LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE III
Dell'istruzione probatoria
PARAGRAFO 3
Dell'esibizione delle prove

Art. 210

Ordine di esibizione alla parte o al terzo
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Negli stessi limiti entro i quali può essere ordinata a norma dell'articolo 118 l'ispezione di cose in possesso di una parte o di un terzo, il giudice istruttore, su istanza di parte, può ordinare all'altra parte o a un terzo di esibire in giudizio un documento o altra cosa di cui ritenga necessaria l'acquisizione al processo.

II. Nell'ordinare l'esibizione, il giudice dà i provvedimenti opportuni circa il tempo, il luogo e il modo dell'esibizione.

III. Se l'esibizione importa una spesa, questa deve essere in ogni caso anticipata dalla parte che ha proposta l'istanza di esibizione.


GIURISPRUDENZA

Contratto di conto corrente – Ripetizione di somme – Produzione del contratto e degli estratti conto completi – Onere del correntista – Ordine di esibizione del contratto – Esclusione – Ordine di esibizione degli estratti conto – Limitazione all’ultimo decennio.
Il correntista che domanda la ripetizione di somme indebitamente versate alla banca deve allegare e provare i fatti costitutivi della propria pretesa creditoria, ovvero l’esecuzione della prestazione e l’inesistenza (originaria o sopravvenuta) del titolo della stessa. Il correntista ha, pertanto, l'obbligo di produrre il contratto di conto corrente e gli estratti conto relativi a tutto il periodo contrattuale.
La mancata produzione del negozio di conto corrente e degli estratti conto completi va a scapito dell’attrice, poiché – trattandosi del soggetto che agisce in ripetizione – è la parte gravata dal relativo onere probatorio. Né si può ritenere che tale omissione possa essere sanata accogliendo la richiesta di ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c., in quanto il presupposto per l’emanazione di tale ordine è che la parte si trovi nell’impossibilità di produrre essa stessa in giudizio i documenti. Tale istanza, comunque, non può avere ad oggetto i contratti, poiché l’art. 119 TUB consente al cliente solo di acquisire dalla banca i documenti relativi a singole operazioni contabili eseguite negli ultimi dieci anni. (Guido Corapi) (riproduzione riservata)
Tribunale Modena, 07 Marzo 2017.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Potere del giudice di ordinare alle parti l'esibizione di documenti - Indispensabilità - Discrezionalità - Motivazione - Necessità - Insussistenza.
In tema di poteri istruttori d'ufficio del giudice dell’opposizione allo stato passivo, l'emanazione dell'ordine di esibizione (nella specie, di documenti) è discrezionale, e la valutazione di indispensabilità neppure deve essere esplicitata nella motivazione; ne consegue che il relativo esercizio è svincolato da ogni onere motivazionale ed il provvedimento di rigetto dell'istanza è insindacabile in sede di legittimità, anche sotto il profilo del difetto di motivazione, trattandosi di uno strumento istruttorio residuale, utilizzabile soltanto quando la prova dei fatti non possa in alcun modo essere acquisita con altri mezzi e l'iniziativa della parte instante non abbia finalità esplorativa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 21 Febbraio 2017, n. 4504.


Contratti bancari – Prova – Ordine di esibizione ex art.210 c.p.c. – Documenti ultradecennali – Rifiuto di esibizione – Illegittimità.
Il limite decennale stabilito dall’art.119 T.U.B. è riferito solo all’obbligo di tenuta delle scritture contabili; nel caso in cui la banca sia in possesso di documenti anche più risalenti è tenuta alla consegna in applicazione dei principi di buona fede. [Nella fattispecie, il rifiuto opposto dalla banca all’ordine di esibizione, motivato sulla considerazione che si trattava di documenti ultradecennali, è stata ritenuta dal Giudice illegittima e contraria alla buona fede contrattuale.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Sassari, 20 Febbraio 2017.


Conto corrente – Azione di ripetizione di indebito – Onere della prova – Produzione documenti contrattuali – Prova negativa – Inosservanza ordine di esibizione – Argomenti di prova – Insufficienza.
Nelle azioni di ripetizione di indebito l’onere di produrre i documenti contrattuali relativi ai rapporti di conto corrente in contestazione, al fine di verificare la dedotta mancanza o nullità di talune clausole, grava sulla parte che tali domande propone, indi sull’attore.

La sola inosservanza dell’ordine di esibizione dei documenti contrattuali da parte della banca convenuta non può essere in concreto equiparata all'ammissione del fatto che le diverse clausole contrattuali oggetto dell'azione di nullità avessero il contenuto indicato dall'attore. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)
Tribunale Cagliari, 11 Gennaio 2017.


Opposizione a D.I. - Validità della formula indicata da Bnkitalia per la verifica della usurarietà - Rimedi processuali utilizzabili dal correntista in sostituzione del proprio onere probatorio.
E’ in assoluta coerenza con l’intero impianto normativo dettato in materia di usura intendere le Istruzioni della Banca d’Italia alla stregua di norme tecniche previste ed autorizzate dalla disciplina regolamentare, necessarie per l’applicazione in concreto della legge ordinaria. Pertanto, se è pur vero che il giudice non è vincolato al rispetto delle Istruzioni della Banca d’Italia quali fonti di diritto, tuttavia un eventuale calcolo del TEG applicato secondo differenti formule matematiche, rischierebbe di compromettere la certezza della normativa di settore e la prevedibilità delle decisioni giudiziarie, con ulteriori conseguenze negative circa la possibilità degli operatori economici di effettuare ponderate e consapevoli scelte contrattuali e di mercato.

Altro punto di rilievo della sentenza è la definizione dell’onere probatorio ex art. 2697 c.c.. Viene infatti statuito che solo nel caso in cui il cliente, pur avendo regolarmente richiesto copia della documentazione, non abbia conseguito dalla banca la documentazione indicata, potrà in sede giudiziale invocare in sostituzione del proprio onere probatorio rimedi di carattere processuale, quale in particolare un ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.
Là dove, viceversa, non risulti che l’attore abbia preventivamente esercitato il proprio diritto soggettivo ex art. 119 TUB, va affermata l’inammissibilità di un ordine di esibizione posto a carico della banca, in quanto tale strumento processuale finirebbe con assumere una portata meramente esplorativa e rivolta a sostituirsi all’onere probatorio inevaso gravante su di una parte. (Rosanna Pagliuca) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 20 Luglio 2016.


Usura – Richiesta di ordine di esibizione della documentazione bancaria ex art.210 c.p.c. – Necessità di preventiva richiesta ex art.119 T.U.B. – Sussiste.
Per poter concedere un ordine di esibizione ex art.210 c.p.c. la parte deve dimostrare di aver provato ad ottenere la documentazione di cui chiede l’esibizione con gli strumenti extra processuali, al fine di evitare di instaurare una causa senza aver letto la documentazione da cui vuole inferire le sue eccezioni e le sue domande processuali e financo le nullità o la consumazione di reati. [Nella fattispecie, in materia di tassi bancari usurari, il Giudice dichiarava l’esploratività della domanda dell’ordine di esibizione avanzato dal cliente verso la banca convenuta poiché non risultava provata una preventiva richiesta di copia della documentazione ex art.119 T.U.B.]. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 29 Maggio 2016.


Contratti bancari – Conto corrente – Azione di accertamento negativo e di ripetizione dell'indebito – Mancata richiesta di consegna documentazione bancaria anteriormente al giudizio – Richiesta ordine esibizione ex art. 210 c.p.c. – Non accoglibile

Contratti bancari – Conto corrente – Azione di accertamento negativo e di ripetizione dell'indebito – Richiesta ordine esibizione ex art. 210 c.p.c. estratti conto – Indicazione specifica delle ragioni dell'utilità della relativa acquisizione ai fini della dimostrazione dei fatti di causa – Necessità

Contratti bancari – Conto corrente – Azione di accertamento negativo e di ripetizione dell'indebito – Onere della prova a carico della parte attrice – Principio di vicinanza o prossimità della prova – Inapplicabilità – Richiesta di CTU contabile in caso di mancata produzione della necessaria documentazione bancaria – Non accoglibile
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È principio fermo quello secondo cui l'esibizione a norma dell'art. 210 cod. proc. civ. non può in alcun caso supplire al mancato assolvimento dell'onere della prova a carico della parte istante.
La parte ricorrente, in quanto società di capitali - per ovvie ragioni di ostensione, anche a terzi (soci e contraenti), della propria contabilità - ha il dovere, prima ancora che l'onere, di conservare la documentazione bancaria e, solo in caso di eccezionale allegazione di particolarei eventi, avrebbe potuto richiedere, anteriormente al giudizio e, se necessario, con apposita domanda giudiziale, di ricostruire la propria per mezzo di quella conservata dalla Banca. (Angelo Congiu) (riproduzione riservata)

L'ordine di esibizione può essere impartito ad una delle parti del processo con esclusivo riguardo ad atti “la cui acquisizione al processo sia necessaria”, ovvero “concernenti la controversia”, e, quindi, ai soli atti o documenti specificamente individuati o individuabili, dei quali sia noto, o almeno assertivamente indicato, un preciso contenuto, influente per la decisione della causa.
Tra gli atti di cui si chiede la specifica esibizione non possono includersi gli estratti conto dei rapporti bancari quando questi siano genericamente mirati alla ricostruzione della contabilità del rapporto di conto corrente, senza che si ipotizzi specificamente quale sia l'utilità di quella acquisizione ai fini della dimostrazione della domanda giudiziale. (Angelo Congiu) (riproduzione riservata)

Non può aderirsi all'interpretazione secondo cui, in ragione del principio di prossimità o vicinanza della prova, doveva essere la Banca a fornire la documentazione che la cliente non aveva avuto cura di conservare. Infatti, il richiamato principio di prossimità o vicinanza della prova, in quanto eccezionale deroga al canonico regime della sua ripartizione, secondo il principio ancor oggi vigente che impone (incumbit) un onus probandi ei qui dicit non ei qui negat, deve trovare una pregnante legittimazione che non può semplicisticamente esaurirsi nella diversità di forza economica dei contendenti, ma esige l'impossibilità della sua acquisizione simmetrica, che nella specie è negata proprio dall'obbligo richiamato dall'art. 117 TUB, secondo cui, in materia bancaria, "i contratti sono redatti per iscritto e un esemplare è consegnato ai clienti". L'assunto per cui tale consegna non sarebbe avvenuta, avrebbe dovuto costituire oggetto di una apposita e tempestiva documentata istanza all'Istituto di credito; analoghe considerazioni valgono in relazione agli estratti conto non depositati e mancanti, comunque utili alla ricostruzione dell'andamento del rapporto. Non hanno fondamento le censure con le quali si lamenta il mancato accertamento dell'esistenza di clausole anatocistiche vietate attraverso l'ammissione di una CTU di tipo contabile, così facendosi residuare l'onere documentaristico sulle spalle della banca convenuta; la richiesta tende a conseguire sotto altre  spoglie, e persino attraverso un'inedita inversione dell'onere della prova, il medesimo risultato che si è negato attraverso le strade sopra già percorse. (Angelo Congiu) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 04 Aprile 2016, n. 6511.


Processo civile - Consulenza tecnica d'ufficio - Natura esplorativa - Dimostrazione della irrilevanza della consulenza - Necessità - Deroga al divieto di compiere indagini esplorative - Condizioni - Accertamento di situazioni di fatto che richiede l'ausilio di speciali cognizioni tecniche - Acquisizione da parte del c.t.u. degli elementi necessari a rispondere al quesito anche se non prodotti dalle parti - Fattispecie in tema di rapporti di conto corrente non prodotti dalle parti - Ordine di esibizione - Necessità.
Nonostante non vi sia dubbio che "la mancata disposizione della consulenza tecnica d'ufficio da parte del giudice, di cui si asserisce l'indispensabilità, è incensurabile in sede di legittimità sotto il profilo del vizio di motivazione, laddove la consulenza sia finalizzata ad esonerare la parte dall'onere della prova o richiesta a fini esplorativi alla ricerca di fatti, circostanze o elementi non provati" (Cass., sez. 1^, 5 luglio 2007, n. 15219), tuttavia, quando la parte chieda una consulenza contabile sulla base di una produzione documentale, il giudice non può qualificare come esplorativa la consulenza senza dimostrare che la documentazione esibita sarebbe comunque irrilevante.

Ha natura esplorativa la consulenza finalizzata alla ricerca di fatti, circostanze o elementi non provati dalla parte che li allega (Cass., sez. 1^, 5 luglio 2007, n. 15219, m. 598314), non la consulenza intesa a ricostruire l'andamento di rapporti contabili non controversi nella loro esistenza. E secondo la giurisprudenza di questa corte, è consentito derogare finanche al limite costituito dal divieto di compiere indagini esplorative, "quando l'accertamento di determinate situazioni di fatto possa effettuarsi soltanto con l'ausilio di speciali cognizioni tecniche, essendo in questo caso consentito al c.t.u. anche di acquisire ogni elemento necessario a rispondere ai quesiti, sebbene risultante da documenti non prodotti dalle parti, sempre che si tratti di fatti accessori e rientranti nell'ambito strettamente tecnico della consulenza, e non di fatti e situazioni che, essendo posti direttamente a fondamento della domanda o delle eccezioni delle parti, debbano necessariamente essere provati dalle stesse" (Cass., sez. 3^, 14 febbraio 2006, n. 3191).

E' vero che l'esibizione di documenti non può essere chiesta, ai sensi dell'art. 210 c.p.c., a fini meramente esplorativi, allorquando neppure la parte istante deduca elementi sulla effettiva esistenza del documento e sul suo contenuto per verificarne la rilevanza in giudizio (Cass., sez. L, 20 dicembre 2007, n. 26943). Ma detta ipotesi non ricorre nel caso in cui non possa mettersi in dubbio l'esistenza dei rapporti oggetto di indagine (nella specie di conto corrente non contestati dalla banca) e dunque l'esistenza della documentazione relativa alla loro gestione.

(Nel caso di specie, la Suprema corte ha ritenuto che erroneamente i giudici del merito avessero negato l'ammissione della consulenza contabile e respinto la richiesta di ordinare alla banca l'esibizione della documentazione necessaria alla ricostruzione dei rapporti con gli attori). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 15 Marzo 2016, n. 5091.


Azione di ripetizione dell'indebito in materia di conto corrente bancario: onere della prova.
Qualora il correntista proponga domanda di accertamento negativo del diritto della banca e e chieda la condanna di quest'ultima alla restituzione delle somme indebitamente pagate, ha l'onere di provare la propria pretesa esibendo la documentazione contrattuale relativa al rapporto di conto corrente dedotto in giudizio: tale onere non subisce deroga neanche quando abbia ad oggetto "fatti negativi". L'acquisizione al giudizio di elementi di prova su iniziativa del giudice mediante ordine di esibizione di documenti ex art. 210 cpc a carico della banca, senza una preventiva richiesta da parte del correntista di quella documentazione ex art. 119 TUB, si pone in contrasto con il disposto di cui all'art. 115 cpc e, conseguentemente rende inutilizzabili i documenti così acquisti ai fini del decidere. (Paolo Apuzzo) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 15 Luglio 2015.


Contratti bancari – Azione di nullità del contratto – Mancata richiesta alla banca di copia della documentazione – Istanza ex art.210 c.p.c. - Inammissibiità.
L’attore-correntista ha la possibilità di chiedere prima del giudizio alla propria banca di fornire tutta la documentazione concernente il rapporto contrattuale ex art.119 T.U.B., e se del caso potrebbe ottenerla con l’ingiunzione, cui poi potrebbe seguire il ricorso all’esecuzione forzata.
Ove l’attore avanzi detta richiesta solo nel corso del giudizio, non può sopperirsi alla mancanza di prova ricorrendo all’art.210 c.p.c., che è invece di applicazione residuale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Taranto, 15 Aprile 2015.


Contratti bancari – Conto corrente – Azione di accertamento negativo e di ripetizione dell'indebito – Domanda di consegna documentazione ex art. 119 c IV TUB formulata in corso di causa – Richiesta ordine esibizione ex art. 210 c.p.c. – Inammissibilità.
Secondo il costante insegnamento giurisprudenziale, nelle azioni di accertamento negativo e di ripetizione dell'indebito, grava sul correntista attore l'onere di provare i fatti costitutivi del proprio diritto.
    
Nel caso in cui il correntista non produca la documentazione necessaria a sostenere la sua domanda, né dimostri di aver azionato in tempo utile lo strumento di cui all'art. 119 c IV TUB, non potrà trovare accoglimento la richiesta di emissione di un ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. rivolto alla banca ed avente ad oggetto la documentazione contabile inerente al rapporto bancario.
    
Difatti, l'ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. non può supplire al mancato assolvimento dell'onere della prova a carico della parte istante; proprio ciò si verificherebbe ove si ordinasse alla banca di esibire la documentazione che parte attrice non ha mai diligentemente richiesto,  avendo avanzato la domanda ex art. 119 c IV TUB solo dopo aver iniziato la controversia.
    
Il correntista, avendone la concreta possibilità, deve richiedere copia della documentazione bancaria prima dell'instaurazione del giudizio, al fine di predisporsi la prova dei fatti fondanti le proprie domande e, prima ancora, per dare corpo e consistenza alle allegazioni in fatto che è chiamata a svolgere in sede di citazione per la individuazione della controversia.
    
In difetto di domanda di consegna della documentazione contabile formulata ante causam, lo strumento istruttorio ex art. 210 c.p.c. ha una chiara finalità esplorativa, finalizzato ad indagare se la prova possa essere rinvenuta nei documenti di cui si chiede l'esibizione. (Angelo Congiu) (riproduzione riservata)
Tribunale Oristano, 04 Dicembre 2014.


Opposizione allo stato passivo - Principio dispositivo - Onere del creditore opponente di produrre la documentazione depositata nel corso della verifica del passivo.
Il giudizio di opposizione allo stato passivo è regolato dal principio dispositivo per cui, al pari di qualunque giudizio ordinario di cognizione di natura contenziosa, il materiale probatorio utilizzabile ai fini della decisione è solo quello prodotto dalle parti o acquisito dal giudice ai sensi degli articoli 210 e 213 c.p.c.; ne consegue che il creditore, la cui domanda di insinuazione al passivo sia stata respinta dal giudice delegato, ha l’onere di riprodurre dinanzi al tribunale, in sede di opposizione, la documentazione già depositata nel corso della fase di verifica del passivo, non potendo il giudice provvedere d’ufficio all’acquisizione di detta documentazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 14 Luglio 2014.


Conto corrente – Azione di ripetizione di indebito – Onere della prova – Mancata produzione documenti contrattuali ed estratti conto – Ordine di esibizione – Appello – Inammissibilità ex art. 348-bis c.p.c..
Nelle azioni di ripetizione di indebito la mancata produzione da parte dell'attore del documento contrattuale, che rappresenta fatto costitutivo della domanda restitutoria, non consente l'esatta verifica delle clausole contenute nel contratto. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)
 
Nelle azioni di ripetizione di indebito la mancata produzione da parte dell'attore degli estratti conto relativi all'evolversi del conto nel tempo, non consente la verifica dell'eventuale saldo attivo del conto stesso, né della applicazione di clausole nulle. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)

L'ordine di esibizione di documenti ai sensi dell'art. 210 c.p.c. non può sopperire alle lacune probatorie imputabili alle parti, e può essere disposto soltanto nelle ipotesi in cui le parti medesime si siano preventivamente attivate per il loro reperimento con esito negativo. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)
Appello Cagliari, 11 Giugno 2014.


Conto corrente – Azione di ripetizione di indebito – Onere della prova – Produzione documenti contrattuali – Prova negativa – Inosservanza ordine di esibizione – Argomenti di prova – Insufficienza.
Nelle azioni di ripetizione di indebito l’onere di produrre i documenti contrattuali relativi ai rapporti di conto corrente in contestazione, al fine di verificare la dedotta mancanza o nullità di talune clausole, grava sulla parte che tali domande propone. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)

La sola inosservanza dell’ordine di esibizione dei documenti contrattuali da parte della banca convenuta non può essere in concreto equiparata all'ammissione del fatto che le diverse clausole contrattuali oggetto dell'azione di nullità avessero il contenuto indicato dall'attore. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)
Tribunale Cagliari, 31 Maggio 2014.


Art. 210 c.p.c. – Esibizione officiosa dei documenti – Possibilità di produrre i documenti a cura della parte interessata – Ammissibilità dell'esibizione giudiziale – Esclusione.

CTU – ammissibilità – Cd. Percipiente – Limiti – Snaturamento della funzione.
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Non è dato addivenire ad una esibizione officiosa della documentazione , ai sensi dell'art. 210 cod. proc. civ., per sopperire all'inerzia della parte nel dedurre mezzi di prova, potendo tale potere discrezionale del giudice essere esercitato solo se la prova del fatto che si intende dimostrare non sia acquisibile aliunde, non anche per fini meramente esplorativi (Cass., 24 marzo 2004, n. 5908). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

La consulenza tecnica d'ufficio costituisce un mezzo di ausilio per il giudice, volto alla più approfondita conoscenza dei fatti già provati dalle parti, la cui interpretazione richiede nozioni tecnico-scientifiche, e non un mezzo di soccorso volto a sopperire all'inerzia delle parti; la stessa, tuttavia può eccezionalmente costituire fonte oggettiva di prova, per accertare quei fatti rilevabili unicamente con l'ausilio di un perito. Ne consegue che, qualora la consulenza d'ufficio sia richiesta per acquisire documentazione che la parte avrebbe potuto produrre, l'ammissione da parte del giudice comporterebbe lo snaturamento della funzione assegnata dal codice a tale istituto e la violazione del giusto processo, presidiato dall'art. 111 Cost., sotto il profilo della posizione paritaria delle parti e della ragionevole durata" (Cass., 19 aprile 2011, n. 8989; ancora per la non ammissibilità di c.t.u. c.d. "esplorative", cfr. Cass., 5 luglio 2007, n. 15219; Cass., 19 ottobre 2009, n. 22115; Cass., 8 febbraio 2011, n. 3130). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. II, 18 Gennaio 2013, n. 1266.


Accertamento del passivo - Revocazione - Rinvenimento di documenti decisivi - Disposizione restrittiva del nuovo articolo 98 l.f. - Rinvenimento dei documenti decisivi che la parte non ha potuto produrre in giudizio per causa non imputabile - Ignoranza dei documenti decisivi - Necessità..
Quanto al motivo di revocazione del rinvenimento di documenti decisivi, va rilevato che mentre nella normativa previgente (articolo 102 l.f.) era sufficiente il rinvenimento di documenti decisivi “prima ignorati”, il novellato quarto comma dell'articolo 98, legge fallimentare richiede, più restrittivamente, la “mancata conoscenza di documenti decisivi che non sono stati prodotti tempestivamente per causa non imputabile”, formula, questa, che riecheggia quella dell'articolo 395 c.p.c., laddove tale disposizione si riferisce al rinvenimento di documenti decisivi “che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell'avversario”. Appare, inoltre, opportuno precisare che la non imputabilità non deve essere riferita alla mancata produzione tempestiva dei documenti, come sembrerebbe suggerire il tenore letterale del citato articolo 98, ma deve piuttosto investire l'ignoranza dei documenti decisivi, in quanto altrimenti si finirebbe per rinnegare il riferimento iniziale alla mancata conoscenza del documento poi reperito, giustificando l’stanza di rievocazione sulla base di documenti di cui fosse precedentemente nota l'esistenza ma che non fosse stato possibile acquisire in giudizio per fatto non imputabile alla parte, come nel caso di inottemperanza del detentore del documento ad un eventuale ordine di esibizione  ex articolo 210 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 26 Ottobre 2012.


Società a responsabilità limitata - Diritto al controllo del socio di minoranza - Ingiustificato procrastinarsi nel diritto - Danno irreparabile - Periculum in mora - Sussistenza - Rimedio costituito dall'ordine di esibizione in sede giudiziale - Inadeguatezza..
L'ingiustificato procrastinarsi del diritto del socio di minoranza a prendere visione ex articolo 2476, comma 2, c.c. della documentazione afferente alla gestione della società integra di per sè il periculum in mora che giustifica il ricorso al procedimento cautelare; il ritardo in questione, infatti, lede direttamente il diritto di controllo del socio sull'amministrazione della società nonchè l'esercizio dei poteri ad esso connessi, i quali si esplicano sia nello svolgimento dei rapporti sociali sia attraverso la proposizione di eventuali azioni giudiziarie. Tale diritto non ha una connotazione esclusivamente patrimoniale, poichè il danno che ne deriva, una volta verificatosi, diviene irreparabile ed al mancato esercizio del potere di controllo del socio non è possibile porre rimedio mediante l'ordine di esibizione previsto dall'articolo 210 c.p.c., strumento, questo, utilizzabile esclusivamente in sede giudiziale e che non ha assolutamente carattere esplorativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 10 Giugno 2011.


Fallimento - Ordine di esibizione di documenti - Ordine impartito al curatore fallimentare - Dichiarazione del curatore di non essere in possesso dei documenti - Conseguenze..
La mancata ottemperanza all'ordine di esibizione di documenti impartito al curatore fallimentare non comporta effetti probatori, neppure ai sensi dell'articolo 116 c.p.c., qualora il curatore dichiari di non essere in possesso della documentazione (nel caso di specie, il curatore ha dichiarato che la documentazione di cui era chiesta l'esibizione non gli era stata consegnata dall'amministratore alla società fallita). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 08 Giugno 2011.


Procedimento civile - Ordine di esibizione ex artt. 210 c.p.c. e 119 T.U.B. - Ammissibilità - Limiti.
 
Trasparenza bancaria - Diritto del cliente di ottenere copia della documentazione - Ordine di esibizione - Indispensabilità - Valutazione.
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Il diritto soggettivo del correntista ad ottenere copia della documentazione relativa al rapporto bancario, ex art. 119 t.u.b., ben può essere legittimamente esercitato anche nel giudizio ed il mancato esercizio di tale facoltà prima del giudizio non vale a precludere la possibilità di chiederne l’esibizione ex art. 210 c.p.c. Peraltro tale soluzione appare conforme al principio della vicinanza della prova, posto che è indubbiamente più agevole per la banca il deposito di detta documentazione (sulla quale grava inoltre uno specifico obbligo di conservazione e rilascio copia), piuttosto che sul correntista, che, nella prassi commerciale è tempestato di documentazione cartacea, che nell’ambito di rapporti di durata (nella specie oltre ventennale), risulta indubbiamente di difficile conservazione e catalogazione. (Giorgio Algozini) (riproduzione riservata)
 
La mancata produzione della documentazione relativa al decennio precedente la ordinanza di esibizione non può comportare valutazioni sfavorevoli nei confronti della banca onerata del relativo deposito ex art. 116 c.p.c., in quanto non può produrre in giudizio documentazione che non era obbligata neanche a conservare. (Giorgio Algozini) (riproduzione riservata)
Tribunale Palermo, 31 Maggio 2011.


Ordine di esibizione della documentazione bancaria – Onere della prova – Ammissibilità – Limiti..
L’istanza di cui all’art. 210 c.p.c. volta ad ottenere l’esibizione della documentazione inerente i conti di cui gli attori sono titolari, non potendo essere utilizzata per supplire al mancato assolvimento dell’onere della prova a carico della parte istante, potrà trovare accoglimento solo nel caso in cui la parte abbia dato prova di aver richiesto alla banca la documentazione medesima ai sensi dell’art. 119, 4° comma d.lgv. n. 385/1993. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Barcellona Pozzo di Gotto, 13 Ottobre 2006.