LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO IV
Dell'esecutorietà e della notificazione delle sentenze

Art. 283

Provvedimenti sull'esecuzione provvisoria in appello (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice dell'appello, su istanza di parte, proposta con l'impugnazione principale o con quella incidentale, quando sussistono gravi e fondati motivi, anche in relazione alla possibilità di insolvenza di una delle parti, sospende in tutto o in parte l'efficacia esecutiva o l'esecuzione della sentenza impugnata, con o senza cauzione.

II. Se l'istanza prevista dal comma che precede è inammissibile o manifestamente infondata il giudice, con ordinanza non impugnabile, può condannare la parte che l'ha proposta ad una pena pecuniaria non inferiore ad euro 250 e non superiore ad euro 10.000. L'ordinanza è revocabile con la sentenza che definisce il giudizio. (2)



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(1) Articolo sostituito dalla l. 28 dicembre 2005, n. 263, con effetto dal 1 marzo 2006.
(2) Comma aggiunto dall'art. 27 della legge 12 novembre 2011, n. 183, in vigore dal 31 gennaio 2012.

GIURISPRUDENZA

Procedimento civile – Appello – Istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di I grado – Presupposti – Mancata specificazione e prova del periculum in mora – Rigetto

Mediazione disposta dal giudice – Obbligatorietà della partecipazione della parte personalmente
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Per l’adozione del provvedimento di inibitoria i presupposti del fumus boni juris (in termini di prognosi favorevole all’appellante dell’esito del giudizio) e del periculum in mora (in termini di pericolo di un grave pregiudizio derivante dal soccombente dall’esecuzione della sentenza) devono ricorrere cumulativamente e non alternativamente.
Se è vero, infatti, che è astrattamente ipotizzabile che integri un pregiudizio di per sé grave l’esecuzione di una sentenza, il gravame presenta una prognosi di accoglimento assolutamente favorevole, è parimenti vero che ciò non comporta automaticamente che detto danno sia anche irreparabile (ossia insuscettibile di riparazione integrale in caso di successivo accoglimento del gravame).
Invece è proprio tale irreparabilità, in uno alla serietà del pregiudizio ed alla prognosi favorevole dell’esito dell’impugnazione, che può giustificare una deroga al generale principio dell’esecutività delle sentenze di primo grado, tenuto conto, essendo la delibazione destinata a sfociare in un provvedimento non impugnabile, è a maggior ragione opportuno procedere ad una ponderazione globale di tutti i contrapposti interessi.
Va pertanto rigettata l’inibitoria fondata sulla mera esecuzione di sentenza ingiusta ovvero non accompagnata, a fronte della modestia degli importi oggetto della condanna, da un’adeguata prova della ricorrenza dell’irreparabilità del danno, deducendo e dimostrando che la s.r.l. creditrice ha delle significative perdite di esercizio e che le persone fisiche non hanno fonti di reddito capaci di far fronte ad un eventuale debito per la restitutoria di circa 10.000,00 euro.
Avuto riguardo alla natura della causa, al valore della lite ed alle questioni di diritto che vengono in considerazione, sussistono i presupposti per disporre l’esperimento del procedimento di mediazione ai sensi dell’art. 5, comma secondo, del D. Lgs. n. 28/10, quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Al riguardo occorre sottolineare che il tentativo di mediazione non può considerarsi assolto mediante la partecipazione dei soli difensori all’incontro preliminare informativo, posto che i difensori sono già conoscenza del contenuto e delle finalità della procedura di mediazione, ma solo con la partecipazione delle parti personalmente o dei rispettivi procuratori speciali a conoscenza dei fatti e muniti di potere di conciliare. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata)
Appello Napoli, 09 Maggio 2018.


Processo civile – Appello – Domanda di sospensione dell’esecuzione di sentenza costitutiva – Inammissibilità.
L’anticipazione in via provvisoria ai fini esecutivi degli effetti discendenti da statuizioni condannatorie contenute in sentenze costitutive non è consentita, essendo necessario il passaggio in giudicato, nei casi in cui la statuizione condannato ria sia legata all’effetto costitutivo da un vero e proprio nesso sinallagmatico. [Sulla base di questo principio, la Corte ha dichiarato inammissibile la domanda cautelare di sospensione della condanna della banca a versare al fallimento le somme depositate sul conto del socio fallito, a seguito della pronuncia di inefficacia ex art.44 L.F. delle suddette operazioni bancarie in entrata.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 04 Aprile 2018.


Procedura Civile - Appello - Istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza impugnata - Carenza di interesse dell’appellante - Rigetto dell’istanza di sospensione.
Poiché “almeno ad un primo e sommario esame – l’impianto motivazionale della prima decisione non ap­pare affetto da errori o vizi logici o giuridici”, ne consegue che “non ricorrono i presupposti per la sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza impugnata” in quanto “il danno lamentato dalla banca appellante non è di­verso da quello che deriverebbe dalla mera esecuzione della prima decisione” e “rilevato, peraltro, che gli appellati hanno dedotto che la sentenza è stata eseguita dalla Banca, avendo quest’ultima “effettuato, con riserva, il versamento della suddetta somma mediante assegni intestati alla Cancelleria dell’Esecuzione del Tribunale di Parma” e quindi “tenuto conto di tale pagamento, è sopravvenuta la carenza di interesse dell’appellante ad ottenere un provvedimento di sospensione dell’efficacia esecutiva della prima decisione” (nella fattispecie de qua le somme pignorate erano state depositate presso la competente cancelleria). (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 23 Giugno 2017.


Procedimento civile - Appello - All'art. 283 c.p.c. - Istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza impugnata - Mancata specificazione del periculum in mora - Rigetto .
I gravi motivi scaturenti, da una parte, dalla delibazione sommaria della fondatezza dell'impugnazione, e, dall’altra, dalla valutazione del pregiudizio patrimoniale che il soccombente può subire (anche in relazione alla difficoltà di ottenere eventualmente la restituzione di quanto pagato) dall'esecuzione della sentenza, devono ricorrere entrambi.

Ricorrenza che ha trovato ulteriore conferma a seguito delle modifiche apportate all'art. 283 c.p.c. dalla L. 28 dicembre 2005 n. 263 e poi dal D.L. 30 dicembre 2005 n. 273 (conv. in L. 23 febbraio 2006 n. 51), ove il richiamo alla sussistenza di motivi "fondati" risulta giustificare una valutazione estesa al "merito" della decisione (dovendo quest'ultimo apprezzarsi sulla base di censure dotate appunto ed evidentemente di "fondatezza") accanto alla prognosi delle "conseguenze" ("gravi" e dunque da intendersi come pregiudizio - difficilmente emendabile - che la posizione dell'appellante potrebbe subire dall'esecuzione).

La “fondatezza” dei motivi di gravame, dovendo esser esaminata in fase delibativa in modo necessariamente sommario, perché la si possa ravvisare (anche per la presunzione di legittimità che assiste le sentenze di primo grado, in quanto esecutive per legge), deve essere di assoluta ed immediata "evidenza" quanto a incongruità della sentenza impugnata.

Quando non sia possibile apprezzare, come nel caso di specie, l’evidenza del fumus boni iuris di quanto lamentato dall’appellante né un serio pericolo di pregiudizi difficilmente emendabili per effetto dell’esecuzione, va ritenuta l’evidente infondatezza della domanda dell’appellante con condanna della parte istante alla sanzione pecuniaria di Euro 1.500,00 da versare in favore della Cassa delle ammende. (Emanuele Liddo) (riproduzione riservata)
Appello Ancona, 09 Maggio 2017.


Natura pubblicistica della sanzione pecuniaria di cui all’art. 283, comma II, c.p.c – Sussiste – Conseguenze

Condanna ai sensi dell’art. 283, comma 2, c.p.c. – Sua emissione in sede di decisione – Ammissibilità
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Il destinatario della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 283, comma II, c.p.c., data la natura pubblicistica di essa, va individuato nella amministrazione della giustizia. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)

La condanna al pagamento della sanzione pecuniaria, sebbene normalmente possa essere adottata con ordinanza revocabile, a fortiori può essere pronunciata con la stessa sentenza che definisce il giudizio. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 16 Giugno 2016.


Esecutività provvisoria della decisione di primo grado – Natura cautelare – Sussistenza – Valutazione anticipata difese delle parti – necessità – Insussistenza.
Le argomentazioni in fatto ed in diritto che l'appellante espone a sostegno del gravame non sono suscettibili di integrare il requisito dei "gravi motivi" richiesti dall'art. 283 c.p.c. per far luogo al provvedimento di sospensione, in quanto, dovendo considerarsi la delibazione che il giudice dell'impugnazione è chiamato a compiere, sull'istanza ex art. 283-351 c.p.c, come accomunabile in senso ampio a quella compiuta in sede cautelare, il giudice non può anticipare la valutazione delle tesi difensive formulate dalle parti. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 24 Settembre 2015.


Esecutività provvisoria della decisione di primo grado – Presupposti – Onere probatorio a carico della parte istante – Sussistenza – Inadempimento – Conseguenze.
L'appellante che intenda conseguire l'inibitoria dell'efficacia esecutiva della sentenza di primo grado, è tenuto ad allegare e provare la sussistenza di elementi oggettivi idonei a dimostrare la ricorrenza, nel caso di specie, dei requisiti del "fumus boni iuris" e del "periculum in mora". Tale ultimo requisito, in particolare, non può dirsi integrato dalle conseguenze connesse alla esecuzione forzata della decisione appellata, dovendo invece l'appellante dedurre e dimostrare che egli, dall'esecuzione della decisione in questione, subirebbe oggettivamente effetti negativi ulteriori e ben più gravi che non queste ultime, a maggiore ragione nel caso in cui la condanna di cui sia stato destinatario risulti di contenuto ammontare, ipotesi in cui è da escludersi, in ogni caso, un eventuale pericolo nel ritardo, di guisa che ove l'appellante non abbia allegato e provato la sussistenza dei richiamati elementi oggettivi, la relativa istanza deve essere rigettata. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 24 Settembre 2015.


Esecuzione provvisoria – Inibitoria – Periculum in mora – Stato di liquidazione del creditore appellato – Rilevanza.
Lo stato di liquidazione in cui versa la società appellata costituisce grave motivo rilevante ai fini dell’accoglimento dell’istanza formulata dall’appellante ai sensi dell’art. 283 c.p.c. di sospensione dell'efficacia esecutiva o dell'esecuzione della sentenza impugnata. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Appello Roma, 27 Novembre 2014.


Efficacia esecutiva dell’ordinanza ex art. 702 ter c.p.c. impugnata – Istanza di sospensione ex art. 283 c.p.c. e 351 co. 2° c.p.c. – Individuazione dei gravi motivi sia nel fumus sia nel periculum..
I gravi motivi vanno individuati sia nel fumus, cioè nella rilevante probabilità della riforma della decisione appellata, a causa della manifesta erroneità delle statuizioni o per palesi errori logici o giuridici, individuati dai motivi di appello, sia nel periculum, cioè nel rischio che in conseguenza dell’esecuzione della sentenza il diritto controverso rimanga irrimediabilmente pregiudicato. (Feliciano Dal Bo) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 17 Febbraio 2014.


Efficacia esecutiva dell’ordinanza ex art. 702 ter c.p.c. impugnata – Istanza di sospensione ex art. 283 c.p.c. e 351 co. 2° c.p.c. – Fumus boni iuris: il Patto di Stabilità non legittima l’inadempimento od il ritardato adempimento – Accoglimento dell’istanza di sospensione..
Rilevato che nella specie non può essere esclusa, alla sommaria cognitio qui consentita, una riforma della sentenza gravata poiché il patto di Stabilità non legittima l’eccezione di inadempimento nei rapporti iure privatorum. (Feliciano Dal Bo) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 17 Febbraio 2014.


Efficacia esecutiva dell’ordinanza ex art. 702 ter c.p.c. impugnata – Istanza di sospensione ex art. 283 c.p.c. e 351 co. 2° c.p.c. – Periculum in mora: ulteriore riduzione della liquidità del debitore – Accoglimento dell’istanza di sospensione..
Il periculum consiste nella ulteriore riduzione di liquidità che si aggiungerebbe all’inesigibilità di alcuni crediti (a causa della attuale crisi economica). (Feliciano Dal Bo) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 17 Febbraio 2014.


Appello - Istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado ex articolo 283 c.p.c. - Motivi - Esposizione.
L’istanza di sospensione (c.d. inibitoria) dell’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado, proposta ai sensi dell’artt. 283 cod. proc. civ., non richiede a pena di inammissibilità l’espressa formulazione di specifici motivi nell’atto di citazione in appello, potendo questi essere esposti anche nel successivo ricorso ex art. 351 cod. proc. civ.. (Barnaby Dosi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 23 Ottobre 2013.


Efficacia esecutiva della sentenza impugnata – Istanza di sospensione – Art. 283 c.p.c. – Gravi motivi – Rilevante probabilità di riforma della sentenza impugnata – Pericolo dell’irreparabilità del pregiudizio al diritto controverso.

Efficacia esecutiva della sentenza impugnata – Istanza di sospensione – Art. 283 c.p.c. – Gravi motivi – Pericolo di pregiudizio irreparabile al diritto controverso – Sentenza di condanna al pagamento di somma di denaro – Rigetto dell’istanza di sospensione.
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In materia di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza appellata, i gravi motivi al concorso dei quali la norma dell’art. 283 c.p.c. subordina la sospensione vanno individuati, alternativamente, nella rilevante probabilità della riforma della decisione gravata dall’impugnazione ovvero nel pericolo dell’irreparabilità del pregiudizio derivante al diritto controverso dall’esecuzione della sentenza. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

In materia di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza appellata, l’istanza ex art. 283 c.p.c. va rigettata qualora trattasi di sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro – peraltro non di ingente entità e già incassata dall’appellante – e, quindi di un bene fungibile che, per sua stessa natura, in linea generale non può mai integrare una situazione di danno irreparabile. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)
Appello Venezia, 14 Gennaio 2013.


Appello - Sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza impugnata - Inosservanza del termine per la notifica del ricorso del decreto alla controparte - Conseguenze - Lesione del contraddittorio e del diritto di difesa..
In materia sospensione della provvisoria esecuzione della sentenza impugnata, l'inosservanza del termine per la notifica del ricorso e del decreto del giudice non comporta alcuna conseguenza sul piano della regolarità del procedimento cautelare ex art. 669 sexies, comma 1, c.p.c., salva l'ipotesi che la suddetta inosservanza comporti una concreta lesione del contraddittorio e del diritto di difesa in danno della parte costretta a subire gli effetti del procedimento, lesione da valutarsi caso per caso in base al prudente apprezzamento del Giudice. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Rossano, 06 Novembre 2012.