LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO III
Delle impugnazioni
CAPO II
Dell'appello

Art. 343

Modo e termine dell'appello incidentale
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. L'appello incidentale si propone, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta, all'atto della costituzione in cancelleria ai sensi dell'articolo 166.

II. Se l'interesse a proporre l'appello incidentale sorge dalla impugnazione proposta da altra parte che non sia l'appellante principale, tale appello si propone nella prima udienza successiva alla proposizione dell'impugnazione stessa.


GIURISPRUDENZA

Reclamo - Parte reclamata pienamente vittoriosa in primo grado - Eccezioni e difese non accolte nella decisione perché assorbite - Richiesta di esame - Obbligo di proporre impugnazione incidentale - Esclusione - Onere di riproposizione - Sussistenza.
È estensibile, per identità di “ratio”, anche al reclamo ex art. 18 l.fall. il principio, consolidato in relazione al giudizio di appello nelle sue diverse forme, che la parte pienamente vittoriosa nel merito in primo grado non ha l’onere di proporre, in ipotesi di gravame del soccombente, un’impugnazione incidentale per richiamare in discussione le proprie eccezioni o difese non accolte nella decisione, tali dovendo considerarsi quelle che risultino essere state superate o non siano state esaminate perché assorbite. In tal caso, la parte reclamante vittoriosa è soltanto tenuta a riproporle espressamente nel giudizio di reclamo, in modo da manifestare la sua volontà di chiederne l’esame. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 2017, n. 5689.


Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Rapporti con l'azione revocatoria ordinaria - Azione revocatoria ordinaria - Dichiarazione di fallimento del debitore pendente il giudizio - Subingresso del curatore nell'azione - Modalità.
Il curatore che, in forza della legittimazione accordatagli dall'art. 66 l.fall., intenda subentrare nell'azione revocatoria ordinaria intrapresa da un creditore per fare dichiarare inopponibile, nei suoi confronti, un atto di disposizione patrimoniale compiuto dal debitore poi fallito durante quel giudizio, accetta la causa nello stato in cui si trova, sicchè l'esercizio di tale facoltà non è soggetto ai limiti entro i quali le parti possono formulare nuove domande o eccezioni nel processo di primo grado, né, ove la lite già penda in appello, al termine previsto per la proposizione del gravame incidentale o alle preclusioni di cui all'art. 345, comma 1, c.p.c., poiché, al contrario, è sufficiente che egli si costituisca in giudizio, anche in appello, dichiarando di voler far propria la domanda proposta ex art. 2901 c.c., per investire il giudice del dovere di pronunciare sulla stessa nei confronti dell'intera massa dei creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Gennaio 2016.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Impugnazione incidentale - Esclusione.
Il curatore che voglia chiedere la modifica dello stato passivo deve impugnare il decreto nel termine perentorio di trenta giorni dal deposito, non essendo applicabile al giudizio di opposizione allo stato passivo l’art. 343 c.p.c. in tema di appello incidentale. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che il curatore non potesse chiedere il rigetto totale di una pretesa, dato che nella precedente fase aveva formulato "conclusioni" nel depositato progetto dello stato passivo, non mutate in sede di adunanza, che prevedevano solo l'esclusione del privilegio ex art. 2751-bis n. 2 c.c., senza quindi la formulazione di eccezioni, né in ordine alla legittimazione attiva del ricorrente né all'effettiva esecuzione della prestazione, né in ordine al "quantum" della pretesa). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 27 Ottobre 2015.