LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO III
Dell'espropriazione presso terzi
SEZIONE II
Dell'assegnazione e della vendita

Art. 553

Assegnazione e vendita di crediti
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se il terzo si dichiara o è dichiarato debitore di somme esigibili immediatamente o in termine non maggiore di novanta giorni, il giudice dell'esecuzione le assegna in pagamento, salvo esazione, ai creditori concorrenti.

II. Se le somme dovute dal terzo sono esigibili in termine maggiore, o si tratta di censi o di rendite perpetue o temporanee, e i creditori non ne chiedono d'accordo l'assegnazione, si applicano le regole richiamate nell'articolo precedente per la vendita di cose mobili.

III. Il valore delle rendite perpetue e dei censi, quando sono assegnati ai creditori, deve essere ragguagliato in ragione di 0,052 euro di capitale per 0,00258 euro di rendita.


GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo – Improcedibilità delle azioni esecutive individuali ex art. 168 L.F. – Pignoramento presso terzi – Emissione della ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c. prima dell’avvio della procedura concorsuale – Pagamento del terzo in pendenza della procedura concorsuale.
È inammissibile l’opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. proposta dal debitore esecutato successivamente all’emissione – avvenuta prima dell’avvio della procedura di concordato preventivo – dell’ordinanza di assegnazione delle somme pignorate, ex art. 553 c.p.c., provvedimento questo che costituisce l’atto finale e conclusivo del processo di esecuzione forzata presso terzi.

La dichiarazione di inammissibilità non è impedita né dalla circostanza che il pagamento ad opera del terzo pignorato ed in favore del creditore procedente sia stato effettuato coattivamente ed in epoca successiva alla ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo (in quanto tale il pagamento deve essere considerato atto successivo rispetto ad una procedura esecutiva esaurita e già conclusa con l’assegnazione della somma pignorata), né da quella che il debitore esecutato, ammesso al concordato, abbia proposto l’opposizione all’esecuzione prima dell’effettuazione del pagamento. (1) (Vincenzo Blaga) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 01 Ottobre 2018.


Ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c. - Modificazione soggettiva dell'obbligazione - Terzo pignorato - Facoltà di opporre in compensazione i propri crediti nei confronti del creditore originario anche se anteriori all’assegnazione - Fondamento.
L'ordinanza di assegnazione resa dal giudice dell'esecuzione all'esito di un procedimento di pignoramento presso terzi determina, dal momento della sua emissione, la modificazione soggettiva del rapporto obbligatorio nel lato attivo, in quanto, con la sostituzione dell'assegnatario all'originario creditore, muta il soggetto nei cui confronti il debitore è tenuto ad adempiere per liberarsi dal vincolo. Ne consegue che da tale momento (e prima di procedere alla "solutio"), la banca, terzo pignorato, ha facoltà di opporre in compensazione i propri crediti nei confronti del creditore originario, anche ove formati anteriormente all'assegnazione, poiché la coesistenza di reciproche e contrapposte ragioni di debito e credito tra originario creditore e terzo pignorato si verifica per effetto ed in conseguenza della pronuncia ex art. 533 c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 Luglio 2018, n. 17441.


Espropriazione presso terzi - Ordinanza ex art. 553 c.p.c. - Natura - Titolo esecutivo nei confronti del terzo e a favore dell’assegnatario - Mancata notifica - Efficacia nei confronti del terzo - Notifica contestualmente all'atto di precetto - Ammissibilità - Fondamento - Conseguenze.
L'ordinanza con la quale il giudice dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 553 c.p.c., assegna in pagamento al creditore procedente la somma di cui il terzo pignorato si è dichiarato debitore nei confronti del debitore espropriato, ha efficacia di titolo esecutivo nei confronti del terzo ed a favore dell'assegnatario anche prima della sua comunicazione o notificazione al terzo, e il creditore assegnatario può procedere alla notificazione di detta ordinanza anche unitamente all'intimazione dell'atto di precetto ma, in tale ultimo caso, laddove il terzo debitore intimato provveda all'integrale pagamento di tutte le somme dovute in un termine ragionevole (anche eventualmente superiore a quello di dieci giorni previsto dall'art. 480 c.p.c.), da accertarsi in concreto in base a tutte le circostanze rilevanti nella singola fattispecie, dovrà ritenersi inapplicabile l'art. 95 c.p.c., e le spese di precetto e funzionali all'intimazione resteranno a carico del creditore intimante; laddove invece il pagamento avvenga in un termine ragionevole, ma non sia integrale, le spese di precetto e di esecuzione saranno ripetibili dal creditore nei limiti di quanto necessario per il recupero delle sole somme effettivamente non pagate con tempestività dal debitore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 12 Aprile 2018, n. 9173.


Esecuzione forzata - Mobiliare - Presso terzi - In genere - Ordinanza emessa ai sensi dell'art. 553 c.p.c. - Natura - Titolo esecutivo nei confronti del terzo - Possibilità di notifica contestualmente all'atto di precetto - Insussistenza - Fondamento - Conseguenze.
In tema di espropriazione presso terzi, ove l’ordinanza di assegnazione venga notificata in forma esecutiva contestualmente al precetto, senza che sia stata preventivamente comunicata o altrimenti resa nota al terzo debitore, le spese sostenute per il precetto restano a carico del creditore procedente, atteso che l’ordinanza ex art. 553 c.p.c. acquista efficacia esecutiva soltanto dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo o dal momento successivo specificamente indicato nell'ordinanza di assegnazione, risultando, pertanto, inapplicabile l’art. 479, comma 3, c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Agosto 2017, n. 19986.


Fallimento - Pignoramento presso terzi - Pagamento al creditore eseguito dopo l'assegnazione - Inefficacia ex art. 44 l.f..
In caso di fallimento del debitore già assoggettato ad espropriazione presso terzi, il pagamento eseguito dal "debitor debitoris" al creditore che abbia ottenuto l'assegnazione del credito pignorato ex art. 553 c.p.c., è inefficace, ai sensi della L.Fall., art. 44, se intervenuto successivamente alla dichiarazione di fallimento, non assumendo rilievo, a tal fine, l'anteriorità dell'assegnazione, che, disposta "salvo esazione", non determina l'immediata estinzione del debito dell'insolvente, sicchè l'effetto satisfattivo per il creditore procedente è rimesso alla riscossione del credito, ossia ad un pagamento che, perchè eseguito dopo la dichiarazione di fallimento del debitore, subisce la sanzione dell'inefficacia.

Ed invero, fatta eccezione per l'ipotesi prevista dalla L.Fall., art. 56, il principio della "par condicio creditorum", la cui salvaguardia costituisce la "ratio" della sottrazione al fallito della disponibilità dei suoi beni, è violato non solo dai pagamenti eseguiti dal debitore successivamente alla dichiarazione di fallimento, ma da qualsiasi atto estintivo di un debito a lui riferibile, anche indirettamente, effettuato con suo denaro o per suo incarico o in suo luogo, dovendosi ricondurre a tale categoria il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore del fallito destinatario dell'assegnazione coattiva del credito ex art. 553 c.p.c., la cui valenza estintiva opera, oltre che per il suo debito nei confronti del creditore assegnatario, anche per quello del fallito, e lo fa con mezzi provenienti dal patrimonio di quest'ultimo." (Cass. 1227/2016).

Il terzo deve pagare quanto dovuto al curatore del fallimento, poichè il debitore, dopo tale dichiarazione, perde, ai sensi della L.Fall., art. 44, il diritto di disporre del proprio patrimonio e non può effettuare alcun pagamento (anche non volontario), restando irrilevante che all'epoca della pronuncia delle predette ordinanze il creditore conoscesse o meno lo stato di insolvenza dell'esecutato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 10 Agosto 2017, n. 19947.


Esecuzione forzata - Mobiliare presso terzi - Accertamento dell'obbligo del terzo - Ordinanza di assegnazione - Pagamento da parte del terzo mediante assegno bancario o circolare – Successivo pignoramento, a carico del creditore assegnatario, del credito oggetto della ordinanza – Conseguenze – Inoperatività dell’art. 2917 c.c. - Fondamento.
In tema di espropriazione presso terzi, ove il “debitor debitoris”, destinatario di un’ordinanza di assegnazione del credito, emetta in pagamento di essa un assegno (bancario o circolare), ciò impedisce, ove in seguito il terzo debitore riceva la notifica di un pignoramento del credito oggetto dell'ordinanza di assegnazione a carico del detto creditore assegnatario, di considerare esistente, agli effetti dell'art. 2917 c.c. ed ai fini dell'esecuzione introdotta con il detto pignoramento, il credito pignorato, ancorché l'assegno non sia stato pagato o non risulti la relativa prova, in quanto l’emissione di un assegno e l'incorporazione del credito nel titolo comportano, ai sensi dell'art. 1997 c.c., che il vincolo di un pignoramento possa realizzarsi solo tramite il pignoramento del titolo e considerato che l'emissione dell'assegno, quale causa efficiente dell’estinzione del credito nella dimensione anteriore all'incorporazione è, agli effetti dell'art. 2917 c.c., precedente al pignoramento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 04 Agosto 2017, n. 19485.


Esecuzione forzata - Assegnazione - Effetti - Assegnazione di crediti -  Espropriazione presso terzi di crediti - Ordinanza di assegnazione - Effetto estintivo del credito dell'esecutato verso il terzo - Esclusione - Pagamento integrale del credito - Necessità.
In tema di espropriazione presso terzi, l'ordinanza di assegnazione al creditore del credito spettante verso il terzo al debitore esecutato, in quanto disposta in pagamento "pro solvendo" e non "pro soluto", ai sensi dell’art. 553 c.p.c., non è immediatamente estintiva del credito del debitore verso il terzo pignorato, all'uopo occorrendo che quest’ultimo proceda al pagamento in favore del creditore assegnatario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 27 Luglio 2017, n. 18719.


Esecuzione forzata - Ordinanza di assegnazione delle somme dovute dal terzo - Natura - Titolo esecutivo nei confronti del terzo - Notifica unitamente al precetto - Ammissibilità - Pagamento del terzo nel termine fissato nell’ordinanza - Debenza anche delle spese di precetto intimate - Esclusione - Fondamento.
L’ordinanza di assegnazione, costituendo titolo esecutivo nei confronti del terzo, può essere notificata unitamente al precetto, ma se nella stessa viene fissato un termine, decorrente dalla notifica, per effettuare il pagamento, il terzo che adempia entro la scadenza non può essere tenuto a sopportare le spese del precetto, ove intimate, perchè superflue ed in quanto il credito, se ancora sussistente, non era eseguibile al momento del precetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 24 Maggio 2017, n. 13112.


Esecuzione forzata - Mobiliare presso terzi - Dichiarazione del terzo resa per errore incolpevole - Rimedi esperibili - Revoca - Ammissibilità - Sino alla pronuncia dell’ordinanza di assegnazione - Rimedi successivi - Opposizione ex art. 617 c.p.c. - Necessità - Proposizione di contestazioni in mancanza di opposizione - Limiti.
In tema di espropriazione presso terzi, nell’ipotesi di dichiarazione positiva ex art. 547 c.p.c., resa per errore incolpevole, il terzo pignorato può revocare la dichiarazione medesima sino all’emissione dell’ordinanza di assegnazione, mentre, se l’errore emerga successivamente, ha l’onere di proporre opposizione ex art. 617 c.p.c. avverso tale provvedimento. In mancanza di opposizione, l’ordinanza di assegnazione è irretrattabile e, nell’esecuzione forzata iniziata sulla base di essa, il terzo pignorato, assunta la qualità di debitore esecutato, può proporre solo contestazioni fondate su fatti sopravvenuti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 05 Maggio 2017, n. 10912.


Fallimento del debitore esecutato posteriore all’ordinanza di assegnazione – Inefficacia ex art. 44 L.F. del pagamento del terzo al creditore procedente.
La dichiarazione ex art. 547 c.p.c. ha natura giuridica di atto confessorio ed è rilevante l’errore di fatto che la infici. (Stefano Bazzani) (riproduzione riservata)

La contestazione del credito oggetto di assegnazione per fatti anteriori alla pronuncia dell’ordinanza e fondata sull’erroneità della qualificazione come positiva della dichiarazione del terzo, può essere fatta valere con l’impugnazione dell’ordinanza stessa ai sensi dell’art. 617 c.p.c., ed entro il termine decorrente dalla conoscenza legale della medesima. (Stefano Bazzani) (riproduzione riservata)

Il fallimento del debitore esecutato rende inefficace ex art. 44 L.F. qualsiasi pagamento eseguito in attuazione di un’ordinanza di assegnazione anteriormente emessa. (Stefano Bazzani) (riproduzione riservata)
Tribunale Alessandria, 02 Marzo 2017.


Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Rapporti con l'azione revocatoria ordinaria - Revocatoria fallimentare - Pagamento eseguito dal "debitor debitoris" - Legittimazione passiva del solo creditore del fallito - Sussistenza - Fondamento.
In caso di fallimento del debitore già assoggettato ad espropriazione presso terzi, l'azione revocatoria fallimentare del pagamento eseguito dal "debitor debitoris" può essere esercitata soltanto nei confronti del creditore assegnatario, ossia di colui che, beneficiando dell'atto solutorio, si è sottratto al concorso ed è, quindi, tenuto, onde ripristinare la "par condicio", alla restituzione di quanto ricevuto, affinché sia distribuito secondo le regole concorsuali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 03 Novembre 2016, n. 22160.


Fallimento - Effetti - Per il fallito - Atti successivi alla dichiarazione -  Espropriazione presso terzi a carico del debitore poi fallito - Azione di inefficacia ex art. 44 l.fall. del pagamento eseguito dal "debitor debitoris" - Legittimazione passiva - Beneficiario dell'atto solutorio - Fondamento.
In caso di fallimento del debitore già assoggettato ad espropriazione presso terzi, l'azione con la quale il curatore fa valere l'inefficacia, ai sensi dell'art. 44 l.fall., del pagamento eseguito dal "debitor debitoris" al creditore assegnatario, ha ad oggetto un atto estintivo di un debito del fallito, a lui riferibile in quanto effettuato con il suo denaro e in sua vece, sicché va esercitata nei soli confronti dell'"accipiens", ossia di colui che ha effettivamente beneficiato dell'atto solutorio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Luglio 2016, n. 14779.


Ordinanza di assegnazione del credito pignorato - Natura - Atto conclusivo del procedimento di espropriazione - Configurabilità - Fondamento

Concordato preventivo - Divieto per i creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Applicabilità al pagamento da parte del terzo pignorato - Esclusione - Fondamento
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L'ordinanza di assegnazione del credito pignorato, emanata a seguito della positiva dichiarazione del terzo, rappresenta, per la sua natura liquidativa e satisfattiva, l'atto finale e conclusivo del procedimento di espropriazione verso terzi, determinante il trasferimento coattivo del credito pignorato dal debitore esecutato al creditore del medesimo, nonché il momento finale e l'atto giurisdizionale conclusivo del processo di espropriazione presso terzi, senza che, a tal fine, rilevi il disposto dell'art. 2928 c.c., secondo il quale il diritto dell'assegnatario verso il debitore si estingue solo con la riscossione del credito assegnato, che non ha l'effetto di perpetuare la procedura esecutiva ma solo effetti sostanziali a maggior tutela del creditore, sì da consentirgli, in caso di mancata riscossione, di intraprendere un nuovo procedimento esecutivo in base al medesimo titolo. (massima ufficiale)

In tema di concordato preventivo, la norma di cui all'art. 168, comma 1, l.fall., che fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore "dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato della sentenza di omologazione", non può ritenersi legittimamente applicabile anche al pagamento del terzo pignorato effettuato in adempimento dell'ordinanza di assegnazione del credito. Il procedimento di concordato preventivo non prevede, di fatto, la possibilità di revocatorie o di azioni ai sensi dell'art. 44 l.fall., e nemmeno è fornito di un ufficio abilitato ad agire in tal senso, essendo applicabili, in virtù del richiamo di cui all'art. 169 l.fall., soltanto le disposizioni degli articoli da 55 a 63 della medesima legge, sicché il pagamento di un debito preconcordatario deve ritenersi in sé legittimo, in quanto atto di ordinaria amministrazione, purché non integri l'ipotesi di un atto "diretto a frodare le ragioni dei creditori", e, quindi, sanzionabile con la dichiarazione di fallimento ai sensi dell'art. 173, comma 2, e revocabile in forza dell'art. 167, comma 2. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. VI, 07 Giugno 2016, n. 11660.


Concordato preventivo - Divieto per i creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Applicabilità al pagamento da parte del terzo pignorato - Esclusione - Fondamento.
In tema di concordato preventivo, la norma di cui all'art. 168, comma 1, l.fall., che fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore "dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato della sentenza di omologazione", non può ritenersi legittimamente applicabile anche al pagamento del terzo pignorato effettuato in adempimento dell'ordinanza di assegnazione del credito. Il procedimento di concordato preventivo non prevede, di fatto, la possibilità di revocatorie o di azioni ai sensi dell'art. 44 l.fall., e nemmeno è fornito di un ufficio abilitato ad agire in tal senso, essendo applicabili, in virtù del richiamo di cui all'art. 169 l.fall., soltanto le disposizioni degli articoli da 55 a 63 della medesima legge, sicché il pagamento di un debito preconcordatario deve ritenersi in sé legittimo, in quanto atto di ordinaria amministrazione, purché non integri l'ipotesi di un atto "diretto a frodare le ragioni dei creditori", e, quindi, sanzionabile con la dichiarazione di fallimento ai sensi dell'art. 173, comma 2, e revocabile in forza dell'art. 167, comma 2. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 Giugno 2016.


Espropriazione forzata - Presso terzi - Ordinanza di assegnazione al creditore procedente - Titolo esecutivo nei confronti del terzo - Condizioni - Conoscenza da parte del terzo - Necessità - Omissione - Abuso dello strumento esecutivo nei confronti del terzo assegnato, non ancora inadempiente - Conseguenze - Spese del precetto a carico del creditore procedente.
In tema di esecuzione mobiliare presso terzi, l'ordinanza con la quale il giudice dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 553, cod. proc. civ., assegna in pagamento al creditore procedente la somma di cui il terzo pignorato si è dichiarato debitore nei confronti del debitore espropriato costituisce titolo esecutivo nei confronti del terzo ed a favore dell'assegnatario ma acquista tale efficacia soltanto dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo assegnatario o dal momento successivo a tale conoscenza che sia specificamente indicato nell'ordinanza di assegnazione del terzo ed a favore dell'assegnatario ma acquista tale efficacia soltanto dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo assegnatario o dal momento successivo a tale conoscenza che sia specificamente indicato nell'ordinanza di assegnazione.

Il creditore procedente potrà comunicare l'ordinanza di assegnazione al terzo ovvero potrà notificargli lo stesso provvedimento in forma esecutiva; ma, in tale seconda eventualità, non potrà essere contestualmente intimato il precetto, risultando inapplicabile il disposto dell’art. 479 c.p.c. Se, tuttavia, il precetto venga redatto di seguito all'ordinanza di assegnazione e comunque notificato insieme con questa, senza che sia stato preceduto dalla comunicazione dell'ordinanza al terzo assegnato (e/o dalla concessione di un termine adeguato per adempiervi), si potrà configurare un abuso dello strumento esecutivo nei confronti del terzo assegnato, non ancora inadempiente (o non colpevolmente inadempiente).

Se l'ordinanza di assegnazione pronunciata ai sensi dell'art. 553 cod. proc. civ. viene notificata al terzo in forma esecutiva contestualmente all'atto di precetto, senza che gli sia stata preventivamente comunicata né altrimenti resa nota, è inapplicabile l'art. 95 cod. proc. civ. e le spese sostenute per il precetto restano a carico del creditore procedente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 11 Maggio 2016, n. 9390.


Fallimento - Effetti per il fallito - Atti successivi alla dichiarazione -  Espropriazione presso terzi a carico del debitore fallito - Pagamento al creditore procedente da parte del terzo assegnato - Inefficacia ex art. 44 l.fall. - Fondamento.
In caso di fallimento del debitore già assoggettato ad espropriazione presso terzi, il pagamento eseguito dal "debitor debitoris" al creditore che abbia ottenuto l'assegnazione del credito pignorato ex art. 553 c.p.c. è inefficace, ai sensi dell'art. 44 l.fall., se intervenuto successivamente alla dichiarazione di fallimento, non assumendo rilievo, a tal fine, l'anteriorità dell'assegnazione, che, disposta "salvo esazione", non determina l'immediata estinzione del debito dell'insolvente, sicché l'effetto satisfattivo per il creditore procedente è rimesso alla riscossione del credito, ossia ad un pagamento che, perché eseguito dopo la dichiarazione di fallimento del debitore, subisce la sanzione dell'inefficacia. Ed invero, fatta eccezione per l'ipotesi prevista dall'art. 56 l.fall., il principio della "par condicio creditorum", la cui salvaguardia costituisce la "ratio" della sottrazione al fallito della disponibilità dei suoi beni, è violato non solo dai pagamenti eseguiti dal debitore successivamente alla dichiarazione di fallimento, ma da qualsiasi atto estintivo di un debito a lui riferibile, anche indirettamente, effettuato con suo denaro o per suo incarico o in suo luogo, dovendosi ricondurre a tale categoria il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore del fallito destinatario dell'assegnazione coattiva del credito ex art. 553 c.p.c., la cui valenza estintiva opera, oltre che per il suo debito nei confronti del creditore assegnatario, anche per quello del fallito, e lo fa con mezzi provenienti dal patrimonio di quest'ultimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 22 Gennaio 2016, n. 1227.


Ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c. - Pagamento del terzo "debitor debitoris " successivamente al fallimento del debitore esecutato - Inefficacia ex art. 44 l.fall. - Sussistenza nei limiti del rapporto tra fallito e creditore procedente - Obbligo di quest'ultimo alla restituzione.
In caso di assegnazione ai sensi dell'art. 553 c.p.c., il pagamento eseguito dal terzo "debitor debitoris" in favore del creditore assegnatario estingue sia il suo debito nei confronti del debitore esecutato che quello di quest'ultimo verso il creditore predetto, sicché, ove lo stesso sia successivo al fallimento del menzionato debitore, è privo di effetti, ex art. 44 l.fall., ma solo nel rapporto obbligatorio tra il fallito e quel creditore, che, pertanto, è l'unico soggetto obbligato alla restituzione al curatore di quanto ricevuto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 17 Dicembre 2015, n. 25421.


Pignoramento presso terzi - Inefficacia del pagamento del terzo ex articolo 44 L.F .
È inefficace, ai sensi dell'articolo 44 L.F., il pagamento effettuato dopo la dichiarazione di fallimento dal terzo pignorato debitore del fallito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 09 Giugno 2014.


Ordinanza di assegnazione del credito ex art. 553 c.p.c. - Idoneità ad essere posta in esecuzione per mezzo del giudizio di ottemperanza - Sussiste - Assegnazione pro solvendo - Estinzione del diritto del creditore procedente - Avviene soltanto con il pagamento che il debitore assegnato effettua all'assegnatario (art. 2928 c.c.) -  Fallimento - Art. 44 l.f. - Applicabilità ai pagamenti effettuati dal terzo debitor debitoris - Sussiste - Concordato preventivo - Art. 44 l.f. - Non si applica - Art. 167, comma 2, l.f. - Non si applica al pagamento fatto dal debitore assegnato - Art. 168 l.f. - Non si applica al giudizio di ottemperanza nei confronti del debitor debitoris..
Sebbene l'ordinanza di assegnazione determini il trasferimento coattivo del credito dal debitore esecutato al creditore assegnatario, nondimeno il credito del terzo nei confronti del debitore esecutato non si estingue con l'assegnazione, ma rimane quiescente per effetto della condizione del “salvo esazione”. Operando l’assegnazione pro solvendo, essa non produce l’effetto dell’immediata liberazione del debitore esecutato verso il creditore pignorante, la quale si verifica soltanto con il pagamento che il debitore assegnato esegua al creditore assegnatario (art. 2928 c.c.), momento nel quale questi realizza il pieno effetto satisfattivo dell'assegnazione che, quindi, integra una datio in solutum condizionata al pagamento integrale. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

Il pagamento del terzo debitore eseguito a favore del creditore assegnatario, oltre ad essere revocabile a norma dell'art. 67 l. fall. se intervenuto nell’anno antecedente il fallimento, ricade nell’ambito applicativo dell’art. 44 l. fall., che sanziona con l’inefficacia i pagamenti eseguiti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento, ancorché in forza di provvedimento di assegnazione in data anteriore. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo, non si applica l'art. 44 l. fall., Per cui il pagamento eseguito dal debitor debitoris al creditore procedente ha sempre effetto liberatorio anche per il debitore principale, fermo restando l'obbligo del creditore accipiente di restituire alla massa quanto indebitamente percepito. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

L'art. 168 l. fall., il quale fa divieto ai creditori, dalla data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, non si applica al giudizio di ottemperanza promosso non già nei confronti del debitore, ma nei confronti del terzo pignorato. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)
T.A.R. Firenze, 05 Marzo 2014.


Rapporti tra art. 168, primo comma, l.f. e ordinanza di assegnazione del credito ex art. 553 c.p.c.  anteriore all'ammissione al concordato preventivo - Pagamento effettuato al creditore procedente - Efficacia liberatoria per il debitore - Sussiste - Obbligo del creditore di restituire alla massa quanto indebitamente percepito - Sussiste - Somme non ancora corrisposte - Obbligo di pagamento alla società alla concordato - Sussiste..
La norma di cui all'art. 168, primo comma, legge fall., che fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato del provvedimento di omologazione, se non sottrae il creditore preconcordatario accipiente all'obbligo di restituire alla massa quanto indebitamente percepito, non priva di efficacia liberatoria il medesimo pagamento per il "debitor debitoris" che adempia, nel corso del concordato preventivo e prima della dichiarazione di fallimento, all'ordinanza di assegnazione del credito disposta nella esecuzione individuale anteriormente iniziata contro il medesimo debitore (Principio enunciato in una fattispecie nella quale la S.C., dopo aver precisato che l'art. 44 legge fall. non trova applicazione in tema di concordato preventivo, ha rigettato il ricorso avverso la sentenza che aveva respinto la domanda con cui il curatore del fallimento aveva chiesto la condanna del terzo pignorato al pagamento della somma corrisposta al creditore per effetto dell'ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell'esecuzione) " (cfr. Cass. civ., Sez. I, 02/10/2008, n. 24476). (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

Il debito ancora esistente in capo al debitore principale, ancorché oggetto dell'ordinanza di assegnazione, deve essere invece estinto mediante pagamento alla società in concordato, in ossequio al principio della par condicio creditorum. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)
Tribunale Livorno, 04 Febbraio 2014.


Procedure espropriative e fallimento – Art. 44 L.F. – Pagamento eseguito dal terzo debitore del soggetto fallito dopo la dichiarazione di fallimento – Inefficacia anche in caso di pagamento effettuato in osservanza di un’ordinanza di assegnazione coattiva del credito emessa ai sensi dell’art. 553 c.p.c...
Ai sensi dell’art. 44 L.F sono inefficaci nei confronti dei creditori concorsuali i pagamenti e gli atti compiuti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento; pertanto, le somme o i beni di cui il fallito abbia inefficacemente disposto continuano a far parte del patrimonio fallimentare e, se ne sono usciti, vi debbono essere riversati, al fine di preservare l’attivo fallimentare e tutelare la par condicio creditorum. Invero, il principio della par condicio creditorum, la cui salvaguardia costituisce la ratio della sottrazione al fallito della disponibilità dei suoi beni, è violato non solo dai pagamenti eseguiti dal debitore successivamente alla dichiarazione di fallimento, ma da qualsiasi atto estintivo di un debito a lui riferibile, sia pur indirettamente, in quanto effettuato con suo denaro. A quest'ultima categoria va ricondotto il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore del fallito che abbia ottenuto l'assegnazione coattiva del credito ai sensi dell'art. 553 c.p.c.. Né assume rilievo la data di emanazione dell’ordinanza rispetto a quella della pronuncia della sentenza di fallimento, rilevando unicamente il momento della corresponsione delle somme. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 19 Marzo 2013.


Procedure espropriative e fallimento – Pagamento eseguito dal terzo debitore del soggetto fallito dopo la dichiarazione di fallimento – Art. 44 L.F. – Soggetti tenuti alla restituzione..
Il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore del fallito che abbia ottenuto l’assegnazione coattiva del credito ex art. 553 c.p.c. dopo la dichiarazione del fallimento, è inefficace ai sensi dell’art. 44 L.F. Alla dichiarazione di inefficacia consegue la condanna alla restituzione delle somme ricevute in virtù dell’ ordinanza di assegnazione, al fine di reintegrare la garanzia patrimoniale del debitore fallito. I soggetti tenuti alla restituzione vanno individuati nei creditori assegnatari, i quali, avendo ricevuto il pagamento oggetto della dichiarazione di inefficacia, sono tenuti alla reintegrazione del patrimonio del fallito in ossequio al principio della par condicio creditorum. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 19 Marzo 2013.


Esecuzione forzata - Ordinanza di assegnazione in favore del creditore procedente fallito - Opposizione del debitore - Carenza di interesse - Fondamento.
In tema di esecuzione mobiliare presso terzi, il debitore esecutato che non possa più, anche per ragioni di rito, contestare l'esistenza del proprio debito, non ha interesse a dolersi dell'ordinanza di assegnazione di un suo credito in favore di un suo creditore, anche se quest'ultimo abbia intrapreso l'espropriazione mobiliare presso terzi dopo la dichiarazione del fallimento, ove il provvedimento di assegnazione specifichi che il pagamento deve essere effettuato agli organi della curatela, atteso che la normativa sull'incapacità processuale del fallito è dettata nell'esclusivo interesse della massa e non del singolo debitore del fallito medesimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 18 Gennaio 2012, n. 694.


Procedimento civile – Espropriazione presso terzi – Ordinanza di assegnazione – Impugnabilità – Ricorso per cassazione – Esclusione..
Nel procedimento di espropriazione presso terzi, l'ordinanza con cui il giudice dell'esecuzione modifica una precedente ordinanza di assegnazione non è impugnabile con ricorso per Cassazione ex art. 111 Cost. ma con l'opposizione agli atti esecutivi. (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 28 Aprile 2011.


Procedimento civile – Espropriazione presso terzi – Ordinanza di assegnazione – Natura satisfattiva – Immodificabilità..
L’ordinanza di assegnazione di crediti in un procedimento di pignoramento presso terzi ha carattere pienamente satisfattivo ed è, in sé e salvo impugnazioni, immodificabile e irrevocabile. (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 28 Aprile 2011.


Espropriazione presso terzi a carico del debitore fallito - Pagamento al creditore procedente da parte del terzo assegnato - Inefficacia ex art. 44 legge fall. - Sussistenza - Fondamento.
In caso di fallimento del debitore già assoggettato ad espropriazione presso terzi, il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore che abbia ottenuto l'assegnazione del credito pignorato a norma dell'art. 553 cod. proc. civ. è inefficace, ai sensi dell'art. 44 legge fall., se intervenuto successivamente alla dichiarazione di fallimento, non assumendo alcun rilievo, a tal fine, la circostanza che l'assegnazione sia stata disposta in data anteriore. L'assegnazione, infatti, non determina l'immediata estinzione del debito dell'insolvente, in quanto, avendo essa luogo "salvo esazione", l'effetto satisfattivo per il creditore procedente è rimesso alla successiva riscossione del credito assegnato, con la conseguenza che è al pagamento eseguito dopo la dichiarazione di fallimento del debitore che deve essere ricollegata l'efficacia estintiva idonea a giustificare la sanzione dell'inefficacia Ed invero, fatta eccezione per l'ipotesi prevista dall'art. 56 legge fall., il principio della "par condicio creditorum", la cui salvaguardia costituisce la "ratio" della sottrazione al fallito della disponibilità dei suoi beni, è violato non solo dai pagamenti eseguiti dal debitore successivamente alla dichiarazione di fallimento, ma da qualsiasi atto estintivo di un debito a lui riferibile, sia pur indirettamente, in quanto effettuato con suo denaro o per suo incarico o in suo luogo e a tale categoria va ricondotto il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore del fallito che abbia ottenuto l'assegnazione coattiva del credito ai sensi dell'art. 553 cod. proc. civ.. Il terzo debitore che esegue il pagamento dopo la dichiarazione di fallimento estingue, infatti, oltre al suo debito nei confronti del creditore assegnatario, anche il debito del fallito, e lo fa con mezzi provenienti dal patrimonio di quest'ultimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 Marzo 2011, n. 7508.


Anteriorità al fallimento dell'ordinanza di assegnazione - Pagamento del terzo "assegnato" dopo la dichiarazione di fallimento - Al curatore fallimentare - Spettanza - Fondamento.
In tema di espropriazione forzata presso terzi, l'attuazione delle ordinanze di assegnazione del giudice dell'esecuzione si compie non al momento della loro emissione, bensì quando il terzo, debitore del debitore, effettua il pagamento nei confronti del creditore assegnatario; ne consegue che se sopraggiunga la dichiarazione di fallimento del debitore esecutato il terzo deve pagare quanto dovuto al curatore del fallimento, poiché il debitore, dopo tale dichiarazione, perde, ai sensi dell'art. 44 legge fall., il diritto di disporre del proprio patrimonio e non può effettuare alcun pagamento (anche non volontario), restando irrilevante che all'epoca della pronuncia delle predette ordinanze il creditore conoscesse o meno lo stato di insolvenza dell'esecutato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 2011, n. 5994.


Esecuzione forzata - Assegnazione di crediti - Trasferimento del credito al pignorante - Immediatezza - Sussistenza - Liberazione del debitore esecutato - Condizioni - Pagamento integrale del credito - Necessità - Natura.
In tema di espropriazione presso terzi, l'ordinanza di assegnazione al creditore del credito spettante verso il terzo al debitore esecutato, opera il trasferimento coattivo ed immediato del credito stesso al creditore pignorante, alla stregua di una "datio in solutum", oltre che la conclusione dell'espropriazione; peraltro l'assegnazione del credito, in quanto disposta in pagamento salvo esazione ai sensi dell'art. 553 cod. proc. civ., non opera anche l'immediata estinzione del credito per cui si è proceduto in via esecutiva, la quale è assoggettata alla condizione sospensiva del pagamento che il terzo assegnato esegua al creditore assegnatario, evento con il quale si realizza il duplice effetto estintivo del debito del "debitor debitoris" nei confronti del debitore esecutato e del debito di quest'ultimo verso il creditore assegnatario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 Gennaio 2011, n. 7508.


Concordato preventivo - Divieto per i creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Espropriazione presso terzi - Ordinanza di assegnazione del credito - Successivo pagamento da parte del terzo pignorato - Efficacia liberatoria per il "debitor debitoris" nei confronti dei creditori - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie.
In tema di concordato preventivo, la norma di cui all'art. 168, primo comma, legge fall., che fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato del provvedimento di omologazione, se non sottrae il creditore preconcordatario accipiente all'obbligo di restituire alla massa quanto indebitamente percepito, non priva di efficacia liberatoria il medesimo pagamento per il "debitor debitoris" che adempia, nel corso del concordato preventivo e prima della dichiarazione di fallimento, all'ordinanza di assegnazione del credito disposta nella esecuzione individuale anteriormente iniziata contro il medesimo debitore. (Principio enunciato in una fattispecie nella quale la S.C., dopo aver precisato che l'art. 44 legge fall. non trova applicazione in tema di concordato preventivo, ha rigettato il ricorso avverso la sentenza che aveva respinto la domanda con cui il curatore del fallimento aveva chiesto la condanna del terzo pignorato al pagamento della somma corrisposta al creditore per effetto dell'ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell'esecuzione). (Massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2008, n. 24476.


Cessione "pro solvendo" o "datio in solutum" condizionata al pagamento del debito assegnato - Conseguenze - Fallimento del debitore pignorato - Azione revocatoria ex art. 67 legge fall. o dichiarazione d'inefficacia ex art. 44 legge fall. - Oggetto - Assegnazione - Esclusione - Pagamento - Sussistenza.
Poiché nel procedimento di espropriazione presso il terzo debitore l'effetto dell'ordinanza di assegnazione si configura come una cessione "pro solvendo" o una "datio in solutum" condizionata al pagamento della somma dovuta in favore del creditore procedente , l'effetto satisfattivo del diritto del creditore non coincide con il predetto provvedimento, che chiude il procedimento esecutivo e determina il trasferimento del credito pignorato, ma è rimesso alla successiva riscossione dell'importo assegnato. È a quest'ultimo momento, pertanto, che occorre fare riferimento, in caso di fallimento del debitore assoggettato ad esecuzione, ai fini della verifica in ordine della dichiarazione d'inefficacia dell'atto ai sensi dell'art. 44 della legge fall., ovvero alla sua revocabilità ai sensi dell'art. 67 della stessa legge, senza che assuma alcun rilievo la circostanza che l'assegnazione abbia avuto luogo in epoca anteriore ai termini previsti da dette disposizioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Gennaio 2006, n. 1544.


Pagamenti coattivi di debiti del fallito nell'ambito di procedure di espropriazione presso terzi - Pagamento del terzo "assegnato" eseguito dopo la dichiarazione di fallimento - Inefficacia ex art. 44 legge fall. - Configurabilità - Anteriorità al fallimento dell'ordinanza di assegnazione - Irrilevanza - Ragione.
In tema di pagamenti coattivi di debiti del fallito nell'ambito di procedure di espropriazione presso terzi, come è revocabile, ai sensi dell'art. 67, secondo comma, legge fall., il pagamento - e non già l'ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell'esecuzione - eseguito dal terzo debitore "assegnato" in favore del creditore "assegnatario" nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento, così pure è inefficace, ai sensi dell'art. 44 legge fall., il medesimo pagamento ove sia intervenuto successivamente a tale dichiarazione, ancorché in base a provvedimento di assegnazione di data anteriore. Né vale opporre che, ai fini sia della revoca che dell'inefficacia, sarebbe determinante non già il soddisfacimento del creditore, ma il depauperamento del debitore, che si realizza con l'assegnazione coattiva del credito: giacché, al contrario, oggetto tanto dell'una che dell'altra è il pagamento - cui si connette la violazione della "par condicio creditorum" - il quale si perfeziona solo con l'adempimento da parte del "debitor debitoris", come risulta dall'inequivoco disposto degli artt. 553, comma primo, cod. proc. civ. e 2928 cod. civ. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Gennaio 2006, n. 463.


Pagamento del terzo "assegnato" eseguito dopo la dichiarazione di fallimento - Conseguenze - Azione revocatoria fallimentare - Esperimento - Necessità - Esclusione - Inefficacia del pagamento ex art.44 legge fall. - Configurabilità.
Il provvedimento del giudice dell'esecuzione, con il quale venga disposta l'assegnazione di una somma di denaro al creditore procedente, implica che la proprietà di detta somma sia attribuita al debitore fino a quando non se ne realizzi, in concreto, il passaggio nella sfera patrimoniale del creditore (cd. "traditio in manum"), con la conseguenza che l'eventuale sentenza di fallimento pronunciata prima del materiale pagamento della somma assegnata preclude al creditore la facoltà di pretenderne la consegna onde soddisfare il proprio credito al di fuori della procedura fallimentare, e con la conseguenza, ancora, che l'atto materiale di consegna "de quo" è viziato da inefficacia ex art.44 della legge fallimentare, senza che sia, all'uopo, necessario l'esperimento dell'azione revocatoria (funzionale all'impugnazione di atti realizzatisi durante il periodo sospetto, e non anche dopo la dichiarazione di fallimento, come il pagamento del terzo debitore del fallito, assegnato coattivamente ex art.553 cod. proc. civ. al creditore che abbia promosso l'azione esecutiva presso il terzo, cessando, in tal caso, il debitore "assegnato" di essere soggetto agli effetti dell'ordinanza di assegnazione, sempre che, al momento del fallimento, non abbia ancora estinto con il pagamento al creditore il debito del fallito). L'inefficacia dei pagamenti ex art.44 legge fall. che colpisce gli atti posti in essere dal fallito dopo la sentenza dichiarativa, trovando la sua "ratio" nella perdita, coeva al fallimento, del diritto di disporre da parte del debitore del fallimento, piuttosto che nel pregiudizio sofferto dai creditori, si distingue da quella conseguente al vittorioso esperimento dell'azione revocatoria, sicchè la relativa azione non è soggetta a prescrizione, attesane la funzionalità ad una declaratoria di nullità di pieno diritto nei confronti del fallimento e dei creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 30 Marzo 2005, n. 6737.


Procedura di espropriazione individuale in corso al momento della dichiarazione di fallimento - Intervento del curatore in sede di opposizione agli atti esecutivi al fine di richiederne l'interruzione - Dopo il provvedimento di assegnazione delle somme - Effetti - Improcedibilità della esecuzione individuale ex art. 51 legge fall. - Sussistenza.
In tema di esecuzione mobiliare presso terzi, la procedura esecutiva non può considerarsi definita fino a quando non sia avvenuta la distribuzione delle somme ai creditori, non essendo a tal fine sufficiente il provvedimento di assegnazione che, disposto solo "pro solvendo" a norma dell'art. 553 cod. proc. civ., non importa l'immediata liberazione dei debitori; peraltro, anche la pendenza del giudizio di opposizione, sia pure agli atti esecutivi, non consente di considerare esaurito il procedimento di esecuzione, ripercuotendosi la relativa decisione proprio in tale procedimento attraverso la verifica della regolarità dei singoli atti oggetto dell'opposizione, con la conseguenza che, in caso di dichiarazione di fallimento del debitore, l'intervento del curatore che chiede, anche in sede di opposizione e pur dopo il provvedimento di assegnazione, l'interruzione della procedura di espropriazione individuale, comporta l'improcedibilità della stessa ai sensi dell'art. 51 legge fall. ed il suo assorbimento in quella collettiva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Luglio 1999, n. 6968.