LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO I
Dell'espropriazione forzata in generale
SEZIONE III
Dell'intervento dei creditori

Art. 499

Intervento (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Possono intervenire nell'esecuzione i creditori che nei confronti del debitore hanno un credito fondato su titolo esecutivo, nonché i creditori che, al momento del pignoramento, avevano eseguito un sequestro sui beni pignorati ovvero avevano un diritto di pegno o un diritto di prelazione risultante da pubblici registri ovvero erano titolari di un credito di somma di denaro risultante dalle scritture contabili di cui all'articolo 2214 del codice civile.

II. Il ricorso deve essere depositato prima che sia tenuta l'udienza in cui è disposta la vendita o l'assegnazione ai sensi degli articoli 530, 552 e 569, deve contenere l'indicazione del credito e quella del titolo di esso, la domanda per partecipare alla distribuzione della somma ricavata e la dichiarazione di residenza o la elezione di domicilio nel comune in cui ha sede il giudice competente per l'esecuzione. Se l'intervento ha luogo per un credito di somma di denaro risultante dalle scritture di cui al primo comma, al ricorso deve essere allegato, a pena di inammissibilità, l'estratto autentico notarile delle medesime scritture rilasciato a norma delle vigenti disposizioni.

III. Il creditore privo di titolo esecutivo che interviene nell'esecuzione deve notificare al debitore, entro i dieci giorni successivi al deposito, copia del ricorso, nonché copia dell'estratto autentico notarile attestante il credito se l'intervento nell'esecuzione ha luogo in forza di essa.

IV. Ai creditori chirografari, intervenuti tempestivamente, il creditore pignorante ha facoltà di indicare, con atto notificato o all'udienza in cui è disposta la vendita o l'assegnazione, l'esistenza di altri beni del debitore utilmente pignorabili, e di invitarli ad estendere il pignoramento se sono forniti di titolo esecutivo o, altrimenti, ad anticipare le spese necessarie per l'estensione. Se i creditori intervenuti, senza giusto motivo, non estendono il pignoramento ai beni indicati ai sensi del primo periodo entro il termine di trenta giorni, il creditore pignorante ha diritto di essere loro preferito in sede di distribuzione.

V. Con l'ordinanza con cui è disposta la vendita o l'assegnazione ai sensi degli articoli 530, 552 e 569 il giudice fissa, altresì, udienza di comparizione davanti a sé del debitore e dei creditori intervenuti privi di titolo esecutivo, disponendone la notifica a cura di una delle parti. Tra la data dell'ordinanza e la data fissata per l'udienza non possono decorrere più di sessanta giorni.

VI. All'udienza di comparizione il debitore deve dichiarare quali dei crediti per i quali hanno avuto luogo gli interventi egli intenda riconoscere in tutto o in parte, specificando in quest'ultimo caso la relativa misura. Se il debitore non compare, si intendono riconosciuti tutti i crediti per i quali hanno avuto luogo interventi in assenza di titolo esecutivo. In tutti i casi il riconoscimento rileva comunque ai soli effetti dell'esecuzione. I creditori intervenuti i cui crediti siano stati riconosciuti da parte del debitore partecipano alla distribuzione della somma ricavata per l'intero ovvero limitatamente alla parte del credito per la quale vi sia stato riconoscimento parziale. I creditori intervenuti i cui crediti siano stati viceversa disconosciuti dal debitore hanno diritto, ai sensi dell'articolo 510, terzo comma, all'accantonamento delle somme che ad essi spetterebbero, sempre che ne facciano istanza e dimostrino di avere proposto, nei trenta giorni successivi all'udienza di cui al presente comma, l'azione necessaria affinché essi possano munirsi del titolo esecutivo.



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(1) Articolo così sostituito, in sede di conversione, dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv. con modif. in l. 14 maggio 2005, n. 80, come sostituito dall'art. 13 lett. c) l. 28 dicembre 2005, n. 263, con effetto dal 1 marzo 2006.

GIURISPRUDENZA

Esecuzione immobiliare – Intervento fondato su scritture contabili – Opposizione all’esecuzione – Inammissibilità.
E’ inammissibile l’opposizione all’esecuzione avverso un intervento non titolato fondato sulle scritture contabili del creditore allorché il debitore esecutato lamenti con l’opposizione la sussistenza o l’ammontare del credito fatto valere dal creditore intervenuto, essendo riservata alla sede della distribuzione a norma dell’art. 512 c.p.c. ogni contestazione in merito. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 01 Febbraio 2018.


Esecuzione forzata - Distribuzione della somma ricavata - Progetto di distribuzione - Esecuzione immobiliare - Intervento titolato - Onere del creditore di produrre il titolo in originale nel termine fissato dal giudice - Sussistenza - Titolo giudiziale - Deposito della copia del provvedimento spedita in forma esecutiva - Necessità - Acquisizione al fascicolo della procedura esecutiva - Possibilità di restituzione - Condizioni.
In tema di espropriazione immobiliare, il creditore che interviene in base ad un titolo esecutivo acquisisce una posizione processuale analoga a quella del creditore pignorante ed è dunque onerato, nel termine all’uopo fissato dal giudice, di depositare l’originale del titolo medesimo (o la copia del provvedimento, regolarmente spedita in forma esecutiva, se si tratti di un titolo giudiziale), che deve restare acquisito al fascicolo della procedura esecutiva quanto meno sino al momento in cui essa si conclude con il provvedimento di assegnazione delle somme dovute, salva la possibilità di restituzione (previa sostituzione con copia conforme), su disposizione del giudice, nell’ipotesi in cui il titolo stesso richieda ulteriore attività esecutiva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 25 Maggio 2017, n. 13163.


Esecuzione forzata in genere – Intervento tardivo non titolato – Credito privilegiato – Accantonamento – Inammissibilità.
E' ammissibile l’intervento del creditore non titolato avente i requisiti di cui al comma 1° dell'art. 499 c.p.c. (nel caso di specie si trattava di creditore pignoratizio) in un momento successivo a quello previsto dal secondo comma di tale norma, prevalendo la disciplina del tempo dell'intervento di cui agli artt. 528, 551 e 566 c.p.c.; tuttavia, è preclusa la possibilità di riconoscimento del credito, sicché esso si ha sempre per disconosciuto e il creditore, per conseguire il diritto all’accantonamento in sede di distribuzione, deve presentare istanza in tal senso e dimostrare di avere agito nei trenta giorni successivi all’intervento per conseguire il titolo esecutivo nei confronti dell’esecutato. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 19 Gennaio 2016, n. 774.


Espropriazione esattoriale - Modifica all’articolo 76 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 - Impossibilità di proseguire l’azione esecutiva - Cancellazione della trascrizione del pignoramento per ordine del giudice dell’esecuzione o su iniziativa dell’agente della riscossione

Espropriazione esattoriale - Modifica all’articolo 76 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 - Applicazione ai processi pendenti - Applicazione dei singoli atti compiuti successivamente all’entrata in vigore della modifica legislativa
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In tema di espropriazione immobiliare esattoriale, qualora sia stato eseguito il pignoramento immobiliare mediante la trascrizione e la notificazione dell'avviso di vendita ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 78 ed il processo sia ancora pendente alla data del 21 agosto 2013 (di entrata in vigore del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, art. 52, comma 1, lett. g), convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98, ai sensi del D.L. n. 69 del 2013, art. 86 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 194 Suppl. Ord. del 20 agosto 2013), l'azione esecutiva non può più proseguire e la trascrizione del pignoramento va cancellata, su ordine del giudice dell'esecuzione o per iniziativa dell'agente della riscossione, quando l'espropriazione ha ad oggetto l'unico immobile di proprietà del debitore, che non sia bene di lusso e sia destinato ad abitazione del debitore, il quale ivi abbia la propria residenza anagrafica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'art. 76 (1) del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, così come sostituito dal D.L. 21 giugno 2013, n. 69, art. 52, comma 1, lett. g), convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98, si applica non solo ai processi iniziati successivamente alla sua entrata in vigore, ma anche ai singoli atti, ad essa successivamente compiuti, di processi iniziati prima della sua entrata in vigore, quand’anche la nuova norma sia più rigorosa per le parti rispetto a quella vigente all’epoca di introduzione del giudizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, 12 Settembre 2014, n. 19270.


Sequestro conservativo – Conversione in pignoramento solo per l’importo oggetto di successiva condanna – Perdita di efficacia per l’importo maggiore per il quale non è intervenuta condanna..
Il sequestro conservativo si converte in pignoramento nei limiti del credito per il quale è intervenuta la successiva condanna, non anche per l’importo eventualmente maggiore fino al quale il sequestro stato autorizzato; e per l’importo per il quale non è intervenuta condanna, il sequestro può conservare efficacia. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Laddove un provvedimento giurisdizionale provvisoriamente esecutivo sia posto in esecuzione e venga poi modificato da altro provvedimento anch’esso esecutivo, nel caso di modifica in aumento, il creditore procedente può spiegare intervento sulla base del nuovo titolo; nel caso invece di modifica in diminuzione, l’esecuzione prosegue solo nei limiti fissati dal nuovo titolo. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 04 Marzo 2014.


Esecuzione immobiliare - Intervento del creditore non munito di titolo esecutivo - Attivazione del procedimento di riconoscimento del credito - Intervento precedente all'udienza ex articolo 569 c.p.c. - Necessità..
Nell'esecuzione immobiliare, il creditore intervenuto senza titolo esecutivo può beneficiare del procedimento di riconoscimento del credito solo nel caso in cui intervenga prima dell'udienza fissata ai sensi dell'articolo 569 c.p.c. Conseguentemente, deve tenersi inammissibile l'intervento non titolato spiegato in epoca successiva all'emissione del provvedimento di autorizzazione alla vendita del compendio pignorato. (Ferdinando Serapiglia) (riproduzione riservata) Tribunale Paola, 26 Agosto 2011.


Esecuzione forzata – Titolo esecutivo – Perdita di efficacia – Sospensione – Intervento di altro creditore munito di titolo esecutivo – Riassunzione del processo esecutivo – Ammissibilità (artt. 624, 626, 627 c.p.c.).

Esecuzione forzata – Titolo esecutivo – Perdita di efficacia – Sospensione dell’esecuzione – Intervento in riassunzione di altro creditore munito di titolo esecutivo – Pignoramento successivo – Opponibilità ai terzi del vincolo costituito dal primo pignoramento – Continuità del vincolo – Sussistenza.
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Il creditore munito di titolo esecutivo può non solo intervenire nel processo esecutivo sospeso, ma anche dare nuovo impulso allo stesso. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

Al creditore intervenuto (eventualmente con nuovo pignoramento) non è opponibile l’eventuale alienazione dell’immobile sottoposto ad esecuzione in forza di un valido pignoramento, trascritto anteriormente alla stessa, benché quest’ultima sia stata trascritta prima del pignoramento successivo, posto che l’effetto di indisponibilità (ed opponibilità) a vantaggio di tutti  i creditori dell’esecuzione promana dal solo primo pignoramento, finché esso rimanga valido, mentre il pignoramento successivo serve a saldare la continuità procedurale ove venga a mancare il primo pignoramento, consentendo di portare a termine l’esecuzione già intrapresa. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 21 Giugno 2011.


Esecuzione forzata – Titolo esecutivo – Perdita di efficacia – Sospensione dell’esecuzione – Intervento in riassunzione di altro creditore munito di titolo esecutivo – Pignoramento successivo – Opponibilità ai terzi del vincolo costituito dal primo pignoramento – Continuità del vincolo – Sussistenza..
Al creditore intervenuto (eventualmente con nuovo pignoramento) non è opponibile l’eventuale alienazione dell’immobile sottoposto ad esecuzione in forza di un valido pignoramento, trascritto anteriormente alla stessa, benché quest’ultima sia stata trascritta prima del pignoramento successivo, posto che l’effetto di indisponibilità (ed opponibilità) a vantaggio di tutti  i creditori dell’esecuzione promana dal solo primo pignoramento, finché esso rimanga valido, mentre il pignoramento successivo serve a saldare la continuità procedurale ove venga a mancare il primo pignoramento, consentendo di portare a termine l’esecuzione già intrapresa. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 21 Giugno 2011.


Procedimento esecutivo immobiliare – Obblighi del custode giudiziario – Obbligo del pagamento dell’ICI..
Il custode giudiziario di cespite pignorato non è tenuto al pagamento dell’ICI gravante sull’immobile staggito, dovuta per ciascun anno di possesso dal pignoramento fino all’emissione del decreto di trasferimento, né ad inserire di propria iniziativa l’importo del tributo nel progetto di riparto, salvo che, ovviamente, l’ente impositore e, per esso, l’agente della riscossione non avanzino apposita domanda di intervento ex art. 499 c.p.c.. (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 05 Maggio 2011.


Esecuzione forzata – Espropriazione Immobiliare – Caducazione del titolo esecutivo – Creditori Intervenuti – Prosecuzione dell’azione esecutiva – Esclusione..
La S.C. ha affermato che la caducazione del pignoramento iniziale, se non integrato da pignoramenti successivi, travolge ogni intervento, titolato o meno, con la conseguenza che i creditori intervenuti, anche se muniti di titolo, non possono proseguire nell’azione esecutiva immobiliare. (fonte: CED – Corte di Cassazione). Cassazione civile, 13 Febbraio 2009, n. 3531.