LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE II
Della trattazione della causa

Art. 184-bis

Rimessione in termini (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

Articolo abrogato.



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(1) Articolo abrogato dall’art. 46, comma 3, della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Procedimento civile - Rimessione in termini per la produzione di prove - Applicazione alle situazioni interne al giudizio - Documenti preesistenti che la parte era impossibilitata a produrre - Documenti sopravvenuti alla scadenza del termine..
L'ambito di applicazione del disposto di cui all'art. 184 bis c.p.c. - il quale prevede la rimessione nei termini per la produzione di prove che la parte non abbia potuto presentare in precedenza per causa a lei non imputabile - deve ritenersi limitato esclusivamente a quelle situazioni interne al giudizio, ossia verificatesi nell'ambito del suo svolgimento; ne deriva che la possibilità di ricorrere a tale istituto per il deposito di documenti sussisterà solo ove risulti che questi ultimi esistessero già in precedenza, ma la loro acquisizione sia stata resa impossibile a causa di un ostacolo non dovuto a colpa della parte, ovvero siano sopravvenuti alla scadenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli - Portici, 15 Marzo 2011.


Procedimento civile - Termini processuali - Mancata costituzione nel giudizio di primo grado a causa di infedele patrocinio del difensore - Istanza di rimessione in termini in appello ex art. 184 bis cod. proc. civ. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento.
La rimessione in termini, disciplinata dall'art. 184 bis cod. proc. civ., "ratione temporis" applicabile, non può essere riferita ad un evento esterno al processo, impeditivo della costituzione della parte, quale la circostanza dell'infedeltà del legale che non abbia dato esecuzione al mandato difensivo, giacchè attinente esclusivamente alla patologia del rapporto intercorrente tra la parte sostanziale e il professionista incaricato ai sensi dell'art. 83 cod. proc. civ. che può assumere rilevanza soltanto ai fini di un'azione di responsabilità promossa contro quest'ultimo, e non già, quindi, spiegare effetti restitutori al fine del compimento di attività precluse alla parte dichiarata contumace, o, addirittura, comportare la revoca, in grado d'appello, di tale dichiarazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 04 Marzo 2011, n. 5260.


Opposizione a decreto ingiuntivo - Costituzione dell’opponente - Dimezzamento automatico dei termini - Sezioni Unite 19246/2010 - Overruling - Rimessione in termini - Atto già espletato - Non necessità della ripetizione - Sussiste..
In materia di opposizione a decreto ingiuntivo, quanto al recente intervento delle SSUU n. 19246 del 2010, la norma sulla rimessione in termini va interpretata nel caso di specie quale strumento per evitare che dal mutamento dell’orientamento giurisprudenziale già consolidato derivi alla parte incolpevole un pregiudizio processuale non riparabile, e che pertanto, al fine di ottenere tale risultato costituzionalmente necessario, la restituzione delle facoltà processuali altrimenti precluse alla parte incolpevole non necessita di sua apposita istanza e non deve necessariamente sempre attuarsi con la possibilità di compiere l’atto processuale la cui mancanza dovrebbe generare la decadenza. Difatti, nelle ipotesi in cui lo stesso atto sia stato già espletato ma sia tardivo secondo il mutato orientamento giurisprudenziale, la restituzione in termini può anche concretizzarsi nel ritenere l’adempimento comunque  tempestivo, senza necessità di ripeterlo, così evitando alla parte che in buona fede lo abbia compiuto la sanzione processuale, e ad entrambe le parti la regressione del processo e l’invalidazione “ex post” di tutti gli altri atti del giudizio (esito a sua volta in contrasto con il principio del giusto processo, ed in particolare con la ragionevole durata del giudizio). Del resto, questa seconda modalità di restituzione in termini non si traduce neppure in un pregiudizio per la controparte opposta che a sua volta aveva aderito all’orientamento di legittimità all’epoca già consolidato, costituendosi nel termine ordinario senza nulla eccepire in ordine alla tempestività della costituzione della controparte ma difendendosi puntualmente nel merito. (gb) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi - Francavilla Fontana, 22 Novembre 2010.


Rimessione in termini – Applicabilità al processo societario – Termine ultimo per la proposizione dell’istanza. .
L’art. 184 bis c.p.c. codifica un principio generale dell’ordinamento processuale che deve ritenersi implicitamente richiamato dall’art. 1 del d. lgs. n. 5/2003, mancando ogni ragione che induca a ritenerne l’incompatibilità con il processo societario. Nell’ambito di tale processo, la rimessione in termini potrà pertanto essere richiesta fino a quando il collegio non abbia trattenuto la causa per la decisione. (Nel caso di specie è stata ritenuta ammissibile la produzione di documenti con la comparsa conclusionale perché di formazione successiva alla chiusura della fase istruttoria). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 20 Febbraio 2007, n. 0.