LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE IV
Dell'intervento di terzi e della riunione di procedimenti
PARAGRAFO 2
Della riunione dei procedimenti

Art. 274

Riunione di procedimenti relativi a cause connesse
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se più procedimenti relativi a cause connesse pendono davanti allo stesso giudice, questi, anche d'ufficio, può disporne la riunione.

II. Se il giudice istruttore o il presidente della sezione ha notizia che per una causa connessa pende procedimento davanti ad altro giudice o davanti ad altra sezione dello stesso tribunale, ne riferisce al presidente, il quale, sentite le parti, ordina con decreto che le cause siano chiamate alla medesima udienza davanti allo stesso giudice o alla stessa sezione per i provvedimenti opportuni.


GIURISPRUDENZA

Fallimento - Accertamento del passivo - Eccezione riconvenzionale del curatore in sede di opposizione allo stato passivo - Identità di causa petendi di domanda svolta in sede ordinaria - Compensazione impropria - Sospensione per pregiudizialità ex art. 295 c.p.c. del giudizio di opposizione allo stato passivo.
La domanda riconvenzionale non può essere proposta in sede di opposizione allo stato passivo, né può trasmigrare davanti al giudice dell’opposizione per connessione ex art. 40 c.p.c. (ovvero per riunione ex art. 273, 274 c.p.c.) ove pendano davanti allo stesso ufficio la domanda (ancorché originariamente riconvenzionale) proposta dal fallito e riproposta in riassunzione dal curatore del fallimento, restando la stessa rimessa al giudice ordinario originariamente competente.

Il curatore del fallimento può proporre eccezione riconvenzionale in sede di opposizione allo stato passivo per la stessa causa petendi per la quale ha articolato domanda (ancorché originariamente riconvenzionale) davanti al giudice ordinario, senza che a ciò sia ostativa la mancata definizione del giudizio ordinario, ove si tratti di compensazione impropria.

Per evitare la duplicazione delle attività istruttorie nonché il rischio di contrasto di giudicati, è possibile per i due giudici competenti (e, quindi, anche per il giudice dell’opposizione allo stato passivo) procedere con la sospensione per pregiudizialità ex art. 295 c.p.c.

Alla luce di tali considerazioni, va dunque affermato che, di fronte alla proposizione di una domanda azionata in sede ordinaria da parte della curatela del fallimento e alla proposizione di tale domanda in sede fallimentare quale eccezione riconvenzionale, il giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo può sospendere il giudizio di opposizione sino alla definizione del giudizio ordinario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 18 Gennaio 2018.


Provvedimento volto a porre nel nulla atti emanati da collega dello stesso ufficio - Atto abnorme - Rilevanza disciplinare - Fondamento - Fattispecie.
In tema di sanzioni disciplinari nei confronti dei magistrati, è legittima la censura disposta dal C.S.M. con riferimento al comportamento del giudice che abbia emesso provvedimento diretto ad incidere, fuori dalle ipotesi consentite espressamente per legge, sull'efficacia di quello emesso da altro giudice in un diverso giudizio, ponendolo nel nulla, trattandosi di atto abnorme, in quanto lo strumento generale per la gestione di una pluralità di procedimenti civili tra loro connessi, assegnati a differenti magistrati dello stesso ufficio, è costituito dalla rimessione degli atti, per le determinazioni di competenza, al dirigente dell'ufficio, ai sensi dell'art. 274, comma 2, c.p.c., senza che assuma rilevanza l'esistenza di una pregressa eventuale violazione dei criteri tabellari di assegnazione degli affari od il convincimento del magistrato di essere l'effettivo titolare per la trattazione del procedimento.

(Nella specie, relativa ad una procedura esecutiva immobiliare, il giudice dell'esecuzione, nonostante la sospensione disposta dal giudice della causa di opposizione proposta dal terzo detentore del bene, aveva reiterato l'ordine di liberazione dell'immobile sull'assunto di essere l'unico funzionalmente competente a statuire sulla sospensione). (massima ufficiale)
Cassazione Sez. Un. Civili, 06 Dicembre 2017, n. 29202.


Locazione finanziaria – Azione di rilascio e causa di opposizione a decreto ingiuntivo – Cause riunite. Efficacia regolamentare del giudicato – Conseguenze – Impossibilità di contestare le clausole che determinano il corrispettivo – Necessità di indicazione del TAEG/ISC – Non sussiste – Indicazione del tasso leasing – Sufficienza – Separazione delle cause –Ordinanza di rilascio ex art. 186 quater – Ammissibilità.
L’irrevocabilità di un decreto ingiuntivo avente ad oggetto la condanna al pagamento di un debito maturato in un primo periodo del rapporto di leasing immobiliare impedisce di esaminare le difese della parte convenuta per il rilascio del bene ed aventi ad oggetto le clausole che determinano il corrispettivo pattuito.

La persistente riunione della causa di rilascio e di quella di opposizione a decreto ingiuntivo potrebbe ostacolare la rapida definizione della domanda di rilascio e, pertanto, deve essere disposta la separazione ed accolta l’istanza di parte attrice intesa alla definizione immediata della domanda di rilascio con ordinanza ex art. 186 quater c.p.c. (Marco Quagliaro) (riproduzione riservata)
Tribunale Udine, 26 Settembre 2016.


Estinzione del processo - Eccezione - Rilevabilità  ad istanza di parte - Deduzione prima di ogni altra istanza o difesa nel medesimo grado di giudizio.

Procedimento civile - Riunione - Interruzione e prosecuzione di uno dei giudizi - Provvedimento implicito di separazione.

Anatocismo - Illegittimità - Approvazione tacita dell'estratto conto - Irrilevanza - Facoltà di impugnare la validità e la efficacia dei rapporti sottostanti - Sussistenza.

Processo civile - Produzione documentale - Tardività - Rilevabilità d'ufficio.

Processo civile - Produzioni documentali - Documentazione prodotta in sede di c.t.u. dopo la scadenza dei termini - Tardività - Inammissibilità.

Conto corrente bancario - Prova - Necessaria produzione degli estratti conto - Ricostruzione del saldo a zero per i periodi mancanti.
.
L'eccezione di estinzione del processo nei casi previsti dall'articolo 307 c.p.c. non è rilevabile d'ufficio ma, come previsto dal comma 4 dello stesso articolo, costituisce oggetto di eccezione processuale in senso proprio e come tale non può essere dichiarata dal giudice ove non sia dedotta dalla parte interessata (al cui potere dispositivo appartiene la relativa opzione processuale) prima di ogni altra sua istanza o difesa nel medesimo grado di giudizio nel quale l'evento estintivo si colloca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Pone in essere una implicita separazione di giudizi in precedenza riuniti il provvedimento con il quale il giudice, dichiarata l'estinzione per fallimento della parte di uno di essi, dispone la prosecuzione dell'altro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La contestazione della illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi attiene alla intrinseca validità del rapporto e non può, pertanto, ritenersi preclusa dalla mancata tempestiva contestazione degli estratti di conto corrente ai sensi dell'articolo 1832 c.c., norma, questa, che prevede una approvazione tacita limitata agli accrediti ed agli addebiti considerati nella loro realtà fattuale e che non preclude la possibilità di impugnare la validità ed efficacia dei rapporti obbligatori da cui derivano le annotazioni contabili e quindi dei titoli contrattuali che ne costituiscono il fondamento, i quali rimangono regolati dalle norme generali sui contratti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La tardività della produzione documentale è rilevabile anche d'ufficio dal giudice in quanto nel procedimento civile di primo grado, dopo la riforma apportata dalla legge 353 del 1990 e successive modifiche ed integrazioni, sussiste un regime di preclusioni preordinato non solo alla tutela di interessi di parte, ma anche dell'interesse pubblico al corretto e celere andamento del processo, con la conseguenza della rilevabilità d'ufficio della tardività di domande, allegazioni, istanze e richieste. Va inoltre rilevato che i termini perentori previsti dall'articolo 184 c.p.c. per la formulazione delle istanze istruttorie si riferiscono anche alle produzioni documentali (prove precostituite), con la conseguenza che il giudice, in caso di produzioni documentali effettuate dopo la scadenza dei termini all'uopo fissati, deve pronunciare la tardività ed inutilizzabilità del documento ai fini decisori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La documentazione prodotta in sede di c.t.u. dopo la scadenza dei termini previsti dal processo per le produzioni documentali deve ritenersi inammissibile in quanto tardiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora, in ordine ad un rapporto di conto corrente, non siano stati prodotti gli estratti conto relativi ad un determinato periodo, il saldo creditorio della banca deve essere riportato a zero e rideterminato sulla base degli estratti conto ritualmente prodotti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 01 Dicembre 2010.


Procedimento civile - Riunione - Interruzione e prosecuzione di uno dei giudizi - Provvedimento implicito di separazione..
Pone in essere una implicita separazione di giudizi in precedenza riuniti il provvedimento con il quale il giudice, dichiarata l'estinzione per fallimento della parte di uno di essi, dispone la prosecuzione dell'altro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 01 Dicembre 2010.


Contratti e Obbligazioni – Tutela giudiziale del credito – Frazionamento della tutela – Disarticolazione del rapporto unitario – Effetti – Improponibilità – Esclusione - Necessità della Riunione – Sussiste. (22/06/2010).
E’ tendenzialmente “scorretta”  la condotta di chi, mediante ricorso all’esercizio di pur legittimi diritti, ottenga, come nel caso di specie, due diverse tutele giudiziali del medesimo credito (unitario), verso lo stesso soggetto, in tempi diversi, ma per la stessa posizione creditoria ed a fronte dello stesso rapporto obbligatorio (inoltre con il patrocinio dello stesso difensore). Ciò accade, in particolare, anche nelle ipotesi in cui i soggetti debitori pur formalmente differenti facciano capo alla stessa persona fisica, quale soggetto che materialmente subisce il processo, come quando si cita prima la società in persona del suo rappresentante e poi il rappresentante stesso, essendo orientata a correttezza la condotta di chi tanto faccia contestualmente e in un unico processo (ben inteso: sempre là dove il credito sia unitario ed il medesimo). Dinnanzi alla disarticolazione del rapporto obbligatorio, il giudice non deve dichiarare l’improponibilità o l’inammissibilità della domanda ma, come accade nelle cause di previdenza (art. 20, commi 7, 8, 9, legge 6 agosto 2008 n. 133, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112) deve riunire i procedimenti così da rimuovere gli effetti collaterali della condotta scorretta. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 16 Giugno 2010.