LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE III
Dell'istruzione probatoria
PARAGRAFO 8
Della prova per testimoni

Art. 250

Intimazione ai testimoni
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. L'ufficiale giudiziario, su richiesta della parte interessata, intima ai testimoni ammessi dal giudice istruttore di comparire nel luogo, nel giorno e nell'ora fissati, indicando il giudice che assume la prova e la causa nella quale debbono essere sentiti.

II. L'intimazione di cui al primo comma, se non è eseguita in mani proprie del destinatario o mediante servizio postale, è effettuata in busta chiusa e sigillata.

III. L'intimazione al testimone ammesso su richiesta delle parti private a comparire in udienza può essere effettuata dal difensore attraverso l'invio di copia dell'atto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo posta elettronica certificata o a mezzo telefax. (1)

IV. Il difensore che ha spedito l'atto da notificare con lettera raccomandata deposita nella cancelleria del giudice copia dell'atto inviato, attestandone la conformità all'originale, e l'avviso di ricevimento.



________________
(1) Comma sostituito dalla legge 12 novembre 2011, n. 183, con effetto dal 31 gennaio 2012. Il comma sostituito cosi recitava "III. L'intimazione al testimone ammesso su richiesta delle parti private a comparire in udienza può essere effettuata dal difensore attraverso l'invio di copia dell'atto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo di telefax o posta elettronica nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi."

GIURISPRUDENZA

Processo civile – Prova – Intimazione ai testimoni – Contenente l’indicazione dei capitoli di prova su cui il teste è chiamato a rendere testimonianza – Ammissibilità.
Non vi sono disposizioni normative che vietano che un teste chiamato a deporre in un processo civile, prima della sua audizione, sia informato circa i fatti sui quali dovrà rendere la sua deposizione, mentre vi sono disposizioni normative che vietano la subornazione del teste, ovverosia vietano ogni azione diretta a indurre il teste a riferire il falso o a essere reticente.
Il Codice Deontologico Forense non esclude che l’avvocato possa informare i testi circa i fatti sui quali saranno interrogati, pur essendo vincolato dall’astenersi dal condizionare in qualunque modo i testi stessi e/o dall’influenzare le loro deposizioni.
Tenuto conto del fatto che spesso si verifica che i testi vengano ascoltati su circostanze che sono avvenute molto tempo prima delle loro audizioni o delle quali sono stati spettatori occasionali, l’informativa se non condizionata consente loro di meglio ricordare e focalizzare dette circostanze, anche nell’interesse del processo. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Modena, 15 Dicembre 2015.