LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO II
Dell'espropriazione mobiliare presso il debitore
SEZIONE II
Dell'intervento dei creditori

Art. 528

Intervento tardivo
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. I creditori chirografari che intervengono successivamente ai termini di cui all'articolo 525, ma prima del provvedimento di distribuzione, concorrono alla distribuzione della parte della somma ricavata che sopravanza dopo soddisfatti i diritti del creditore pignorante, dei creditori privilegiati e di quelli intervenuti in precedenza (2).

II. I creditori che hanno un diritto di prelazione sulle cose pignorate, anche se intervengono a norma del comma precedente, concorrono alla distribuzione della somma ricavata in ragione dei loro diritti di prelazione.



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(2) Comma così sostituito, in sede di conversione, dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv. con modif., in l. 14 maggio 2005, n. 80, con effetto dal 1 marzo 2006.

GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata in genere – Intervento tardivo non titolato – Credito privilegiato – Accantonamento – Inammissibilità.
E' ammissibile l’intervento del creditore non titolato avente i requisiti di cui al comma 1° dell'art. 499 c.p.c. (nel caso di specie si trattava di creditore pignoratizio) in un momento successivo a quello previsto dal secondo comma di tale norma, prevalendo la disciplina del tempo dell'intervento di cui agli artt. 528, 551 e 566 c.p.c.; tuttavia, è preclusa la possibilità di riconoscimento del credito, sicché esso si ha sempre per disconosciuto e il creditore, per conseguire il diritto all’accantonamento in sede di distribuzione, deve presentare istanza in tal senso e dimostrare di avere agito nei trenta giorni successivi all’intervento per conseguire il titolo esecutivo nei confronti dell’esecutato. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 19 Gennaio 2016, n. 774.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Partecipazione dei creditori tardivi - Salvezza dei diritti di prelazione - Conseguenze - Recupero, per il creditore privilegiato, della quota già distribuita in precedente riparto - Immediatezza del recupero - Necessità.
In tema di riparto fallimentare, i creditori tardivamente insinuati al passivo conservano le loro ragioni di soddisfacimento integrale sulle somme ancora da ripartire, come risulta dall'inciso "salvi i diritti di prelazione" che figura al primo comma dell'art. 112 legge fallim., e tale salvezza è da intendersi - anche in analogia con il disposto degli artt. 528, ult. comma, e 566 cod. proc. civ. - nel senso della immediatezza (nella prima ripartizione successiva alla loro ammissione) del recupero e del ristabilimento della condizione di parità con gli altri creditori privilegiati nello stesso grado. (Nella fattispecie, la S.C. ha cassato il decreto del Tribunale che, in sede di reclamo, aveva confermato il decreto del giudice delegato che dichiarava esecutivo il primo piano di riparto parziale successivo all'ammissione di un creditore privilegiato rinviando, per quest'ultimo, al riparto finale il recupero della quota già distribuita in un riparto parziale precedente all'ammissione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Settembre 2003, n. 13895.