LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE III
Dell'istruzione probatoria
PARAGRAFO 5
Della querela di falso

Art. 221

Modo di proposizione e contenuto della querela
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. La querela di falso può proporsi tanto in via principale quanto in corso di causa in qualunque stato e grado di giudizio, finché la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato.

II. La querela deve contenere, a pena di nullità, l'indicazione degli elementi e delle prove della falsità, e deve essere proposta personalmente dalla parte oppure a mezzo di procuratore speciale, con atto di citazione o con dichiarazione da unirsi al verbale d'udienza.

III. È obbligatorio l'intervento nel processo del pubblico ministero.


GIURISPRUDENZA

Querela di falso - Partecipazione del P.M. alle udienze e formulazione, da parte dello stesso, delle conclusioni - Necessità - Esclusione - Fondamento.
In tema d'intervento obbligatorio del P.M., ai fini della validità del procedimento per querela di falso non sono necessarie né la presenza alle udienze né la formulazione delle conclusioni da parte di un rappresentante di tale ufficio, essendo sufficiente che il P.M., mediante l'invio degli atti, sia informato del giudizio e posto in condizione di sviluppare l'attività ritenuta opportuna. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Ottobre 2018, n. 27402.


Interpretazione del giudicato esterno - Limiti di cui all'art. 345 c.p.c. per le prove nuove in appello - Esclusione - Finalità d'interesse pubblico - Rilievo e valutazione anche d'ufficio, in ogni stato e grado del processo - Fattispecie.
Il giudicato esterno, al pari di quello interno, risponde alla finalità d'interesse pubblico di eliminare l'incertezza delle situazioni giuridiche e di rendere stabili le decisioni, sicché il suo accertamento non costituisce patrimonio esclusivo delle parti e non è subordinato ai limiti fissati dall'art. 345 c.p.c. per le prove nuove in appello, di tal che il giudice, al quale ne risulti l'esistenza, non è vincolato dalla posizione assunta dalle parti in giudizio, dovendo procedere al suo rilievo e valutazione anche d'ufficio, in ogni stato e grado del processo. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, nell'ambito di un giudizio per querela di falso, non aveva preso in esame la sentenza penale divenuta definitiva nel corso del giudizio di secondo grado ed eccepita dalla parte interessata, con cui la convenuta, imputata del reato di cui all'art. 481 c.p., era stata assolta perché il fatto non sussiste). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 25 Agosto 2018, n. 27161.


Contratti bancari – Conto corrente – Azione monitoria promossa dalla banca contro il cliente – Prova del credito – Saldaconto – Certificato ex art.50 T.U.B. – Querela di falso – Ammissibilità – Casi.
Se si vuole contestare la veridicità dell’attestazione apposta dal funzionario in riferimento al credito della banca per come risultante dagli estratti conto ed azionato in via monitoria ottenere il risultato di privare quel certificato del valore di prova privilegiata affinché non possa essere più utilizzato per ottenere un decreto ingiuntivo.

Se però si contesta solo che gli importi risultanti dagli estratti conto sarebbero errati perché la somma esposta sarebbe la conseguenza di interessi commissioni e spese non dovute o non dovute nella misura richiesta, tale contestazione non può essere fatta valere con lo strumento processuale della querela di falso, poiché attiene all’esatto ammontare del credito e non alla falsità della certificazione del credito, in quanto la “verità” che predica l’art. 50 T.U.B. è limitata alla corrispondenza tra il saldo contabile risultante dall’estratto conto ed il certificato sottoscritto dal funzionario.

Se invece si contesta che il funzionario o l’istituto abbiano falsificato le scritture contabili dei rapporti di conto corrente o che la certificazione faccia riferimento a rapporti intercorsi con soggetti diversi da quelli per cui è causa o ancora che il certificato riporti un valore non conforme alle risultanze delle scritture contabili del rapporto, si può ancora utilizzare la querela di falso. (Gianni Frescura) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 15 Dicembre 2017.


Scrittura privata – Certezza della data – Data risultante da timbro postale – Condizioni per ritenere certa la data della scrittura privata non autenticata.
In tema di data certa, nel caso di scrittura privata non autenticata può essere ritenuta la certezza della data solo nel caso in cui la scrittura formi un corpo unico con il foglio sul quale è impresso il timbro postale, perché la timbratura eseguita da un pubblico ufficiale equivale ad attestazione autentica che il documento è stato inviato nel medesimo giorno in cui essa è stata eseguita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 05 Ottobre 2017, n. 23281.


Proposizione di querela di falso incidentale – Proponibilità in qualsiasi stato e grado del giudizio – Necessità che la querela di falso incidentale sia proposta prima della rimessione della causa in decisione.
Ai termini dell’art. 221, comma 1, c.p.c., la querela di falso può proporsi tanto in via principale quanto in corso di causa in qualunque stato e grado di giudizio, finché la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato.
Tale previsione va intesa nel senso che la relativa istanza, in primo o in secondo grado, deve comunque intervenire prima della rimessione della causa in decisione, ossia entro l’udienza di precisazione delle conclusioni. (Alessandro Colavolpe) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 21 Luglio 2017.


Condominio - Assemblea dei condomini - Deliberazioni - Verbale -  Condominio negli edifici - Verbale assembleare - Valore di prova presuntiva - Contestazione da parte del condomino della verità di quanto riferito nel verbale - Onere della prova - Querela di falso - Necessità - Esclusione - Fattispecie.
Il verbale di un'assemblea condominiale, munito di sottoscrizione del presidente e del segretario, ha natura di scrittura privata, sicché il valore di prova legale è limitato alla provenienza delle dichiarazioni dai sottoscrittori e non si estende al contenuto della scrittura medesima, per impugnare la cui veridicità non occorre la proposizione di querela di falso, potendosi far ricorso ad ogni mezzo di prova. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva negato legittimazione all'impugnazione ex art. 1137 c.c. ad un condomino che, pur avendo evidenziato di avere espresso, in sede assembleare, voto contrario alla delibera impugnata, non aveva tuttavia articolato alcuna deduzione istruttoria volta a sovvertire le risultanze del relativo verbale che, diversamente, ne riportava l'approvazione senza dissensi). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 09 Maggio 2017, n. 11375.


Fallimento - Accertamento del passivo - Formazione dello stato passivo - Timbro postale - Certezza - Condizioni - Fattispecie in materia di ammissione al passivo fallimentare.
In tema di efficacia della scrittura privata nei confronti dei terzi, se la scrittura privata non autenticata forma un corpo unico con il foglio sul quale è impresso il timbro, la data risultante da quest'ultimo deve ritenersi data certa della scrittura, perché la timbratura eseguita in un pubblico ufficio deve considerarsi equivalente ad un'attestazione autentica che il documento è stato inviato nel medesimo giorno in cui essa è stata eseguita. Grava sulla parte (nella specie, il curatore del fallimento) che contesti la certezza della data di provare la redazione del contenuto della scrittura in un momento diverso, bastando a tal fine la prova contraria e non occorrendo il ricorso alla querela di falso. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, che aveva negato che il timbro postale in spedizione a corso particolare a tergo dei contratti di apertura di credito in conto corrente e di finanziamento per anticipi all'esportazione, azionati dalla banca ricorrente, fosse idoneo a far ritenere certa la relativa data). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 02 Marzo 2017, n. 5346.


Procedimento civile - Notificazioni - Verifica dell'identità del sottoscrittore-consegnatario - Querela di falso.
L’agente notificatore (sia esso pubblico ufficiale o agente postale) non è tenuto a verificare la corrispondenza fra l’identità che il sottoscrittore-consegnatario afferma e quella effettiva, chiedendo allo stesso l’esibizione di documenti di riconoscimento.

Ne discende che, non essendo tale corrispondenza oggetto di un accertamento da parte del pubblico ufficiale, la sua contestazione (consistente nell’allegazione del carattere apocrifo della firma), non può essere oggetto di querela di falso. (Francesco Lupia) (riproduzione riservata)
Tribunale Avezzano, 11 Gennaio 2017.


Querela di falso in via principale – Domande ulteriori – Ammissibilità.
Nel giudizio di querela di falso instaurato in via principale, per ragioni di economia processuale è ammissibile la proposizione anche di altre domande. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Giugno 2016.


Sanzioni amministrative – Applicazione – Opposizione – Procedimento – Istruttoria – Verbale di accertamento della violazione – Efficacia probatoria privilegiata – Limiti – Conseguenze – Prova per testi – Inammissibilità – Querela di falso – Necessità..
Finché non sia proposta e definita la querela di falso, e non sia pertanto caducata, insieme con l’atto, la sua forza preclusiva di ogni contrario accertamento, non possono essere ammessi mezzi istruttori tesi a contrastare il contenuto dell’atto a fede privilegiata. (Antonino Fazio) (riproduzione riservata)

Se l’atto pubblico non impugnato con querela di falso, non essendo contestabile dalle parti, implica l’inammissibilità delle prove orali contrarie (ciò che vale peraltro in linea generale per ogni prova documentale), a fortiori non può essere oggetto di prova orale “integrativa”. Essa, logicamente unilaterale potendo provenire solo dalla stessa Amministrazione a mezzo del funzionario autore dell’atto, vale infatti a rimuovere ogni certezza sul contenuto dell’atto amministrativo, rendendone possibile la modifica in ogni tempo ed al di fuori dei modi e termini di legge, vanificando tanto il sistema delle impugnazioni quanto lo strumento dell’autotutela, e rimuovendo pertanto ogni garanzia del corretto operato della P.A. (Antonino Fazio) (riproduzione riservata)

L’illegittima ammissione della prova orale vale ad attribuire alla P.A. la veste di “parte privilegiata”, riscontrando una posizione di supremazia solo apparentemente connessa all’esercizio di poteri autoritativi, ma in realtà contraria al corretto esercizio degli stessi; con ciò concedendo una posizione di favor priva di addentellati normativi. (Antonino Fazio) (riproduzione riservata)
Tribunale Piacenza, 08 Giugno 2013.


Obbligazioni e contratti - Riempimento di scheda contrattuale in difformità di quanto pattuito - Querela di falso - Nullità..
La querela di falso di un documento può essere proposta se si sostenga che alcun accordo per il riempimento sia stato raggiunto dalle parti e non invece quando venga contestato un abusivo riempimento di parte della scheda contrattuale in difformità da quanto oralmente pattuito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 22 Maggio 2013.


Procedimento civile – Querela di falso – In via principale – Procura generale – Mancata allegazione – Irrilevanza.

Procedimento civile – Querela di falso – Procura alle liti – Assenza di data – Redazione in calce all’atto introduttivo – Presunzione di contemporaneità.

Procedimento civile – Querela di falso – Procura alle liti – Generale – Insufficienza.
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Non è rilevante, ai fini di una pronuncia d’inammissibilità di un atto introduttivo, la circostanza secondo la quale una procura generale legittimante un mandatario a proporre querela di falso sottoscrivendo l’atto introduttivo non sia stata allegata al medesimo, se rilasciata in precedenza per la stipula di un atto notarile (oggetto della controversia) e comprendente anche la procura alle liti. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) 

La mancanza di data della procura speciale alle liti redatta in calce all’atto di citazione  non rende inammissibile l’atto medesimo in quanto, in assenza di prova contraria, la data stessa deve ritenersi coeva ad esso. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)

Deve escludersi che sia abilitato a sottoscrivere la querela di falso colui che rappresenti la parte in forza di una procura generale alle liti, dovendosi altresì escludere la validità di una manifestazione di volontà diretta a proporre querela di falso laddova menzionata soltanto nella procura generale, non potendo la stessa essere genericamente espressa a priori. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)
Tribunale Novara, 22 Giugno 2011.


Querela di falso – Giudizio proposto in via incidentale – Esistenza di nesso funzionale genetico con il giudizio principale – Necessità.

Mandato professionale – Responsabilità dell’avvocato – Inesistenza del mandato – Decreto monitorio definitivo avente ad oggetto il pagamento delle prestazioni – Infondatezza.
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Il giudizio per querela di falso proposto in via incidentale subisce, sotto l’aspetto sia sostanziale che processuale, l’influenza del processo principale al quale è legato da un nesso funzionale e genetico ed è proponibile soltanto se l’esito del relativo giudizio è potenzialmente idoneo ad influire sulla lite principale, ossia se vi è un rapporto di pregiudizialità fra il giudizio di falso e quello di merito nel corso del quale si vuole proporre querela. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Deve essere respinta l’azione di responsabilità nei confronti di un avvocato fondata sulla asserita inesistenza del mandato difensivo qualora l’esistenza del mandato risulti, invece, implicitamente accertata in un decreto monitorio  passato in giudicato avente ad oggetto il pagamento delle prestazioni professionali svolte dall’avvocato in forza dei mandati contestati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 09 Febbraio 2011.


Querela di falso – Giudizio proposto in via incidentale – Esistenza di nesso funzionale genetico con il giudizio principale – Necessità..
Il giudizio per querela di falso proposto in via incidentale subisce, sotto l’aspetto sia sostanziale che processuale, l’influenza del processo principale al quale è legato da un nesso funzionale e genetico ed è proponibile soltanto se l’esito del relativo giudizio è potenzialmente idoneo ad influire sulla lite principale, ossia se vi è un rapporto di pregiudizialità fra il giudizio di falso e quello di merito nel corso del quale si vuole proporre querela. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 09 Febbraio 2011.


Disconoscimento di scrittura privata nell’ambito del procedimento cautelare – Accertamento del giudice – Contenuto..
Poiché non è conciliabile con le esigenze di celerità e speditezza del procedimento cautelare il ricorso ai mezzi tipici previsti dall’ordinamento per verifica dell’autenticità del documento (querela di falso ed istanza di verificazione), il giudice della cautela deve svolgere un accertamento solo sommario sulla conformità della copia all’originale o sull’autenticità della scrittura. (mb) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 17 Settembre 2009, n. 0.