LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO III
Delle impugnazioni
CAPO I
Delle impugnazioni in generale

Art. 336

Effetti della riforma o della cassazione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. La riforma o la cassazione parziale ha effetto anche sulle parti della sentenza dipendenti dalla parte riformata o cassata.

II. La riforma o la cassazione estende i suoi effetti ai provvedimenti e agli atti dipendenti dalla sentenza riformata o cassata.


GIURISPRUDENZA

Procedimento civile – Decreto ingiuntivo per la restituzione di quanto eseguito in forza di sentenza poi riformata – Ammissibilità – Natura pregiudiziale del procedimento principale e conseguente litispendenza – Insussistenza.
E’ ammissibile il separato giudizio per decreto ingiuntivo, prima del passaggio in giudicato del procedimento principale, per ottenere la restituzione delle somme pagate in esecuzione di un provvedimento giudiziario successivamente riformato.

Posto che l’azione di restituzione e riduzione in pristino non è riconducibile allo schema della ripetizione di indebito, perché si collega ad un’esigenza di restaurazione della situazione patrimoniale anteriore alla sentenza riformata, prescinde dall’esistenza del rapporto sostanziale ancora oggetto di contesa. (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 22 Febbraio 2017.


Cosa giudicata civile – Interpretazione del giudicato – Giudicato interno – Cosa giudicata su un capo di sentenza – Condizioni – Acquiescenza sulle parti non impugnate – Configurabilità – Presupposti – Fattispecie.
La formazione della cosa giudicata su un capo della sentenza per mancata impugnazione può verificarsi solo con riferimento ai capi che siano completamente autonomi perché fondati su distinti presupposti di fatto e di diritto, sicché l'acquiescenza alle parti della sentenza non impugnata non si verifica quando queste si pongano in nesso conseguenziale con altra e trovino in essa il suo presupposto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia della corte d'appello che aveva escluso l'acquiescenza della parte che aveva contestato la sussistenza dei presupposti per l'applicazione della liquidazione equitativa, in relazione all'inesattezza dell'inadempimento nonché al parametro adottato per la liquidazione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 23 Settembre 2016, n. 18713.


Chiamata in Garanzia – Impugnazione del garante – Effetti – Garanzia propria e impropria – Rilevanza – Esclusione.
L’impugnazione del garante riguardo al rapporto principale, tanto nel caso in cui la chiamata si sia esaurita nella sola richiesta di estensione soggettiva dell’accertamento sul rapporto principale al garante, quanto nel caso in cui ad essa sia stata cumulata la domanda di garanzia, è idonea ad investire il giudice dell’impugnazione anche a favore del garantito, attesa la struttura necessaria del litisconsorzio sul piano processuale e considerato che è stato lo stesso garantito a realizzare l’estensione soggettiva della legittimazione sul rapporto principale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 04 Dicembre 2015, n. 24707.


Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo - Pagamento eseguito, in forza di tale titolo, dal debitore prima dell'apertura di una procedura concorsuale nei suoi confronti - Domanda di ripetizione delle relative somme - Implicita inclusione nella richiesta di improseguibilità del giudizio di opposizione formulata dagli organi della procedura - Configurabilità - Fondamento - Fattispecie.
In caso di inefficacia del decreto ingiuntivo a causa della dichiarazione di fallimento o della sottoposizione a liquidazione coatta amministrativa del debitore ingiunto, sopravvenute nelle more del giudizio di opposizione, che impongono al creditore opposto di partecipare al concorso con gli altri creditori mediante domanda di ammissione al passivo, il pagamento ricevuto dal creditore in forza della provvisoria esecuzione di quel decreto non trova più alcuna giustificazione, né nel titolo, divenuto inefficace, né nel credito, contestato e non accertato. In tal caso, la domanda di ripetizione di ciò che sia stato corrisposto dall'imprenditore insolvente deve considerarsi implicita nella richiesta degli organi della procedura di declaratoria di improseguibilità dell'azione di pagamento nei confronti di quest'ultimo, posto che una siffatta istanza, se accolta, determina di per sé l'esigenza di ripristino della situazione patrimoniale antecedente, indipendentemente dall'accertata esistenza di un indebito oggettivo. (In applicazione di tale principio, la S.C., nel rigettare il ricorso, ha escluso che la domanda di restituzione formulata dal commissario liquidatore al momento del suo intervento nel processo fosse da considerarsi nuova). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Febbraio 2013, n. 3401.


Giudizio di Appello – Liquidazione delle spese del processo..
Quanto al nuovo regolamento delle spese del giudizio di primo grado, all'esito del giudizio di appello, ad esso è tenuto, anche d'ufficio, il giudice di secondo grado che riformi, anche in parte, la sentenza di primo grado, e ciò in base al disposto dell'art. 336 c.p.c. che prevede il c.d. effetto espansivo della riforma in appello (cfr. ex multis Cass. n. 5988/01; n. 26985/09; 17523/11). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 02 Aprile 2012, n. 5249.