LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO IV
Norme per le controversie in materia di lavoro
CAPO I
Delle controversie individuali di lavoro
SEZIONE II
Del procedimento
PARAGRAFO 2
Delle impugnazioni

Art. 437

Udienza di discussione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Nell'udienza il giudice incaricato fa la relazione orale della causa. Il collegio, sentiti i difensori delle parti, pronuncia sentenza dando lettura del dispositivo nella stessa udienza.

II. Non sono ammesse nuove domande ed eccezioni. Non sono ammessi nuovi mezzi di prova, tranne il giuramento estimatorio, salvo che il collegio, anche d'ufficio, li ritenga indispensabili ai fini della decisione della causa. È salva la facoltà delle parti di deferire il giuramento decisorio in qualsiasi momento della causa.

III. Qualora ammetta le nuove prove, il collegio fissa, entro venti giorni, l'udienza nella quale esse debbono essere assunte e deve essere pronunciata la sentenza. In tal caso il collegio con la stessa ordinanza può adottare i provvedimenti di cui all'articolo 423.

IV. Sono applicabili le disposizioni di cui ai commi secondo e terzo dell'articolo 429.


GIURISPRUDENZA

Lavoro subordinato – Superamento del periodo di comporto – Riammissione al servizio – Comportamento acquiescente della volontà di non voler esercitare il potere di recesso – Sussistenza – Licenziamento intimato due mesi dopo la riammissione – Illegittimità

Preclusioni processuali – Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato ex art. 112 c.p.c. – Risarcimento conseguente a licenziamento illegittimo – Domanda di condanna proposta dal lavoratore – Petitum limitato in primo grado alle cinque mensilità ex art. 18 St. Lav. – Richiesta in appello di tutte le retribuzioni perse successivamente alla data del licenziamento – Domanda nuova – Sussistenza – Inammissibilità
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Deve ritenersi illegittimo il licenziamento intimato dal datore per asserito superamento del periodo di comporto, ogni qual volta la riammissione in servizio dopo il periodo di malattia  integri comportamento acquiescente della volontà di non volersi avvalere del potere di recesso.

(Fattispecie in cui la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva dichiarato la illegittimità del recesso datoriale in presenza di una chiara volontà del datore di voler continuare ad avvalersi delle presentazioni del lavoratore, recesso esercitato a distanza di due mesi dalla riammissione in servizio, a nulla rilevando i successivi eventi rappresentati dalla fruizione di ferie e di un ulteriore periodo di riposo per ragioni di salute). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)

Costituisce domanda nuova in appello, come tale inammissibile ai sensi dell'art. 437 c.p.c., la richiesta del lavoratore di condanna del datore di lavoro al pagamento di tutte le retribuzioni maturate successivamente alla data del licenziamento dichiarato illegittimo dal primo giudice, ove egli sia limitato in primo grado a chiedere la liquidazione del danno nella misura minima di cinque mensilità (cfr. Cass. 1995/6253). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 14 Ottobre 2015, n. 20722.