LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO I
Del titolo esecutivo e del precetto

Art. 479

Notificazione del titolo esecutivo e del precetto
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se la legge non dispone altrimenti, l'esecuzione forzata deve essere preceduta dalla notificazione del titolo in forma esecutiva e del precetto.

II. La notificazione del titolo esecutivo deve essere fatta alla parte personalmente a norma degli articoli 137 e seguenti (1).

III. Il precetto può essere redatto di seguito al titolo esecutivo ed essere notificato insieme con questo, purché la notificazione sia fatta alla parte personalmente.



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(1) Le parole «ma, se esso è costituito da una sentenza, la notificazione, entro l'anno dalla pubblicazione, può essere fatta a norma dell'articolo 170» alla fine del comma, sono state soppresse, in sede di conversione, dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv. con modif., in l. 14 maggio 2005, n. 80, con effetto dal 1 marzo 2006.

GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata - Mobiliare - Presso terzi - In genere - Ordinanza emessa ai sensi dell'art. 553 c.p.c. - Natura - Titolo esecutivo nei confronti del terzo - Possibilità di notifica contestualmente all'atto di precetto - Insussistenza - Fondamento - Conseguenze.
In tema di espropriazione presso terzi, ove l’ordinanza di assegnazione venga notificata in forma esecutiva contestualmente al precetto, senza che sia stata preventivamente comunicata o altrimenti resa nota al terzo debitore, le spese sostenute per il precetto restano a carico del creditore procedente, atteso che l’ordinanza ex art. 553 c.p.c. acquista efficacia esecutiva soltanto dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo o dal momento successivo specificamente indicato nell'ordinanza di assegnazione, risultando, pertanto, inapplicabile l’art. 479, comma 3, c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Agosto 2017, n. 19986.


Titolo esecutivo – Notificazione – Esecuzione – Titolo esecutivo giudiziale formato nei confronti di un condominio – Azione esecutiva intrapresa nei confronti di un condomino – Notificazione del precetto e del titolo esecutivo – Necessità.
In tema di procedimento di esecuzione, ove il titolo esecutivo giudiziale si sia formato nei confronti del condominio, il creditore che intenda procedere nei confronti del singolo condomino quale obbligato “pro quota” deve preventivamente notificare a quest’ultimo il titolo esecutivo ed il precetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 29 Marzo 2017, n. 8150.


Espropriazione forzata - Presso terzi - Ordinanza di assegnazione al creditore procedente - Titolo esecutivo nei confronti del terzo - Condizioni - Conoscenza da parte del terzo - Necessità - Omissione - Abuso dello strumento esecutivo nei confronti del terzo assegnato, non ancora inadempiente - Conseguenze - Spese del precetto a carico del creditore procedente.
In tema di esecuzione mobiliare presso terzi, l'ordinanza con la quale il giudice dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 553, cod. proc. civ., assegna in pagamento al creditore procedente la somma di cui il terzo pignorato si è dichiarato debitore nei confronti del debitore espropriato costituisce titolo esecutivo nei confronti del terzo ed a favore dell'assegnatario ma acquista tale efficacia soltanto dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo assegnatario o dal momento successivo a tale conoscenza che sia specificamente indicato nell'ordinanza di assegnazione del terzo ed a favore dell'assegnatario ma acquista tale efficacia soltanto dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo assegnatario o dal momento successivo a tale conoscenza che sia specificamente indicato nell'ordinanza di assegnazione.

Il creditore procedente potrà comunicare l'ordinanza di assegnazione al terzo ovvero potrà notificargli lo stesso provvedimento in forma esecutiva; ma, in tale seconda eventualità, non potrà essere contestualmente intimato il precetto, risultando inapplicabile il disposto dell’art. 479 c.p.c. Se, tuttavia, il precetto venga redatto di seguito all'ordinanza di assegnazione e comunque notificato insieme con questa, senza che sia stato preceduto dalla comunicazione dell'ordinanza al terzo assegnato (e/o dalla concessione di un termine adeguato per adempiervi), si potrà configurare un abuso dello strumento esecutivo nei confronti del terzo assegnato, non ancora inadempiente (o non colpevolmente inadempiente).

Se l'ordinanza di assegnazione pronunciata ai sensi dell'art. 553 cod. proc. civ. viene notificata al terzo in forma esecutiva contestualmente all'atto di precetto, senza che gli sia stata preventivamente comunicata né altrimenti resa nota, è inapplicabile l'art. 95 cod. proc. civ. e le spese sostenute per il precetto restano a carico del creditore procedente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 11 Maggio 2016, n. 9390.


Termine di novanta giorni ex art. 481 c.p.c. – Natura di decadenza e non prescrizione – Necessità di iniziare solo la prima esecuzione in tale termine – Possibilità di utilizzare il primo precetto anche per tutte le esecuzioni successive - Non necessità del precetto in rinnovazione

Astratta validità del precetto in rinnovazione – Illegittimità della sola parte di precetto in rinnovazione relativa alle spese dei precetti precedenti
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Il termine di novanta giorni previsto dall’art. 481 c.p.c. entro il quale iniziare l’esecuzione dopo la intimazione del precetto, essendo di decadenza e non prescrizione, è rispettato se entro detto termine si propone la prima esecuzione, non essendo necessario intimare un successivo precetto nel caso in cui occorra procedere ad una ulteriore esecuzione: l’inizio di un’esecuzione implica infatti che il precetto originario possa essere utilizzato per tutte le successive esecuzioni sino al soddisfo del credito. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Nel caso in cui con il precetto in rinnovazione si intimi anche il pagamento delle spese dei precetti precedenti, l’ultimo precetto, in sé valido poiché non integrante un frazionamento di un credito unitario ed un abuso del diritto di agire esecutivamente, è però illegittimo per la parte relativa a tali spese. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 26 Maggio 2014.


Atto di precetto - Intimazione di una somma superiore a quello dovuto - Nullità del precetto - Esclusione..
Quando è intimato il pagamento di una somma superiore a quella effettivamente dovuta, il precetto non è sanzionabile con la nullità.  L’eccessività della somma portata nel precetto non travolge l’atto per l’intero, ma ne determina la nullità o inefficacia parziale per la somma eccedente, con la conseguenza che l’intimazione rimane valida per la somma effettivamente dovuta, alla cui determinazione provvede il giudice, che è investito dei poteri di cognizione ordinaria a seguito dell’opposizione in ordine alla quantità del credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 30 Novembre 2012.


Processo esecutivo - Credito fondiario - Esecuzione nei confronti del terzo proprietario - Notifica del titolo contrattuale esecutivo - Esclusione..
Nel procedimento di espropriazione per credito fondiario, promosso a norma dell’art. 41 comma 1 del d.lgs. n. 385/1993, è escluso l'obbligo della notificazione del titolo contrattuale esecutivo, anche quando il mutuante agisce nei confronti del terzo proprietario. (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 14 Aprile 2011.


Processo esecutivo – Notifica del titolo esecutivo – Omissione – Nullità del precetto – Opposizione ex art. 617 cod. proc. civ.. (18/05/2010).
L'opposizione volta a far dichiarare la nullità o l'inefficacia del precetto per omessa previa  notifica del titolo esecutivo deve essere qualificata quale opposizione agli atti esecutivi di cui all'art. 617 codice procedura civile, in quanto l’omissione in parola non incide sul diritto del creditore a procedere ad esecuzione forzata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Saluzzo, 04 Marzo 2010.


Società di persone – Titolo esecutivo nei confronti della società – Notifica al socio – Necessità – Inesistenza della notifica – Sanatoria – Esclusione..
Il titolo esecutivo formatosi nei confronti di società di persone regolare deve essere preventivamente notificato al socio contro il quale il creditore intende agire esecutivamente. La mera conoscenza da parte del socio del titolo esecutivo allo stesso consegnato in qualità di legale rappresentante della società non costituisce notificazione del titolo nei confronti del socio e la proposizione dell'opposizione agli atti esecutivi -tempestivamente proposta nel termine di venti giorni dalla notifica al socio dell'atto di pignoramento- non è idonea a sanare il vizio derivante dalla mancata notifica al socio del titolo esecutivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 01 Marzo 2007.