LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO III
Delle impugnazioni
CAPO IV
Della revocazione

Art. 397

Revocazione proponibile dal pubblico ministero
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Nelle cause in cui l'intervento del pubblico ministero è obbligatorio a norma dell'articolo 70, primo comma, le sentenze previste nei due articoli precedenti possono essere impugnate per revocazione dal pubblico ministero:

1) quando la sentenza è stata pronunciata senza che egli sia stato sentito;

2) quando la sentenza è l'effetto della collusione posta in opera dalle parti per frodare la legge.


GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo - Acconti sul compenso del commissario giudiziale - Provvedimenti di natura definitiva - Esclusione - Impugnazione mediante revocazione - Inammissibilità.
I decreti con i quali il tribunale provvede al riconoscimento di acconti sul compenso dovuto al commissario giudiziale nella procedura di concordato preventivo, in quanto destinati ad essere sostituiti dalla liquidazione finale, non hanno natura definitiva e non sono qualificabili come sentenze in senso sostanziale; detti provvedimenti non possono, pertanto, essere impugnati con lo strumento della revocazione di cui all'art. 397 c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2015.


Pubblico ministero - Funzione di garantire la corretta applicazione della legge - Condanna alle spese processuali - Esclusione.
La funzione di garantire la corretta applicazione della legge spettante al pubblico ministero in qualità di organo propulsore dell'attività giurisdizionale, comportando l'attribuzione di poteri meramente processuali esercitati per dovere d'ufficio e nell'interesse pubblico, escludono che tale organo possa essere condannato al pagamento delle spese processuali. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2015.


Fallimento - Organi preposti al Fallimento - Curatore - Compenso - Curatore o commissario giudiziale - Acconto sul compenso - Decreto di liquidazione - Ricorribilità per cassazione - Esclusione - Revocazione ex art. 397 c.p.c. - Esclusione - Fondamento.
I decreti con cui il tribunale fallimentare concede o rifiuta gli acconti sul compenso richiesti dal curatore (o dal commissario giudiziale), sono espressione di un potere discrezionale il cui esercizio, intervenendo in una fase processuale anteriore alla presentazione ed approvazione del rendiconto, non comporta definitivi accertamenti in fatto e in diritto in ordine alla spettanza o alla misura del compenso e non può pregiudicare la futura decisione sul compenso dovuto, sicché non sono ricorribili per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., né sono qualificabili come "sentenze" in senso sostanziale ai fini della revocazione prevista dall'art. 397 c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2015, n. 19711.