LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE II
Della trattazione della causa

Art. 185-bis

Proposta di conciliazione del giudice (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice, alla prima udienza, ovvero sino a quando e' esaurita l'istruzione, formula alle parti ove possibile, avuto riguardo alla natura del giudizio, al valore della controversia e all'esistenza di questioni di facile e pronta soluzione di diritto, una proposta transattiva o conciliativa. La proposta di conciliazione non puo' costituire motivo di ricusazione o astensione del giudice.



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(1) Articolo aggiunto dall'art. 77 del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, entrato in vigore il 22 giugno 2013 e convertito in legge, con modificazioni dalla legge 20 agosto 2013, n. 194.

GIURISPRUDENZA

Procedimento civile – Spese giudiziali in materia civile – Rigetto domande – Comportamento processuale – Rifiuto proposta di conciliazione del giudice – Condanna alle spese di giudizio ex art. 92 c.p.c..
Le spese di lite devono essere poste a carico della madre, attesa la soccombenza rispetto alle domande dalla stessa proposte e considerato il comportamento processuale assunto specie a fronte della chiara proposta di conciliazione ex art. 185bis c.p.c formulata dal Giudice Istruttore. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Maggio 2017.


Proposta conciliativa del giudice – Art. 185-bis c.p.c. – Importo oggetto della possibile transazione – Riduzione ragionevole – Sussiste.
La proposta transattiva del giudice, ex art. 185-bis c.p.c., può prevedere una ragionevole e significativa decurtazione degli importi spettanti alla parte creditrice, in considerazione della speciale utilità che essa ricaverebbe da una soluzione transattiva in termini sia di rapidità della chiusura della procedura che di scongiuramento del rischio esecutivo successivo ad una eventuale sentenza anche solo parzialmente favorevole. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08 Luglio 2014.


Proposta conciliativa del giudice – Art. 185-bis c.p.c. – Corso sproporzionato della lite – Riserva di mediazione in caso di rifiuto immotivato della proposta – Sussiste..
Al cospetto di una causa che, già in itinere, abbia avuto un corso sproporzionato rispetto ai termini reali della controversia, è opportuno che il giudice formuli una proposta conciliativa, sulla base dei fatti pacifici e non contestati; ove le parti rifiutino immotivatamente la proposta, il giudice ben può avviarle alla mediazione ai sensi dell’art. 5 comma II d.lgs. 28/2010 (cd. mediazione ex officio). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Marzo 2014.


Art. 185-bis c.p.c. – Introduzione di una fase conciliativa nel processo – Collaborazione tra Giudice ed Avvocati – Sussiste.

Art. 185-bis c.p.c. – Rimessione in istruttoria per formulare la proposta conciliativa – Sussiste.
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Dall’introduzione dell’art. 185-bis c.p.c. discende la necessità, più che la possibilità, di iniziare sistematicamente una conciliazione secondo le seguenti direttive: 1) Responsabilizzazione dei difensori che, sia pure su impulso ed indirizzo del giudice, si vedono investiti di una proposta che possono gestire ulteriormente con i loro assistiti, ai fini di una composizione; 2) Necessità di attivare programmi sistematici di fuoriuscita dal processo nelle controversie di modesto valore, inferiore ad euro 10.000, salvo casi particolari da individuare con criteri predeterminati; 3) Necessità che non si protragga un contenzioso praticamente inutile in quanto in tutto o in parte si tratta di questioni “seriali” su cui il giudice si è già pronunciato, magari con sentenze “pilota” (es., rapporti bancari in materia di anatocismo e cms). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Il giudice può rimettere la causa in istruttoria per formulare una proposta conciliativa ex art. 185-bis c.p.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Fermo, 21 Novembre 2013.


Art. 185-bis c.p.c. – Proposta conciliativa del giudice – Con riferimento a questioni estranee alla lite ma connesse al suo oggetto – Possibilità – Sussiste..
L’art. 185-bis c.p.c. – che prevede il potere del giudice di rivolgere alle parti proposte conciliative – può tenere conto anche delle questioni di lite tra le parti, non oggetto dello specifico processo pendente, ma pur sempre connesse con lo stesso di modo che l’assetto conciliativo vada a comporre il conflitto nel suo complesso non limitandosi a definire la singola controversia. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14 Novembre 2013.


Proposta Conciliativa del giudice – Art. 185-bis c.p.c. – Accordo delle parti a verbale – Titolo esecutivo – Sussiste..
Ove le parti del processo aderiscano alla proposta conciliativa del giudice, formulata ex art. 185-bis c.p.c., il Tribunale può dichiarare estinto il giudizio, ratificando l’accordo conciliativo intervenuto che, se raccolto nel verbale di udienza, costituisce titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Nocera Inferiore, 07 Novembre 2013.


Art. 185-bis c.p.c., introdotto dal Decreto legge 21 giugno 2013 n. 69 – Proposta conciliativa del giudice – Contenzioso in cui preferibile rivolgere la proposta – Cause seriali. .
L’art. 185-bis c.p.c. risponde all’esigenza che non si protragga un contenzioso inutile in quanto in tutto o in parte avente ad oggetto questioni “seriali” su cui il giudice si è già pronunciato, magari con sentenze “pilota” (es., rapporti bancari in materia di anatocismo e cms). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Fermo, 17 Ottobre 2013.


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  Tribunale Monza, 03 Ottobre 2013.


Proposta di mediazione del giudice – Art. 185-bis c.p.c. – Questioni di facile soluzione – Prevedibilità della decisione – Sussiste..
L’esistenza di una questione di facile e pronta soluzione di diritto, che legittima l’applicazione dell’art. 185-bis c.p.c., trova il suo fondamento logico nell'evidente dato comune che è meno arduo pervenire ad un accordo conciliativo o transattivo se il quadro normativo dentro il quale si muovono le richieste, le pretese e le articolazioni argomentative delle parti sia fin dall'inizio sufficientemente stabile, chiaro e in quanto tale prevedibile nell'esito applicativo che il Giudice ne dovrà fare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Settembre 2013.


Art. 185-bis c.p.c., introdotto dal decreto legge 21 giugno 2013 n. 69 – Proposta conciliativa del giudice – Applicabilità ai processi pendenti – Sussiste – Tempus regit actum (art. 185-bis c.p.c.).

Art. 185-bis c.p.c., introdotto dal decreto legge 21 giugno 2013 n. 69 – Proposta conciliativa del giudice – Limite al potere del giudice di formulare la proposta – Chiusura dell’istruttoria – Sussiste (art. 185-bis c.p.c.).
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L’art. 185-bis c.p.c. – che prevede il potere del giudice di rivolgere alle parti proposte conciliative – è norma applicabile ai processi pendenti in applicazione del principio tempus regit actum: infatti, l’art. 77 del decreto legge 69/2013, che introduce la proposta di conciliazione del giudice, non contempla disposizioni transitorie e il suo regime di efficacia temporale discende dalla norma finale, art 86, per cui il decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione (21 giugno 2013 data di pubblicazione in GU). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

L’art. 185-bis c.p.c. deve essere inteso nel senso che l’ufficio è tenuto alla proposta conciliativa/transattiva nella fase della trattazione (prima udienza) o nella fase dell’istruzione, ma, esaurita e chiusa l’istruttoria, non sussiste più per il giudice il potere dovere di formulare una ipotesi conciliativa o transattiva ai sensi e con gli effetti di cui all’art. 185 bis cpc. Questo significato della norma è imposto: dalla sua interpretazione letterale, in quanto l’espressione “sino a quando è esaurita l’istruzione” indica esplicitamente come limite dell’attività del giudice di formulare i termini della transazione o della conciliazione quello della fase istruttoria; dall’interpretazione logico sistematica, in quanto stabilire il potere dovere del giudice di formulare, non potendo ciò avvenire se non in termini sufficientemente specifici e dettagliati, alle parti una ipotesi conciliativa o transattiva della controversia, in una fase in cui è già chiusa l’attività istruttoria e non resta che rimettere le parti alla decisione, significherebbe imporre al giudice di anticipare esplicitando il contenuto della ipotesi transattiva/conciliativa la sua probabile decisione finale, senza che agli atti possa sopravvenire alcun nuovo elemento istruttorio utilizzabile per la decisione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 04 Luglio 2013.


Art. 185-bis c.p.c., introdotto dalla legge 21 giugno 2013 n. 69 – Proposta conciliativa del giudice – Applicabilità ai processi pendenti – Sussiste – Tempus regit actum.

Art. 185-bis c.p.c., introdotto dalla legge 21 giugno 2013 n. 69 – Proposta conciliativa del giudice – Applicabilità nei procedimenti civili diversi da quelli soggetti al rito ordinario – Sussiste.
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L’art. 185-bis c.p.c. – che prevede il potere del giudice di rivolgere alle parti proposte conciliative – è norma applicabile ai processi pendenti, vista l’immediata entrata in vigore, ex art. 86 del d.l. 69/2013, e in applicazione del principio tempus regit actum. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

L’art. 185-bis c.p.c. – che prevede il potere del giudice di rivolgere alle parti proposte conciliative – pur non espressamente richiamato nel rito famiglia, costituisce l’espressione di un principio generale (e infatti si rinviene anche nell’art. 420 c.p.c.), anche per il fatto di distinguere espressamente tra proposta transattiva e conciliativa e per la difficoltà di ammettere settori o comparti divisi dell’ordinamento in cui il giudice possa o non possa aiutare i litiganti a pervenire ad un assetto condiviso per la soluzione pacifica della causa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 26 Giugno 2013.


Art. 185-bis c.p.c., introdotto dal Decreto legge 21 giugno 2013 n. 69 – Proposta conciliativa del giudice – Applicabilità ai processi pendenti – Sussiste – Tempus regit actum.

Art. 185-bis c.p.c., introdotto dal Decreto legge 21 giugno 2013 n. 69 – Proposta conciliativa del giudice – Applicabilità nei procedimenti civili diversi da quelli soggetti al rito ordinario – Sussiste.
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L’art. 185-bis c.p.c. – che prevede il potere del giudice di rivolgere alle parti proposte conciliative – è norma applicabile ai processi pendenti, vista l’immediata entrata in vigore, ex art. 86 del d.l. 69/2013, e in applicazione del principio tempus regit actum. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

L’art. 185-bis c.p.c. – che prevede il potere del giudice di rivolgere alle parti proposte conciliative – pur non espressamente richiamato nel rito famiglia, costituisce l’espressione di un principio generale (e infatti si rinviene anche nell’art. 420 c.p.c.), anche per il fatto di distinguere espressamente tra proposta transattiva e conciliativa e per la difficoltà di ammettere settori o comparti divisi dell’ordinamento in cui il giudice possa o non possa aiutare i litiganti a pervenire ad un assetto condiviso per la soluzione pacifica della causa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 26 Giugno 2013.