LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO I
Degli organi giudiziari
CAPO I
Del giudice
SEZIONE III
Della competenza per territorio

Art. 27

Foro relativo alle opposizioni all'esecuzione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Per le cause di opposizione all'esecuzione forzata di cui agli articoli 615 e 619 è competente il giudice del luogo dell'esecuzione, salva la disposizione dell'articolo 480, terzo comma.

II. Per le cause di opposizione a singoli atti esecutivi è competente il giudice davanti al quale si svolge l'esecuzione.


GIURISPRUDENZA

Competenza – Giudizio di opposizione all’esecuzione – Sezioni specializzate in materia di impresa – Deroghe ai principi generali in materia di competenza.
La competenza a decidere del giudizio di opposizione all’esecuzione spetta al giudice individuato ai sensi degli artt. 615, 27 e 480 c.p.c.;

Una deroga alle regole sopra esposte può giustificarsi solo quando esista una specifica norma derogatoria della competenza generale, come nelle ipotesi di cui all’art. 618-bis c.p.c.;

Non può assimilarsi la natura delle Sezioni specializzate agrarie e di quelle specializzate in materia di impresa, atteso che le prime, oltre a non costituire una mera articolazione interna all’ufficio, sono composte anche da membri laici e giudicano con un rito processuale diverso in ragione delle specifiche conoscenze che investono la materia agraria, anche in sede di opposizione all’esecuzione;

Da un punto di vista generale, non può ritenersi implicita la devoluzione alle Sezioni specializzate in materia di impresa di tutte le controversie aventi ad oggetto l’opposizione a precetto su titoli formati dalla sezione stessa, posto che tale scelta avrebbe dovuto essere esplicita derogando ad un criterio specifico quale quello stabilito dall’art. 27 c.p.c.. (Marco Secchi) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 18 Marzo 2017.


Esecuzione forzata - Opposizioni - Opposizione all'esecuzione in giudizio riservato alla competenza dei Tribunali delle imprese - Oggetto - Precetto contenente l'ordine di pagamento di somma determinata - Giudice competente - Individuazione - Criteri - Applicazione dell'art. 124, comma 7, del d.lgs. n. 30 del 2005 - Esclusione.
In un giudizio di opposizione all'esecuzione riservato alla competenza dei tribunali dell'impresa istituiti ai sensi dell'art. 2, comma 1, del d.l. n. 1 del 2012, conv., con modif., nella l. n. 27 del 2012, ove si tratti di opposizione promossa in relazione ad un precetto contenente solo l'ordine di pagare una somma di denaro determinata, la competenza spetta al giudice dell'esecuzione come individuato sulla base dei criteri di cui agli artt. 17, 27 e 615 c.p.c., senza che venga in considerazione la particolare competenza di cui all'art. 124, comma 7, del d.lgs. n. 30 del 2005, la quale opera in relazione all'esecuzione delle speciali misure contenute nei commi 1, 3, 4 e 5 del medesimo articolo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 08 Aprile 2016, n. 6945.


Competenza territoriale per l’opposizione a precetto – Criterio di collegamento principale della residenza o del domicilio eletto ove verrà svolta l’esecuzione – Criterio sussidiario del foro ove è stato notificato il precetto – Operatività del criterio sussidiario non solo nel caso di omissione di dichiarazione di residenza o domicilio ma anche nel caso di assenza di beni o crediti nel foro indicato – Onere della prova in capo al creditore

Precetto intimante il pagamento di una somma superiore a quella dovuta – Nullità dell’intero precetto – Non sussiste – Nullità solo parziale per la somma eccedente il dovuto e validità del precetto per la somma effettivamente dovuta – Sussiste
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In tema di opposizione a precetto, il criterio di collegamento principale per individuare la competenza territoriale è quello del foro presso cui verrà svolta l’esecuzione e presso cui il creditore ha eletto residenza o domicilio, mentre il criterio sussidiario è quello del foro in cui è stato notificato il precetto. Tale criterio sussidiario opera non solo allorquando sono omesse la dichiarazione o l’elezione da parte del creditore intimante, ma anche nel caso in cui la residenza e il domicilio sono stati individuati dal creditore in un luogo in cui non vi sono beni dell’intimato da aggredire o suoi debitori; ed incombe sullo stesso creditore, nel corso del giudizio di opposizione promosso dal debitore nel foro ex art. 480 comma 3 c.p.c., l’onere di dimostrare che nel comune indicato nell’atto di precetto per il domicilio o la residenza è possibile sottoporre a pignoramento debiti o crediti dell’intimato. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

La precettazione di una somma superiore a quella dovuta, non travolge l’atto per intero, ma ne determina la nullità parziale o inefficacia parziale per la somma eccedente, e l’intimazione rimane valida per la somma effettivamente dovuta. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 12 Settembre 2014.


Giudizio di opposizione a ordinanza-ingiunzione e a verbale di accertamento di violazione del codice della strada – Limitazione alla liquidazione delle spese processuali ex art. 91 comma IV c.p.c. – Applicabilità – Esclusione.
Un'azione che il debitore, dopo la notifica del precetto e fintanto che esso è efficace, oppure dopo l'inizio dell'esecuzione, eserciti, a norma del secondo comma dell'art. 1210 c.c., per ottenere l'accertamento della verificazione degli effetti, definitivi e preliminari (come quelli ricollegati all'offerta reale), del procedimento di cui agli art. 1206 e segg. c.c., tanto se verificatisi prima del precetto quanto dopo di esso prima dell'inizio dell'esecuzione, quanto ancora se verificatisi dopo di essa, ha sostanzialmente natura di e dev'essere qualificata, anche in difetto di qualificazione in tal senso da parte del debitore, come opposizione a precetto ex articolo 615, primo comma, c.p.c., se proposta prima dell'inizio dell'esecuzione, e come opposizione all'esecuzione ex secondo comma dello stesso articolo, se proposta dopo detto inizio. Ne discende, in tali ipotesi,  la competenza  inderogabile, ai sensi del primo comma dell'art. 27 c.p.c., del giudice dell’opposizione a precetto o dell’opposizione all'esecuzione a delibare sulla domanda di cui all’art. 1210, comma 2, c.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 23 Giugno 2014.


Opposizione al preavviso di fermo – Competenza – Luogo della accertata infrazione al codice della strada – Esclusione – Luogo di residenza dell'opponente – Sussiste..
L’opposizione al preavviso di fermo, finalizzata a far valere i vizi formali della cartella esattoriale, rispetto alla quale il fermo costituisce misura latu sensu cautelare, si configura come opposizione all'esecuzione forzata - sia pure nella sua fase prodromica di opposizione a precetto ex art. 615 c.p.c. - costituendo lo strumento necessario ad impugnare gli atti ad essa prodromici. Ne risulta così confermata la competenza territoriale del Giudice di pace del luogo di residenza della parte opponente in ragione della natura dell'opposizione dalla medesima posta in essere e del combinato disposto degli artt. 615, I comma, c.p.c.; 27 c.p.c. e 480, III comma c.p.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 16 Ottobre 2012, n. 17749.


Amministrazione straordinaria - Giudizio di opposizione alla esecuzione preesistente alla dichiarazione di insolvenza - Competenza del Tribunale fallimentare - Esclusione - Regole ordinarie di competenza - Operatività.
La competenza a conoscere della opposizione alla esecuzione forzata promossa dall'imprenditore "in bonis" che in corso di giudizio sia stato ammesso alla procedura dell'amministrazione straordinaria non spetta funzionalmente al Tribunale che abbia dichiarato lo stato di insolvenza, posto che non ricorre l'applicabilità ne' dell'art. 51 della legge fallimentare, ne' dell'art. 24 della stessa legge, trattandosi di una azione preesistente alla dichiarazione di insolvenza e sulla cui prosecuzione non influiscono le regole della concorsualità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Febbraio 2001, n. 2487.


Credito fondiario - Procedimento esecutivo contro i debiti morosi - Sui beni ipotecati - Fallimento del debitore - Irrilevanza - Opposizione all'esecuzione - Competenza del tribunale fallimentare - Esclusione.
A norma dell'art 42, secondo comma, del tu 16 luglio 1905, n 646, agli istituti esercenti il credito fondiario e consentito di iniziare o proseguire l'Azione esecutiva individuale sui beni ipotecati anche dopo la dichiarazione di fallimento del debitore. In siffatta ipotesi, non puo agire la vis attractiva del foro fallimentare, onde la Competenza a conoscere dell'opposizione all'esecuzione individuale iniziata dall'istituto di credito fondiario spetta al tribunale del luogo dell'esecuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 01 Dicembre 1972, n. 3476.