LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO II
Dell'espropriazione mobiliare presso il debitore
SEZIONE I
Del pignoramento

Art. 515

Cose mobili relativamente impignorabili
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Le cose, che il proprietario di un fondo vi tiene per il servizio e la coltivazione del medesimo, possono essere pignorate separatamente dall'immobile soltanto in mancanza di altri mobili; tuttavia il giudice dell'esecuzione, su istanza del debitore e sentito il creditore, può escludere dal pignoramento, con ordinanza non impugnabile, quelle tra le cose suindicate che sono di uso necessario per la coltura del fondo, o può anche permetterne l'uso, sebbene pignorate, con le opportune cautele per la loro conservazione e ricostituzione.

II. Le stesse disposizioni il giudice dell'esecuzione può dare relativamente alle cose destinate dal coltivatore al servizio o alla coltivazione del fondo.

III. Gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall'ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito; il predetto limite non si applica per i debitori costituiti in forma societaria e in ogni caso se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro.


GIURISPRUDENZA

Strumenti da lavoro – Impignorabilità – Attrezzatura Lavorativa Unica – Sussiste.
Nel caso di attrezzatura lavorativa unica si pone il problema di valutare come deve interpretarsi l'art. 515, co. 3, c.p.c. Due sono le opzioni, dibattute in dottrina (non constano precedenti giurisdizionali): o si pensa alla pignorabilità dell'unico bene per intero e si conclude per l'applicabilità del limite del quinto sul ricavato della vendita, restituendosi al debitore esecutato i quattro quinti; o si reputa che un'ipotesi siffatta faccia riespandere la categoria dell'impignorabilità assoluta (solo "allo stato", essendo sempre possibile che la situazione patrimoniale del debitore cambi nel tempo). Alla prima soluzione ostano due fondamentali rilievi: -pensare alla liquidazione dei beni con limitazione solo sul ricavato della vendita forzata è contro la stessa ratio della impignorabilità dei beni lavorativi (sia essa assoluta come relativa), cioè l'esigenza di conservare al debitore gli essenziali strumenti di lavoro al fine di consentire il suo sostentamento e quello della famiglia oltre alle future possibilità di pagare i suoi debiti; - del pari è contrario alla predetta ratio e anche al favor creditoris limitare la soddisfazione del creditore al quinto sul mero ricavato della vendita dei predetti beni strumentali poiché significherebbe la possibilità di lasciare parzialmente insoddisfatta la pretesa creditoria in un momento in cui i beni strumentali del debitore non ci sono più (per essere stati venduti). Va dunque preferita la seconda delle opzioni a fronte della specifica scelta del legislatore di aprire alla pignorabilità dei beni strumentali solo entro ristretti limiti e solo ove vi sia una pluralità di beni strumentali all’attività lavorativa, e ciò proprio sul presupposto che ove i beni lavorativi siano diversi, perderne una quota può non significare perdere ogni possibilità di lavorare e produrre reddito (sebbene ciò dipenda molto dalle caratteristiche dei beni stessi e dalla loro funzionalità). E d'altronde, è comune la riflessione che il riferimento al limite del quinto in questa norma, che appare mutuato dalla disciplina dei limiti alla pignorabilità dei redditi, in realtà tradisce un avvicinamento tra due situazioni ben diverse: un conto è la pignorabilità dei proventi del lavoro, cioè di valori in danaro, sempre possibile con un frazionamento e incidente solo sul ricavato del lavoro; altro conto è la pignorabilità degli strumenti lavorativi volti alla produzione del reddito, che non è evidentemente sempre possibile con il frazionamento e che incide fortemente sulla capacità di lavoro e non sui proventi dello stesso. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Trani, 05 Novembre 2014.


Espropriazione presso terzi - Esecuzione ex art. 72 bis D.P.R. 602/1973 - Pignoramento di conto corrente - Accrediti in conto corrente di pensioni - Impignorabilità. .
Qualora si dimostri che le somme affluite su un conto corrente o deposito bancario abbiano un'origine pensionistica, le stesse sono impignorabili per la parte necessaria ad assicurare al pensionato mezzi adeguati alle sue esigenze di vita, mentre è consentito il pignoramento del quinto della residua parte. (Cristian Tosoratti) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 03 Gennaio 2013.


Società per azioni con partecipazione pubblica - Natura giuridica di soggetto privato - Applicazione della normativa ordinaria - Patrimonio indisponibile degli enti pubblici - Esclusione..
La società per azioni con partecipazione pubblica ha natura giuridica di soggetto privato e ad essa deve essere applicata la disciplina ordinaria, non quella prevista dagli articoli 826 e seguenti c.c. in tema di patrimonio indisponibile degli enti pubblici, né quella prevista dall'articolo 515, comma 3, c.p.c. sull'impignorabilità degli strumenti indispensabili all'esercizio della professione. (Nel caso di specie, il Giudice dell'esecuzione ha respinto la domanda di sospensione della procedura esecutiva avente ad oggetto un bene utilizzato per la rimozione dei rifiuti). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli-Ischia, 06 Maggio 2011.