LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO III
Della decisione della causa

Art. 279

Forma dei provvedimenti del collegio
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il collegio pronuncia ordinanza quando provvede soltanto su questioni relative all’istruzione della causa, senza definire il giudizio, nonché quando decide soltanto questioni di competenza. In tal caso, se non definisce il giudizio, impartisce con la stessa ordinanza i provvedimenti per l’ulteriore istruzione della causa. (1)

II. Il collegio pronuncia sentenza:

1) quando definisce il giudizio, decidendo questioni di giurisdizione [o di competenza] (2);

2) quando definisce il giudizio, decidendo questioni pregiudiziali attinenti al processo o questioni preliminari di merito;

3) quando definisce il giudizio, decidendo totalmente il merito;

4) quando, decidendo alcune delle questioni di cui ai numeri 1, 2 e 3, non definisce il giudizio e impartisce distinti provvedimenti per l'ulteriore istruzione della causa;

5) quando, valendosi della facoltà di cui agli articoli 103, secondo comma, e 104, secondo comma, decide solo alcune delle cause fino a quel momento riunite, e con distinti provvedimenti dispone la separazione delle altre cause e l'ulteriore istruzione riguardo alle medesime, ovvero la rimessione al giudice inferiore delle cause di sua competenza.

III. I provvedimenti per l'ulteriore istruzione, previsti dai numeri 4 e 5, sono dati con separata ordinanza.

IV. I provvedimenti del collegio, che hanno forma di ordinanza, comunque motivati, non possono mai pregiudicare la decisione della causa; salvo che la legge disponga altrimenti, essi sono modificabili e revocabili dallo stesso collegio, e non sono soggetti ai mezzi di impugnazione previsti per le sentenze.

Le ordinanze del collegio sono sempre immediatamente esecutive. Tuttavia, quando sia stato proposto appello immediato contro una delle sentenze previste dal numero 4 del secondo comma, il giudice istruttore, su istanza concorde delle parti, qualora ritenga che i provvedimenti dell'ordinanza collegiale siano dipendenti da quelli contenuti nella sentenza impugnata, può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione o la prosecuzione dell'ulteriore istruttoria sia sospesa sino alla definizione del giudizio di appello.

V. L'ordinanza è depositata in cancelleria insieme con la sentenza.



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(1) Comma sostituito dall’art. 46, comma 9, lett. a), della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(2) Le parole “o di competenza » sono state soppresse dall’art. 46, comma 9, lett. b), della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Ragioni della decisione - Motivazione apparente - Argomentazioni di puro genere o di asserzioni apodittiche o di proposizioni prive di efficacia dimostrativa.
Ricorre la motivazione apparente quando le ragioni della decisione siano del tutto avulse dalle risultanze processuali o vengano utilizzate argomentazioni di puro genere o di asserzioni apodittiche o di proposizioni prive di efficacia dimostrativa, cioè, in tutti i casi in cui il ragionamento espresso dal giudice a sostegno della decisione adottata sia soltanto fittizio e perciò sostanzialmente inesistente" (Nella fattispecie, il giudice di merito aveva esaurito la motivazione in tre righe). (Antonio Fattore) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 04 Aprile 2017, n. 53133.


Locazione finanziaria – Azione di rilascio e causa di opposizione a decreto ingiuntivo – Cause riunite. Efficacia regolamentare del giudicato – Conseguenze – Impossibilità di contestare le clausole che determinano il corrispettivo – Necessità di indicazione del TAEG/ISC – Non sussiste – Indicazione del tasso leasing – Sufficienza – Separazione delle cause –Ordinanza di rilascio ex art. 186 quater – Ammissibilità.
L’irrevocabilità di un decreto ingiuntivo avente ad oggetto la condanna al pagamento di un debito maturato in un primo periodo del rapporto di leasing immobiliare impedisce di esaminare le difese della parte convenuta per il rilascio del bene ed aventi ad oggetto le clausole che determinano il corrispettivo pattuito.

La persistente riunione della causa di rilascio e di quella di opposizione a decreto ingiuntivo potrebbe ostacolare la rapida definizione della domanda di rilascio e, pertanto, deve essere disposta la separazione ed accolta l’istanza di parte attrice intesa alla definizione immediata della domanda di rilascio con ordinanza ex art. 186 quater c.p.c. (Marco Quagliaro) (riproduzione riservata)
Tribunale Udine, 26 Settembre 2016.


Obbligazioni pecuniarie – Onorario professionale – Mancata determinazione convenzionale – Debito il liquido – Conseguenza in tema di determinazione del forum destinatae solutionis – Configurabilità dell’articolo 1182 comma 4 c.c. e non dell’articolo 1182 comma 3 c.c. – Sussiste

Ordinanza declinatoria di competenza – Necessità di udienza di precisazione delle conclusioni – Sussiste

Ordinanza declinatoria di competenza – Necessità di provvedere sulle spese – Sussiste
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Il compenso per prestazioni professionali che non sia convenzionalmente stabilito è un debito pecuniario liquido da determinare secondo la tariffa professionale: consegue che il forum destinatae solutionis che radica la competenza con riferimento al luogo di adempimento dell’obbligazione, coincide con il domicilio del debitore ex articolo 1182 comma 4 c.c., non già con il domicilio del creditore ex articolo 1182 comma 3 c.c.. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

La statuizione sull’incompetenza, pur se resa con ordinanza dopo la modifica dell’art. 279 c.p.c. da parte della L. n. 69/2009, deve seguire un’udienza di precisazione delle conclusioni e postula comunque la statuizione sulle spese. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 05 Febbraio 2015.


Concorrenza sleale pura e competenza della sezione ordinaria – Concorrenza sleale interferente e competenza della sezione specializzata – Nozioni.
 
Ordinanza declinatoria di competenza – Necessità di udienza di precisazione delle conclusioni – Sussiste.

Ordinanza declinatoria di competenza – Necessità di provvedere sulle spese – Sussiste.
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Spetta alla cognizione della sezione ordinaria la materia della cosiddetta concorrenza sleale pura, mentre spetta alla cognizione della sezione specializzata la concorrenza sleale cosiddetta interferente, che si ha in tutte le ipotesi in deve verificarsi se i comportamenti di concorrenza sleale dedotti interferiscono con un diritto di esclusiva relativo all’esercizio del diritto di proprietà industriale o del diritto di autore. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

La statuizione sull’incompetenza, pur se resa con ordinanza dopo la modifica dell’art. 279 c.p.c. da parte della L. n. 69/2009, deve seguire una udienza di precisazione delle conclusioni e postula comunque la statuizione sulle spese. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 25 Settembre 2014.


Titolo esecutivo giudiziale reso in materia di diritto di famiglia – Precetto per importo inferiore ad € 5.000 – Competenza del Giudice di Pace – Sussiste.

Ordinanza declinatoria di competenza – Necessità di udienza di precisazione delle conclusioni – Sussiste.

Ordinanza declinatoria di competenza – Necessità di provvedere sulle spese – Sussiste.
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Nel caso di titolo esecutivo rappresentato da provvedimento reso in materia di separazione tra coniugi, rientra nella competenza per valore del Giudice di Pace la cognizione dell’opposizione a precetto, laddove la somma precettata sia di importo inferiore ad € 5.000. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

La statuizione sull’incompetenza, pur se resa con ordinanza dopo la modifica dell’art. 279 c.p.c. da parte della L. n. 69/2009, deve seguire una udienza di precisazione delle  conclusioni e postula comunque la statuizione sulle spese. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 03 Aprile 2014.


Opposizione a Decreto Ingiuntivo – Eccezione di incompetenza sollevata dalla parte Opponente – Adesione alla eccezione da parte dell’opposto – Effetti – Spese processuali – Liquidazione – Esclusione..
L’adesione dell’opposta all’eccezione di incompetenza per territorio sollevata dall’opponente (convenuta in senso sostanziale), dispensa il giudice da ogni indagine sulla fondatezza della relativa deduzione, trattandosi di competenza derogabile, come tale rimessa alla disponibilità delle parti (tant’è che ove non si fosse trattato di opposizione a decreto ingiuntivo il Tribunale adito avrebbe dovuto limitarsi ad ordinare la cancellazione della causa dal ruolo). Va, quindi, revocato il decreto ingiuntivo opposto e proprio il duplice contenuto della decisione (di incompetenza del giudice che ha emanato il decreto monitorio e di revoca del decreto) giustifica la forma della sentenza, non applicandosi alla fattispecie la previsione della forma conclusiva dell'ordinanza, di cui all'art. 279, primo comma, c.p.c., come modificato dall'art. 46 della legge 18 giugno 2009, n. 69 (Cass. 21 agosto 2012, n. 14594). Difettando una decisione sulla competenza, non ha luogo alcuna pronuncia sulle spese, dovendo provvedervi il giudice a cui è rimessa la causa, dinanzi al quale le parti dovranno riassumere il giudizio nel termine di tre mesi dal provvedimento che dichiara la incompetenza (Cass., Sez. 3, Sentenza n. 6106 del 20/03/2006). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 11 Dicembre 2012.


Sentenza parziale definitiva – Sentenza non definitiva – Differenze – Conseguenze – Riserva di appello – Facoltà della impugnazione differita – Verso la sentenza parziale definitiva – Ammissibilità – Esclusione..
La facoltà di impugnazione differita è consentita dal codice di rito avverso le sentenze di condanna generica e avverso le sentenze non definitive, intendendosi per tali le pronunce che, oltre a decidere questioni pregiudiziali di rito o preliminari di merito ovvero domande di merito proposte dalle parti, non definiscano per intero il giudizio, impartendo provvedimenti per l’ulteriore istruzione della causa (art. 279, n. 4, c.p.c., come richiamato dall’art. 340 c.p.c. in materia di riserva facoltativa di appello), senza alcuna statuizione sulle spese e competenze di lite, rimesse alla sentenza definitiva (Cass. 27 febbraio 2007, n. 4618). Si è, invece, in presenza di una sentenza parziale definitiva (come tale suscettibile solo di impugnazione immediata) ove il giudice si pronunci su una (o più) delle domande o su capi autonomi della domanda, statuendo sulle spese ovvero disponendo in ordine alla separazione dei giudizi (Cass. 15 aprile 2002, n. 5443). La distinzione, quindi, deve operata sulla base dell’elemento formale della pronuncia sulle spese o in ordine alla separazione dei giudizi. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 11 Dicembre 2012.


Dichiarazione di incompetenza – Legge 69/2009 – Invito a precisare le conclusioni – Sussiste – Violazione – Conseguenze..
Anche dopo la L. n. 69 del 2009, che ha introdotto come forma decisionale della sola questione di competenza, l'ordinanza, il coordinamento fra il novellato art. 279 e l'art. 187 c.p.c., comma 3, esige che la decisione sulla sola competenza sia preceduta dall'invito a precisare le conclusioni e se la decisione declinatoria della competenza viene adottata senza quell'invito si configura come impugnabile con il regolamento (da ultimo Cass. (ord.) n. 10594 del 2012); le parti che si siano viste decidere la questione, già insorta nel processo ai sensi dell'art. 38 c.p.c., senza essere state invitate a precisare le conclusioni, ricevono sicuramente una lesione del diritto di difesa quanto alla possibilità di argomentazione riguardo alla relativa questione in aggiunta a quanto avevano già detto, ma, ove tale pregiudizio non abbia riguardato l'istruzione possibile sulla competenza ai sensi dell'art. 38 c.p.c., u.c., la possibilità di impugnare con il regolamento di competenza, cioè con un apposito rimedio, costituisce garanzia che assolve alla funzione di assicurare l'espletamento della difesa e non giustifica che la violazione della norma del procedimento comporti di per sè l'illegittimità della decisione sulla competenza. Ciò, perchè la statuizione sulla competenza che la Corte di cassazione rende sul regolamento, in quanto avviene previo lo svolgimento della difesa delle parti, sopperisce essa stessa a quanto avrebbe dovuto assolvere la garanzia della precisazione delle conclusioni. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 06 Dicembre 2012.


Provvedimento giudiziale - Elementi essenziali - Data e sottoscrizione del giudice - Necessità - Nullità..
Costituisce principio pacifico quello per cui al difetto di sottoscrizione del giudice è equiparata la sottoscrizione illeggibile, allorchè nella sentenza (o nell'ordinanza) non risulti neppure indicato il giudice che l’ha pronunciata e rimanga così impedita ogni possibilità di individuazione del decidente. Il vizio in questione comporta la nullità del provvedimento. (Ghigo Giuseppe Ciaccia) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 10 Ottobre 2012.


Legge 18 giugno 2009 n. 69 – Incompetenza – Decisione con ordinanza – Applicabilità al caso del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo – Esclusione.

Legge 18 giugno 2009 n. 69 – Art. 115 c.p.c. – Onere di contestazione – Mancanza di contestazione – Effetti – Vincolo per il giudice – Obbligo di astenersi dal controllo probatorio – Fatto provato.
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La previsione della forma terminativa dell'ordinanza, di cui al novellato art. 279 cod. proc. civ. - come modificato dall'art. 46 della legge 18 giugno 2009, n. 69 - non si applica alla decisione giudiziale sulla opposizione a decreto ingiuntivo, perché il provvedimento con cui il giudice, in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, dichiara la carenza di competenza dell'autorità giurisdizionale che emise il decreto in via monitoria, non è una decisione soltanto sulla competenza, ma presenta un duplice contenuto, di accoglimento in rito dell'opposizione per incompetenza e dichiarativo della nullità del decreto. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Ai sensi dell’art. 115 cod. proc. civ., la non contestazione costituisce un comportamento univocamente rilevante, con effetti vincolanti per il giudice, il quale deve astenersi da qualsivoglia controllo probatorio del fatto non contestato acquisito al materiale processuale (nella specie: mancata divisione del compendio ereditario prima della proposizione della domanda di condanna degli eredi da parte di chi ritenga di vantare un credito nei confronti del defunto) e deve, perciò, ritenere la circostanza in questione sussistente, in quanto l'atteggiamento difensivo in concreto spiegato espunge il fatto stesso dall'ambito degli accertamenti richiesti (Nel caso di specie gli opponenti avevano dedotto, sin dall'atto di citazione in opposizione, che non vi era ancora stata divisione dell'eredità, mentre l'opposta non aveva specificamente contestato tale circostanza; la mancata specifica contestazione dell'affermazione della non intervenuta divisione, contenuta nell'atto di opposizione, esonerava gli opponenti stessi dall'onere di darne una specifica dimostrazione). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 21 Agosto 2012, n. 14594.


Legge 18 giugno 2009 n. 69 – Incompetenza – Decisione con ordinanza – Applicabilità al caso del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo – Esclusione..
La previsione della forma terminativa dell'ordinanza, di cui al novellato art. 279 cod. proc. civ. - come modificato dall'art. 46 della legge 18 giugno 2009, n. 69 - non si applica alla decisione giudiziale sulla opposizione a decreto ingiuntivo, perché il provvedimento con cui il giudice, in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, dichiara la carenza di competenza dell'autorità giurisdizionale che emise il decreto in via monitoria, non è una decisione soltanto sulla competenza, ma presenta un duplice contenuto, di accoglimento in rito dell'opposizione per incompetenza e dichiarativo della nullità del decreto. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 21 Agosto 2012, n. 14594.


Procedimento civile - Scelta del mezzo di impugnazione - Distinzione tra ordinanza di sentenza - Forma esteriore e denominazione data dal giudice - Irrilevanza - Prevalenza della sostanza sulla forma.

Principio di non contestazione - Significato di mancata contestazione.
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Per stabilire se un provvedimento abbia carattere di ordinanza o di sentenza, e sia quindi soggetto ai mezzi di impugnazione stabiliti per l’uno o per l’altro provvedimento, non deve aversi riguardo alla forma esteriore od alla denominazione data dal Giudice, ma all’effetto giuridico sostanziale che esso é destinato a produrre, in base al principio della prevalenza della sostanza sulla forma, con la conseguenza che si è in presenza di una sentenza quando il Giudice si pronuncia in via definitiva o non definitiva sul merito della controversia, sui presupposti o sulle condizioni processuali. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Anche prima dell’introduzione nell’ordinamento del principio di non contestazione ad opera di Cass. Sez. Un. nn. 761/2002 e 11353/2004 e della modifica dell’articolo 115 comma 1 c.p.c. tramite la legge 69/2009, si era sempre ritenuto non contestato un fatto non solo nel caso di sua espressa ammissione, ma anche nel caso di contestazione di una parte sola delle circostanze dedotte, ed altresì nel caso di linea difensiva incentrata su argomenti incompatibili con il disconoscimento. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 14 Giugno 2012.


Procedimento civile - Scelta del mezzo di impugnazione - Distinzione tra ordinanza di sentenza - Forma esteriore e denominazione data dal giudice - Irrilevanza - Prevalenza della sostanza sulla forma..
Per stabilire se un provvedimento abbia carattere di ordinanza o di sentenza, e sia quindi soggetto ai mezzi di impugnazione stabiliti per l’uno o per l’altro provvedimento, non deve aversi riguardo alla forma esteriore od alla denominazione data dal Giudice, ma all’effetto giuridico sostanziale che esso é destinato a produrre, in base al principio della prevalenza della sostanza sulla forma, con la conseguenza che si è in presenza di una sentenza quando il Giudice si pronuncia in via definitiva o non definitiva sul merito della controversia, sui presupposti o sulle condizioni processuali. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 14 Giugno 2012.


Procedimento di appello - Rinunzia agli atti del giudizio - Ordinanza di estinzione del giudizio - Pronuncia collegiale - Natura decisoria e definitiva - Pronuncia con sentenza - Necessità..
A seguito della modifica - ad opera dell’art. 89 della legge 26 novembre 1990, n. 353 - dell’art. 357 c.p.c., che contemplava il reclamo al collegio contro le ordinanze dell’istruttore dichiarative dell’inammissibilità, dell’improcedibilità o dell’estinzione (anche per rinunzia agli atti) del giudizio di appello, deve ritenersi che l’adozione di siffatti provvedimenti spetti ora al collegio, nella nuova struttura collegiale del giudizio di appello, e che detti provvedimenti, avendo natura decisoria e definitiva, decidendo su una questione pregiudiziale attinente il processo, debbano essere adottati con sentenza ai sensi dell’art. 279 n. 2 c.p.c. (cfr. Cass. n. 5610 del 2001; n. 12537 del 2003; n.12636 del 2004; n. 11594 del 2005; n. 11434 del 2007). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25 Maggio 2011.


Incompetenza – Decisione con ordinanza – Legge 18 giugno 2009 – Sussiste – Anche per l’incompetenza territoriale inderogabile – Foro erariale – Sussiste – Necessità del procedimento ex art. 190 c.p.c. – Non sussiste..
Per effetto della legge 69/2009, la decisione sulla competenza assume la forma di ordinanza. La riforma non ha posto alcuna distinzione in relazione al tipo di incompetenza su cui la decisione interviene (cfr., in particolare, la nuova formulazione dell’art. 279 c.p.c.), sicché la forma dell’ordinanza può essere adottata anche ove sia eccepita una forma di competenza territoriale inderogabile, come accade nel caso di foro erariale. Non deve trovare applicazione per la decisione sulla sola questione di competenza il sub-procedimento delineato per la fase decisoria dall’art. 190 c.p.c., con la previsione di termini perentori per lo scambio di comparse conclusionali e repliche, venendo, altrimenti, del tutto frustrato l’intento semplificativo sotteso alla modifica legislativa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 27 Dicembre 2010.