LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO III
Delle impugnazioni
CAPO III
Del ricorso per cassazione
SEZIONE II
Del procedimento e dei provvedimenti

Art. 382

Decisione delle questioni di giurisdizione e di competenza
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. La Corte, quando decide una questione di giurisdizione, statuisce su questa, determinando, quando occorre, il giudice competente.

II. Quando cassa per violazione delle norme sulla competenza, statuisce su questa.

III. Se riconosce che il giudice del quale si impugna il provvedimento e ogni altro giudice difettano di giurisdizione, cassa senza rinvio. Egualmente provvede in ogni altro caso in cui ritiene che la causa non poteva essere proposta o il processo proseguito.


GIURISPRUDENZA

Giurisdizione civile - Conflitti - Di giurisdizione - Conflitto negativo di giurisdizione tempestivamente sollevato dal giudice ordinario - Risoluzione in suo favore - Potere della Sezioni Unite di individuare anche il giudice competente - Limiti.
In tema di conflitto negativo di giurisdizione, ove lo stesso sia stato tempestivamente sollevato dal giudice ordinario, giusta l'art. 59, comma 3, della l. n. 69 del 2009, entro la prima udienza fissata per la trattazione del merito, evocativa di quella ex art. 183 c.p.c. che individua, altresì, ai sensi dell'art. 38, comma 3, c.p.c., il momento di preclusione del potere officioso di rilevazione della competenza per materia, per territorio inderogabile e per valore, le Sezioni Unite, se ravvisano l'esistenza della giurisdizione ordinaria, devono ritenersi investite anche del potere di indicarne specificamente il corrispondente ufficio competente secondo i detti tre criteri, sempre che gli elementi "ex actis" lo consentano e non sia necessaria, per le ragioni di cui all'art. 38, ultimo comma, c.p.c., una sommaria istruzione sulla relativa questione. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 Settembre 2016, n. 18567.


Concordato preventivo - Provvedimento di omologazione - Reclamo alla corte d'appello contro il provvedimento che respinge l'omologa o che la accolga in presenza di opposizioni - Mancanza di opposizioni - Ricorso immediato per cassazione ai sensi dell'articolo 111, comma 7, Cost...
Nei confronti del provvedimento che omologa il concordato preventivo, può proporsi reclamo alla corte d'appello allorché l'omologazione sia respinta, ovvero sia accolta nonostante la presenza di opposizioni; mentre, se nessun creditore abbia proposto opposizione, deve ritenersi esperibile il ricorso immediato per cassazione ai sensi dell'articolo 111, comma 7, della Costituzione, trattandosi di decreto dotato dei caratteri della decisorietà e della definitività, in quanto obbligatorio per i creditori rispetto ai quali determina una riduzione delle rispettive posizioni creditorie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2013.


Fallimento - Organi preposti al fallimento - Giudice delegato - Provvedimenti - Reclami - Decreto di decadenza dell'aggiudicatario di bene immobile per omesso versamento del saldo del prezzo - Reclamo ex art. 26 legge fallim. - Sussistenza di precedente provvedimento definitivo di rigetto di istanza di restituzione della cauzione - Conseguenze - Inammissibilità del reclamo - Cassazione senza rinvio del decreto emesso in sede di reclamo.
È inammissibile il reclamo proposto dall'aggiudicatario di un immobile avverso il decreto del giudice delegato al fallimento, con cui viene dichiarato decaduto dall'aggiudicazione per omesso deposito del prezzo residuo, ove sia già stata definitivamente respinta, con decreto del giudice delegato confermato in sede di reclamo ex art. 26 legge fallim., la richiesta del medesimo aggiudicatario di restituzione della cauzione, atteso che in tal caso si è formato il giudicato in ordine a detta pretesa costituente oggetto anche del provvedimento di decadenza; con la conseguenza che la Corte di cassazione, adìta con ricorso avverso il decreto del tribunale fallimentare che ha deciso sul reclamo avverso tale ultimo provvedimento, deve d'ufficio rilevare l'inammissibilità del reclamo stesso e cassare, quindi, senza rinvio il decreto del tribunale perché l'azione non poteva essere proseguita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2006, n. 27506.