LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO VI
Del procedimento in contumacia

Art. 292

Notificazione e comunicazione di atti al contumace (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. L'ordinanza che ammette l'interrogatorio o il giuramento, e le comparse contenenti domande nuove o riconvenzionali da chiunque proposte sono notificate personalmente al contumace nei termini che il giudice istruttore fissa con ordinanza (2).

II. Le altre comparse si considerano comunicate con il deposito in cancelleria e con l'apposizione del visto del cancelliere sull'originale.

III. Tutti gli altri atti non sono soggetti a notificazione o comunicazione.

IV. Le sentenze sono notificate alla parte personalmente.



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(1) La Corte cost., con sentenza 28 novembre 1986, n. 250, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non prevede la notificazione al contumace del verbale in cui si dà atto della produzione della scrittura privata nei procedimenti di cognizione ordinaria dinanzi al pretore e al giudice di pace.
(2) La Corte cost., con sentenza 6 giugno 1989, n. 317, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del comma, in relazione all'art. 215 n. 1, nella parte in cui non prevede la notificazione al contumace del verbale in cui si dà atto della produzione della scrittura privata non indicata in atti notificati in precedenza.

GIURISPRUDENZA

Procedimento civile - Contumacia - Costituzione del contumace (tardiva comparizione) - Rimessione in termini - Nullità dell'atto introduttivo del giudizio - Rinnovazione, in appello, delle attività compiute in primo grado - Necessità - Compimento delle attività precluse - Condizioni - Fattispecie.
Dedotta la nullità della citazione come motivo d'appello, gli effetti della sua rilevazione da parte del giudice sono regolati in conformità all'art. 294 c.p.c. equivalendo la proposizione dell'appello a costituzione tardiva nel processo, sicché il convenuto contumace, pur avendo diritto alla rinnovazione dell'attività di primo grado da parte del giudice di appello, può essere ammesso a compiere le attività colpite dalle preclusioni verificatesi nel giudizio di primo grado, se dimostri che la nullità della citazione gli abbia impedito di conoscere il processo e, quindi, di difendersi, se non con la proposizione del gravame; tale situazione, peraltro, può verificarsi solo nel caso di nullità per omessa o assolutamente incerta indicazione del giudice adìto in primo grado, mentre, in ogni altra ipotesi, occorre la dimostrazione (del tutto residuale) che le circostanze del caso concreto abbiano determinato anche la mancata conoscenza della pendenza del processo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza della corte d'appello che, dopo aver dichiarato la nullità della citazione in primo grado, degli atti collegati e della sentenza, aveva escluso la rimessione della causa al tribunale, disponendo la rinnovazione degli atti nulli anche senza richiesta dei ricorrenti rimasti contumaci sia in primo che in secondo grado, fissando udienza di trattazione, previa concessione del termine ex art. 183 c.p.c. anche ai contumaci e così realizzando a loro favore un iter processuale più favorevole rispetto a quanto spettante). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Luglio 2016, n. 15414.


Fallimento – Sopravvenuto fallimento di una delle parti in causa – Interruzione automatica del processo pendente – Non indispensabilità della dichiarazione da parte del difensore/ notificazione dell’evento interruttivo..
Ai fini dell’interruzione automatica del processo in cui è parte in causa il fallito, ex art. 43 comma 3, l.f., non è necessaria la dichiarazione da parte del procuratore  o la notificazione dell’evento interruttivo alle controparti, qualora detto evento sia notificato o certificato dall’ufficiale giudiziario nella relazione di notificazione di uno dei provvedimenti di cui all’art. 292, c.p.c.. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 21 Febbraio 2011.


Domanda giudiziale del convenuto contro altro convenuto – Cd. domanda trasversale – Chiamata del terzo ex art. 269 c.p.c. – Esclusione – Mancata costituzione del convenuto destinatario della domanda trasversale – Notifica della domanda ex art. 292 c.p.c. – Sussiste. (20/07/2010).
La domanda cd. trasversale non richiede l’adempimento ex art. 269 codice procedura civile, potendo il convenuto introdurla direttamente in comparsa: se, poi, il convenuto chiamato si costituisce in giudizio, a sua richiesta il giudice assegnerà allo stesso un termine per difendersi; se, invece, non si costituisce, il giudice disporrà la notifica ex art. 292, comma I, codice procedura civile. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 01 Luglio 2010.