LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO III
Dell'espropriazione presso terzi
SEZIONE I
Del pignoramento e dell'intervento

Art. 546

Obblighi del terzo
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Dal giorno in cui gli è notificato l'atto previsto nell'articolo 543, il terzo è soggetto, relativamente alle cose e alle somme da lui dovute e nei limiti dell'importo del credito precettato aumentato della metà, agli obblighi che la legge impone al custode. Nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore di somme a titolo di stipendio, salario, altre indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonche' a titolo di pensione, di indennita' che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, gli obblighi del terzo pignorato non operano, quando l'accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento, per un importo pari al triplo dell'assegno sociale; quando l'accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, gli obblighi del terzo pignorato operano nei limiti previsti dall'articolo 545 e dalle speciali disposizioni di legge. (1)

II. Nel caso di pignoramento eseguito presso più terzi, il debitore può chiedere la riduzione proporzionale dei singoli pignoramenti a norma dell'articolo 496 ovvero la dichiarazione di inefficacia di taluno di essi; il giudice dell'esecuzione, convocate le parti, provvede con ordinanza non oltre venti giorni dall'istanza.



________________
(1) Periodo aggiunto dall'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 (entrato in vigore il 27 giugno 2015), convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132. La modifica si applica esclusivamente alle procedure esecutive iniziate successivamente alla data di entrata in vigore del citato decreto.

GIURISPRUDENZA

Processo esecutivo – Esecuzione mobiliare presso terzi – Rinuncia agli atti – Obbligo di custodia da parte del terzo pignorato – Permane fino al provvedimento del giudice – Onere di comunicazione della rinuncia al terzo pignorato – Spetta al creditore procedente.
La rinuncia agli atti effettuata dal creditore procedente non è sufficiente per liberare i terzi pignorati dagli obblighi di custodia di cui all’art.546 c.p.c., non essendo i terzi pignorati “parte” del processo esecutivo. È necessario il provvedimento del giudice.
L’onere di comunicare l’avvenuta rinunzia ai terzi pignorati spetta al creditore procedente, conformemente alla prescrizione dettata in tema di inefficacia del pignoramento per mancato deposito della nota di iscrizione a ruolo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 07 Novembre 2016.


Pignoramento presso terzi – Pagamento al debitore da parte dei funzionari AUSL in pendenza di ricorso per concordato in bianco, depositato successivamente al pignoramento, sulla base di reiterate richieste del debitore tramite il proprio legale – Configurabilità dei reati di cui agli artt. 388 c.p. “Mancata esecuzione di un ordine del giudice”, 323 c.p. “Abuso d’ufficio”, art. 388 bis c.p. “Violazione colposa dei doveri di custodia di cose sottoposte a pignoramento ovvero a sequestro giudiziario o conservativo” – Esclusione – Assenza dell’elemento soggettivo in relazione agli artt. 388 e 323 c.p. – Assenza di colpa in relazione all’art. 388 bis c.p. – Assenza di elementi di reato a carico del debitore e del suo legale.
È infondata la notizia di reato con riferimento alla fattispecie di cui all'art. 388 c.p., avuto precipuo riguardo all'elemento soggettivo, non ravvisandosi dagli atti la volontà, ad opera degli indagati, organi dell'AUSL, di eludere l'esecuzione di un provvedimento del giudice civile e, comunque, di frustrare le esigenze perseguite dal creditore, atteso che deve considerarsi sostanzialmente veritiera la dichiarazione negativa di terzo ex art. 547 c.p.c., dato che i pagamenti effettuati successivamente al pignoramento erano stati eseguiti da parte degli indagati a seguito di reiterate istanze della Farmacia debitrice fondate sulla comprovata presentazione, da parte di quest'ultima, di ricorso prenotativo ex art. 161 comma IV L. Fall., e, successivamente, di istanza per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo.
A prescindere o meno dalla correttezza dell'operato tenuto dagli indagati, può più che fondatamente escludersi nel loro operato la ravvisabilità dell'elemento soggettivo tipizzato dall'art. 388 c.p., il quale postula "la volontà cosciente del colpevole di eludere la esecuzione di un provvedimento del giudice" (Cass., Sez. VI, sentenza n. 25905 del 16.04.2015), oppure di sottrarre la cosa di proprietà sottoposta a pignoramento.
Deve escludersi altresì il dolo in relazione all’art. 323 c.p. dato che non sussistono circostanze che inducano a ritenere che gli atti amministrativi contestati siano stati perpetrati al fine e con la consapevolezza di arrecare alla persona offesa un pregiudizio caratterizzato dal requisito dell'ingiustizia - ovvero, della non spettanza in base alle norme dell'ordinamento giuridico -, tenuto conto dell'assenza di qualsivoglia elemento dal quale inferire la sussistenza di ragioni di risentimento o di malanimo nutriti dagli indagati.
Non sussiste inoltre la fattispecie di cui all'art. 388 bis c.p., non emergendo prova anche del carattere colposo della condotta tenuta dai funzionari dell’AUSL né tantomeno della solo asserita - in sede di opposizione alla richiesta di archiviazione - "negligenza gravissima".
Da ultimo, non si ravvisano elementi di reità a carico della debitrice, titolare della farmacia, e del di lei legale, essendosi i medesimi limitati a richiedere il pagamento delle somme spettanti alla farmacia sulla base di prospettazioni giuridiche. (Gianluca Dalla Riva) (riproduzione riservata)
Tribunale Teramo, 11 Aprile 2016.