LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE III
Dell'istruzione probatoria
PARAGRAFO 1
Della nomina e delle indagini del consulente tecnico

Art. 196

Rinnovazione delle indagini e sostituzione del consulente
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice ha sempre la facoltà di disporre la rinnovazione delle indagini e, per gravi motivi, la sostituzione del consulente tecnico.


GIURISPRUDENZA

Litisconsorzio necessario - Consulenza tecnica d’ufficio - Omessa partecipazione del litisconsorte pretermesso - Conseguenze - Rinnovazione delle operazioni peritali - Necessità.
Il principio di nullità degli atti processuali compiuti, prima della integrazione del contraddittorio, nei confronti di un litisconsorte necessario pretermesso, opera anche riguardo all'espletamento di una consulenza tecnica, con la conseguenza che, qualora il suddetto litisconsorte eccepisca, nei modi indicati dall'art. 157, comma 2, c.p.c., un pregiudizio del proprio diritto di difesa, compete al giudice del merito porvi rimedio tramite la rinnovazione della consulenza medesima, non potendo, in difetto, decidere nei confronti del pretermesso sulla base di quella svolta prima della sua costituzione in giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 22 Gennaio 2019, n. 1644.


Prova civile - Consulenza tecnica - Consulente d'ufficio - Astensione e ricusazione - Tardività della ricusazione - Conseguenze - Acquisizione della consulenza agli atti - Sopravvenuta conoscenza della causa di ricusazione - Rimedi - Potere di sostituzione del giudice - Compenso al consulente per l'attività svolta - Spettanza.
L'art. 192, comma 2, c.p.c., nel prevedere che l'istanza di ricusazione del consulente tecnico d'ufficio deve essere presentata con apposito ricorso depositato in cancelleria almeno tre giorni prima dell'udienza di comparizione, preclude definitivamente la possibilità di far valere successivamente la situazione di incompatibilità, con la conseguenza che la consulenza rimane ritualmente acquisita al processo. A tale principio non è consentita deroga per l'ipotesi in cui la parte venga a conoscenza soltanto in seguito della situazione di incompatibilità, poiché, in questo caso, è possibile esclusivamente prospettare le ragioni che giustificano un provvedimento di sostituzione affinché il giudice, se lo ritenga, si avvalga dei poteri conferiti dall'art. 196 c.p.c., spettando, comunque, all'ausiliario il compenso per l'attività svolta. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 05 Novembre 2018, n. 28103.


Processo civile – Impugnazione – Procedimento di appello – Consulenza tecnica d'ufficio – Comportamento della parte che ha ostacolato lo svolgimento della consulenza in primo grado – rilevanza – Ragionevole durata del processo – Rinnovazione della consulenza tecnica d'ufficio – Esclusione..
Al fine di assicurare la ragionevole durata del processo (art. 111, comma 2, Cost.; art. 6 convenzione E.D.U., L. n. 89 del 2001), deve escludersi che in sede di gravame possa disporsi la rinnovazione della consulenza tecnica d'ufficio il cui espletamento nel precedente grado di giudizio sia stato di fatto impedito od ostacolato dalla parte interessata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Catanzaro, 21 Gennaio 2011.