LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO III
Della decisione della causa

Art. 278

Condanna generica. Provvisionale
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Quando è già accertata la sussistenza di un diritto, ma è ancora controversa la quantità della prestazione dovuta, il collegio, su istanza di parte, può limitarsi a pronunciare con sentenza la condanna generica alla prestazione, disponendo con ordinanza che il processo prosegua per la liquidazione.

II. In tal caso il collegio, con la stessa sentenza e sempre su istanza di parte, può altresì condannare il debitore al pagamento di una provvisionale, nei limiti della quantità per cui ritiene già raggiunta la prova.


GIURISPRUDENZA

Risarcimento del danno - Condanna generica - Domanda relativa - oggetto - Individuazione di un credito - Esclusione - Conseguenze - Sopravvenuto fallimento del convenuto - Irrilevanza - Sospensione della controversia in relazione alla pendenza di opposizione avverso la mancata ammissione al passivo del credito - Inammissibilità.
La domanda di condanna generica ex art. 278 c.p.c. al risarcimento dei danni non viola la norma di cui all'art. 52 legge fall. volta ad assoggettare tutti i crediti vantati nei confronti del fallito alla verifica degli organi della procedura concorsuale. La sentenza di condanna generica è, infatti, diretta al riconoscimento della mera astratta idoneità di un determinato fatto alla produzione di effetti dannosi, salva restando ogni ulteriore questione sulla concreta sussistenza del danno medesimo, e non ha, pertanto, ad oggetto la individuazione di un credito suscettibile di essere azionato esecutivamente nei confronti della società fallita, con la conseguenza che tale domanda resta insensibile alla dichiarazione del fallimento del convenuto, sottraendosi tanto alla cognizione del giudice fallimentare definita dall'art. 24 legge fall., quanto alle disposizioni dettate dall'art. 95 della stessa legge in tema di verificazione dei crediti. Diversamente la dichiarazione di fallimento del debitore osta a che il separato giudizio sul "quantum" possa essere proposto o proseguito in via ordinaria, ed impone che il credito stesso venga insinuato e quantificato nella procedura concorsuale, in sede di formazione e verificazione dello stato passivo (cfr. Cass. 1405/1980, 3294/1988). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 27 Giugno 2016, n. 13226.


Risarcimento del danno - Condanna generica - In genere - Accertamento di potenziale idoneità del fatto a produrre conseguenze pregiudizievoli - Configurabilità - Conseguenze - Possibilità di rigetto della domanda risarcitoria nel giudizio di liquidazione - Sussistenza.
La pronuncia di condanna generica al risarcimento del danno per fatto illecito, emessa ai sensi dell'art. 278 cod. proc. civ., integra un accertamento di potenziale idoneità lesiva di quel fatto, e non anche l'accertamento del fatto effettivo, la cui prova è riservata alla successiva fase di liquidazione. Tale accertamento di lesività potenziale prescinde dalla misura e anche dalla stessa concreta esistenza del danno, con la conseguenza che il giudicato formatosi su detta pronuncia non osta a che nel giudizio instaurato per la liquidazione venga negato il fondamento concreto della domanda risarcitoria, previo accertamento del fatto che il danno non si sia in concreto verificato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 14 Luglio 2006, n. 16123.