LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO III
Delle impugnazioni
CAPO II
Dell'appello

Art. 346

Decadenza dalle domande e dalle eccezioni non riproposte
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Le domande e le eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado, che non sono espressamente riproposte in appello, si intendono rinunciate.


GIURISPRUDENZA

Procedimento civile - Appello - Specificità dei motivi nell’atto introduttivo - Violazione - Conseguenze.
La specificità dei motivi d’appello è imposta dall’art. 342 cpc quale presupposto dell’ammissibilità del gravame (per tutte v. Cass. 16/2000) e comporta che attraverso l’atto introduttivo dell’impugnazione devono essere prospettate tutte le censure alla sentenza impugnata (non essendo lecito che l’esposizione delle argomentazioni venga rinviata a successivi momenti o atti del giudizio ovvero addirittura al deposito della comparsa conclusionale, v. Cass. 1924/2001, Cass. 6396/2004) le cui statuizioni non sono mai separabili dalle motivazioni che le sorreggono. (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 03 Settembre 2013.


Onere di riproporre le domande ed eccezioni non accolte in primo grado – Riproposizione per la prima volta in sede di udienza di precisazione conclusioni – Decadenza – Non sussiste..
Per sottrarsi alla presunzione di rinuncia di cui all'art. 346 cod. proc. civ., la parte vittoriosa in primo grado deve reiterare espressamente tutte le domande avanzate in primo grado, entro l'udienza di precisazione delle conclusioni, che, dunque, rappresenta il termine ultimo per l'utile riproposizione. (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Appello Palermo, 15 Marzo 2013.


Impugnazioni civili - Appello - Onere dell'appellante di produrre documenti su cui fonda il gravame - Sussistenza..
E' onere dell’appellante, quale che sia stata la posizione da lui assunta nella precedente fase processuale, al fine di dimostrare l’ingiustizia o l’invalidità della sentenza impugnata, produrre, o ripristinare in appello se già prodotti in primo grado, i documenti sui quali egli basa il proprio gravame o comunque attivarsi, anche avvalendosi della facoltà di cui all’art. 76 disp. att. cod. proc. civ. di farsi rilasciare dal cancelliere copia degli atti del fascicolo delle altre parti, perché questi documenti possano essere sottoposti all’esame del giudice di appello. Cassazione Sez. Un. Civili, 08 Febbraio 2013, n. 3033.