LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO III
Delle impugnazioni
CAPO I
Delle impugnazioni in generale

Art. 334

Impugnazioni incidentali tardive
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Le parti, contro le quali è stata proposta impugnazione e quelle chiamate ad integrare il contraddittorio a norma dell'articolo 331, possono proporre impugnazione incidentale anche quando per esse è decorso il termine o hanno fatto acquiescenza alla sentenza.

II. In tal caso, se l'impugnazione principale è dichiarata inammissibile, l'impugnazione incidentale perde ogni efficacia.


GIURISPRUDENZA

Fallimento - Impugnazioni dello stato passivo - Impugnazione incidentale, tempestiva o tardiva - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento.
L'opposizione allo stato passivo del fallimento (come disciplinata a seguito del d.lgs. n. 169 del 2007), ancorché abbia natura impugnatoria, costituendo il rimedio avverso la decisione sommaria del giudice delegato, non è un giudizio di appello, per cui il relativo procedimento è integralmente disciplinato dalla legge fallimentare, la quale prevede che avverso il decreto di esecutività dello stato passivo possano essere proposte solo l'opposizione (da parte dei creditori o dei titolari di diritti su beni), l'impugnazione (da parte del curatore o di creditori avverso un credito ammesso) o la revocazione. Ciascuno di tali rimedi, peraltro, può essere utilizzato, dal soggetto legittimato, esclusivamente entro il termine di cui all'art. 99 l.fall., restando concettualmente inconfigurabile un'impugnazione incidentale, tardiva o tempestiva, atteso che, ove il termine sia ancora pendente, non può che essere proposta l'impugnazione a sé spettante, mentre, se sia ormai decorso, si è decaduti dalla possibilità di contestare autonomamente lo stato passivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 30 Novembre 2016, n. 24489.


Procedimenti cautelari – Reclamo – Mancata notifica alle controparti nel termine assegnato – Mancata comparizione del reclamante all’udienza di comparizione – Onere della cancelleria di comunicare il decreto di fissazione dell’udienza – Esclusione – Improcedibilità del reclamo – Rimessione in termini – Esclusione – Improcedibilità del reclamo principale – Conseguente inefficacia del reclamo incidentale tardive..
Nei procedimenti di reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c. il ricorrente è tenuto ad attivarsi per prendere cognizione, in cancelleria, dell'esito del proprio ricorso, della data dell’udienza di comparizione fissata dal giudice e del termine che gli è stato assegnato per la notifica del ricorso e del decreto alle controparti. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata)

Ove il reclamante non provveda alla notifica alle controparti del reclamo e del decreto col quale è stata fissata l’udienza di comparizione, il reclamo deve essere dichiarato improcedibile. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata)

Non sussiste un onere della cancelleria di dare comunicazione al reclamante del decreto di fissazione dell’udienza di comparizione delle parti e del termine assegnatogli per la notifica alle controparti; conseguentemente tale circostanza non può essere addotta per chiedere la rimessione in termini ai sensi dell’art. 153 c.p.c.. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata)

La declaratoria di improcedibilità del reclamo principale impone di dichiarare inefficace anche l’eventuale reclamo incidentale tardivo in applicazione dell’art. 334 c.p.c.. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Catania, 27 Dicembre 2012.


Società - Di capitali - Società per azioni - Organi sociali - Amministratori - Responsabilità - Verso la società - Azione sociale - Proposizione cumulativa contro più amministratori e sindaci - Pluralità di cause inscindibili - Configurabilità - Conseguenze - Sentenza di primo grado - Domanda di responsabilità - Accoglimento parziale nei confronti di uno soltanto dei convenuti - Appello di quest'ultimo - Società - Appello incidentale tardivo anche contro gli amministratori e sindaci vittoriosi - Ammissibilità

Impugnazioni civili - Impugnazioni in generale - Incidentali - Tardive - Azione sociale di responsabilità - Proposizione cumulativa contro più amministratori e sindaci - Pluralità di cause inscindibili - Configurabilità - Conseguenze - Sentenza di primo grado - Domanda di responsabilità - Accoglimento parziale nei confronti di uno soltanto dei convenuti - Appello di quest'ultimo - Società - Appello incidentale tardivo anche contro gli amministratori e sindaci vittoriosi - Ammissibilità
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L'azione di responsabilità, che una società cumulativamente proponga contro più amministratori e sindaci, chiedendo il ristoro dei danni che assuma verificatisi nel periodo in cui sono stati in carica e per effetto della loro concorrente inosservanza ai rispettivi obblighi, pur introducendo una pluralità di cause, alla stregua della pluralità dei titoli dedotti in giudizio, pone le cause medesime in relazione d'inscindibilità, tenendo conto che la normale autonomia e separabilità delle contese fra il creditore e i debitori in solido viene meno quando la condotta addebitata a ciascuno sia definibile come illecita solo in stretto collegamento con la valutazione della condotta dell'altro. Pertanto, nel caso in cui la sentenza di primo grado abbia accolto parzialmente la domanda di responsabilità nei confronti di uno dei convenuti, assolvendo gli altri, e tale soccombente abbia proposto appello principale, la società può appellare, in via incidentale tardiva, ai sensi dell' art. 334 cod. proc. civ., non soltanto contro l'appellante (indipendentemente dal fatto che l'impugnazione incidentale investa capi connessi o autonomi rispetto a quelli oggetto d' impugnazione principale), ma anche contro gli altri amministratori e sindaci rimasti vittoriosi in primo grado. Cassazione civile, sez. I, 07 Maggio 1993.