LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE III
Dell'istruzione probatoria
PARAGRAFO 1
Della nomina e delle indagini del consulente tecnico

Art. 191

Nomina del consulente tecnico
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Nei casi previsti dagli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con ordinanza ai sensi dell’articolo 183, settimo comma, o con altra successiva ordinanza, nomina un consulente, formula i quesiti e fissa l’udienza nella quale il consulente deve comparire. (1)

II. Possono essere nominati più consulenti soltanto in caso di grave necessità o quando la legge espressamente lo dispone.



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(1) Comma sostituito dall’art. 46, comma 4, della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Contratti bancari - Leasing - Ctu - Rilevabilità d’ufficio - Enucleazione delle criticità - Acquisizione di ogni elemento utile - Indispensabilità in casi di accertamento delle situazioni di fatto con ricorso a specifiche cognizioni tecniche - Necessità.
In materia di contratti bancari, in cui sia stata sollevata la questione di usurarietà dei tassi corrispettivi e di mora, pur nella consapevolezza che la consulenza tecnica d’ufficio non costituisce, in linea di massima, mezzo di prova, ma strumento per la valutazione della prova acquisita, la stessa può costituire fonte oggettiva di prova tutte le volte che opera come strumento di accertamento di situazioni di fatto, rilevabili esclusivamente attraverso il ricorso a determinate cognizioni o strumentazioni tecniche e tale è il caso in cui debbano accertarsi per via contabile le articolate operazioni di rilevamento ed aritmetiche della fattispecie in esame (Cass. Civ. 512/2017, 3191/2006, 5091/2016).  
Va conferito -anche d’ufficio- l’incarico all’ausiliare del Giudice, per la redazione della Consulenza Tecnica d’Ufficio, se l’analisi contenuta negli atti enuclea le criticità. Tanto anche in sede di appello, qualora il Giudice di prime cure non ne abbia rilevato la necessità, ritenendo tale enucleazione generica. (Domenico Fioretti) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 05 Dicembre 2017.


Contratti bancari – Clausole sugli interessi – Contestazione – Onere specificità.
Quando il debitore eccepisce la nullità delle clausole inerenti il computo degli interessi (usura, difetto di pattuizione di interessi ultralegali, contestazione delle valute e/o c.m.s., eccetera), necessariamente assume l’onere di dimostrare se ed in che misura tali interessi indebiti siano stati computati, mentre nessun valore può avere una contestazione generica e puramente labiale, che non indichi in modo specifico le voci passive ritenute indebite, anche con riferimento analitico ai periodi in cui sono state applicate. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Novembre 2016.


Contratti bancari – Interessi – Richiesta di Consulenza tecnica contabile – Onere indicazione specifica doglianze.
La richiesta di consulenza contabile d’ufficio relativa ad un rapporto bancario non può limitarsi ad una generica doglianza, ma deve indicare in modo specifico quali voci passive siano contestate, per quali ragioni e con riferimento a quali periodi, eventualmente anche fornendo un proprio ricalcolo dei rapporti con applicazione degli interessi e delle altre voci ritenute corrette. Infatti l’individuazione di simili criteri è conseguenza di precise scelte giuridiche e dell’applicazione della normativa, per cui è scelta che non può essere demandata al ctu, che fornisce le necessarie cognizioni tecniche per verificare le conseguenze dell’applicazione di determinate condizioni del rapporto, ma che non può decidere la questione, prettamente giuridica, di quali criteri siano applicabili al rapporto, secondo le previsioni dello specifico contratto e la normativa del settore. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Novembre 2016.


Prova civile - Consulenza tecnica - Consulente d'ufficio - Allegazione di soli atti di parte - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie.
In tema di consulenza tecnica d'ufficio, la provenienza unilaterale dei documenti che devono costituire oggetto delle indagini tecniche del consulente, laddove si debbano valutare fatti inerenti alla sfera patrimoniale di una parte (nella specie, i costi aziendali del personale posti a carico dell'ente pubblico dalla convenzione stipulata tra la Regione Siciliana e le Ferrovie dello Stato), non può da sola giustificare la mancata ammissione della consulenza, salvo che si tratti di documenti inadeguati (perché, ad es., irrilevanti o contestati) rispetto alla finalità probatoria invocata dalla parte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Luglio 2016, n. 15421.


Processo civile - Consulenza tecnica d'ufficio - Natura esplorativa - Dimostrazione della irrilevanza della consulenza - Necessità - Deroga al divieto di compiere indagini esplorative - Condizioni - Accertamento di situazioni di fatto che richiede l'ausilio di speciali cognizioni tecniche - Acquisizione da parte del c.t.u. degli elementi necessari a rispondere al quesito anche se non prodotti dalle parti - Fattispecie in tema di rapporti di conto corrente non prodotti dalle parti - Ordine di esibizione - Necessità.
Nonostante non vi sia dubbio che "la mancata disposizione della consulenza tecnica d'ufficio da parte del giudice, di cui si asserisce l'indispensabilità, è incensurabile in sede di legittimità sotto il profilo del vizio di motivazione, laddove la consulenza sia finalizzata ad esonerare la parte dall'onere della prova o richiesta a fini esplorativi alla ricerca di fatti, circostanze o elementi non provati" (Cass., sez. 1^, 5 luglio 2007, n. 15219), tuttavia, quando la parte chieda una consulenza contabile sulla base di una produzione documentale, il giudice non può qualificare come esplorativa la consulenza senza dimostrare che la documentazione esibita sarebbe comunque irrilevante.

Ha natura esplorativa la consulenza finalizzata alla ricerca di fatti, circostanze o elementi non provati dalla parte che li allega (Cass., sez. 1^, 5 luglio 2007, n. 15219, m. 598314), non la consulenza intesa a ricostruire l'andamento di rapporti contabili non controversi nella loro esistenza. E secondo la giurisprudenza di questa corte, è consentito derogare finanche al limite costituito dal divieto di compiere indagini esplorative, "quando l'accertamento di determinate situazioni di fatto possa effettuarsi soltanto con l'ausilio di speciali cognizioni tecniche, essendo in questo caso consentito al c.t.u. anche di acquisire ogni elemento necessario a rispondere ai quesiti, sebbene risultante da documenti non prodotti dalle parti, sempre che si tratti di fatti accessori e rientranti nell'ambito strettamente tecnico della consulenza, e non di fatti e situazioni che, essendo posti direttamente a fondamento della domanda o delle eccezioni delle parti, debbano necessariamente essere provati dalle stesse" (Cass., sez. 3^, 14 febbraio 2006, n. 3191).

E' vero che l'esibizione di documenti non può essere chiesta, ai sensi dell'art. 210 c.p.c., a fini meramente esplorativi, allorquando neppure la parte istante deduca elementi sulla effettiva esistenza del documento e sul suo contenuto per verificarne la rilevanza in giudizio (Cass., sez. L, 20 dicembre 2007, n. 26943). Ma detta ipotesi non ricorre nel caso in cui non possa mettersi in dubbio l'esistenza dei rapporti oggetto di indagine (nella specie di conto corrente non contestati dalla banca) e dunque l'esistenza della documentazione relativa alla loro gestione.

(Nel caso di specie, la Suprema corte ha ritenuto che erroneamente i giudici del merito avessero negato l'ammissione della consulenza contabile e respinto la richiesta di ordinare alla banca l'esibizione della documentazione necessaria alla ricostruzione dei rapporti con gli attori). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 15 Marzo 2016, n. 5091.


Conto corrente bancario – Azione di ripetizione – Accertamento somme dovute – Consulenza tecnica d’ufficio – Criteri per la ricostruzione dell’andamento del rapporto in caso di estratti conto incompleti – Differenti a seconda che ad agire sia la banca o il cliente.
Premesso che il c.t.u. dovrà e potrà esaminare solo la documentazione, e dunque i contratti e gli estratti conto ritualmente depositati in atti, nel rielaborare il calcolo del dovuto, in caso di estratti conto incompleti, bisogna distinguere il caso in cui ad agire sia la banca da quello in cui ad agire sia il cliente. Se agisce la Banca, la ricostruzione dell’andamento del rapporto deve essere effettuata partendo dal saldo del primo estratto conto disponibile se a credito per il cliente; nel caso invece il primo estratto conto disponibile sia a debito per il cliente, occorre ripartire dal saldo zero; nel caso in cui, dopo il primo estratto conto disponibile, manchino estratti conto successivi, la ricostruzione dell’andamento del conto corrente deve essere effettuata soltanto sulla base degli estratti conto effettivamente disponibili e per i soli periodi in cui vi è prova degli estratti. Nel diverso caso in cui sia il correntista ad agire in ripetizione, l’applicazione dei principi generali sul riparto dell’onere della prova deve condurre a ritenere che la ricostruzione dei rapporti di dare/avere sia comunque circoscritta al periodo in relazione al quale risultano prodotti gli estratti conto, senza potere muovere dal saldo zero in caso di un primo estratto conto a debito per il cliente ritualmente prodotto. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Foggia, 17 Febbraio 2016.


Ricorso per l'affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Lesione al diritto alla bigenitorialità - Scelta collocamento del minore - Nomina CTU.
Deve disporsi la CTU (Consulenza Tecnica d'Ufficio) quando il padre lamenta un comportamento della madre che lede il diritto alla bigenitorialità. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 31 Marzo 2015.


Ricorso per l'affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Collocamento provvisorio del minore in corso di CTU - Presso il genitore col quale si trova il minore - Sussiste.
Nelle more della CTU sui genitori diretta ad accertare quale genitore sia in grado di garantire il rispetto della figura dell'altro genitore, deve disporsi, in via provvisoria, il collocamento del minore presso l'abitazione del genitore col quale il minore ha vissuto da quando è cessata la convivenza more uxorio tra le parti. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 31 Marzo 2015.


Patrocinio a spese dello Stato – Effetti dell'ammissione – Liquidazione degli onorari dovuti all'ausiliario del giudice civile – Mancata previsione dell'anticipazione a carico dell'erario, in luogo della prenotazione a debito, consentita se non è possibile la ripetizione dalla parte a carico della quale sono poste le spese processuali, o dalla stessa parte ammessa, per vittoria della causa o per revoca dell'ammissione – Questione di legittimità costituzionale – Manifesta infondatezza.

Accertamento tecnico preventivo – Spese processuali.
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I compensi spettanti al consulente tecnico d’ufficio, nominato in un procedimento in cui la parte ricorrente sia stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato, graveranno sui soggetti di cui all’art. 131 del d.lgs. n. 115 del 2002 ovvero, laddove sia impossibile ripeterli da costoro, se ne potrà chiedere la prenotazione a debito, con successiva liquidazione a carico dell’Erario. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Le spese giudiziali relative all’accertamento tecnico preventivo sono ordinariamente liquidabili, in base al principio della soccombenza, o al termine del relativo procedimento, ogniqualvolta il ricorso introduttivo non sia stato accolto (Corte di cassazione, sentenza 29 marzo 1996, n. 2937), ovvero al termine del conseguente giudizio di merito (Corte di cassazione, sentenza 23 dicembre 1993, n. 12759). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Corte Costituzionale, 06 Febbraio 2013, n. 12.


Consulenza tecnica su disturbi psicologici - Scelta dell'esperto - Psicologo invece di medico - Discrezionalità del giudice - Sussiste..
Nessuna norma impone di affidare a medici piuttosto che a psicologi le consulenze tecniche riguardanti disturbi psicologici; la verifica della concreta qualificazione dell'esperto a rendere la consulenza è compito esclusivo del giudice di merito che, peraltro, nella sua decisione, ben può motivare per relationem richiamando il contenuto della consulenza tecnica di ufficio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Maggio 2012, n. 7452.


Consulente tecnico d'ufficio - Funzioni di pubblico ufficiale - Omesso deposito della consulenza - Inerzia in contrasto con le leggi e le norme amministrative - Delitto di cui all'articolo 338 c.p. - Sussistenza..
Le esigenze di effettività della giurisdizione, alla luce dei principi scaturenti dal diritto comunitario ed in ossequio alla ragionevole durata del processo, impongono di ritenere quale urgente ed indifferibile il compimento dell'attività del consulente tecnico d'ufficio (la cui inerzia diviene per ciò solo indebita, perché in contrasto con le leggi e le norme amministrative tese a disciplinare il dovere del pubblico ufficiale), e ciò anche se i termini di deposito della perizia non siano perentori. Integra, pertanto, il delitto di cui al primo comma dell'articolo 338 c.p. il comportamento di chi, dopo aver assunto l'incarico di consulente tecnico d'ufficio, non provveda al deposito della relazione tecnica e non abbia restituito, seppur sollecitato, le produzioni delle parti ritirate dal fascicolo di causa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sant'Angelo dei Lombardi, 13 Maggio 2011.


Procedimento civile – Prove – Perizia stragiudiziale – Valore indiziario – Sussistenza..
La perizia stragiudiziale, quale prova atipica, pur non avendo piena efficacia probatoria, ha comunque un residuale valore probatorio, sia pure meramente indiziario. (gm) Tribunale Piacenza, 21 Settembre 2009, n. 0.


Provvedimenti in materia fallimentare - Giudice delegato - Utilizzazione di un esperto per la valutazione di un immobile acquisito al fallimento - Richiesta di un creditore concorsuale di partecipare, tramite un consulente di parte, al procedimento di valutazione - Rigetto - Provvedimento del tribunale confermativo, in sede di reclamo, del decreto del giudice delegato - Impugnazione con ricorso per cassazione - Inammissibilità.
Il decreto del tribunale fallimentare, confermativo del decreto del giudice delegato, con il quale questo abbia respinto la richiesta di un creditore del fallito, inteso ad ottenere che l'esperto nominato per la stima degli immobili da porre in vendita proceda all'espletamento dell'incarico in contraddittorio con un consulente di parte nominato dall'istante, non è impugnabile con ricorso straordinario per cassazione, atteso che non ha carattere decisorio, non implicando il coinvolgimento di posizioni di diritto soggettivo, ma soltanto carattere ordinatorio, essendo volto ad escludere una non prevista e non necessaria partecipazione del creditore (attraverso un consulente di parte) al procedimento per la liquidazione dei beni acquisiti al fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Aprile 2001, n. 4919.