LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE III
Dell'istruzione probatoria
PARAGRAFO 6
Della confessione giudiziale e dell'interrogatorio formale

Art. 228

Confessione giudiziale
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. La confessione giudiziale è spontanea o provocata mediante interrogatorio formale.


GIURISPRUDENZA

Confessione - Ammissioni del procuratore contenute negli atti difensivi - Valore indiziario - Valore confessorio - Condizioni - Fattispecie.
Le ammissioni contenute negli scritti difensivi, sottoscritti unicamente dal procuratore "ad litem", costituiscono elementi indiziari liberamente valutabili dal giudice per la formazione del suo convincimento. Esse, tuttavia, possono assumere anche il carattere proprio della confessione giudiziale spontanea, alla stregua di quanto previsto dagli artt. 228 e 229 c.p.c., qualora l'atto sia stato sottoscritto dalla parte personalmente, con modalità tali che rivelino inequivocabilmente la consapevolezza delle specifiche dichiarazioni dei fatti sfavorevoli in esso contenute. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza gravata che aveva negato valore confessorio alle dichiarazioni contenute nella comparsa di risposta di una parte, sottoscritta dal solo difensore e depositata in diverso giudizio). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 28 Settembre 2018, n. 23634.


Processo civile – Istanza volta ad ottenere l’interrogatorio formale delle parte – Inidoneità a suscitare la confessione del legale rappresentante della persona giuridica – Inammissibilità..
L’interrogatorio formale ha una natura meramente strumentale, in quanto diretto a provocare la confessione giudiziale della parte che lo deve rendere. La sua base giuridica e logica, fermo restando la disponibilità del diritto controverso, risiede pertanto nella conoscenza che la parte abbia del fatto che costituisce oggetto della prova. Tale necessario presupposto (logico prima ancora che giuridico) comporta la sua inammissibilità ogni volta che sia da escludere che il fatto rientri nella diretta conoscenza dell’interrogando. (Alberto Anelli) (riproduzione riservata)

Poiché l’amministratore delegato di un istituto di credito di rilievo nazionale non può avere ragionevolmente cognizione dei rapporti intrattenuti da un singolo correntista presso una filiale periferica della banca, l’interrogatorio formale – ove ammesso – non avrebbe alcun risultato, né favorevole, né contrario alle parti laddove reso; inoltre, in caso di mancata presentazione del legale rappresentante della banca, la controparte potrebbe chiedere di attribuire ad essa valore di indizio, con distorto effetto rispetto alla disposizione del primo comma dell’art. 232 c.p.c.. (Alberto Anelli) (riproduzione riservata)
Tribunale Parma, 31 Luglio 2006.


Processo civile – Istanza volta ad ottenere l’interrogatorio formale delle parte – Inidoneità a suscitare la confessione del legale rappresentante della persona giuridica – Inammissibilità. .
L’interrogatorio formale ha una natura meramente strumentale, in quanto diretto a provocare la confessione giudiziale della parte che lo deve rendere. La sua base giuridica e logica, fermo restando la disponibilità del diritto controverso, risiede pertanto nella conoscenza che la parte abbia del fatto che costituisce oggetto della prova. Tale necessario presupposto (logico prima ancora che giuridico) comporta la sua inammissibilità ogni volta che sia da escludere che il fatto rientri nella diretta conoscenza dell’interrogando. (Alberto Anelli) (riproduzione riservata)

Poiché l’amministratore delegato di un istituto di credito di rilievo nazionale non può avere ragionevolmente cognizione dei rapporti intrattenuti da un singolo correntista presso una filiale periferica della banca, l’interrogatorio formale – ove ammesso – non avrebbe alcun risultato, né favorevole, né contrario alle parti laddove reso; inoltre, in caso di mancata presentazione del legale rappresentante della banca, la controparte potrebbe chiedere di attribuire ad essa valore di indizio, con distorto effetto rispetto alla disposizione del primo comma dell’art. 232 c.p.c.. (Alberto Anelli) (riproduzione riservata)
Tribunale Parma, 29 Giugno 2006.


Controversie relative a rapporti di diritto patrimoniale - Interrogatorio formale del fallito - Inammissibilità.
Nelle controversie relative a rapporti di diritto patrimoniale l'interrogatorio formale del fallito è inammissibile, atteso che costui (tranne che nella ipotesi prevista dal II comma dell'art. 43 legge fallimentare) non assume la veste di parte e l'interrogatorio è finalizzato ad una confessione che sarebbe relativa a diritti di cui il fallito non può, nella pendenza del fallimento, disporre. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Gennaio 1995, n. 629.