinanza – Conseguenze – Inoperatività dell’art. 2917 c.c. - Fondamento.
In tema di espropriazione presso terzi, ove il “debitor debitoris”, destinatario di un’ordinanza di assegnazione del credito, emetta in pagamento di essa un assegno (bancario o circolare), ciò impedisce, ove in seguito il terzo debitore riceva la notifica di un pignoramento del credito oggetto dell'ordinanza di assegnazione a carico del detto creditore assegnatario, di considerare esistente, agli effetti dell'art. 2917 c.c. ed ai fini dell'esecuzione introdotta con il detto pignoramento, il credito pignorato, ancorché l'assegno non sia stato pagato o non risulti la relativa prova, in quanto l’emissione di un assegno e l'incorporazione del credito nel titolo comportano, ai sensi dell'art. 1997 c.c., che il vincolo di un pignoramento possa realizzarsi solo tramite il pignoramento del titolo e considerato che l'emissione dell'assegno, quale causa efficiente dell’estinzione del credito nella dimensione anteriore all'incorporazione è, agli effetti dell'art. 2917 c.c., precedente al pignoramento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 04 Agosto 2017, n. 19485.


Esecuzione forzata - Assegnazione - Effetti - Assegnazione di crediti -  Espropriazione presso terzi di crediti - Ordinanza di assegnazione - Effetto estintivo del credito dell'esecutato verso il terzo - Esclusione - Pagamento integrale del credito - Necessità.
In tema di espropriazione presso terzi, l'ordinanza di assegnazione al creditore del credito spettante verso il terzo al debitore esecutato, in quanto disposta in pagamento "pro solvendo" e non "pro soluto", ai sensi dell’art. 553 c.p.c., non è immediatamente estintiva del credito del debitore verso il terzo pignorato, all'uopo occorrendo che quest’ultimo proceda al pagamento in favore del creditore assegnatario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 27 Luglio 2017, n. 18719.


Esecuzione forzata - Ordinanza di assegnazione delle somme dovute dal terzo - Natura - Titolo esecutivo nei confronti del terzo - Notifica unitamente al precetto - Ammissibilità - Pagamento del terzo nel termine fissato nell’ordinanza - Debenza anche delle spese di precetto intimate - Esclusione - Fondamento.
L’ordinanza di assegnazione, costituendo titolo esecutivo nei confronti del terzo, può essere notificata unitamente al precetto, ma se nella stessa viene fissato un termine, decorrente dalla notifica, per effettuare il pagamento, il terzo che adempia entro la scadenza non può essere tenuto a sopportare le spese del precetto, ove intimate, perchè superflue ed in quanto il credito, se ancora sussistente, non era eseguibile al momento del precetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 24 Maggio 2017, n. 13112.


Esecuzione forzata - Mobiliare presso terzi - Dichiarazione del terzo resa per errore incolpevole - Rimedi esperibili - Revoca - Ammissibilità - Sino alla pronuncia dell’ordinanza di assegnazione - Rimedi successivi - Opposizione ex art. 617 c.p.c. - Necessità - Proposizione di contestazioni in mancanza di opposizione - Limiti.
In tema di espropriazione presso terzi, nell’ipotesi di dichiarazione positiva ex art. 547 c.p.c., resa per errore incolpevole, il terzo pignorato può revocare la dichiarazione medesima sino all’emissione dell’ordinanza di assegnazione, mentre, se l’errore emerga successivamente, ha l’onere di proporre opposizione ex art. 617 c.p.c. avverso tale provvedimento. In mancanza di opposizione, l’ordinanza di assegnazione è irretrattabile e, nell’esecuzione forzata iniziata sulla base di essa, il terzo pignorato, assunta la qualità di debitore esecutato, può proporre solo contestazioni fondate su fatti sopravvenuti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 05 Maggio 2017, n. 10912.


Fallimento del debitore esecutato posteriore all’ordinanza di assegnazione – Inefficacia ex art. 44 L.F. del pagamento del terzo al creditore procedente.
La dichiarazione ex art. 547 c.p.c. ha natura giuridica di atto confessorio ed è rilevante l’errore di fatto che la infici. (Stefano Bazzani) (riproduzione riservata)

La contestazione del credito oggetto di assegnazione per fatti anteriori alla pronuncia dell’ordinanza e fondata sull’erroneità della qualificazione come positiva della dichiarazione del terzo, può essere fatta valere con l’impugnazione dell’ordinanza stessa ai sensi dell’art. 617 c.p.c., ed entro il termine decorrente dalla conoscenza legale della medesima. (Stefano Bazzani) (riproduzione riservata)

Il fallimento del debitore esecutato rende inefficace ex art. 44 L.F. qualsiasi pagamento eseguito in attuazione di un’ordinanza di assegnazione anteriormente emessa. (Stefano Bazzani) (riproduzione riservata)
Tribunale Alessandria, 02 Marzo 2017.


Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Rapporti con l'azione revocatoria ordinaria - Revocatoria fallimentare - Pagamento eseguito dal "debitor debitoris" - Legittimazione passiva del solo creditore del fallito - Sussistenza - Fondamento.
In caso di fallimento del debitore già assoggettato ad espropriazione presso terzi, l'azione revocatoria fallimentare del pagamento eseguito dal "debitor debitoris" può essere esercitata soltanto nei confronti del creditore assegnatario, ossia di colui che, beneficiando dell'atto solutorio, si è sottratto al concorso ed è, quindi, tenuto, onde ripristinare la "par condicio", alla restituzione di quanto ricevuto, affinché sia distribuito secondo le regole concorsuali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 03 Novembre 2016, n. 22160.


Fallimento - Effetti - Per il fallito - Atti successivi alla dichiarazione -  Espropriazione presso terzi a carico del debitore poi fallito - Azione di inefficacia ex art. 44 l.fall. del pagamento eseguito dal "debitor debitoris" - Legittimazione passiva - Beneficiario dell'atto solutorio - Fondamento.
In caso di fallimento del debitore già assoggettato ad espropriazione presso terzi, l'azione con la quale il curatore fa valere l'inefficacia, ai sensi dell'art. 44 l.fall., del pagamento eseguito dal "debitor debitoris" al creditore assegnatario, ha ad oggetto un atto estintivo di un debito del fallito, a lui riferibile in quanto effettuato con il suo denaro e in sua vece, sicché va esercitata nei soli confronti dell'"accipiens", ossia di colui che ha effettivamente beneficiato dell'atto solutorio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Luglio 2016, n. 14779.


Espropriazione forzata - Presso terzi - Ordinanza di assegnazione al creditore procedente - Titolo esecutivo nei confronti del terzo - Condizioni - Conoscenza da parte del terzo - Necessità - Omissione - Abuso dello strumento esecutivo nei confronti del terzo assegnato, non ancora inadempiente - Conseguenze - Spese del precetto a carico del creditore procedente.
In tema di esecuzione mobiliare presso terzi, l'ordinanza con la quale il giudice dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 553, cod. proc. civ., assegna in pagamento al creditore procedente la somma di cui il terzo pignorato si è dichiarato debitore nei confronti del debitore espropriato costituisce titolo esecutivo nei confronti del terzo ed a favore dell'assegnatario ma acquista tale efficacia soltanto dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo assegnatario o dal momento successivo a tale conoscenza che sia specificamente indicato nell'ordinanza di assegnazione del terzo ed a favore dell'assegnatario ma acquista tale efficacia soltanto dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo assegnatario o dal momento successivo a tale conoscenza che sia specificamente indicato nell'ordinanza di assegnazione.

Il creditore procedente potrà comunicare l'ordinanza di assegnazione al terzo ovvero potrà notificargli lo stesso provvedimento in forma esecutiva; ma, in tale seconda eventualità, non potrà essere contestualmente intimato il precetto, risultando inapplicabile il disposto dell’art. 479 c.p.c. Se, tuttavia, il precetto venga redatto di seguito all'ordinanza di assegnazione e comunque notificato insieme con questa, senza che sia stato preceduto dalla comunicazione dell'ordinanza al terzo assegnato (e/o dalla concessione di un termine adeguato per adempiervi), si potrà configurare un abuso dello strumento esecutivo nei confronti del terzo assegnato, non ancora inadempiente (o non colpevolmente inadempiente).

Se l'ordinanza di assegnazione pronunciata ai sensi dell'art. 553 cod. proc. civ. viene notificata al terzo in forma esecutiva contestualmente all'atto di precetto, senza che gli sia stata preventivamente comunicata né altrimenti resa nota, è inapplicabile l'art. 95 cod. proc. civ. e le spese sostenute per il precetto restano a carico del creditore procedente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 11 Maggio 2016, n. 9390.


Fallimento - Effetti per il fallito - Atti successivi alla dichiarazione -  Espropriazione presso terzi a carico del debitore fallito - Pagamento al creditore procedente da parte del terzo assegnato - Inefficacia ex art. 44 l.fall. - Fondamento.
In caso di fallimento del debitore già assoggettato ad espropriazione presso terzi, il pagamento eseguito dal "debitor debitoris" al creditore che abbia ottenuto l'assegnazione del credito pignorato ex art. 553 c.p.c. è inefficace, ai sensi dell'art. 44 l.fall., se intervenuto successivamente alla dichiarazione di fallimento, non assumendo rilievo, a tal fine, l'anteriorità dell'assegnazione, che, disposta "salvo esazione", non determina l'immediata estinzione del debito dell'insolvente, sicché l'effetto satisfattivo per il creditore procedente è rimesso alla riscossione del credito, ossia ad un pagamento che, perché eseguito dopo la dichiarazione di fallimento del debitore, subisce la sanzione dell'inefficacia. Ed invero, fatta eccezione per l'ipotesi prevista dall'art. 56 l.fall., il principio della "par condicio creditorum", la cui salvaguardia costituisce la "ratio" della sottrazione al fallito della disponibilità dei suoi beni, è violato non solo dai pagamenti eseguiti dal debitore successivamente alla dichiarazione di fallimento, ma da qualsiasi atto estintivo di un debito a lui riferibile, anche indirettamente, effettuato con suo denaro o per suo incarico o in suo luogo, dovendosi ricondurre a tale categoria il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore del fallito destinatario dell'assegnazione coattiva del credito ex art. 553 c.p.c., la cui valenza estintiva opera, oltre che per il suo debito nei confronti del creditore assegnatario, anche per quello del fallito, e lo fa con mezzi provenienti dal patrimonio di quest'ultimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 22 Gennaio 2016, n. 1227.


Pignoramento presso terzi - Inefficacia del pagamento del terzo ex articolo 44 L.F .
È inefficace, ai sensi dell'articolo 44 L.F., il pagamento effettuato dopo la dichiarazione di fallimento dal terzo pignorato debitore del fallito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 09 Giugno 2014.


Ordinanza di assegnazione del credito ex art. 553 c.p.c. - Idoneità ad essere posta in esecuzione per mezzo del giudizio di ottemperanza - Sussiste - Assegnazione pro solvendo - Estinzione del diritto del creditore procedente - Avviene soltanto con il pagamento che il debitore assegnato effettua all'assegnatario (art. 2928 c.c.) -  Fallimento - Art. 44 l.f. - Applicabilità ai pagamenti effettuati dal terzo debitor debitoris - Sussiste - Concordato preventivo - Art. 44 l.f. - Non si applica - Art. 167, comma 2, l.f. - Non si applica al pagamento fatto dal debitore assegnato - Art. 168 l.f. - Non si applica al giudizio di ottemperanza nei confronti del debitor debitoris..
Sebbene l'ordinanza di assegnazione determini il trasferimento coattivo del credito dal debitore esecutato al creditore assegnatario, nondimeno il credito del terzo nei confronti del debitore esecutato non si estingue con l'assegnazione, ma rimane quiescente per effetto della condizione del “salvo esazione”. Operando l’assegnazione pro solvendo, essa non produce l’effetto dell’immediata liberazione del debitore esecutato verso il creditore pignorante, la quale si verifica soltanto con il pagamento che il debitore assegnato esegua al creditore assegnatario (art. 2928 c.c.), momento nel quale questi realizza il pieno effetto satisfattivo dell'assegnazione che, quindi, integra una datio in solutum condizionata al pagamento integrale. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

Il pagamento del terzo debitore eseguito a favore del creditore assegnatario, oltre ad essere revocabile a norma dell'art. 67 l. fall. se intervenuto nell’anno antecedente il fallimento, ricade nell’ambito applicativo dell’art. 44 l. fall., che sanziona con l’inefficacia i pagamenti eseguiti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento, ancorché in forza di provvedimento di assegnazione in data anteriore. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo, non si applica l'art. 44 l. fall., Per cui il pagamento eseguito dal debitor debitoris al creditore procedente ha sempre effetto liberatorio anche per il debitore principale, fermo restando l'obbligo del creditore accipiente di restituire alla massa quanto indebitamente percepito. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

L'art. 168 l. fall., il quale fa divieto ai creditori, dalla data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, non si applica al giudizio di ottemperanza promosso non già nei confronti del debitore, ma nei confronti del terzo pignorato. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)
T.A.R. Firenze, 05 Marzo 2014.


Rapporti tra art. 168, primo comma, l.f. e ordinanza di assegnazione del credito ex art. 553 c.p.c.  anteriore all'ammissione al concordato preventivo - Pagamento effettuato al creditore procedente - Efficacia liberatoria per il debitore - Sussiste - Obbligo del creditore di restituire alla massa quanto indebitamente percepito - Sussiste - Somme non ancora corrisposte - Obbligo di pagamento alla società alla concordato - Sussiste..
La norma di cui all'art. 168, primo comma, legge fall., che fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato del provvedimento di omologazione, se non sottrae il creditore preconcordatario accipiente all'obbligo di restituire alla massa quanto indebitamente percepito, non priva di efficacia liberatoria il medesimo pagamento per il "debitor debitoris" che adempia, nel corso del concordato preventivo e prima della dichiarazione di fallimento, all'ordinanza di assegnazione del credito disposta nella esecuzione individuale anteriormente iniziata contro il medesimo debitore (Principio enunciato in una fattispecie nella quale la S.C., dopo aver precisato che l'art. 44 legge fall. non trova applicazione in tema di concordato preventivo, ha rigettato il ricorso avverso la sentenza che aveva respinto la domanda con cui il curatore del fallimento aveva chiesto la condanna del terzo pignorato al pagamento della somma corrisposta al creditore per effetto dell'ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell'esecuzione) " (cfr. Cass. civ., Sez. I, 02/10/2008, n. 24476). (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

Il debito ancora esistente in capo al debitore principale, ancorché oggetto dell'ordinanza di assegnazione, deve essere invece estinto mediante pagamento alla società in concordato, in ossequio al principio della par condicio creditorum. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)
Tribunale Livorno, 04 Febbraio 2014.


Procedure espropriative e fallimento – Art. 44 L.F. – Pagamento eseguito dal terzo debitore del soggetto fallito dopo la dichiarazione di fallimento – Inefficacia anche in caso di pagamento effettuato in osservanza di un’ordinanza di assegnazione coattiva del credito emessa ai sensi dell’art. 553 c.p.c...
Ai sensi dell’art. 44 L.F sono inefficaci nei confronti dei creditori concorsuali i pagamenti e gli atti compiuti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento; pertanto, le somme o i beni di cui il fallito abbia inefficacemente disposto continuano a far parte del patrimonio fallimentare e, se ne sono usciti, vi debbono essere riversati, al fine di preservare l’attivo fallimentare e tutelare la par condicio creditorum. Invero, il principio della par condicio creditorum, la cui salvaguardia costituisce la ratio della sottrazione al fallito della disponibilità dei suoi beni, è violato non solo dai pagamenti eseguiti dal debitore successivamente alla dichiarazione di fallimento, ma da qualsiasi atto estintivo di un debito a lui riferibile, sia pur indirettamente, in quanto effettuato con suo denaro. A quest'ultima categoria va ricondotto il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore del fallito che abbia ottenuto l'assegnazione coattiva del credito ai sensi dell'art. 553 c.p.c.. Né assume rilievo la data di emanazione dell’ordinanza rispetto a quella della pronuncia della sentenza di fallimento, rilevando unicamente il momento della corresponsione delle somme. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 19 Marzo 2013.


Procedure espropriative e fallimento – Pagamento eseguito dal terzo debitore del soggetto fallito dopo la dichiarazione di fallimento – Art. 44 L.F. – Soggetti tenuti alla restituzione..
Il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore del fallito che abbia ottenuto l’assegnazione coattiva del credito ex art. 553 c.p.c. dopo la dichiarazione del fallimento, è inefficace ai sensi dell’art. 44 L.F. Alla dichiarazione di inefficacia consegue la condanna alla restituzione delle somme ricevute in virtù dell’ ordinanza di assegnazione, al fine di reintegrare la garanzia patrimoniale del debitore fallito. I soggetti tenuti alla restituzione vanno individuati nei creditori assegnatari, i quali, avendo ricevuto il pagamento oggetto della dichiarazione di inefficacia, sono tenuti alla reintegrazione del patrimonio del fallito in ossequio al principio della par condicio creditorum. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 19 Marzo 2013.


Procedimento civile – Espropriazione presso terzi – Ordinanza di assegnazione – Impugnabilità – Ricorso per cassazione – Esclusione..
Nel procedimento di espropriazione presso terzi, l'ordinanza con cui il giudice dell'esecuzione modifica una precedente ordinanza di assegnazione non è impugnabile con ricorso per Cassazione ex art. 111 Cost. ma con l'opposizione agli atti esecutivi. (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 28 Aprile 2011.


Procedimento civile – Espropriazione presso terzi – Ordinanza di assegnazione – Natura satisfattiva – Immodificabilità..
L’ordinanza di assegnazione di crediti in un procedimento di pignoramento presso terzi ha carattere pienamente satisfattivo ed è, in sé e salvo impugnazioni, immodificabile e irrevocabile. (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 28 Aprile 2011.


Concordato preventivo - Divieto per i creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Espropriazione presso terzi - Ordinanza di assegnazione del credito - Successivo pagamento da parte del terzo pignorato - Efficacia liberatoria per il "debitor debitoris" nei confronti dei creditori - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie.
In tema di concordato preventivo, la norma di cui all'art. 168, primo comma, legge fall., che fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato del provvedimento di omologazione, se non sottrae il creditore preconcordatario accipiente all'obbligo di restituire alla massa quanto indebitamente percepito, non priva di efficacia liberatoria il medesimo pagamento per il "debitor debitoris" che adempia, nel corso del concordato preventivo e prima della dichiarazione di fallimento, all'ordinanza di assegnazione del credito disposta nella esecuzione individuale anteriormente iniziata contro il medesimo debitore. (Principio enunciato in una fattispecie nella quale la S.C., dopo aver precisato che l'art. 44 legge fall. non trova applicazione in tema di concordato preventivo, ha rigettato il ricorso avverso la sentenza che aveva respinto la domanda con cui il curatore del fallimento aveva chiesto la condanna del terzo pignorato al pagamento della somma corrisposta al creditore per effetto dell'ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell'esecuzione). (Massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2010, n. 24476.