LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO I
Degli organi giudiziari
CAPO I
Del giudice
SEZIONE III
Della competenza per territorio

Art. 28

Foro stabilito per accordo delle parti
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. La competenza per territorio può essere derogata per accordo delle parti, salvo che per le cause previste nei numeri 1, 2, 3 e 5 dell'articolo 70, per i casi di esecuzione forzata, di opposizione alla stessa, di procedimenti cautelari e possessori, di procedimenti in camera di consiglio e per ogni altro caso in cui l'inderogabilità sia disposta espressamente dalla legge.


GIURISPRUDENZA

Procedimento per decreto ingiuntivo - Opposizione - Clausola derogativa di competenza - Eccezione incompetenza territoriale - Sussiste - Nullità del decreto ingiuntivo.
Nel caso in cui, col contratto di apertura di credito in conto corrente, le parti abbiano sottoscritto la clausola di deroga al foro generale di competenza, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, in accoglimento dell’eccezione preliminare formulata dall’opponente, va dichiarata l’incompetenza territoriale del giudice (diverso da quello del luogo indicato nella clausola contrattuale) adito dalla banca in sede monitoria con conseguente declaratoria di nullità del decreto medesimo (Nel caso di specie, l’eccezione di incompetenza territoriale era stata formulata sia dalla ditta correntista sia dal fideiussore persona fisica, entrambi opponenti). (Roberto Di Napoli) (riproduzione riservata) Tribunale Foggia, 11 Aprile 2018.


Contratto – Clausola di deroga alla competenza territoriale – Vessatorietà – Approvazione specifica – Necessità.
La clausola derogativa della competenza per territorio inserita nelle condizioni generali di contratto ha natura vessatoria, comportando essa un’alterazione del sinallagma, sicché si rende necessaria la sua approvazione separata, specifica ed autonoma, distinta dalla sottoscrizione delle altre condizioni dell’accordo. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 15 Febbraio 2016.


Procedimento di divorzio giudiziale – Instaurazione del giudizio presso la residenza del ricorrente – Incompetenza territoriale – Sussiste.
Deve essere dichiarata l'incompetenza territoriale del Tribunale adito, essendo parte resistente residente nel circondario di altro Tribunale (nella specie del Tribunale di Monza) e non sussistendo alcun criterio attuale per il radicamento della procedura presso codesto Tribunale. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 12 Gennaio 2016.


Clausola di deroga alla competenza territoriale – Accorpamento di sedi giudiziarie – Determinazione del foro competente – Clausole vessatorie – Necessità della doppia sottoscrizione – Richiamo indistinto di tutte le clausole – Necessità di individuabilità specifica – Tutela del contraente debole.
La clausola negoziale che introduce una deroga alla competenza per territorio ha la funzione di designare l’ufficio giudiziario di maggior prossimità per una delle parti. Tale designazione avviene attraverso un “rinvio mobile di tipo esterno” alle norme dell’ordinamento giudiziario che fissano la sede e le articolazioni territoriali del foro prescelto. Pertanto, la soppressione dell’ufficio giudiziario individuato convenzionalmente in deroga a quello astrattamente competente, in assenza di qualsivoglia contraria volontà espressa dalle parti del contratto in questione, non rende inefficace la clausola ma riferisce la competenza prorogata a favore dell’ufficio che abbia accorpato quello soppresso.
In tema di clausole particolarmente onerose (o, secondo taluno, vessatorie), si configura richiamo cumulativo che non soddisfa il requisito della specificità della sottoscrizione delle clausole non solo quando esso sia riferito a tutte le condizioni generali del contratto ma anche quando, prima della sottoscrizione, siano indistintamente richiamate più clausole del contratto per adesione, di cui solo una sia vessatoria.
Ciò perché neppure in tal caso è garantita l’attenzione del contraente debole verso la clausola a lui sfavorevole compresa tra le altre richiamate, resa non facilmente conoscibile dal predisponente proprio perché confusa tra le altre.
Le clausole vessatorie vanno tenute distinte dalle altre condizioni generali e dalle clausole che non sono vessatorie e devono essere indicate in maniera specifica ed idonea (quanto meno col numero la lettera che le contraddistingue o con la riassuntiva enunciazione del loro contenuto) a suscitare e richiamare l’attenzione del sottoscrittore (Cass. n. 4452/06). (Marco Mariano) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 09 Luglio 2015, n. 14390.


Art. 28 c.p.c. - Foro convenzionale nell’ambito di un giudizio cautelare - Compatibilità con l’art. 669 ter c.p.c...
Dopo l’introduzione del rito cautelare uniforme e della legge n. 80 del 2005 ed relativo principio della strumentalità attenuata, per la permanenza dell’efficacia del provvedimento cautelare, l’art. 28 c.p.c. va interpretato nel senso che resta inderogabile il criterio di collegamento tra cautelare e il merito e gli ulteriori criteri speciali eventualmente fissati, con la conseguenza che le parti non possono derogare all’art. 669 ter c.p.c. prevedendo che la fase cautelare venga svolta in una sede diversa da quella competente per il merito. (Gabriele Positano) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 25 Ottobre 2012.


Ingiunzione in materia civile (procedimento per) - Opposizione - Competenza - Eccezione di incompetenza territoriale - Adesione della parte opposta - Conseguenze – Riassunzione - Oggetto del giudizio riassunto..
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, con l’adesione all’eccezione di incompetenza territoriale, deve ritenersi implicitamente revocato il decreto ingiuntivo emesso dal giudice incompetente con la conseguenza che quella che trasmigra davanti al giudice dichiarato competente non è più una causa di opposizione ad un decreto non più esistente, ma una causa che dovrà svolgersi secondo le norme del procedimento ordinario. (Carlotta Cappuccini) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 16 Ottobre 2012.


Espropriazione forzata - Procedimento - Rilievo dell'incompetenza per territorio inderogabile ex articolo 28 c.p.c. - Non oltre l'udienza di trattazione di cui all'articolo 183 c.p.c. - Applicabilità al procedimento esecutivo - Esclusione.

Espropriazione forzata - Individuazione del giudice competente - Immobile ricadente in diverse circoscrizioni - Competenza di ogni giudice nella cui circoscrizione si trova una delle porzioni del bene.

Espropriazione forzata - Individuazione del giudice competente - Immobile ricadente in diverse circoscrizioni - Immobili non collegati che si trovano in circoscrizioni diverse - Applicazione del criterio di cui al combinato disposto degli articoli 26 e 21 c.p.c. - Esclusione.
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Nell'ambito del procedimento esecutivo appare preferibile ritenere non applicabile la disposizione che nel giudizio di cognizione consente al giudice il rilievo dell’incompetenza per territorio inderogabile di cui all'articolo 28 c.p.c. non oltre l'udienza di trattazione di cui all'articolo 183 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Alla stregua del combinato disposto degli articoli 26 e 21 c.p.c. è pacifico che, abrogato il criterio dell'immobile soggetto al maggior tributo verso lo Stato, il quale individuava un unico giudice come territorialmente competente, la competenza territoriale è attribuita, per l'ipotesi in cui il medesimo immobile ricada in diverse circoscrizioni, ad ogni giudice nella cui circoscrizione si trovi una delle porzioni del bene. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'articolo 21 c.p.c., nel prevedere la competenza alternativa del luogo in cui si trova una parte del bene, si riferisce espressamente all'immobile “compreso in più circoscrizioni giudiziarie” e quindi non pare potersi estendere all'ipotesi di più beni immobili, non collegati, che si trovino in circoscrizioni diverse, ma piuttosto solo al caso dell'immobile composto da più parti, situate in luoghi ricadenti in circoscrizioni giudiziarie diverse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 24 Luglio 2012.


Espropriazione forzata - Procedimento - Rilievo dell'incompetenza per territorio inderogabile ex articolo 28 c.p.c. - Non oltre l'udienza di trattazione di cui all'articolo 183 c.p.c. - Applicabilità al procedimento esecutivo - Esclusione..
Nell'ambito del procedimento esecutivo appare preferibile ritenere non applicabile la disposizione che nel giudizio di cognizione consente al giudice il rilievo dell’incompetenza per territorio inderogabile di cui all'articolo 28 c.p.c. non oltre l'udienza di trattazione di cui all'articolo 183 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 24 Luglio 2012.


Contratti - Cessione - Deroga convenzionale - Efficacia..
La cessione del contratto realizza la trasmissione del complesso unitario di situazioni giuridiche attive e passive che derivano dalla sua conclusione, compresi obblighi strumentali, diritti potestativi, azioni ed aspettative ricollegati al perfezionamento della fattispecie contrattuale; ne consegue che la clausola derogatoria della giurisdizione contenuta nel contratto sortisce i suoi effetti anche nei confronti del cessionario che sia succeduto nella medesima posizione del cedente. (Fattispecie in tema di cessione di contratto di leasing). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Maggio 2012.


Procedimento cautelare in materia civile - Competenza anteriore alla causa - Principio della inscindibilità della competenza tra giudice della cautela e il giudice del merito - Effetti sulla competenza territoriale inderogabile..
L’articolo 669 ter c.p.c., il quale prevede la competenza del giudice del merito per i provvedimenti cautelari ante causam, enuncia il principio inderogabile della inscindibilità tra la competenza a decidere il giudizio cautelare e quella a decidere la causa di merito ma non esclude che la domanda cautelare possa essere proposta al giudice di merito individuato dalle parti nel rispetto delle regole di cui all'articolo 28 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 24 Aprile 2012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Reclamo - Effetto devolutivo pieno - Configurabilità - Fondamento - Limiti - Decadenza maturata nel giudizio di primo grado - Fondamento - Fattispecie relativa all'eccezione d'incompetenza territoriale..
Al reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento non si applicano, per la sua specialità, i limiti previsti in tema di appello dagli artt. 342 e 345 cod. proc. civ. ed il relativo procedimento è quindi caratterizzato da un effetto devolutivo pieno, pur attenendo ad un provvedimento decisorio, emesso all'esito di un procedimento contenzioso svoltosi in contraddittorio e suscettibile di acquistare autorità di cosa giudicata; tuttavia, tale effetto devolutivo non può estendersi all'ipotesi in cui si sia già verificata una decadenza da una eccezione nel corso del primo grado di giudizio ed, in particolare, da quella d'incompetenza ex art. 9 legge fall., poiché ciò sarebbe contrario al principio costituzionale di celerità dei giudizi, che, qualora si ammettesse la possibilità di sollevare l'eccezione d'incompetenza anche in fase di gravame, sarebbero suscettibili, se l'eccezione fosse fondata, di ricominciare "ex novo" innanzi al giudice competente, con dispendio di tempo e attività giudiziaria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Aprile 2012, n. 5257.


Obbligazioni e contratti – Codice del consumo – Foro del consumatore – Inderogabilità ex art. 28 c.p.c...
Nelle controversie tra consumatore e professionista, ai sensi dell’art. 33, comma 2 lett. U) Decreto Legislativo n. 206/2005 (e già dell’art. 1469 bis, terzo comma , n. 19 c.c. ), nell’ipotesi in cui il professionista convenga in giudizio il consumatore in un foro diverso da quello fissato in via esclusiva dalla norma di cui al predetto art. 33, comma 2 lettera U) – individuato nel giudice del luogo in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo – in virtù della sussistenza di una clausola in deroga nell’ambito di un contratto e/o accordo concluso tra le parti, a fronte della eccezione di incompetenza sollevata dal consumatore e/o rilevata d’ufficio dal giudice, non è sufficiente che la clausola contrattuale preveda una deroga sic et simpliciter al foro esclusivo ma grava sul professionista il rigido onere di provare che la stessa sia frutto di una diversa specifica pattuizione caratterizzata dagli imprescindibili requisiti della individualità ed effettività – soggetti al libero apprezzamento del giudice – idonei ad escludere l’applicazione della disciplina di tutela del consumatore posta dal Codice del consumo. Tuttavia, detta facoltà nonché la circostanza che la competenza territoriale non sia derogabile per semplice accordo delle parti  bensì soltanto a determinate condizioni peraltro soggette all’apprezzamento del giudice in termini di risultato di una effettiva trattativa individuale sul punto non incide sulla natura della competenza che, ai fini della proposizione della domanda, resta soggetta al regime di cui all’art. 28 e, quindi, si configura come competenza territoriale inderogabile. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 08 Luglio 2010.


Processo civile – Incompetenza per territorio – Tempi e modi dell’eccezione ratione temporis..
L’eccezione di incompetenza per territorio, nei casi diversi da quelli indicati dall’art. 28 codice procedura civile, deve essere necessariamente formulata in forma rituale, nei termini di cui all’art. 163, comma 3, n. 7, codice procedura civile, nel testo in vigore al momento dell’introduzione del giudizio. (lc) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 26 Novembre 2009, n. 0.