LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO III
Delle impugnazioni
CAPO II
Dell'appello

Art. 348-ter

Pronuncia sull'inammissibilità dell'appello
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

All'udienza di cui all'articolo 350 il giudice, prima di procedere alla trattazione, sentite le parti, dichiara inammissibile l'appello, a norma dell'articolo 348-bis, primo comma, con ordinanza succintamente motivata, anche mediante il rinvio agli elementi di fatto riportati in uno o più atti di causa e il riferimento a precedenti conformi. Il giudice provvede sulle spese a norma dell'articolo 91.

L'ordinanza di inammissibilità è pronunciata solo quando sia per l'impugnazione principale che per quella incidentale di cui all'articolo 333 ricorrono i presupposti di cui al primo comma dell'articolo 348-bis. In mancanza, il giudice procede alla trattazione di tutte le impugnazioni comunque proposte contro la sentenza.

Quando è pronunciata l'inammissibilità, contro il provvedimento di primo grado puo' essere proposto, a norma dell'articolo 360, ricorso per cassazione. In tal caso il termine per il ricorso per cassazione avverso il provvedimento di primo grado decorre dalla comunicazione o notificazione, se anteriore, dell'ordinanza che dichiara l'inammissibilità. Si applica l'articolo 327, in quanto compatibile.

Quando l'inammissibilità è fondata sulle stesse ragioni, inerenti alle questioni di fatto, poste a base della decisione impugnata, il ricorso per cassazione di cui al comma precedente può essere proposto esclusivamente per i motivi di cui ai numeri 1), 2), 3) e 4) del primo comma dell'articolo 360.

La disposizione di cui al quarto comma si applica, fuori dei casi di cui all'articolo 348-bis, secondo comma, lettera a), anche al ricorso per cassazione avverso la sentenza d'appello che conferma la decisione di primo grado.



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(1) Articolo introdotto dall'art. 54 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. La disposizione si applica ai giudizi di appello introdotti con ricorso depositato o con citazione di cui sia stata richiesta la notificazione dal 11 settembre 2012.

GIURISPRUDENZA

Ordinanza d'inammissibilità dell'appello ex art. 348 ter c.p.c. – Mancata audizione delle parti – Denunzia del vizio – Ricorso straordinario ex art. 111, comma 7, Cost. – Ammissibilità – Fondamento – Fattispecie.
L'inosservanza della specifica previsione, di cui all’art. 348 ter, comma 1, c.p.c., di sentire le parti prima di procedere alla trattazione ex art. 350 c.p.c. e di dichiarare inammissibile l’appello, costituisce un vizio proprio dell’ordinanza di inammissibilità resa a norma dell'art. 348 bis c.p.c. e, pertanto, integra una violazione della legge processuale deducibile per cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost., escludendo anche la necessità di valutare se da tale violazione sia derivato un concreto ed effettivo pregiudizio al diritto di difesa delle parti. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio l'ordinanza della corte territoriale, che, dopo aver disposto un rinvio puro e semplice della prima udienza, aveva dichiarato inammissibile l'appello senza procedere a sentire specificamente le parti sull'applicabilità dell'art. 348 bis c.p.c.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 Settembre 2017, n. 20758.


Appello – Inammissibilità ex art. 348-bis c.p.c. per non avere l'impugnazione una ragionevole probabilità di essere accolta – Ricorso per cassazione – Requisiti.
Nell'ipotesi di ordinanza d'inammissibilità dell'appello emessa ai sensi dell'art. 348-bis c.p.c., per non avere l'impugnazione una ragionevole probabilità di essere accolta, il conseguente ricorso per cassazione proponibile in base all'art. 348-ter, terzo comma, c.p.c. contro la sentenza di primo grado nel termine di 60 gg. dalla comunicazione dell'ordinanza stessa o dalla sua notificazione, se avvenuta prima, è soggetto, ai fini del requisito di procedibilità ex art. 369, secondo comma, n. 2, c.p.c., ad un duplice onere, quello di deposito della copia autentica della sentenza di primo grado e quello, inerente alla tempestività del ricorso, di provare la data di comunicazione o di notifica dell'ordinanza d'inammissibilità. Tale secondo onere è assolto dal ricorrente mediante il deposito della copia autentica dell'ordinanza con la relativa comunicazione o notificazione; in difetto, il ricorso è improcedibile ai sensi dell'art. 369, secondo comma, n. 2, c.p.c., salvo in esito alla trasmissione del fascicolo d'ufficio da parte della cancelleria del giudice a quo, che il ricorrente ha l'onere di richiedere ai sensi del terzo comma del predetto articolo, la Corte, nell'esercitare il proprio potere officioso di verificare la tempestività dell'impugnazione, rilevi che quest'ultima sia stata proposta nei 60 gg. dalla comunicazione o notificazione ovvero, in mancanza dell'una e dell'altra, entro il termine c.d. lungo di cui all'art. 327 c.p.c.

Il ricorso per cassazione proposto in base all'art. 348-ter, 3 comma, c.p.c. contro la sentenza di primo grado, non è soggetto, a pena d'inammissibilità, alla specifica indicazione della data di comunicazione o di notificazione, se avvenuta prima, dell'ordinanza che ha dichiarato inammissibile l'appello, in quanto l'art. 366, primo comma, n. 6, c.p.c., si riferisce unicamente agli atti processuali e ai documenti da cui i motivi d'impugnazione traggono il proprio sostegno giuridico quali mezzi diretti all'annullamento del provvedimento impugnato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Dicembre 2016, n. 25513.


Procedimento civile – Iinammissibilità dell'appello ex art. 348-bis c.p.c. – Ricorso per cassazione proponibile ex art. 348-ter – Produzione della sentenza di primo grado – Prova della notifica dell’ordinanza d'inammissibilità.
Nell'ipotesi di ordinanza d'inammissibilità dell'appello emessa ai sensi dell'art. 348-bis c.p.c., per non avere l'impugnazione una ragionevole probabilità di essere accolta, il conseguente ricorso per cassazione proponibile in base all'art. 348-ter, terzo comma, c.p.c. contro la sentenza di primo grado nel termine di 60 gg. dalla comunicazione dell'ordinanza stessa o dalla sua notificazione, se avvenuta prima, è soggetto, ai fini del requisito di procedibilità ex art. 369, secondo comma, n. 2, c.p.c., ad un duplice onere, quello di deposito della copia autentica della sentenza di primo grado e quello, inerente alla tempestività del ricorso, di provare la data di comunicazione o di notifica dell'ordinanza d'inammissibilità. Tale secondo onere è assolto dal ricorrente mediante il deposito della copia autentica dell'ordinanza con la relativa comunicazione o notificazione; in difetto, il ricorso è improcedibile ai sensi dell'art. 369, secondo comma, n. 2, c.p.c., salvo in esito alla trasmissione del fascicolo d'ufficio da parte della cancelleria del giudice a quo, che il ricorrente ha l'onere di richiedere ai sensi del terzo comma del predetto articolo, la Corte, nell'esercitare il proprio potere officioso di verificare la tempestività dell'impugnazione, rilevi che quest'ultima sia stata proposta nei 60 gg. dalla comunicazione o notificazione ovvero, in mancanza dell'una e dell'altra, entro il termine c.d. lungo di cui all'art. 327 c.p.c.

Il ricorso per cassazione proposto in base all'art. 348-ter, 3 comma, c.p.c. contro la sentenza di primo grado, non è soggetto, a pena d'inammissibilità, alla specifica indicazione della data di comunicazione o di notificazione, se avvenuta prima, dell'ordinanza che ha dichiarato inammissibile l'appello, in quanto l'art. 366, primo comma, n. 6, c.p.c., si riferisce unicamente agli atti processuali e ai documenti da cui i motivi d'impugnazione traggono il proprio sostegno giuridico quali mezzi diretti all'annullamento del provvedimento impugnato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Dicembre 2016, n. 25513.


Fallimento - Azione revocatola fallimentare - Esenzione per i pagamenti dei corrispettivi per prestazioni di lavoro - Esclusione per i pagamenti eseguiti a favore dei somministratori di manodopera - Contratto di somministrazione di lavoro.
L'esenzione da revocatoria di cui all'articolo 67, comma 3, lett. f), non si applica alle imprese di somministrazione, in quanto la ratio di tale norma tende a favorire la continuazione dell'attività d'impresa e a tutelare gli interessi dei lavoratori e dei collaboratori. Il diritto di credito fatto valere da tali imprese, infatti, non deriva da un rapporto di lavoro sottostante, bensì da un contratto di somministrazione, del tutto estraneo al rapporto intercorrente tra somministratore e lavoratore o tra quest'ultimo e l'utilizzatore - fallito -, ne consegue che tale diritto è qualificabile come diritto di credito commerciale che vede i lavoratori assunti e retribuiti direttamente dal somministratore. (Jodi Federico Proietti) (riproduzione riservata) Appello Milano, 30 Giugno 2016.


Dichiarazione di fallimento - Sentenza - Notifica del testo integrale della sentenza effettuata dal cancelliere - Reclamo - Decorrenza del termine per l'impugnazione.
La notifica del testo integrale della sentenza che rigetta il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, effettuata ai sensi della art. 18, comma 13, legge fall., dal cancelliere mediante posta elettronica certificata (pec), ex art. 16, comma 4, D.L. n. 179 del 2012, convertito con L. n. 221 del 2012, è idonea a far decorrere il termine breve per l'impugnazione in cassazione ex art. 18, comma 14, legge fall. non ostandovi il nuovo testo dell'art. 133 c.p.c., comma 2, come novellato dal D.L. n. 90 del 2014, convertito nella L. n. 114 del 2014, secondo il quale la comunicazione del testo integrale della sentenza da parte del cancelliere non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all'art. 325 c.p.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Maggio 2016, n. 10525.


Ordinanza di inammissibilità dell'appello ex art. 348 ter cod. proc. civ. - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Condizioni - Contrasto.
Vanno rimessi gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione – su cui sussiste contrasto – se avverso l’ordinanza di inammissibilità dell’appello adottata ai sensi dell’art. 348 ter cod. proc. civ. sia sempre precluso il ricorso per cassazione (ordinario o straordinario) oppure se tale preclusione non operi qualora l’inammissibilità dell’appello sia stata dichiarata per ragioni processuali. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 12 Gennaio 2015, n. 223.


Appello - Inammissibilità per ragionevole non accoglibilità del gravame - Ricorso per cassazione - Inammissibilità.
È inammissibile il ricorso per cassazione avente ad oggetto l’ordinanza che dichiara l’inammissibilità dell’appello ai sensi degli articoli 348 bis e 348 ter c.p.c., la quale abbia ad oggetto l’ampiezza della valutazione di ragionevole non accoglibilità del gravame. La carenza di definitività dell’ordinanza in questione unitamente alla sommarietà della valutazione di non ragionevole probabilità di accoglimento dell’appello impediscono, infatti, che se ne possa operare, nel successivo grado di legittimità, qualsiasi riconsiderazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 23 Giugno 2014, n. 14182.


Appello - Inammissibilità ex articolo 348-ter c.p.c. - Ordinanza-filtro - Ricorribilità per cassazione - Esclusione..
Quando l'ordinanza di inammissibilità dell'appello emessa ai sensi dell'articolo 348-ter c.p.c. viene emanata entro il suo ambito applicativo proprio (quello della impugnazione manifestamente infondata nel merito), non vi è spazio per un'autonoma ricorribilità per cassazione della stessa, neppure con il ricorso straordinario per cassazione di cui all'articolo 111 della Costituzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 27 Marzo 2014.


Appello - Inammissibilità ex articolo 348 per c.p.c. - Ordinanza-filtro - Natura decisoria - Ricorribilità per cassazione - Esclusione - Ricorribilità del provvedimento di primo grado..
Benché l'ordinanza di inammissibilità dell'appello, emessa ai sensi dell'articolo 348-ter c.p.c., abbia carattere decisorio che ne consente l'impugnazione con il ricorso straordinario (non perché incide sul diritto processuale all'impugnazione, ma perché emessa in un giudizio, quello di appello, che verte, al pari di quello di primo grado, su situazioni di diritto soggettivo o delle quali è comunque prevista la piena giustiziabilità: cfr. Sez. Un., 3 marzo 2003, n. 3073, 15 luglio 2003, n. 11026) la stessa difetta, tuttavia, del carattere della definitività, ossia della l'idoneità a determinare la formazione del giudicato sul diritto controverso, tanto che una volta emessa l'ordinanza di inammissibilità, il ricorso per cassazione può, infatti, essere rivolto avverso il provvedimento di primo grado. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 27 Marzo 2014.


Appello - Inammissibilità ex articolo 348 per c.p.c. - Ordinanza-filtro - Pronunzia al di fuori dei casi previsti dalla legge per ragioni processuali - Ricorribilità per cassazione - Ammissibilità - Fattispecie..
E’ impugnabile con il ricorso per cassazione l'ordinanza di inammissibilità dell'appello di cui all’articolo 348 ter c.p.c. pronunciata al di fuori dei casi previsti dalla legge processuale per sanzionare la mancanza di specificità dell'impugnazione, e quindi per il riscontro di una questione pregiudiziale di diritto di carattere impediente attinente alla forma dell'atto di appello. (Nel caso di specie, l'ordinanza-filtro era stata pronunciata non per confermare una sentenza "giusta" e, quindi, per essere l'appello prima facie destituito di fondamento, ma allo scopo di decidere una questione la cui decisione avrebbe richiesto la piena e completa esplicazione del diritto di difesa e del contraddittorio costituita dalla mancanza di specificità dell'atto di appello ex articolo 342 c.p.c.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 27 Marzo 2014.


Inammissibilità dell'appello - Delibazione sommaria delle argomentazioni a fondamento del gravame - Valutazione di precedenti conformi - Esclusione di una ragionevole probabilità di accoglimento.

Inammissibilità dell'appello - Decisione della controversia nel merito - Esclusione - Sbarramento processuale - Ordinanza con contenuto squisitamente processuale - Rimedi esperibili - Impugnazione della sentenza di primo grado avanti alla corte di cassazione.

Inammissibilità dell'appello - Ordinanza di inammissibilità  ex artt. 348 bis e 348 ter c.p.c. - Natura squisitamente processuale - Impugnazione per revocazione - Esclusione.
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Gli articoli 348 bis e 348 ter c.p.c., introdotti con la novella contenuta nella legge numero 134 del 2012, esigono che il giudice di appello, fuori dai casi in cui debba dichiarare con sentenza l'inammissibilità o improcedibilità dell'appello, prima di procedere alla trattazione della causa, sentite le parti, effettui una delibazione sommaria delle argomentazioni poste a fondamento del gravame. Ove all'esito di questo esame preliminare, avuto altresì riguardo a precedenti conformi, non ravvisi una "ragionevole probabilità" di accoglimento dell'impugnazione proposta, pronuncia ordinanza di inammissibilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'ordinanza di inammissibilità dell'appello emessa ai sensi degli articoli 348 bis e 348 ter c.p.c. non risolve nel merito la controversia sui diritti soggettivi devoluta nel giudizio, ma opera un mero "sbarramento processuale" ed impedisce che il giudizio instaurato con l'atto di impugnazione prosegua il suo naturale curso fino alla sentenza. L'ordinanza di inammissibilità si caratterizza, pertanto, per un contenuto di natura squisitamente processuale, perché non definisce la lite "nel merito", ma si limita a negare la meritevolezza di siffatto giudizio, date le argomentazioni dell'appellante stimate inidonee a scalfire la decisione di primo grado, con la conseguenza, normativamente prevista (articolo 348 ter, comma 3, c.p.c.), che l'unico rimedio esperibile contro la sentenza appellata è costituito dall'impugnazione della sentenza di primo grado avanti alla corte di cassazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Poiché l'ordinanza di inammissibilità dell'appello emessa ai sensi degli articoli 348 bis e 348 ter c.p.c. ha un contenuto ed un effetto di natura esclusivamente processuali (che si traducono in un mero giudizio di "non meritevolezza dell'appello") essa non può ritenersi assoggettabile al rimedio straordinario della revocazione ex articolo 395 c.p.c., il quale presuppone la erroneità del “decisum”, inteso come positiva statuizione sui diritti controversi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 22 Gennaio 2014.


Procedimento civile - Appello - Ragionevole probabilità di accoglimento - Insussistenza - Conseguenze - Inammissibilità impugnazione - Sussistenza..
Si rivela manifestamente carente di ragionevole probabilità di accoglimento, e come tale inammissibile ai sensi del combinato disposto degli artt. 348bis e 348ter c.p.c, l'appello avverso una sentenza che risulta, a prima lettura, aver correttamente individuato e ripartito l'onere probatorio gravante su ciascuna delle parti processuali, in relazione alle contrapposte posizioni, nonché avere correttamente esaminato e valutato le prove raccolte nel corso del processo.
art. 2697 codice civile. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata)
Appello Napoli, 03 Dicembre 2013.


Artt. 348-bis, 348-ter c.p.c. – Ammissibilità dell’appello – Manifesta infondatezza del gravame – Sussiste..
Dove il giudice dell’appello giudichi la ricostruzione dei fatti e l’applicazione delle norme di diritto compiute nella sentenza impugnata esenti da censura, l’atto di gravame è inammissibile ex artt. 348-bis, 348-ter c.p.c., in quanto l’impugnazione non ha alcuna ragionevole probabilità di essere accolto. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 20 Febbraio 2013.